{"id":2689,"date":"2017-12-28T18:08:27","date_gmt":"2017-12-28T17:08:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2689"},"modified":"2018-03-04T11:22:15","modified_gmt":"2018-03-04T10:22:15","slug":"rubaldo-merello-paesaggista-dellanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/rubaldo-merello-paesaggista-dellanima\/","title":{"rendered":"Rubaldo Merello, paesaggista dell\u2019anima"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A trent\u2019anni di distanza dall\u2019ultima mostra sulla sua opera, <a href=\"http:\/\/www.palazzoducale.genova.it\/rubaldo-merello\/\">Palazzo Ducale<\/a> rende omaggio a Rubaldo Merello esponendo 65 suoi dipinti inseriti nel pi\u00f9 ampio contesto della stagione divisionista ligure. Fino al 4 febbraio 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GENOVA. Un nome antico, fiero, di eremita solitario per boschi e rupi scoscesi: lo portava <em>Rubaldo Merello<\/em>\u00a0(1872 &#8211; 1922), venuto alla luce nell\u2019allora remota Valtellina ma trapiantato a Genova sin da bambino, dove il padre, ispettore delle dogane, rientr\u00f2 dopo aver terminato l\u2019incarico in Lombardia. Qui ebbe modo di attendere agli studi classici, e dal 1888 al 1892 frequent\u00f2 l\u2019Accademia Ligustica di Belle Arti, dove segu\u00ec i corsi di pittura e scultura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_2695\" style=\"width: 489px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2695\" class=\"wp-image-2695\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/merello02-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"479\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/merello02-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/merello02.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 479px) 100vw, 479px\" \/><p id=\"caption-attachment-2695\" class=\"wp-caption-text\">Gaetano Previati, Tramonto in Liguria, 1912<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, a cura di Matteo Fochessati e Gianni Franzone, costituisce un\u2019occasione di conoscenza e approfondimento dell\u2019opera di Merello, contestualizzata nel clima artistico italiano della fine dell\u2019Ottocento, che vide fra i suoi protagonisti, fra gli altri, Longoni, Previati, Segantini, Nomellini, Pellizza da Volpedo, esponenti di quella corrente divisionista che trovava la sua cifra in quella fittissima tramatura di piccoli tocchi di pennello che, di fatto, sezionavano l\u2019immagine in minute unit\u00e0 di colore. Il superamento della Macchia divenne quindi realt\u00e0, e il Divisionismo si radic\u00f2 in particolare in Liguria, dove nacque la cosiddetta Scuola di Albaro, animata da Nomellini. Questa nuova corrente artistica si lasciava alle spalle il naturalismo di Fattori, Borrani, Lega, per esprimere sulla tela l\u2019incontro fra una certa suggestione onirica e poetica, e la luminosit\u00e0 dei paesaggi; si comprende questo passaggio se si considera come il clima artistico europeo fosse in quegli anni di fine secolo attraversato da un sentire decadente che aveva dato vita, ad esempio, al Simbolismo e all\u2019Espressionismo; s\u2019iniziava l\u2019analisi psicologica della realt\u00e0, e i canoni del naturalismo non erano pi\u00f9 in grado di servire la causa del nuovo corso. A loro modo, anche i divisionisti fecero della \u201csuggestione\u201d la loro cifra concettuale, riportando molto spesso sulla tela quella realt\u00e0 interiore che si agitava nel loro animo; mentre invece, il Simbolismo aveva un carattere psicanalitico pi\u00f9 vasto, afferente a tematiche generali. Altra cifra del Divisionismo, l\u2019attenzione al disagio sociale, sulla quale si concentr\u00f2 in particolare Nomellini, sensibile alle condizioni di vita dei ceti operai; con sguardo leggermente pi\u00f9 politicizzato, legato al socialismo, Pellizza da Volpedo ne segue le orme, ma non in maniera esclusiva, se \u00e8 vero che anch\u2019egli scelse per soggetti i paesaggi naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Duecento le opere selezionate fra dipinti e disegni &#8211; 65 dei quali eseguiti da Merello -, organizzate in sezioni che si aprono sulle figure dei contemporanei Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza da Volpedo, in dialogo con i pittori della \u201cscuola ligure\u201d, fra cui Domenico