{"id":2763,"date":"2018-02-06T22:40:29","date_gmt":"2018-02-06T21:40:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2763"},"modified":"2018-03-04T11:19:20","modified_gmt":"2018-03-04T10:19:20","slug":"luniverso-di-frida-khalo-in-mostra-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/luniverso-di-frida-khalo-in-mostra-a-milano\/","title":{"rendered":"L\u2019universo di Frida Kahlo in mostra a Milano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019approfondita mostra racconta Frida Kahlo oltre i clich\u00e9 di una storiografia e di una critica spesso superficiali e demagogiche. Ad affiancare la mostra, un percorso fra i reperti archeologici messicani che hanno ispirato l\u2019immaginario artistico della Kahlo. Un progetto in collaborazione con l\u2019Instituto Nacional de Bellas Artes del Governo della Repubblica del Messico. Al <a href=\"http:\/\/www.mudec.it\/ita\/frida-kahlo-mostra-mudec-milano\/\">Mudec, Museo delle Culture<\/a> fino al 3 giugno 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MILANO. Dal 2014, a seguito dell\u2019antologica ospitata dalle Scuderie del Quirinale, l\u2019opera di Frida Kahlo ha conosciuto una vasta diffusione in Italia, al punto che annualmente si ripetono gli appuntamenti che la riguardano. Con il rischio, forse, che la pittura messicana venga identificata con certi aspetti della sua opera, come accaduto a Bologna lo scorso anno, quando alla mostra dedicata alla collezione Gelman, buona parte del pubblico si lamentava delle troppe poche opere di Frida esposte a Palazzo Albergati. A questa percezione ha contribuito anche la pellicola interpretata da Penelope Cruz nel 2002; a prevalere sull\u2019arte di Frida Kahlo \u00e8 il personaggio che in parte costru\u00ec lei, e in parte le \u00e8 stato costruito nei decenni successivi alla sua scomparsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra milanese curata da Diego Sileo, va oltre la retorica e la demagogia, e sin dal titolo<em> Frida Kahlo. Oltre il mito<\/em>, si propone di analizzare le ragioni di un\u2019arte non semplicemente autobiografica, bens\u00ec fortemente radicata nella cultura messicana, al suo patrimonio di credenze ancestrali e pagane, che convivono con il cattolicesimo introdotto in epoca colombiana. Di origini ebraiche ungheresi, si lasci\u00f2 alle spalle il suo retaggio culturale per immergersi completamente nell\u2019ambiente messicano. Pur segnata da una vicenda umana non semplice &#8211; l\u2019incidente occorsole in giovent\u00f9 che la lasci\u00f2 menomata per tutta la vita e la tormentata relazione con il pittore Diego Rivera -, la Kahlo non cerc\u00f2 nella pittura soltanto un mezzo per accettare le sue sofferenze fisiche e sentimentali; dipingere fu per lei un modo per raccontare la cultura di un Paese, entrare nel suo immaginario onirico e ancestrale e portarlo agli occhi del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente, il mito romantico dell\u2019artista \u201cbella di fama e di sventura\u201d appartiene a Frida, e in parte ne spiega la personalit\u00e0. La tenacia con cui seppe vincere le menomazioni fisiche, e la spregiudicatezza con cui visse la relazione con Rivera (e quelle con altri uomini), fecero di lei un\u2019eroina del mondo dell\u2019arte, ma anche un personaggio di riferimento per i movimenti femministi, che proprio fra gli anni Quaranta e Cinquanta muovevano i loro primi passi.<\/p>\n<div id=\"attachment_2765\" style=\"width: 425px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2765\" class=\"wp-image-2765 \" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frida-Kahlo-Henry-Ford-Hospital-1932-\u00a9-Foto-Erik-Meza-Xavier-Otaola-\u00a9-Archivo-Museo-Dolores-Olmedo-by-SIAE-2018-300x236.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frida-Kahlo-Henry-Ford-Hospital-1932-\u00a9-Foto-Erik-Meza-Xavier-Otaola-\u00a9-Archivo-Museo-Dolores-Olmedo-by-SIAE-2018-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frida-Kahlo-Henry-Ford-Hospital-1932-\u00a9-Foto-Erik-Meza-Xavier-Otaola-\u00a9-Archivo-Museo-Dolores-Olmedo-by-SIAE-2018-768x604.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frida-Kahlo-Henry-Ford-Hospital-1932-\u00a9-Foto-Erik-Meza-Xavier-Otaola-\u00a9-Archivo-Museo-Dolores-Olmedo-by-SIAE-2018.jpg 976w\" sizes=\"auto, (max-width: 415px) 100vw, 415px\" \/><p id=\"caption-attachment-2765\" class=\"wp-caption-text\">Frida Kahlo, Henry Ford Hospital, 1932<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra dedica ampio alla \u201cdonna Frida\u201d, che mette e nudo il suo corpo e la sua sofferenza immortalandoli sulla tela, senza pudore, con il segreto compiacimento del dolore che da fisico si fa morale. Come nel caso dell\u2019aborto avuto il 4 luglio 1932, e documentato nella tela <em>Henry Ford Hospital<\/em>; un\u2019opera fortemente drammatica, che rende la misura della sofferenza di Frida, dal cui volto cadono grosse lacrime; il corpo martoriato lascia intendere un dolore fisico sopportato stoicamente, distesa su quel letto troppo grande che giace ai margini di una zona industriale. La citt\u00e0 che segue il suo corso e la sua routine, incurante delle sofferenze altrui. Un quadro intimo, nato dal bisogno di idealizzare la sofferenza, denso di dignit\u00e0 femminile.