{"id":2828,"date":"2018-03-04T10:58:18","date_gmt":"2018-03-04T09:58:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2828"},"modified":"2018-03-04T11:18:07","modified_gmt":"2018-03-04T10:18:07","slug":"torino-profumata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/torino-profumata\/","title":{"rendered":"Torino profumata"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Duecento oggetti esposti, tra oreficerie, vetri, porcellane, <em>affiches <\/em>e trattati scientifici, raccontano un\u2019affascinante storia lunga due millenni, dall\u2019Antica Grecia al XXI Secolo. In collaborazione con il Mus\u00e9e International de la Parfumerie di Grasse. A <a href=\"http:\/\/www.palazzomadamatorino.it\/it\/eventi-e-mostre\/mostra-perfumum-i-profumi-della-storia\">Palazzo Madama<\/a>, fino al 21 maggio 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">TORINO. Il profumo ha avuto nei secoli, e conserva tuttora, molteplici significati, dai riti religiosi alla seduzione, dall\u2019igiene personale alla tutela della salute. Simboli di raffinatezza &#8211; basta ricordare le complicate essenze di cui fa uso il dandy Dorian Gray nel celeberrimo romanzo di Wilde -, cos\u00ec come di seduzione (immortale la goccia di Chanel n\u00b05 con cui si coricava Marilyn Monroe), le essenze profumate hanno avuto una storia affascinante e controversa, racchiusa nella bella mostra <em>Perfumum. I profumi della Storia <\/em>curata da Cristina Maritano, costruita come un racconto sull\u2019evoluzione e la pluralit\u00e0 dei significati del profumo dall\u2019Antichit\u00e0 egizia, greca e romana fino al Novecento.<\/p>\n<div id=\"attachment_2829\" style=\"width: 247px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2829\" class=\"wp-image-2829\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Stele-centinata-di-Huy-Egitto-Nuovo-Regno-XVIII-XX-dinastia-1550-1070-a.-C.-Torino-Museo-Egizio-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"237\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Stele-centinata-di-Huy-Egitto-Nuovo-Regno-XVIII-XX-dinastia-1550-1070-a.-C.-Torino-Museo-Egizio-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Stele-centinata-di-Huy-Egitto-Nuovo-Regno-XVIII-XX-dinastia-1550-1070-a.-C.-Torino-Museo-Egizio.jpg 683w\" sizes=\"auto, (max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><p id=\"caption-attachment-2829\" class=\"wp-caption-text\">Stele centinata di Huy, Egitto, Nuovo Regno (XVIII-XX dinastia, 1550-1070 a. C.), Torino, Museo Egizio<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le origini sono quasi leggendarie: gi\u00e0 nell\u2019Egitto del II Millennio a.C. si faceva uso di profumi nel contesto di riti religiosi, come testimoniato dalla stele di Huy proveniente dal Museo Egizio di Torino; il defunto, appena giunto nell\u2019aldil\u00e0, porta in dono alla divinit\u00e0 un unguento profumato, e i medesimi unguenti, a base di olio o grasso animale, erano utilizzati nella complessa pratica dell\u2019imbalsamazione. Inoltre, resine e incensi profumati venivano bruciati nel corso delle cerimonie religiose, ed erano quindi un mezzo di comunicazione con le divinit\u00e0. Attorno all\u2019utilizzo dei profumi, fior\u00ec un vasto artigianato che forniva vasi e ampolle in vetro, terracotta, alabastro, per la loro conservazione, come testimoniato dai ritrovamenti archeologici all\u2019interno dei corredi funerari, che restano la fonte principale di documentazione sulla civilt\u00e0 egiziana antica. Anche nelle altre civilt\u00e0 mediterranee il profumo godeva di un\u2019alta considerazione, ed era largamente impiegato anche per usi mondani, e i maestri profumieri siriani erano considerati i migliori dell\u2019epoca. Gli stessi Romani importavano essenze proprio dalla Siria, cos\u00ec come a Roma erano sorte diverse attivit\u00e0 profumiere gestite da siriani. Il commercio con l\u2019Oriente era stato quindi il