{"id":2591,"date":"2017-11-10T15:04:27","date_gmt":"2017-11-10T14:04:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2591"},"modified":"2017-12-24T23:03:34","modified_gmt":"2017-12-24T22:03:34","slug":"gli-splendori-del-cardinal-leopoldo-nelle-opere-della-sua-collezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/gli-splendori-del-cardinal-leopoldo-nelle-opere-della-sua-collezione\/","title":{"rendered":"Gli splendori del Cardinal Leopoldo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nel quarto centenario della nascita, Firenze omaggia uno dei suoi ultimi mecenati, quel Cardinal Leopoldo che con la sua lungimiranza dette avvio a molte delle collezioni che ancora oggi si ammirano nei musei cittadini. A <a href=\"https:\/\/www.uffizi.it\/eventi\/leopoldo-de-medici-principe-dei-collezionisti\">Palazzo Pitti<\/a>, fino al 28 gennaio 2018.<\/p>\n<div id=\"attachment_2594\" style=\"width: 276px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2594\" class=\"wp-image-2594 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Lorenzo-Lotto-Ritratto-di-giovane-uomo-Firenze-Gallerie-degli-Uffizi-266x300.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Lorenzo-Lotto-Ritratto-di-giovane-uomo-Firenze-Gallerie-degli-Uffizi-266x300.jpg 266w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Lorenzo-Lotto-Ritratto-di-giovane-uomo-Firenze-Gallerie-degli-Uffizi.jpg 621w\" sizes=\"auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><p id=\"caption-attachment-2594\" class=\"wp-caption-text\">Lorenzo Lotto, Ritratto di giovane uomo, Gallerie degli Uffizi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel lontano 1617 Firenze, e l\u2019Italia tutta, avevano ormai perso il primato culturale in Europa, stante l\u2019involuzione civile e culturale portata dal vento della Controriforma, voluta dallo Stato Pontifico e severamente mantenuta dall\u2019ordinamento spagnolo che, per via diretta o indiretta, vigeva su buona parte della Penisola, ridotta di fatto a una colonia di Madrid. Sulle rive dell\u2019Arno si era ormai esaurita quella spinta civile e politica che aveva avuti in Lorenzo e Cosimo i suoi pi\u00f9 mirabili esempi, cos\u00ec come si era inaridito il clima culturale, che aveva visto eccellere, fra gli altri, Leonardo e Michelangelo, Piero di Cosimo e Baccio Bandinelli. Ma, seppur in tono minore, Firenze non smarr\u00ec il suo rango di capitale della cultura, e all\u2019interno della dinastia Medici si contarono illuminati esempi di raffinata passione per l\u2019arte e il bello.\u00a0Fra i continuatori della tradizione di famiglia, si pone il principe Leopoldo de\u2019 Medici (1617-1675), creato Cardinale da Papa Clemente IX il 12 dicembre del 1667; non stupisca un\u2019ordinazione in (per l\u2019epoca) cos\u00ec tarda et\u00e0. La sua ascesa alla porpora si rese necessaria dopo la scomparsa del Cardinale Carlo de\u2019 Medici, quando venne a mancare un rappresentante della famiglia in seno al Sacro Collegio. La scelta cadde su Leopoldo, che sino ad allora aveva affiancato il Granduca Ferdinando, suo fratello, nella guida dello Stato, e aveva ricoperto importanti incarichi di governatorato a Siena. Agli impegni politici, aveva per\u00f2 da sempre alternata la passione per le opere d\u2019arte, per l\u2019antichit\u00e0, per la scienza, e per la bellezza in s\u00e9 che rappresentava da due secoli un segno distintivo della dinastia medicea. Alla sua figura di uomo di lettere, d\u2019arte e di scienza, rende omaggio <em>Leopoldo de\u2019 Medici<\/em>. <em>Principe dei collezionisti<\/em>, la mostra curata da Valentina Conticelli, Riccardo Gennaioli e Maria Sframeli, che racconta, attraverso un\u2019ampia selezione di opere d\u2019arte e oggetti da lui collezionati, la sua vasta cultura e la lungimiranza con cui si accostava all\u2019arte.