{"id":2724,"date":"2018-01-13T07:01:30","date_gmt":"2018-01-13T06:01:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2724"},"modified":"2018-03-04T11:21:33","modified_gmt":"2018-03-04T10:21:33","slug":"magnificenza-politica-mostra-roma-disegni-degli-arazzi-barberini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/magnificenza-politica-mostra-roma-disegni-degli-arazzi-barberini\/","title":{"rendered":"Magnificenza politica. In mostra a Roma i disegni degli arazzi Barberini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nei disegni preparatori del Cortona e della sua cerchia, si riscopre la bellezza degli arazzi Barberini, capolavori della manifattura impiantata del Cardinale Francesco <em>ad maiorem suis gloriam<\/em>; l\u2019arte come mezzo estetico di promozione del potere e del culto della personalit\u00e0. A <a href=\"http:\/\/www.barberinicorsini.org\/evento\/glorie-di-carta-il-disegno-degli-arazzi-barberini\/\">Palazzo Barberini<\/a>, fino al 22 aprile 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ROMA. Nella raffinata e opulenta capitale pontificia del XVII Secolo, le collezioni private delle grandi famiglie di Curia rivaleggiavano in splendori e magnificenze. Impegnati da un lato a combattere gli effetti della riforma luterana, strenui difensori dei dogmi della dottrina cattolica, dall\u2019altro Papi e Cardinali si dimostravano paradossalmente raffinati collezionisti di opere d\u2019arte, dai pezzi d\u2019archeologia alle pitture a loro contemporanee, passando per monete, cristallerie, porcellane e arazzi.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2726\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/A.-Sacchi-F.-Gagliardi-J.-Miel-Le-celebrazioni-del-centenario-dei-Gesuiti-238x300.jpg\" alt=\"\" width=\"238\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/A.-Sacchi-F.-Gagliardi-J.-Miel-Le-celebrazioni-del-centenario-dei-Gesuiti-238x300.jpg 238w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/A.-Sacchi-F.-Gagliardi-J.-Miel-Le-celebrazioni-del-centenario-dei-Gesuiti-768x968.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/A.-Sacchi-F.-Gagliardi-J.-Miel-Le-celebrazioni-del-centenario-dei-Gesuiti.jpg 793w\" sizes=\"auto, (max-width: 238px) 100vw, 238px\" \/>A questi ultimi, \u00e8 dedicata la mostra &#8220;Glorie di carta. Il disegno degli arazzi Barberini&#8221;, curata da Maurizia Cicconi e Michele Di Monte. L\u2019arte dell\u2019arazzeria fior\u00ec a Roma per iniziativa del potente Cardinale Francesco Barberini (1597-1679), nipote di Papa Urbano VIII, e che dell\u2019illustre zio conservava il medesimo intuito politico, unito a raffinati gusti artistici. L\u2019idea di istallare a Roma una manifattura di arazzi, gli nacque a seguito del prezioso dono, ricevuto dal sovrano di Francia Luigi XIII, di sette arazzi con altrettanti episodi delle Storie di Costantino riprodotte dai disegni di Rubens. Al Cardinale il dono piacque, cos\u00ec come piacque il personaggio, e volle aggiungere altri cinque episodi alla serie, per i quali commission\u00f2 i disegni a Pietro da Cortona. La mostra \u00e8 occasione di riscoperta di questi preziosi cartoni preparatori, che generalmente andavano persi dopo la realizzazione dei relativi arazzi. La manifattura voluta dal Cardinale produsse molti altri raffinati esemplari, avvalendosi per i disegni della cerchia di allievi del Cortona, e pertanto anche i cartoni costituiscono di per s\u00e9 dei piccoli capolavori. Attraverso la loro bellezza e complessit\u00e0, la mostra documenta indirettamente anche la qualit\u00e0 dell\u2019artigianato artistico locale, poich\u00e9 gli arazzi erano appunto prodotti in opifici specializzati dell\u2019Urbe, che impiegavano maestranze dalle eccellenti competenze tecniche, avvalendosi per\u00f2 anche della maggior esperienza dei maestri fiamminghi, che di quest\u2019arte furono i primi ideatori; infatti, il clima umido e inclemente del Nord Europa risultava spesso dannoso per la conservazione degli affreschi, oltre a rendere difficile riscaldare i grandi saloni delle dimore nobiliari. A questa mancanza della natura, si ovvi\u00f2 ideando appunto la decorazione parietale su tessuto, che sfuggiva alla corrosione dell\u2019umidit\u00e0 e permetteva un