{"id":2584,"date":"2017-11-08T09:46:14","date_gmt":"2017-11-08T08:46:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2584"},"modified":"2017-11-08T09:48:38","modified_gmt":"2017-11-08T08:48:38","slug":"la-scultura-introspettiva-kenjiro-azuma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/la-scultura-introspettiva-kenjiro-azuma\/","title":{"rendered":"La scultura introspettiva di Kenjir\u014d Azuma"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A un anno dalla scomparsa, <a href=\"http:\/\/www.pistoia17.it\/it\/\">Pistoia Capitale Italiana della Cultura<\/a> omaggia Kenjir\u014d Azuma, che fu allievo di Marino Marini e svilupp\u00f2 una sua personale visione della scultura. A <a href=\"http:\/\/www.fondazionemarinomarini.it\/mostraincorso.php\">Palazzo del Tau<\/a>, fino al 7 gennaio 2018.<\/p>\n<div id=\"attachment_2586\" style=\"width: 231px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2586\" class=\"wp-image-2586 \" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kengiro-Azuma-Uomo-seduto-1957-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kengiro-Azuma-Uomo-seduto-1957-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kengiro-Azuma-Uomo-seduto-1957-682x1024.jpg 682w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kengiro-Azuma-Uomo-seduto-1957-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kengiro-Azuma-Uomo-seduto-1957-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kengiro-Azuma-Uomo-seduto-1957.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><p id=\"caption-attachment-2586\" class=\"wp-caption-text\">Uomo seduto, 1957<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si accosta all&#8217;opera di Kenjir\u014d Azuma (1929-2016) con quel rispetto che si prova davanti a qualcosa di sacro, stante l\u2019afflato spirituale che la sua scultura possiede. Una scultura che spiega l\u2019uomo, e non viceversa, che nasce dall\u2019urgenza morale di dare un senso alla propria esistenza. Infatti, la carriera artistica di Azuma \u00e8 stata la risposta a un profondo vuoto spirituale: a seguito della sconfitta militare dell\u2019Impero Giapponese del settembre 1945, le dure condizioni di pace imposte dal governo statunitense prevedevano anche l\u2019abolizione della statura divina dell\u2019allora imperatore Hirohito. Dopo un millennio, cadeva uno dei capisaldi della cultura giapponese, e cadevano anche le certezze di Azuma, kamikaze mancato dell\u2019aviazione giapponese e uomo in profonda crisi spirituale in quell\u2019immediato dopoguerra, che si sente smarrito in un Giappone colpito dalle due devastanti bombe H di Hiroshima e Nagasaki. \u00abLa mia arte \u00e8 una ricerca per ricostruire me stesso\u00bb. Niente spiega il senso dell\u2019arte di Azuma in maniera pi\u00f9 efficace delle sue stesse parole. Attraverso quel continuo esplorare i meandri della materia, lo scultore la manipola e la plasma come fosse la pagina di un ideale diario cui affidare riflessioni e sensazioni, dubbi e paure, e da personale il suo discorso artistico si fa universale, afferente al mistero dell\u2019uomo nella sua totalit\u00e0. Per questo, una volta raggiunta la maturit\u00e0 artistica, abbandon\u00f2 la rappresentazione antropomorfa per dedicarsi a quella dell\u2019anima. Per questa ragione le sue opere possiedono una leggerezza che non \u00e8 soltanto materiale, ma anche e soprattutto spirituale.<\/p>\n<div id=\"attachment_2587\" style=\"width: 320px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2587\" class=\"wp-image-2587 \" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kengiro-Azuma-MU-780-1978-295x300.jpg\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kengiro-Azuma-MU-780-1978-295x300.jpg 295w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kengiro-Azuma-MU-780-1978-1006x1024.jpg 1006w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kengiro-Azuma-MU-780-1978-768x782.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kengiro-Azuma-MU-780-1978.