{"id":2702,"date":"2018-01-05T18:24:58","date_gmt":"2018-01-05T17:24:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2702"},"modified":"2018-01-05T18:27:36","modified_gmt":"2018-01-05T17:27:36","slug":"salerno-opulenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/salerno-opulenta\/","title":{"rendered":"Salerno opulenta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ritornare nella propria citt\u00e0 e non riconoscerla. \u00c8 quello che mi \u00e8 successo a fine anno, portando in giro per Salerno un gruppo di amici toscani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2705\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-rotonda-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"365\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-rotonda-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-rotonda-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-rotonda-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-rotonda-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-rotonda-822x545.jpg 822w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-rotonda-900x600.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 365px) 100vw, 365px\" \/>Organizzo un percorso abbastanza scontato, sfruttando l\u2019<em>appeal<\/em> di <em>Luci d\u2019artista<\/em>. Partiamo dal lungomare all\u2019altezza di piazza della Concordia per prendere confidenza sia con il <em>lunato golfo<\/em> che con le prime installazioni. Qualcuno dei pinguini di <em>Antartide<\/em> \u00e8 spento ma l\u2019impatto \u00e8 comunque efficace e prepara l\u2019installazione bellissima della Rotonda, i <em>Miti del Mediterraneo<\/em>. Da l\u00ec procediamo con le altre luci artistiche del centro storico, parecchio suggestive. E passeggiando, qualche \u201ccuoppo\u201d di pesce da gustare nel reticolato magico della citt\u00e0 longobarda. Veniamo risucchiati dalla fiumana umana, ma \u00e8 tutto cos\u00ec ben indirizzato da non turbarci pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luci d\u2019artista promosse, l\u2019idea \u00e8 vincente nonostante che qualcuna delle installazioni sia poco pi\u00f9 di una luminaria di lusso. La passeggiata fino al Crescent e alla stazione marittima progettata da Zaha Hadid divide di nuovo il mio gruppo di amici: opere belle e possibili, o brutte e impossibili. Proprio cos\u00ec, cinque a cinque. Come il diavolo e l\u2019acqua santa. Come Vincenzo De Luca e Vincenzo De Luca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2706 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-santa-maria-de-lama-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-santa-maria-de-lama-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-santa-maria-de-lama-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-santa-maria-de-lama-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-santa-maria-de-lama-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-santa-maria-de-lama-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-santa-maria-de-lama-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"auto, (max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/>La prova vera \u00e8 fissata per il giorno successivo: il centro storico alla luce del sole. Una gioia scoprire che continua ad esistere la citt\u00e0 nascosta. Un\u2019emozione entrare nella citt\u00e0 del silenzio. La prima, Salerno nascosta, ci ha condotti alla Chiesa di Santa Maria de Lama, ai suoi gioielli longobardi, alla sua millenaria dimensione \u201cacquatica\u201d, testimoniata da resti molto compromessi (e molto suggestivi) di pittura longobarda. Abbiamo visitato Santa Maria de Lama grazie all\u2019apertura speciale fatta per noi dalla locale sezione del Touring Club Italiano. L\u00ec, e da l\u00ec inoltrandosi negli antichi rioni, tutto meriterebbe visite accurate per scoprire quegli scorci e quell\u2019armonia che Alfonso Gatto celebr\u00f2 per tutta la vita, rivelando agli italiani il \u201cgioiello medievale\u201d che \u00e8 nel cuore di Salerno. Abbiamo visto molto per godere anche al ricordo, non abbastanza per avere un\u2019idea precisa del fascino non compiutamente espresso della citt\u00e0. La domanda \u00e8: c\u2019\u00e8 una maniera per portare la parte pi\u00f9 sensibile dei turisti di Luci d\u2019artista a scoprire l\u2019incantevole <em>street art<\/em> di Fornelle? La maniera per far leggere a tutti, quello che gli abitanti di quel rione cos\u00ec ben recuperato, dalla travagliata storia millenaria, hanno sempre sotto gli occhi? I muri delle case di Fornelle sono splendidamente affrescati con versi e citazioni. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2708 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-fornelle-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"288\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-fornelle-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-fornelle-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-fornelle-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-fornelle-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNO-fornelle-1-900x600.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 431px) 100vw, 431px\" \/>Poesia pura, che rid\u00e0 dignit\u00e0 estetica al rione degli Amalfitani, e dignit\u00e0 sociale ai suoi straordinari abitanti\/attori. Il Giardino della Minerva, al quale si arriva proprio prendendo l\u2019ascensore da Fornelle, \u00e8 ben tenuto e molto visitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pezzo da novanta \u2013 il Duomo con il suo Atrio e soprattutto gli Avori salernitani &#8211; l\u2019ho riservato alla mattina del primo di gennaio. Peccato per quell\u2019aria da piccola parrocchia che si respira al Museo Diocesano, dove un personale eccitato dalle numerose visite divide istericamente il pubblico di chi va a vedere le incantevoli storie d\u2019avorio con quello che arriva sino a l\u00ec solo per il presepe di sabbia, ignaro della bellezza commovente che \u00e8 sopra la sua testa, al primo piano del bel palazzo diocesano. Il vertice del <em>kitsch<\/em> lo abbiamo toccato\u00a0essendo costretti a vedere le sacre tavolette con il sottofondo di \u201cmoderni\u201d canti natalizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2709 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNP-atrio-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNP-atrio-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNP-atrio-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNP-atrio-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNP-atrio-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNP-atrio-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNP-atrio-365x545.jpg 365w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SALERNP-atrio-scaled.jpg 1706w\" sizes=\"auto, (max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/>Del Duomo e del suo Atrio non scrivo perch\u00e9 l\u00ec, in anni perduti, si \u00e8 svolta la parte pi\u00f9 esaltante della mia vita di musicista. Sarei insopportabilmente di parte. Ma le due facce di San Matteo nello splendore abbagliante della Cripta, la regale sepoltura di Margherita di Durazzo e gli archi che cantano l\u2019armoniosa bellezza del quadriportico, continuano a sedurre vecchi e nuovi loro innamorati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E per finire, il concerto di Capodanno nell\u2019ottocentesco Teatro Verdi. Il programma era un rifacimento in chiave salernitana di programmi nati in altre citt\u00e0 e da climi musicali diversi. Forse si potrebbe osare di pi\u00f9, un programma originale (non l\u2019ha ordinato il patrono dei musicisti che a Capodanno bisogna suonare e ascoltare i valzer degli Strauss) che renda onore ad un\u2019orchestra volenterosa. Comunque, clima festosissimo. E tanto basta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Foto di Teresa Ceccherini)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ritornare nella propria citt\u00e0 e non riconoscerla. \u00c8 quello che mi \u00e8 successo a fine anno, portando in giro per Salerno un gruppo di amici toscani. Organizzo un percorso abbastanza scontato, sfruttando l\u2019appeal di Luci d\u2019artista. 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