{"id":2649,"date":"2017-12-16T23:32:03","date_gmt":"2017-12-16T22:32:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2649"},"modified":"2018-03-04T11:22:54","modified_gmt":"2018-03-04T10:22:54","slug":"oltre-segno-la-forma-dadaisti-surrealisti-mostra-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/oltre-segno-la-forma-dadaisti-surrealisti-mostra-bologna\/","title":{"rendered":"Oltre il segno e la forma: Dadaisti e Surrealisti in mostra a Bologna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Duchamp, Magritte, Dal\u00ec. I rivoluzionari del \u2018900<\/em>, curata da Adina Kamien-Kazhdan, \u00e8 l\u2019esauriente mostra che racconta la parabola di due movimenti artistici che riformularono i canoni dell\u2019arte, in 180 opere provenienti dall\u2019Israel Museum di Gerusalemme. A <a href=\"http:\/\/www.palazzoalbergati.com\">Palazzo Albergati<\/a>, fino all\u201911 febbraio 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BOLOGNA. Fra le macerie materiali e morali lasciate dalla Grande Guerra, i Dadaisti prima e i Surrealisti subito dopo si riproposero di riscrivere i fondamenti dell\u2019espressione artistica, liberandola dai condizionamenti del pensiero razionale, affidandosi alle libere e istintive associazioni del subconscio, spesso ironiche e provocatorie.<\/p>\n<div id=\"attachment_2651\" style=\"width: 262px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2651\" class=\"wp-image-2651\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giorgio-de-Chirico-The-Poetical-Dreamer-1928-\u00a9-Giorgio-de-Chirico-by-SIAE-2017-226x300.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giorgio-de-Chirico-The-Poetical-Dreamer-1928-\u00a9-Giorgio-de-Chirico-by-SIAE-2017-226x300.jpg 226w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giorgio-de-Chirico-The-Poetical-Dreamer-1928-\u00a9-Giorgio-de-Chirico-by-SIAE-2017.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><p id=\"caption-attachment-2651\" class=\"wp-caption-text\">Giorgio de Chirico, The Poetical Dreamer, ca. 1928<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad aprire la strada a questa rivoluzione estetica e concettuale fu, nell\u2019estate del 1916 a Zurigo, il gruppo del Cabaret Voltaire che si riuniva attorno a Tristan Tzara, Marcel Janco e Hans Arp: tenendo una sorta di \u201cconferenze recitate\u201d, questi artisti rovesciavano sul pubblico il loro turbine sovversivo riassumibile nel rifiuto del concetto di bellezza, degli ideali, della ragione positivistica, del progresso e del\u00a0modernismo, ai quali contrapporre l\u2019ironia, la provocazione, l\u2019irrazionalit\u00e0. Si trattava di rifondare l\u2019arte rompendone qualsiasi schema logico, e in un certo senso si tratta di un\u2019anticipazione di quella che sar\u00e0 la creativit\u00e0 artistica indotta dagli stupefacenti fra gli anni Cinquanta e Sessanta. I Dadaisti riportano la fantasia al potere, in anticipo sul \u201968, cos\u00ec come gettano le basi per quell\u2019arte \u201cliberata\u201d che Dubuffet chiamer\u00e0 pi\u00f9 tardi Art Brut. Alla radice di questa urgenza creativa, l\u2019inconscia ribellione contro un malessere sociale e morale causato dallo sradicamento della millenaria societ\u00e0 rurale europea, attraverso la massiccia espansione della civilt\u00e0 industriale, che a sua volta aveva generata la corsa al profitto, la corsa agli armamenti, e il primo inurbamento su larga scala che port\u00f2 numerosi disagi materiali e morali al ceto ex contadino divenuto operaio. L\u2019Europa attraversava quindi una crisi che sarebbe appunto sfociata nella Grande Guerra. La razionalit\u00e0 umana, tanto decantata dai Positivisti, non parve pi\u00f9 una risorsa troppo affidabile per governare le sorti dell\u2019umanit\u00e0, e la reazione dei