<\/p>\n<div id=\"attachment_2592\" style=\"width: 357px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2592\" class=\"wp-image-2592\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giovan-Battista-Gaulli-Ritratto-di-Leopoldo-de\u2019-Medici-in-abito-cardinalizio-1668-1670-circa-Firenze-Gallerie-degli-Uffizi-1-263x300.jpg\" alt=\"\" width=\"347\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giovan-Battista-Gaulli-Ritratto-di-Leopoldo-de\u2019-Medici-in-abito-cardinalizio-1668-1670-circa-Firenze-Gallerie-degli-Uffizi-1-263x300.jpg 263w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giovan-Battista-Gaulli-Ritratto-di-Leopoldo-de\u2019-Medici-in-abito-cardinalizio-1668-1670-circa-Firenze-Gallerie-degli-Uffizi-1.jpg 613w\" sizes=\"auto, (max-width: 347px) 100vw, 347px\" \/><p id=\"caption-attachment-2592\" class=\"wp-caption-text\">G. B. Gaulli, Ritratto di Leopoldo de\u2019 Medici in abito cardinalizio, 1668-1670, Gallerie degli Uffizi<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_2596\" style=\"width: 268px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2596\" class=\"wp-image-2596\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Leopoldo-de\u2019-Medici-Ritratto-del-musico-Simone-Martelli-1660-circa-Firenze-Gallerie-degli-Uffizi-248x300.jpg\" alt=\"\" width=\"258\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Leopoldo-de\u2019-Medici-Ritratto-del-musico-Simone-Martelli-1660-circa-Firenze-Gallerie-degli-Uffizi-248x300.jpg 248w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Leopoldo-de\u2019-Medici-Ritratto-del-musico-Simone-Martelli-1660-circa-Firenze-Gallerie-degli-Uffizi.jpg 662w\" sizes=\"auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px\" \/><p id=\"caption-attachment-2596\" class=\"wp-caption-text\">Leopoldo de\u2019 Medici, Ritratto del musico Simone Martelli, 1660 circa, Gallerie degli Uffizi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra non ha per\u00f2 carattere meramente documentario, e si apre infatti con una sezione dal sapore intimo, quasi un modo per \u201cfare conoscenza\u201d con il principe Leopoldo, che comprende una serie di suoi ritratti, da quello ancora in fasce, eseguito dal Ligozzi, agli altri in et\u00e0 matura eseguiti dal Suttermans, che lo immortal\u00f2 pi\u00f9 volte, fino al ritratto in porpora cardinalizia eseguito dal Gaulli. Da queste opere, si conosce l\u2019ambiente dei pittori di corte, che, a essere sinceri, poco fecero per mascherare il volto un po\u2019 cascante del principe. A impreziosire la sezione, il <em>Ritratto del musico Simone Martelli<\/em> (1660 circa), eseguito dallo stesso Leopoldo, grande appassionato di musica, e persino pittore dalla buona mano, stante l\u2019accuratezza con cui rende i tratti del volto del suonatore di liuto, gli sboffi della casacca, il berretto piumato. E ancora, visibili una serie di carte con bozzetti di disegni, sonetti, indovinelli e sciarade, realizzati da Leopoldo per suo piacere personale, sorta di \u201cdiario culturale\u201d per tenere la mente in esercizio. Proseguendo per le sale, la mostra approfondisce i numerosi campi d\u2019interesse del principe, dall\u2019arte antica a quella a lui contemporanea, dalle scienze alla numismatica, dalla pittura alla scultura, fino alla linguistica. Fu infatti, dal 1641, accademico della Crusca, per la quale contribu\u00ec alla stesura della terza edizione del celebre Vocabolario, cos\u00ec come accademico del Cimento, consesso da lui stesso fondato nel 1657 assieme al fratello Ferdinando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 quindi un viaggio nell\u2019arte e nella cultura, per come fu apprezzata da questo illustre personaggio, che am\u00f2 la bellezza classica, ma anche quella meno \u201caccademica\u201d dell\u2019arte orientale; nella sua collezione trovano infatti spazio le statuette egiziane d\u2019Et\u00e0 Tolemaica, cos\u00ec come idoletti in bronzo della Civilt\u00e0 Nuragica, accanto alle maestose statue d\u2019et\u00e0 romana. Opere dalla differente, espressiva bellezza, che narrano l\u2019evoluzione delle civilt\u00e0 antiche, il loro senso del sacro e dell\u2019umano, cos\u00ec come del mitologico. Opere dalla solenne bellezza, oltre che preziose testimonianze storiche, molto apprezzate dal principe Leopoldo, che seguiva con attenzione le campagne di scavi archeologici, a Roma ma anche in Toscana.