Guerello, Giuseppe Cominetti, Cornelio Geranzani. Attraverso il Divisionismo nasce l\u2019epopea pittorica del paesaggio ligure, e Merello ebbe modo di conoscere di persona molti dei suoi colleghi, o comunque attraverso i loro quadri, e furono per lui di stimolante confronto estetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua pittura si esprime attraverso colori caldi e suggestivi, come la fiamma ardente di un grande camino, e in quel ritornare del paesaggio ligure &#8211; fra boschi, insenature, spiaggette appartate, marine, borghi arrampicati sulle pendici appenniniche -, si avverte il ritmo di un racconto interiore, la storia di un rapporto emotivo con quella natura solenne e incontaminata. E la dimensione psicologica ed emotiva emerge dallo sfrangiamento del dato di realt\u00e0, in un approfondimento della lezione divisionista elaborata con una personale vena di Simbolismo.<\/p>\n<div id=\"attachment_2696\" style=\"width: 428px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2696\" class=\"wp-image-2696\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Merello-Aurora-a-San-Fruttuoso-1910-1914-251x300.jpg\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Merello-Aurora-a-San-Fruttuoso-1910-1914-251x300.jpg 251w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Merello-Aurora-a-San-Fruttuoso-1910-1914.jpg 586w\" sizes=\"auto, (max-width: 418px) 100vw, 418px\" \/><p id=\"caption-attachment-2696\" class=\"wp-caption-text\">Rubaldo Merello, Aurora a San Fruttuoso, 1910-1914<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1906 Merello si trasfer\u00ec a San Fruttuoso di Camogli dove rimase sino alla fine del 1913, quando scelse di stabilirsi a Santa Margherita Ligure. Nel piccolo golfo nacquero alcuni dei suoi dipinti pi\u00f9 intensi, ispirati da quell\u2019angolo di paradiso appartato dal caos, sorta di luogo dell\u2019anima dove trovare la serenit\u00e0 che una personalit\u00e0 inquieta come Merello agognava, come si evince anche dall\u2019intensit\u00e0 delle sue pitture, i cui colori vibranti vanno oltre la funzione cromatica, per farsi portavoce di sensazioni interiori, angosce, speranze, utopie, o semplicemente desiderio di un po\u2019 di silenzio. A San Fruttuoso il pittore ebbe modo di sviluppare la sua predilezione per il mare, un elemento la cui liquidit\u00e0 \u00e8, come gi\u00e0 accaduto con gli Impressionisti, elemento ispiratore di sperimentazioni pittoriche, fatte di vibrazioni cromatiche e luminose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, l\u2019Europa del primo Novecento, pur in piena <em>Belle \u00c9poque<\/em>, scopriva l\u2019inquietudine di una modernit\u00e0 che si rivela sempre pi\u00f9 violenta, dominata dalla tecnologia (anche se il Positivismo \u00e8 gi\u00e0 entrato in crisi), e attraversata da nazionalismi che porteranno a due guerre mondiali nell\u2019arco di pochi anni. E la natura dipinta da Merello sembra essere un estremo rifugio alla violenza dei tempi, che sicuramente dovevano apparire poco attraenti agli occhi di una personalit\u00e0 come la sua, schiva del mondo e votato all\u2019arte e alla contemplazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Merello scomparve a Santa Margherita Ligure nel gennaio del 1922, nel pieno della maturit\u00e0 artistica, probabilmente anche amareggiato dai drammatici cambiamenti che stavano attraversando quell\u2019Italia rurale e liberale nella quale era nato e cresciuto. Ci riesce difficile immaginare questo artista in sintonia con un clima artistico dominato dai Futuristi (anche se Soffici predicava il \u201critorno all\u2019ordine\u201d), ma soprattutto con il caos sociale dovuto ai lutti e alle sperequazioni della Grande Guerra, e all\u2019imminente colpo di Stato di Mussolini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una mostra che documenta una stagione importante dell\u2019arte italiana, e fa luce su una figura sulla quale ancora resta da studiare e approfondire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A trent\u2019anni di distanza dall\u2019ultima mostra sulla sua opera, Palazzo Ducale rende omaggio a Rubaldo Merello esponendo 65 suoi dipinti inseriti nel pi\u00f9 ampio contesto della stagione divisionista ligure. Fino al 4 febbraio 2018. GENOVA. 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