Dadaisti si poneva anzitutto come una critica sociale. Per la prima volta, l\u2019arte si fonde prosaicamente con la vita, poich\u00e9 il concetto di <em>readymade<\/em> introdotto da Duchamp riconosce come opera d\u2019arte oggetti quotidiani, come una comune ruota di bicicletta; la novit\u00e0 sta nel cambio di prospettiva, nel presentare oggetti comuni ma sradicati dalla loro abituale funzione. S\u2019innesca un gioco di scomposizione, provocazione, di annullamento dell\u2019estetica come si era abituati a conoscerla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un gioco che interessa anche i materiali utilizzati per comporre le opere d\u2019arte: nascono i collages con pezzi di carta di recupero, ritagli di giornali, scatole di fiammiferi, etichette pubblicitarie, biglietti del treno. Kurt Schwitters, Lajos Kass\u00e1k, Hanna H\u00f6ch: in parte ispirandosi al concetto di simultaneit\u00e0 gi\u00e0 introdotto dai Cubisti, il collage dadaista si spinge oltre, creando pratiche estetiche anche sensoriali, ad esempio con la lacerazione in piccole parti del materiale di partenza.<\/p>\n<div id=\"attachment_2654\" style=\"width: 270px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2654\" class=\"wp-image-2654\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Ren\u00e9-Magritte-The-Castle-of-the-Pyrenees-1959-Photo-\u00a9-The-Israel-Museum-\u00a9-Ren\u00e9-Magritte-by-SIAE-2017-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Ren\u00e9-Magritte-The-Castle-of-the-Pyrenees-1959-Photo-\u00a9-The-Israel-Museum-\u00a9-Ren\u00e9-Magritte-by-SIAE-2017-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Ren\u00e9-Magritte-The-Castle-of-the-Pyrenees-1959-Photo-\u00a9-The-Israel-Museum-\u00a9-Ren\u00e9-Magritte-by-SIAE-2017.jpg 677w\" sizes=\"auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><p id=\"caption-attachment-2654\" class=\"wp-caption-text\">Rene&#8217; Magritte, Le Chateau de Pyrenees, 1959<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne risultava, pur nell\u2019accuratezza formale della composizione, una metafora del caos quotidiano, ma anche delle libere associazioni della mente, un po\u2019 come lo <em>stream of consciousness<\/em> di James Joyce, o, pi\u00f9 ancora, le prose di Lautreamont. L\u2019immagine prevaleva sul concetto, e la mancanza di nessi logici fra un elemento e l\u2019altro causava una sorta di esaltazione creativa. A tal proposito, il concetto di \u201cautomatismo\u201d lasciava libero sfogo alla manualit\u00e0, attraverso il disegno e altre tecniche come il raschiamento, la colata, la decalcomania. Il risultato, che seguiva le \u201cleggi del caso\u201d, veniva poi successivamente ritoccato per sviluppare quelle forme compiute che eventualmente erano apparse sulla carta o sulla tela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza Dadaista, stante il carattere eccessivamente radicale che la caratterizzava, termin\u00f2 fra il 1922 e il 1923, quando si dissolse il suo effetto \u201crivoluzionario\u201d. Infatti, la sua posizione \u201ccontro l\u2019arte\u201d, l\u2019indifferenza al suo lato commerciale e il disinteresse per la modernit\u00e0, sfociarono nell\u2019inaridimento creativo, da cui lo salv\u00f2 Andr\u00e9 Breton, fondatore nel 1924 del movimento Surrealista, che raccolse tutti o quasi gli artisti che avevano partecipato alla precedenza esperienza. Fortemente influenzato dagli studi psicanalitici di Freud, in particolare sui meccanismi di creazione onirica della mente umana, Breton introduce il concetto e il metodo dell\u2019automatismo, ovvero la produzione di un\u2019opera d\u2019arte attraverso il puro istinto, senza mediazioni dell\u2019intelletto razionale. Il soggetto delle opere non \u00e8 pi\u00f9 la realt\u00e0, ma il pensiero dell\u2019artista, il