{"id":2821,"date":"2018-02-26T20:20:28","date_gmt":"2018-02-26T19:20:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2821"},"modified":"2018-03-04T11:17:35","modified_gmt":"2018-03-04T10:17:35","slug":"de-nittis-gemito-e-gli-impressionisti-napoletani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/de-nittis-gemito-e-gli-impressionisti-napoletani\/","title":{"rendered":"De Nittis, Gemito e gli impressionisti napoletani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il fascino dell\u2019Ottocento parigino nelle tele della scuola napoletana di Palizzi, Gemito, e del \u201cnaturalizzato\u201d De Nittis, che nella capitale francese vissero e lavorarono ispirandosi al movimento impressionista. Presso le <a href=\"http:\/\/www.gallerieditalia.com\/it\/napoli\/da-de-nittis-a-gemito\/\">Gallerie d\u2019Italia<\/a>, Palazzo Zevallos Stigliano, fino all\u20198 aprile 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NAPOLI. L&#8217;Italia dei primi anni dell\u2019Unit\u00e0 era alla ricerca di un\u2019identit\u00e0 nazionale, dopo i lunghi secoli della divisione interna. Impresa non facile, in mezzo a opposte concezioni dell\u2019amministrazione dello Stato, oltre a tradizioni, usi e costumi profondamente differenti. A documentare, in un certo senso, la variet\u00e0 sociale e culturale della Penisola, provvidero i pittori della nascente scuola realista, che da Milano alla Sicilia fissarono sulla tela vedute di citt\u00e0, paesaggi, villaggi di campagna, fiere, mercati e feste tradizionali; opere che, girando nelle varie rassegne artistiche nazionali, contribuivano a far conoscere le varie realt\u00e0 regionali. Fra le scuole pi\u00f9 attive, e con una visione particolarmente aperta, ci fu quella napoletana, cosiddetta dalla citt\u00e0 in cui si formarono gli artisti meridionali che vi fecero parte: l\u2019abruzzese Palizzi, il barlettano De Nittis, il galatinese Gioacchino Toma, si erano infatti formati all\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli, che aveva ovviamente formato anche talenti cittadini quali Domenico Morelli, Edoardo Tofano e Giuseppe De Sanctis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grande mostra <em>Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell\u2019Impressionismo<\/em>, curata da Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca, documenta lo stretto rapporto fra i pittori partenopei e la capitale francese, all\u2019epoca all\u2019avanguardia per quanto riguardava la scena pittorica, ma anche capitale morale di quella <em>Belle \u00c9poque<\/em> che aveva conquistata l\u2019Europa con i suoi fasti scintillanti, il ritmo del <em>can can<\/em> e quell\u2019idea di trasgressione che l\u2019accompagnava. La citt\u00e0 brulicava di vita, di quartieri alla moda e di stradine equivoche e oscure, come tanto bene hanno scritto Emile Zola e Victor Hugo.<\/p>\n<div id=\"attachment_2826\" style=\"width: 523px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2826\" class=\"wp-image-2826\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giuseppe-De-Nittis-Un-angolo-di-Place-de-la-Concorde-a-Parigi-1880-Collezione-privata-courtesy-Galleria-Bottegantica-Milano-1-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"513\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giuseppe-De-Nittis-Un-angolo-di-Place-de-la-Concorde-a-Parigi-1880-Collezione-privata-courtesy-Galleria-Bottegantica-Milano-1-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giuseppe-De-Nittis-Un-angolo-di-Place-de-la-Concorde-a-Parigi-1880-Collezione-privata-courtesy-Galleria-Bottegantica-Milano-1-768x614.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giuseppe-De-Nittis-Un-angolo-di-Place-de-la-Concorde-a-Parigi-1880-Collezione-privata-courtesy-Galleria-Bottegantica-Milano-1.jpg 961w\" sizes=\"auto, (max-width: 513px) 100vw, 513px\" \/><p id=\"caption-attachment-2826\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe De Nittis, Un angolo di Place de la Concorde a Parigi, 1880 Collezione privata, courtesy Galleria Bottegantica, Milano<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In maniera filologica, la mostra documenta il percorso dei pittori della scuola napoletana a partire dalle opere realizzate appena prima dei loro soggiorni parigini, e propone poi il confronto stilistico con quanto realizzato in Francia; ma, anche, ripercorre cronologicamente le fasi pittoriche di questa stagione artistica internazionale, dal realismo sociale di Palizzi e Cammarano ispirato a Courbet, alla pittura mondana di De Nittis, Brancaccio e Caputo, che trasferirono sulla tela l\u2019eleganza dei <em>boulevards<\/em>, dei teatri, delle signore aristocratiche nelle loro fascinose\u00a0<em>toilettes<\/em> da sera; dal