discreto isolamento termico delle pareti. L\u2019arte dell\u2019arazzeria \u00e8 una particolare forma di tessitura che necessita di una fitta, robustissima rete di filato (solitamente lana e seta), successivamente istoriata e decorata. Per questa operazione era necessario un modello a grandezza naturale del disegno preparatorio, che veniva poi tagliato in varie sezioni per poter essere riportato sul tessuto. I maestri arazzieri dei Barberini, diretti dal fiammingo Jacob van den Vliete (italianizzato in Giacomo della Riviera), utilizzavano il telaio cosiddetto a \u201cbasso liccio\u201d, caratterizzato dall\u2019azionamento a pedali della bocca d&#8217;ordito, elemento che velocizza i tempi di lavorazione pi\u00f9 brevi, non consentendo per\u00f2 la realizzazione di pezzi di grandi dimensioni.<br \/>\nEntrando nel merito delle opere commissionate dal Cardinale Barberini, si nota nelle Storie di Costantino un chiaro intento di propaganda politica e personale, perch\u00e9 l\u2019accostamento della famiglia al personaggio del grande imperatore romano aveva ovvi risvolti \u201cmediatici\u201d; lo stesso Urbano VIII aveva fatto largo uso dell\u2019accostamento, e il nipote continu\u00f2 la tradizione, e nello specifico Costantino che uccide il leone pu\u00f2 essere letto in controluce come la figura del Pontefice che lotta contro gli infedeli, ma anche e soprattutto contro gli scismatici e i deviazionisti di qualsiasi sorta, supremo pericolo per la Chiesa e il suo \u201cgregge\u201d; un chiaro riferimento a Lutero e alla sua Riforma. Perch\u00e9 questi arazzi non avevano soltanto una funzione privata, ma venivano esposti in occasione di feste, processioni, o addirittura prestati alle famiglie che ne facevano richiesta per occasioni particolari. E il nome dei Barberini ne guadagnava in fasto e lustro.<br \/>\nAccanto a soggetti pi\u00f9 strettamente storici, il Cardinale ne commission\u00f2 molti altri ai suoi artisti e maestri. La serie pi\u00f9 importante uscita dall\u2019arazzeria Barberini (che si trovava prima a Palazzo Rusticucci e poi in Vicolo dei Leutari) \u00e8 quella dedicata alla vita di Urbano VIII, dai chiari scopi agiografici, realizzata da Antonio Gherardi, Fabio Cristofano, Pietro Lucatelli, Giacinto Camassei e Giuseppe Belloni, che affiancarono, agli eventi biografici, la dimensione allegorica, costruendo un personalissimo teatro dalla magnificenza di un poema del Cavalier Marino. La sottomissione di prelati, dignitari, sudditi, risalta in ognuna delle scene, e la bonifica del Lago Trasimeno \u00e8 presentata quasi fosse stato un \u201cmiracolo\u201d compiuto dal Pontefice. Cos\u00ec come la pace da lui conclusa a Ratisbona nel 1627, documentata da Lucatelli: sostenendo la successione del duca di Nevers a Mantova, poneva fine alla guerra (di cui Manzoni ci offre uno splendido spaccato nelle pagine dei Promessi Sposi), e conteneva l\u2019infiltrazione asburgica in Italia, a vantaggio della Spagna, la cui dominazione coloniale \u00e8 responsabile del declino socio-politico italiano nel Seicento. Significative anche le Celebrazioni del centenario dei Gesuiti, che della Controriforma rappresentavano i guardiani pi\u00f9 efficaci. Da questo punto di vista la mostra \u00e8 interessante perch\u00e9 permette di ricostruire le vicende della storia d\u2019Italia e di comprendere le ragioni di storture che sopravvivono ancora oggi.<br \/>\nOltre a soggetti religiosi uniformati ai dettami della Controriforma, il Cardinale Barberini volle anche circondarsi di arazzi a tema mitologico: e gli d\u00e8i dell\u2019antica Grecia, per quanto pagani, ben rappresentavano quella sorta di \u201ccasta superiore\u201d che abitava nei palazzi della Curia, e regnava incontrastata su una plebe cenciosa e affamata, ma fondamentalmente bonaria, ammansita con il vecchio metodo del <em>panem et circenses<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei disegni preparatori del Cortona e della sua cerchia, si riscopre la bellezza degli arazzi Barberini, capolavori della manifattura impiantata del Cardinale Francesco ad maiorem suis gloriam; l\u2019arte come mezzo estetico di promozione del potere e del culto della personalit\u00e0. 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