suo subconscio e pertanto il concetto di automatismo conobbe un ulteriore sviluppo. Fantasie, pulsioni, istinti, paure, prendono corpo sulla tela, in fotografia, o per tramite di manufatti e assemblaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla scorta della psicanalisi freudiana, il desiderio sessuale divenne un tema ricorrente fra i Surrealisti, che leggevano nella donna un doppio volto d\u2019ingenuit\u00e0 e seduzione; ma legati ancora a una logica patriarcale, non riescono ad elevare la donna al di sopra del concetto di oggetto. Il corpo femminile &#8211; ad esempio nelle fotografie di Man Ray, nei disegni di Salvador Dal\u00ec o Max Ernst -, viene dissezionato, lacerato, scomposto, per essere guardato ma anche per estrinsecare attraverso di esso la sessualit\u00e0 (a tratti anche perversa) maschile.<\/p>\n<div id=\"attachment_2653\" style=\"width: 228px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2653\" class=\"wp-image-2653 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Salvador-Dali-Essai-Surrealist-1934-\u00a9-Salvador-Dal\u00ec-Gala-Salvador-Dal\u00ec-Foundation-by-SIAE-2017-1-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Salvador-Dali-Essai-Surrealist-1934-\u00a9-Salvador-Dal\u00ec-Gala-Salvador-Dal\u00ec-Foundation-by-SIAE-2017-1-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Salvador-Dali-Essai-Surrealist-1934-\u00a9-Salvador-Dal\u00ec-Gala-Salvador-Dal\u00ec-Foundation-by-SIAE-2017-1.jpg 744w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><p id=\"caption-attachment-2653\" class=\"wp-caption-text\">Salvador Dal\u00ec, Essai Surrealist, 1934<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno del variegato mondo surrealista, il concetto di sogno rivestiva un\u2019importanza basilare, e fra i massimi interpreti dell\u2019onirismo troviamo Salvador Dal\u00ec e Ren\u00e9 Magritte, creatori di immagini suggestive, sottilmente disturbanti, cariche di una tensione emotiva che nasce da accostamenti spiazzanti e dalla deformazione dei corpi. Si apre all\u2019osservatore un mondo \u201caltro\u201d, vicino alle fantasie di Lewis Carroll, e che intercetta anche la Metafisica di de Chirico e Raoul Hausmann. Anche il cinema port\u00f2 il suo contributo all\u2019indagine onirica: attraverso le tecniche del montaggio, della sovraincisione, della dissolvenza, seppe ampliare l\u2019immobilit\u00e0 della tela; <em>Un Chien Andalou<\/em>, (1929) di Dal\u00ec e Luis Bu\u00f1uel Portol\u00e9s fu il manifesto di questo cinema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro interessante campo d\u2019applicazione del Surrealismo, la mitologia antica e la sua simbologia; in particolare Max Ernst, attingendo alla cultura dei Nativi Americani, propendeva per un ritorno dell\u2019artista all\u2019armonia spirituale con la natura, che il dilagare della modernit\u00e0 tecnologica aveva cominciato a sradicare. A fianco delle sue pitture dedicate ad alberi e animali, le sculture di Jean Ar, con il loro dinamismo, si rifanno alle danze sacre balinesi, mentre Victor Brauner crea una pittura di sincretismo fra Cristianesimo, misticismo dei Rosacroce, culti primitivi africani. Opere che non sono semplici esercizi di stile, ma danno voce all\u2019utopia di un ritorno al passato. Il periodo che va dal 1924 &#8211; anno della nascita, fino alla met\u00e0 degli anni Quaranta, in cui il movimento perse di slancio -, rivel\u00f2 il drammatico volto del Novecento, fra nazionalismi, totalitarismi, la Grande Depressione, la Seconda Guerra Mondiale, la societ\u00e0 di massa e dei consumi. Sognare, sembrava l\u2019unica arma ancora in possesso degli artisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Duchamp, Magritte, Dal\u00ec. 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