naturalismo pittoresco e sensuale di Antonio Mancini, fino alla straordinaria espressivit\u00e0 del classicismo scultoreo di Vincenzo Gemito, reinterpretato in chiave moderna, secondo un clima artistico che si concentrava sulla verit\u00e0 della rappresentazione, come appunto accadeva anche in pittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pioniere della fascinazione per Parigi, Giuseppe Palizzi, amico di Courbet e Manet, che svilupp\u00f2 una pittura attenta alla quotidianit\u00e0 delle classi lavoratrici, in particolare contadine, come gi\u00e0 aveva avuto modo di fare in patria, fra Napoli e l\u2019Abruzzo. Suggestivo il bozzetto preparatorio de <em>La traite des veaux dans la Vall\u00e9e de la Touque, Normandie<\/em> (1859), mentre ne\u00a0<em>I carbonai<\/em> (1855) si ritrova il connubio fra rappresentazione della natura per giustapposizione di colori e di studio della luce, e il racconto narrativo del lavoro dell\u2019uomo; la campagna si stende piatta e silenziosa, e il pennello indugia con rapida perizia sui dettagli del paesaggio, e raggiunge l\u2019apice espressivo nelle figure dell\u2019asino e del cavallo, a confermare la sensibilit\u00e0 dell\u2019artista per gli umili compagni delle fatiche dell\u2019uomo. L\u2019ispiratore di questa pittura dallo sguardo sociale fu Gustave Courbet, il primo ribelle della pittura francese, comunardo nel 1870.<\/p>\n<div id=\"attachment_2825\" style=\"width: 273px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2825\" class=\"wp-image-2825\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giuseppe-De-Nittis-Alle-corse-di-Auteil-1883-Barletta-Pinacoteca-Comunale-Giuseppe-de-Nittis-154x300.jpg\" alt=\"\" width=\"263\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giuseppe-De-Nittis-Alle-corse-di-Auteil-1883-Barletta-Pinacoteca-Comunale-Giuseppe-de-Nittis-154x300.jpg 154w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giuseppe-De-Nittis-Alle-corse-di-Auteil-1883-Barletta-Pinacoteca-Comunale-Giuseppe-de-Nittis.jpg 526w\" sizes=\"auto, (max-width: 263px) 100vw, 263px\" \/><p id=\"caption-attachment-2825\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe De Nittis, Alle corse di Auteil, 1883 Barletta, Pinacoteca Comunale Giuseppe de Nittis<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la Francia dell\u2019epoca, per effetto della\u00a0<em>Belle \u00c9poque<\/em>, stava conoscendo stili e ritmi di vita sin l\u00ec sconosciuti, con i divertimenti popolari di locali notturni come i <em>tabarin<\/em>, e ancora la nascita dei <em>caf\u00e9 chantant<\/em> e del teatro di variet\u00e0, che rivoluzionarono la vita sociale della citt\u00e0, assieme ai primi parchi per i divertimenti, la moda delle corse all\u2019ippodromo, le passeggiate lungo i <em>boulevards<\/em>; uno dei suoi cantori pi\u00f9 efficaci fu il barlettano Giuseppe De Nittis, il quale dopo gli studi presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli, giunse a Parigi nel 1867, dopo un soggiorno fiorentino al seguito di Adriano Cecioni, che gli dette modo di conoscere i Macchiaioli e per loro tramite ampliare la sua prospettiva pittorica, respirando indirettamente l\u2019aria francese di Corot e Courbet. Nel corso della sua breve carriera, De Nittis si dimostr\u00f2 talentuoso interprete di quella pittura urbana che rappresentava lo specchio della modernit\u00e0: le sue vedute parigine sono eleganti ed efficaci narrazioni di quella vorticosa vita moderna, cui tutti si abbandonano senza distinzione di classe sociale; se l\u2019aristocrazia e l\u2019alta borghesia prediligono le corse dei cavalli, una passeggiata potevano permettersela tutti; <em>Alle corse di Auteil<\/em> (1883), ritrae un\u2019elegante dama che segue appassionatamente le corse, in piedi su una sedia; una posizione insolita, che dona al quadro vivacit\u00e0 e naturalezza; la raffinatezza \u201cboldiniana\u201d di De Nittis si rintraccia nella delicatezza dei volti femminili, compresi quelli in secondo piano e nella sobria femminilit\u00e0 delle toilette scure; invece, la tela di Place de la Concorde ritrae una folla variopinta e numerosa che attraversa la grande piazza in una giornata di sole, con l\u2019Hotel de Crillon che biancheggia sullo sfondo. Pur frequentando gli Impressionisti, De Nittis non ader\u00ec al movimento, bens\u00ec mantenne una sua particolare cifra naturalista, pur assorbendo qua e l\u00e0 alcune idee. La mostra propone un interessante confronto fra l\u2019attivit\u00e0 parigina del barlettano,e\u00a0 le tele che realizz\u00f2 quando torn\u00f2 provvisoriamente a Napoli, e fra queste <em>Pranzo a Posillipo<\/em> (1878) \u00e8 vicina al Manet della maturit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Epigono di De