mezzo con cui l\u2019utilizzo del profumo era giunto sull\u2019altra sponda del Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito dell\u2019ondata di invasioni barbariche, caduto l\u2019Impero Romano e perso anche il ricordo di quella civilt\u00e0, nell\u2019Europa cristiana dell\u2019Alto e Basso Medioevo il profumo perde buona parte della considerazione di cui aveva sin l\u00ec goduto. In una societ\u00e0 intrisa di misticismo e senso del peccato, un\u2019eccessiva cura del corpo significava esporsi alle tentazioni del demonio; pertanto, le essenze profumate rimasero confinate al campo della farmacopea, e in particolare alcune resine erano ritenute capaci di prevenire la peste. All\u2019altro capo del\u00a0 Mediterraneo, invece, la sapienza profumiera antica non va perduta, e la civilt\u00e0 araba continua nella produzione di essenze, migliorando sensibilmente la loro qualit\u00e0 grazie agli approfonditi studi di chimica dell\u2019uzbeko Avicenna e all\u2019invenzione dell\u2019alambicco, che permette di sviluppare essenze a base di alcol, dalla tenuta pi\u00f9 lunga. L\u2019artigianato che accompagna il profumo \u00e8 sempre fiorente, come si evince dalle fiasche da profumo di arte ottomana, in ottone geminato, in legno di rosa e in maiolica e vetro, esposte a Palazzo Madama.<\/p>\n<div id=\"attachment_2830\" style=\"width: 378px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2830\" class=\"wp-image-2830\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Pot-pourri-Doccia-manifattura-di-Carlo-Ginori-1750-circa-Torino-Palazzo-Madama-Museo-Civico-d\u2019Arte-Antica-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Pot-pourri-Doccia-manifattura-di-Carlo-Ginori-1750-circa-Torino-Palazzo-Madama-Museo-Civico-d\u2019Arte-Antica-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Pot-pourri-Doccia-manifattura-di-Carlo-Ginori-1750-circa-Torino-Palazzo-Madama-Museo-Civico-d\u2019Arte-Antica-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Pot-pourri-Doccia-manifattura-di-Carlo-Ginori-1750-circa-Torino-Palazzo-Madama-Museo-Civico-d\u2019Arte-Antica.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Pot-pourri-Doccia-manifattura-di-Carlo-Ginori-1750-circa-Torino-Palazzo-Madama-Museo-Civico-d\u2019Arte-Antica-822x545.jpg 822w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Pot-pourri-Doccia-manifattura-di-Carlo-Ginori-1750-circa-Torino-Palazzo-Madama-Museo-Civico-d\u2019Arte-Antica-900x600.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><p id=\"caption-attachment-2830\" class=\"wp-caption-text\">Pot-pourri, Doccia, manifattura di Carlo Ginori, 1750 circa, Torino, Palazzo Madama, Museo Civico d\u2019Arte Antica<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019avanzare del XV Secolo, la progressiva laicizzazione della cultura in seno alla societ\u00e0 rinascimentale, permette anche al profumo di affrancarsi dall\u2019ambito strettamente religioso, e di diffondersi largamente almeno fra le classi sociali pi\u00f9 elevate. L\u2019Italia, che d\u00e0 il la culturale al resto d\u2019Europa, fa altrettanto nel campo profumiero, e in particolare alla corte medica di Firenze si svilupp\u00f2 una raffinata scuola di fabbricazione di essenze, che nel secondo Cinquecento sar\u00e0 esportata a Parigi da Caterina, a seguito del suo matrimonio con Enrico II di Valois. La grande novit\u00e0 del secolo nel campo della profumeria furono le essenze che giungevano dalle Indie, ovvero dal continente americano che spagnoli e portoghesi, dopo aver depredato d\u2019oro, cominciavano ad apprezzare anche per un altro tipo di risorse, dal cacao alle essenze profumate, appunto. L\u2019arte profumiera si espande anche nel resto d\u2019Europa, dove la Riforma luterana ha favorito la nascita di un ceto borghese imprenditoriale che diventa ben presto un grande consumatore di profumi, affiancandosi all\u2019aristocrazia. Nel XVII Secolo, con l\u2019Italia nuovamente \u201cbloccata\u201d dalla Controriforma e immersa nel funereo costume spagnolesco, la supremazia nel campo della profumeria passa alla Francia, che la manterr\u00e0 fino al Novecento; e a partire dal Settecento sviluppa l\u2019idea del <em>pout-pourri<\/em>, ovvero essenze profumate di origine vegetale, seccate e inserite in elaborati contenitori, utilizzati per decorare e profumare gli ambienti. Si tratta di piccoli capolavori che testimoniano la raffinatezza di un\u2019epoca.