{"id":2561,"date":"2017-11-05T17:58:18","date_gmt":"2017-11-05T16:58:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2561"},"modified":"2017-11-06T11:43:23","modified_gmt":"2017-11-06T10:43:23","slug":"la-saga-gian-franco-ricci-albergotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/la-saga-gian-franco-ricci-albergotti\/","title":{"rendered":"La &#8220;saga&#8221; di Gian Franco Ricci Albergotti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Scrive a penna. \u201cRigorosamente una Montblanc \u2013 spiega, mentre amabilmente fa gli onori di casa e conversa nel bel salotto della sua abitazione padronale in pieno centro ad Arezzo \u2013 Perch\u00e9 corre alla velocit\u00e0 del mio pensiero, che cos\u00ec non si incespica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gian Franco Ricci Albergotti. \u00c8 rigoroso e vigoroso questo avvocato della signorile Arezzo, quella per intenderci dello stesso Licio Gelli, di cui \u00e8 stato legale. La via del Foro e una trentina d&#8217;anni ad insegnare diritto processuale alla Facolt\u00e0 di Bologna, laddove lui stesso si laure\u00f2. Ed ora, affianco alla carriera universitaria cui pare non voler ancora rinunciare (prossima meta la Sapienza), ecco il successo in veste di romanziere. Un fluire di trama e di prosa in cui davvero pare non avere indugi. Tenendo le redini narrative di personaggi che dipanano le loro vicende, non solo tra le tante pagine di un primo volume gi\u00e0 edito con il titolo di <em>Quetzal<\/em>, ma anche in fieri, nel sequel dei due romanzi a venire, <em>Miramar <\/em>e <em>Chan Santa Cruz<\/em>. Amalgamando senza difficolt\u00e0 l&#8217;approfondimento storico degli episodi relativi alla colonizzazione spagnola del Messico di quegli anni, con le storie di pura fantasia che hanno preso ispirazione in lui dalle tante dotte letture e dalle molteplici passioni culturali, non ultima la musica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSono ossessionato dalla forma, dal bello scrivere \u2013 rivela, quando gli domandiamo come possa venirgli cos\u00ec naturale il possedere con tanta padronanza e naturalezza questo nuovo mestiere \u2013 Ho letto tanti classici francesi, che adoro: da Fran\u00e7ois Rabelais a Th\u00e9ophile Gautier, da Alphonse Daudet a Stendhal. Scritture che fanno accapponare la pelle nella loro eleganza espressiva. E poi ho scritto tanto, tanti libri di diritto sino ad ora. Questo mi ha allenato alla precisione, alla logica, all&#8217;ordine e alla comparazione. Cos\u00ec quando ho trovato il primo episodio, tutto il resto si \u00e8 succeduto a catena. Come un fiume in piena, \u00e8 stato facile. Com&#8217;\u00e8 il \u201clegato\u201d nella musica, cos\u00ec \u00e8 in letteratura. E stato cos\u00ec per me. Quando ho finito di scrivere <em>Quetzal<\/em>, gi\u00e0 immaginavo una cinepresa che da distante si avvicina alla tenuta de&#8217; La Luz, come nei titoli di testa di un film&#8230;\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco allora che, seguendo la traccia di alcune nostre domande, Gian Franco Ricci Albergotti ci conduce alla scoperta dei suoi scritti, che presto \u2013 appunto, ci anticipa \u2013 verrano tradotti in pellicola. Nientedimeno che, come serial televisivo prodotto da Gianni Bozzacchi: questo il suo annuncio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(avvertenza: la seguente intervista contiene spoiler della trama dei romanzi)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ha avuto tutto inizio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2563 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/quetzal-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/quetzal-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/quetzal.jpg 333w\" sizes=\"auto, (max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/>Quetzal<\/em> \u00e8 uscito per la prima volta sul mercato americano lo scorso anno, nel 2016, per l&#8217;editore Xlibris in lingua inglese, ed entro il 2017 sar\u00e0 edito anche in Italia. Il titolo prende il nome da un uccello mitico che vive nelle foreste guatemalteche. Si dice che, se catturato e tenuto in cattivit\u00e0, questo muoia il giorno dopo. Quetzal vuole allora rappresentare la libert\u00e0 assoluta, come simbolo della redenzione gli antichi Maya dallo stato di schiavit\u00f9 imposto loro in Messico dai colonizzatori spagnoli. Mi sono infatti ispirato proprio a questo vicende, quando \u2013 preparandomi ad un viaggio in Messico attraverso molte letture \u2013 approdai alla notizia della battaglia, nella prima met\u00e0 del 1800, in cui l&#8217;esercito composto di indios, armato e mandato a combattere contro le truppe americane, invece di sparare al nemico si rivolt\u00f2 contro i padroni, liberandosi dallo stato di schiavit\u00f9 in cui versava e prendendo possesso della capitale dello Yucatan all&#8217;incirca per un anno, finch\u00e9 gli indios non vollero far ritorno ai propri campi e vennero nel tragitto sterminati dai messicani. Non riuscivo a togliermi dalla testa questa vicenda, e attorno a questo fatto storico ho costruito la mia storia, rendendo la tenuta aristocratica de&#8217; La Luz, il fulcro del romanzo. Attorno a questa casa, ruota la vita dei tre personaggi principali. Don Hernando Gutierrez, il vedovo a capo della famiglia, colui