Nittis, quel Francesco Netti che con <em>La sortie du bal <\/em>(1872), racconta l\u2019euforia popolare per i balli mascherati; ma il quadro \u00e8 interessante anche per il contrasto che propone, ovvero i nottambuli che verosimilmente tornano a casa, e i netturbini che alle prime luci dell\u2019alba sono gi\u00e0 a lavoro per garantire la pulizia delle strade. Pi\u00f9 amaro, quasi caravaggesco per il naturalismo sensuale con cui ritrae gli aspetti pi\u00f9 miseri della Parigi dell\u2019epoca, il romano Antonio Mancini, che predilige gli artisti di strada, esponenti di un mondo precario, non sempre limpido, ma sicuramente colorato e teatrale, avvolto in virtuosistici effetti di luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un particolare da non sottovalutare, \u00e8 il fatto per cui questi artisti non furono assorbiti dall\u2019Impressionismo, bens\u00ec mantennero un loro stile personale, segno evidente del radicamento della loro formazione napoletana, e della forza poetica del naturalismo italiano che proprio all\u2019ombra del Maschio Angioino e del Vesuvio ebbe i suoi esempi pi\u00f9 validi e stilisticamente pi\u00f9 variegati.<\/p>\n<div id=\"attachment_2823\" style=\"width: 316px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2823\" class=\"wp-image-2823 \" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Vincenzo-Gemito-Ritratto-di-Mathilde-Duffaud-1877-Collezione-privata-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"306\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Vincenzo-Gemito-Ritratto-di-Mathilde-Duffaud-1877-Collezione-privata-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Vincenzo-Gemito-Ritratto-di-Mathilde-Duffaud-1877-Collezione-privata.jpg 745w\" sizes=\"auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/><p id=\"caption-attachment-2823\" class=\"wp-caption-text\">Vincenzo Gemito, Ritratto di Mathilde Duffaud, 1877, collezione privata<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A coronare la mostra, un\u2019ampia sezione dedicata ala scultura di Vincenzo Gemito, che con Auguste Rodin e Medardo Rosso fu tra i protagonisti dell\u2019innovazione del linguaggio scultoreo in senso naturalista. Al pari del francese, anche Gemito estrapola l\u2019anima dalla materia, e i suoi busti si caratterizzano per espressivit\u00e0 emotiva. Sguardi pensosi ornano i volti dei suoi soggetti, ma dove probabilmente Gemito raggiunge l\u2019apice della profondit\u00e0 \u00e8 nel modellare la terracotta alla maniera di Donatello, e Mathilde Duffaut, sua fedele modella, ricorda da vicino la celebre <em>Maddalena penitente<\/em>, che aveva affascinato anche Rodin. Meno plastico di lui, anche in virt\u00f9 del fatto che il napoletano preferisce i busti e non la figura intera, Gemito fu comunque uno scultore dalla poetica intensa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra di Palazzo Zevallos Stigliani costituisce un\u2019ampia panoramica sulla scuola napoletana, della quale poco si conoscono l\u2019apertura europea e i proficui scambi con l\u2019ambiente pittorico parigino, all\u2019epoca all\u2019avanguardia nel Vecchio Continente. Frequentazioni che testimoniano della vitalit\u00e0 e della curiosit\u00e0 culturale della Napoli dell\u2019epoca, che seppe formare ed educare artisti di altissimo livello, oggi purtroppo in parte dimenticati.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">In copertina:\u00a0Giuseppe De Nittis, Pranzo a Posillipo, 1879 ca, Milano, Galleria d&#8217;Arte Moderna<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fascino dell\u2019Ottocento parigino nelle tele della scuola napoletana di Palizzi, Gemito, e del \u201cnaturalizzato\u201d De Nittis, che nella capitale francese vissero e lavorarono ispirandosi al movimento impressionista. Presso le Gallerie d\u2019Italia, Palazzo Zevallos Stigliano, fino all\u20198 aprile 2018. NAPOLI. L&#8217;Italia dei primi anni dell\u2019Unit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":2822,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[67,1],"tags":[728,726,729,149,727],"class_list":["post-2821","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-magazine-en","tag-de-nittis","tag-gallerie-ditalia","tag-gemito","tag-napoli","tag-palazzo-zevallos-stigliano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2821","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2821"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2821\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2822"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2821"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2821"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2821"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}