<\/p>\n<div id=\"attachment_2766\" style=\"width: 295px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2766\" class=\"wp-image-2766 \" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frida-Kahlo-Diego-nella-mia-mente-1943-\u00a9-Gerardo-Suter-by-SIAE-2018-240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"285\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frida-Kahlo-Diego-nella-mia-mente-1943-\u00a9-Gerardo-Suter-by-SIAE-2018-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frida-Kahlo-Diego-nella-mia-mente-1943-\u00a9-Gerardo-Suter-by-SIAE-2018.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 285px) 100vw, 285px\" \/><p id=\"caption-attachment-2766\" class=\"wp-caption-text\">Frida Kahlo, Diego nella mia mente, 1943<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la pittura di Frida non \u00e8, appunto soltanto l\u2019autobiografia di una condizione umana difficile. Il corpo femminile fu per lei un elemento di fierezza, e nella sua pittura si avverte la rivendicazione dell\u2019uguaglianza di genere, in rottura contro l\u2019arcaica societ\u00e0 patriarcale. Il suo non \u00e8 esibizionismo, ma un discorso socio-politico che la vede diretta e coraggiosa protagonista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Persino l\u2019amore \u00e8 affrontato da lei in maniera viscerale, e diventa una sorta di religione personale. <em>Diego nella mia mente<\/em> (1943) la ritrae in costume tehuacano, sacerdotessa di un culto pagano e ossessivo, eppure dolcissimo, anzi \u201cpossente, dominator di mia profonda mente\u201d, per citare Giacomo Leopardi.<\/p>\n<div id=\"attachment_2767\" style=\"width: 325px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2767\" class=\"wp-image-2767 \" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frida-Kahlo-Bimba-tehuacana-Lucha-Mar\u00eda-Sole-e-luna-1942-\u00a9-Rafael-Doniz-by-SIAE-2018-231x300.jpg\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frida-Kahlo-Bimba-tehuacana-Lucha-Mar\u00eda-Sole-e-luna-1942-\u00a9-Rafael-Doniz-by-SIAE-2018-231x300.jpg 231w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frida-Kahlo-Bimba-tehuacana-Lucha-Mar\u00eda-Sole-e-luna-1942-\u00a9-Rafael-Doniz-by-SIAE-2018.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><p id=\"caption-attachment-2767\" class=\"wp-caption-text\">Frida Kahlo, Bimba tehuacana Lucha Mar\u00eda Sole e luna, 1942<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forte fu in lei il legame con il Messico, del quale esalt\u00f2 gli elementi culturali legati alla donna: <em>L\u2019amoroso abbraccio dell\u2019Universo <\/em>(1949) di Frida Kahlo, \u00e8 vicino per intensit\u00e0 alla <em>Tempesta<\/em> di Giorgione, nella quale\u00a0 la donna \u00e8 depositaria della forza naturale da cui scaturisce la vita; alle spalle di Frida &#8211; avvolta in un sensuale, sanguigno abito rosso -, una grande statua della Madre Terra, a sua volta compresa nell\u2019abbraccio fra le componenti maschile e femminile dell\u2019Universo, ovvero il Sole e la Luna, che celano anche richiami sessuali (ricorrenti nelle opere della Kahlo, come reazione alla sua sterilit\u00e0 causata dall\u2019incidente). Un\u2019opera emotivamente profonda, testimone del dualismo ancestrale del popolo messicano, mutuato dalla civilt\u00e0 precolombiana. Struggente l\u2019omaggio alla <em>Bimba tehuacana <\/em>(1942), per dare voce alle comunit\u00e0 agrarie oppresse dall\u2019ingiustizia: Frida fu infatti una instancabile attivista marxista, assieme al compagno Diego Rivera e a colleghi come Orozco. Eppure, anche nelle opere pi\u00f9 marcatamente politiche, non cede mai alla retorica dell\u2019ideologia, ma si esprime attraverso una possente poetica pittorica intrisa di umanit\u00e0, capace di estrinsecare la dignit\u00e0 del popolo e la vastit\u00e0 della sua cultura antica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frida Kahlo \u00e8 simbolo della bellezza femminile messicana, bellezza che ha per sfondo il dolore: fisico, ma anche sentimentale, e pi\u00f9 in generale esistenziale, vista la scia di lutti che attraversa il Messico del Novecento. Per suo tramite, e per tramite di quella pittura fisica e sensuale &#8211; da cui scaturisce il profumo appena acre della pelle di donna, e il fruscio della fine peluria creolo-ispanica -, si entra in contatto con<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">con un Messico affascinante e violento, sensuale e pagano, dove nei volti apparentemente miti e rassegnati degli individui si nascondono latenti istinti di ribellione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A completare questa bella e non ovvia mostra, una sezione di oggetti antichi messicani della collezione permanente del Mudec, che ricreano l\u2019atmosfera e il contesto storico cui Frida faceva riferimento per la sua pittura fortemente radicata in quella che considerava la sua vera patria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019approfondita mostra racconta Frida Kahlo oltre i clich\u00e9 di una storiografia e di una critica spesso superficiali e demagogiche. 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