<\/p>\n<div id=\"attachment_2593\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2593\" class=\"wp-image-2593\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Manifattura-tedesca-Orologio-solare-1600-circa-Firenze-Museo-Galileo-171x300.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Manifattura-tedesca-Orologio-solare-1600-circa-Firenze-Museo-Galileo-171x300.jpg 171w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Manifattura-tedesca-Orologio-solare-1600-circa-Firenze-Museo-Galileo.jpg 456w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><p id=\"caption-attachment-2593\" class=\"wp-caption-text\">Manifattura tedesca, Orologio solare, 1600 circa, Museo Galileo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non minore il suo interesse per la scienza (aveva infatti avuto come suoi precettori prima Jacopo Soldano, poi il padre scolopio Flaviano Michelini, entrambi allievi di\u00a0Galileo Galilei, ai quali successe quell\u2019Evangelista Torricelli inventore del termometro. E molti sono gli strumenti collezionati (e utilizzati) da Leopoldo, fra cui appunto termometri, astrolabi, sfere armillari, orologi solari e a sabbia, nonch\u00e9 alcuni degli strumenti appartenuti allo stesso Galileo Galilei. Un dettaglio che dimostra la sua coerenza di uomo di cultura, non incline a sostenere il fanatismo della Chiesa di Roma, per la quale Galileo era un eretico. Non meno vasti gli interessi in fatto di pittura, dal Rinascimento del Lotto, del Bronzino, del Veronese, di Tiziano, fino alle nuove istanze barocche. Soggetti che, per la loro natura mitologica e sensuale, si accordano alla sua natura di uomo gaudente. Ma molti dei dipinti sono anche autoritratti, e l\u2019attuale collezione degli Uffizi prende infatti avvio da questo primo nucleo, poi nel tempo ampliato dai discendenti Medici, cos\u00ec come dai Lorena. A questo proposito, gli Uffizi rendono omaggio a Leopoldo con l\u2019acquisizione, perfezionata recentemente, dell\u2019autoritratto di Michelangelo Cerquozzi, che il Cardinale cerc\u00f2 di acquistare ma senza successo. L\u2019interesse per l\u2019oggettistica in avorio fece nascere anche l\u2019attuale collezione degli Uffizi, con oggetti che vanno dall\u2019Et\u00e0 Romana al XVI Secolo. Passeggiando sala dopo sala, immersi in questa variet\u00e0 di opere d\u2019arte e testimonianze del passato, che spazia dalle scienze alla pittura alla letteratura, il visitatore non pu\u00f2 non restare affascinato dall\u2019amore profondo per la cultura che ebbe il Cardinale Leopoldo, il quale riconosceva nell\u2019opera d\u2019arte sia un manufatto estetico pregevole, sia una chiave per leggere il sentire delle civilt\u00e0 antiche e presenti. Il suo essere mecenate e protettore delle accademie ne fece anche un uomo di scienza, per impulso del quale Firenze visse l\u2019ultimo suo momento di splendore, prima dell\u2019avvento del meschino Cosimo III. E in ultimo, un po\u2019 di nostalgia pu\u00f2 nascere nel visitatore, per il tipo d\u2019uomo che incarn\u00f2 Leopoldo: ovvero, un esponente della classe al potere, che teneva la cultura in grandissima considerazione, e che lavor\u00f2 alla creazione di un patrimonio che poi sarebbe divenuto propriet\u00e0 perpetua della citt\u00e0. Esempi dei quali oggi, la classe politica attuale, ha persino perso il ricordo e che con la cultura ha un rapporto fra il ridicolo e il problematico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel quarto centenario della nascita, Firenze omaggia uno dei suoi ultimi mecenati, quel Cardinal Leopoldo che con la sua lungimiranza dette avvio a molte delle collezioni che ancora oggi si ammirano nei musei cittadini. 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