che ha un buon rapporto con gli indios. Al contrario di sua sorella, Do\u00f1a Asunti\u00f3n, bella donna di una certa et\u00e0, dura come il nome che porta. Con loro, il nipote Ram\u00f3n, un giovane dedito al divertimento, attorno al quale, a loro volta, si avvicendano le figure di tre donne. Consuelo, la fidanzata ufficiale. Una indios bellissima, con cui egli ha rapporti furtivi nella foresta. E infine la ragazza americana a capo della delegazione del suo Paese, venuta a trattare in termini economici per evitare il combattimento ormai prossimo. Un incontro di diversit\u00e0, quella americana e quella messicana, che \u00e8 anche rappresentato nelle due bandiere in copertina del volume. Attraverso un lungo percorso formativo, che \u00e8 anche un viaggio attraverso quelle terre, tra poveri e signori, Ram\u00f3n giunger\u00e0 a maturare come personaggio fondamentale della storia, salvando la famiglia Gutierrez, laddove il romanzo chiuder\u00e0 con la nascita del Messico Nuovo e la celebrazione del primo indio presidente, Benito Juarez.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma le vicende di Ram\u00f3n non possono dirsi affatto concluse&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2564 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/miramar-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"238\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/miramar-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/miramar-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/miramar-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/miramar-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/miramar-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/miramar-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"auto, (max-width: 238px) 100vw, 238px\" \/>Niente affatto. Poich\u00e9 il suo personaggio si innesta con un ruolo chiave anche nel mio secondo romanzo, <em>Miramar<\/em> \u2013 in uscita in America proprio in questi giorni &#8211; che procede raccontando la vicenda secondo la quale, con l&#8217;appoggio di Napoleone III, venne offerta la corona del Messico a Massimiliano d&#8217;Asburgo. Colui che appunto fece costruire il Castello di Miramare a Trieste attorno al 1855 e a cui Carducci dedica l&#8217;omonima poesia <em>Miramar<\/em>. Fratello di Francesco Giuseppe, Imperatore d&#8217;Austria, e sposo di Carlotta del Belgio (che, nel romanzo, si sveglia madida di sudore da una notte di funesto presagio). Poich\u00e9 Massimiliano chiede d&#8217;esser consigliato in loco, da un aristocratico fuori dagli schemi, ecco entrare in gioco Ram\u00f3n che, morto nel frattempo il padre, \u00e8 diventato proprietario de&#8217; La Luz. Come amico fidato, egli parte dunque per stendere un rapporto su quelle terre da consegnare all&#8217;Asburgo e cos\u00ec conosce la povert\u00e0 in cui versano gli indios. Cogliendo in Massimiliano un uomo perbene, Ram\u00f3n cercher\u00e0 di istradare l&#8217;amico alla comprensione di come sia meglio che il Messico si governi da solo, senza intrusioni. Ma nel frattempo, visto il malcontento dei francesi, Napoleone III ritirer\u00e0 il supporto delle proprie truppe a Massimiliano, che rester\u00e0 senza il supporto di un esercito. Di qui, il romanzo si biforca: i due uomini in Messico e le loro due donne in giro per l&#8217;Europa a chieder aiuto, Pontefice compreso. Il libro si conclude con la fucilazione, eroica, con cui perde\u00a0 la vita Massimiliano. La trilogia approda quindi a <em>Chan Santa Cruz<\/em> con un Ram\u00f3n ormai cinquantenne, tornato a La Luz. Il romanzo prende il titolo dall&#8217;omonima terra che venne data data ai Maya e che porta con s\u00e9 la leggenda della \u201cpiccola croce parlante\u201d, secondo cui si dice che il Dio incit\u00f2 gli indios al massacro dei bianchi di Tepic. Qui, nell&#8217;ultimo capitolo, Ram\u00f3n, nonostante l&#8217;et\u00e0, \u00e8 alle prese con una scena d&#8217;amore. Sto terminando di scrivere in questo periodo, ma gli americani mi chiedono di esplicitare un po&#8217; troppo alcuni particolari, amano scene di sesso troppo spinte per i miei gusti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entro quest&#8217;anno dunque l&#8217;impegno a consegnare il terzo romanzo, e poi che altro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un contratto televisivo. Sto concludendo le trattative per un serial televisivo con un&#8217;importante rete. Al\u00a0 momento ho assunto dei pre-sceneggiatori, di modo che possano essere scadenzate le puntate e si riesca a stimare in modo abbastanza preciso il budget necessario per realizzarlo. Produttore sar\u00e0 il mio amico Gianni Bozzacchi, il celebre fotografo personale di Liz Taylor e di tante altre meravigliose attrici, con la sua Triworld Cinema, la casa di produzione italoamericana che, per intenderci, ha gi\u00e0 prodotto il film biografico su Enzo Ferrari con Robert De Niro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrive a penna. \u201cRigorosamente una Montblanc \u2013 spiega, mentre amabilmente fa gli onori di casa e conversa nel bel salotto della sua abitazione padronale in pieno centro ad Arezzo \u2013 Perch\u00e9 corre alla velocit\u00e0 del mio pensiero, che cos\u00ec non si incespica\u201d. 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