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><p id=\"caption-attachment-2587\" class=\"wp-caption-text\">MU &#8211; 780, 1978<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, per citare Nathaniel Hawthorne, il chiaro di luna \u00e8 una scultura, allora Azuma scolpisce quell\u2019impalpabile leggerezza a met\u00e0 fra l\u2019onirico e lo zen, attraverso un linguaggio stilistico scarno, al limite dell\u2019elementare, cercando di dare ordine a spazi, bisogni, pensieri, ragionamenti. Con pochi, sapienti tratti &#8211; al punto da richiamare alla mente la \u201csublime povert\u00e0\u201d del vocabolario di Leopardi suggerita da Giuseppe Momigliano -, Azuma unisce la scultura all\u2019architettura, dimostrando una propensione all\u2019astrazione di carattere geometrico oltre che biomorfo, sempre mantenendo, per\u00f2, quell\u2019atmosfera \u201cprimitiva\u201d che lo lega a un\u2019interiorit\u00e0 atavica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Formatosi all\u2019Universit\u00e0 di Tokyo fra il 1949 e il 1953,\u00a0dopo la laurea in scultura giunse a Milano nel 1956 grazie a una borsa di studio, e a Brera divenne prima allievo e poi assistente di Marino Marini, un artista che aveva molto studiato e ammirato gi\u00e0 negli anni universitari. Al pari del maestro toscano, anche Azuma ebbe viva la curiosit\u00e0 per quanto accadeva nel mondo dell\u2019arte, nella ricerca di un suo stile personale, rimase affascinato dalle sperimentazioni spaziali che sin dagli anni Trenta avevano portato avanti scultori come Barbara Hepworth, Henry Moore, Jean Arp, ma anche artisti come Fontana e Scheggi. Se <em>l\u2019Uomo seduto <\/em>(1957) ancora richiama alla poetica di Marini, gi\u00e0 pochissimi anni dopo Azuma percorre il suo personale sentiero, e si ispira allo spazialismo per esprimere la sua ricerca interiore; piani e corpi forati, come le celeberrime gocce, esprimono la nettezza formale tipica del pensiero filosofico giapponese di armonia cosmica. Nel cercarla, Azuma si muove fra pieni e vuoti, luci e ombre, levit\u00e0 e gravit\u00e0, i vari yin e yang della composita realt\u00e0 umana, ognuno dei quali necessario a mantenerne l\u2019unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scultura di Azuma si sviluppa, materiale antico per eccellenza, che per\u00f2 riveste di modernit\u00e0 a partire dagli anni Sessanta, quando d\u00e0 avvio a un\u2019indagine che \u00e8 spaziale e concettuale insieme. Tuttavia, pur esponendo opere pregevoli, la mostra non approfondisce la poetica scultorea di Azuma, e lascia l\u2019impressione di un\u2019occasione in parte mancata, l\u2019ennesima all\u2019interno di una vetrina importante come \u00e8 il ruolo di Capitale Italiana della Cultura, ma che la precedente amministrazione non \u00e8 stata capace di cogliere. Infatti, bisogna considerare come le mostre degli autori pi\u00f9 importanti del cartellone siano state inaugurate nell\u2019ultimo terzo dell\u2019anno, a partire da luglio Boldini, seguendo poi Marini in settembre e appunto Azuma lo scorso 22 ottobre, quando almeno la mostra di Marini (l\u2019artista pistoiese pi\u00f9 importante e il pi\u00f9 conosciuto nel mondo), avrebbe potuto accompagnare tutta la durata dell\u2019anno della Capitale. La stessa cittadinanza pistoiese, in larga parte, ha vissuto questa vetrina con distacco e anche indifferenza, delusa dalla mancanza di un\u2019organizzazione culturalmente all\u2019altezza. Si \u00e8 infatti data priorit\u00e0 a una serie di eventi minori, come la mostra su Gavazzi a Palazzo Fabroni, che hanno per\u00f2 data l\u2019impressione di una \u201ccapitale\u201d assai provinciale, priva di un respiro europeo, o almeno nazionale. Poca promozione, poche mostre di alto livello, e non sempre ben gestite: questa su Azuma, cos\u00ec come l\u2019altra dedicata a Giovanni Pisano, sono gli esempi pi\u00f9 calzanti delle occasioni perse, di quella mancanza di competenza culturale che da Nord a Sud avvilisce l\u2019intero Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A un anno dalla scomparsa, Pistoia Capitale Italiana della Cultura omaggia Kenjir\u014d Azuma, che fu allievo di Marino Marini e svilupp\u00f2 una sua personale visione della scultura. A Palazzo del Tau, fino al 7 gennaio 2018. Ci si accosta all&#8217;opera di Kenjir\u014d Azuma (1929-2016) con&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":2585,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[67,69,1],"tags":[142,615,613,616,614,540],"class_list":["post-2584","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-cultura","category-magazine-en","tag-arte","tag-fondazione-marino-marini","tag-kenjiro-azuma","tag-palazzo-del-tau","tag-pistoia","tag-scultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2584","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2584"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2584\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2585"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2584"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2584"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2584"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}