<\/p>\n<div id=\"attachment_2831\" style=\"width: 270px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2831\" class=\"wp-image-2831\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Shocking-Schiaparelli-1937-Collezione-Parma-Color-Viola-188x300.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Shocking-Schiaparelli-1937-Collezione-Parma-Color-Viola-188x300.jpg 188w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Shocking-Schiaparelli-1937-Collezione-Parma-Color-Viola.jpg 643w\" sizes=\"auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><p id=\"caption-attachment-2831\" class=\"wp-caption-text\">Shocking, Schiaparelli 1937, collezione Parma Color Viola<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul finire dell\u2019Ottocento, l\u2019esplosione della <em>Belle Epoque<\/em>, e dell\u2019Art Nouveau, coinvolgono ovviamente anche il settore profumiero, e nascono le grandi case commerciali, da Floris a Creed, fino a Houbigant, Heraud e D&#8217;Orsay, questi ultimi tre a stretto contatto con Lalique da cui si facevano produrre le boccette in vetro decorato, mentre Guerlain si affida a Baccarat. A partire dagli anni Venti, con l\u2019inizio dell\u2019emancipazione femminile su larga scala, il profumo diventa ancora di pi\u00f9 un oggetto quotidiano anche per tante donne del ceto medio, che cominciano a seguire la moda con particolare attenzione, affiancata alla cura del corpo. Un andamento che conoscer\u00e0 una pausa forzata soltanto con la Seconda Guerra Mondiale, ma gi\u00e0 dagli anni Cinquanta, con l\u2019affermazione definita della societ\u00e0 di massa, il profumo \u00e8 a tutti gli effetti un elemento del quotidiano, irrinunciabile nella cura personale. E sempre pi\u00f9 le grandi case di moda, sull\u2019esempio di Coco Chanel, lavorano all\u2019ideazione di essenze legate allo stile del marchio, con bottigliette che in un certo senso completano la collezione di abiti. Da Jean Paul Gaultier a Ralph Lauren, da Armani a Versace, con un\u2019idea di lusso estremo quasi ossessiva. A controbilanciare questi \u201ceccessi\u201d, la sobriet\u00e0 di case profumiere di tradizione come Acqua di Parma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A completare la mostra, un\u2019interessante sezione dedicata alla materie prime e agli antichi ricettari per la produzione dei profumi fra Medioevo e Rinascimento, quando il muschio, lo zibetto, il <em>castoreum<\/em> e l&#8217;ambra erano le principali sostanze di origine animale che entravano in questa particolare \u201cscienza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una mostra raffinata e non ovvia, che racconta la storia e l\u2019evoluzione di un accessorio oggi d\u2019uso comune, ma alla cui origine sta una ricerca che parte dall\u2019antichit\u00e0 e che ha visti implicati chimici, intellettuali, artisti e persino medici. Un accessorio che ha attraversato i secoli, assorbendo anche molti dei fenomeni sociali che nei secoli hanno cambiato la vita quotidiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Duecento oggetti esposti, tra oreficerie, vetri, porcellane, affiches e trattati scientifici, raccontano un\u2019affascinante storia lunga due millenni, dall\u2019Antica Grecia al XXI Secolo. In collaborazione con il Mus\u00e9e International de la Parfumerie di Grasse. A Palazzo Madama, fino al 21 maggio 2018. TORINO. 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