{"id":2861,"date":"2018-03-11T20:21:31","date_gmt":"2018-03-11T19:21:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2861"},"modified":"2018-03-11T20:31:19","modified_gmt":"2018-03-11T19:31:19","slug":"al-cinema-hitler-picasso-gli-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/al-cinema-hitler-picasso-gli-altri\/","title":{"rendered":"Al cinema, Hitler contro Picasso e gli altri"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2864\" style=\"width: 242px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2864\" class=\"wp-image-2864 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Otto-Dix-Leonie-1923-Kunstmuseum-Bern-232x300.jpg\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Otto-Dix-Leonie-1923-Kunstmuseum-Bern-232x300.jpg 232w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Otto-Dix-Leonie-1923-Kunstmuseum-Bern-793x1024.jpg 793w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Otto-Dix-Leonie-1923-Kunstmuseum-Bern-768x992.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Otto-Dix-Leonie-1923-Kunstmuseum-Bern-1189x1536.jpg 1189w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Otto-Dix-Leonie-1923-Kunstmuseum-Bern-1585x2048.jpg 1585w\" sizes=\"auto, (max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><p id=\"caption-attachment-2864\" class=\"wp-caption-text\">Otto Dix, Leonie, 1923, Kunstmuseum Bern<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra cosa porta via? Certamente in primo luogo vite umane, ma anche sogni, palazzi, propriet\u00e0, dignit\u00e0, speranza e molto altro ancora. Elementi materiali e immateriali, che fanno parte della vita di ogni individuo, con peso pi\u00f9 o meno differente per ognuno. Ma poi, a pensarci bene, la guerra porta via soprattutto la bellezza, quella delle persone care e quella delle opere d\u2019arte: vilipese, distrutte, trafugate, per avidit\u00e0 personale oppure per spregio. Da qui parte la vicenda narrata nel documentario <em>Hitler contro Picasso e gli altri. L\u2019ossessione nazista per l\u2019arte <\/em>(che sar\u00e0 in proiezione nelle sale cinematografiche il 13 e 14 marzo), in cui si ripercorrono gli avvenimenti che portarono al pi\u00f9 grande \u201csacco\u201d di opere d\u2019arte che la storia moderna ricordi. Razzia che fu perpetrata nei confronti di quell\u2019arte che il nazionalsocialismo aveva marchiato come \u201cdegenerata\u201d e che comprendeva artisti come Max Beckmann, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Otto Dix, Claude Monet, Marc Chagall, Paul C\u00e9zanne, El Lissitzky, Pablo Picasso, Paul Gauguin, Pierre-Auguste Renoir. Una storia gi\u00e0 nota: narrata in forma hollywoodiana da George Cloney nel film <em>Monuments Men<\/em>, e da altre pellicole d\u2019inchiesta.<\/p>\n<div id=\"attachment_2863\" style=\"width: 350px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2863\" class=\"wp-image-2863 \" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kirchner-Due-nudi-sul-letto-1907-1908-Kunstmuseum-Bern-300x245.jpg\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kirchner-Due-nudi-sul-letto-1907-1908-Kunstmuseum-Bern-300x245.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kirchner-Due-nudi-sul-letto-1907-1908-Kunstmuseum-Bern-1024x836.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kirchner-Due-nudi-sul-letto-1907-1908-Kunstmuseum-Bern-768x627.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kirchner-Due-nudi-sul-letto-1907-1908-Kunstmuseum-Bern-1536x1254.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><p id=\"caption-attachment-2863\" class=\"wp-caption-text\">Ernst Ludwig Kirchner, Due nudi sul letto, 1907-1908, Kunstmuseum Bern<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vari sono i protagonisti del documentario: i collezionisti e proprietari delle opere, soprattutto ebrei, a cui con vari stratagemmi venivano portati via i propri averi. Compiacenti mercanti che al soldo del regime nazista, barattavano con i legittimi proprietari visti per espatriare contro la cessione definitiva di intere collezioni, non solo di quadri, ma anche di statue e oggetti rinascimentali. E se il baratto non poteva essere fatto, per il rifiuto da parte dei possessori, trovavano la maniera di sottrarre il tutto in altro modo. Ma come maggiori protagonisti a capo di questo abissale saccheggio, si ergono le due figure pi\u00f9 importanti del regime nazista: Adolf Hitler e Hermann G\u00f6ring; che dal 1937 \u201cbattagliarono\u201d a vicenda per conquistare il maggior numero di opere d\u2019arte. Il primo per costruire il \u201cLouvre\u201d di Linz (progetto architettonico di una grandissimo museo per rendere pi\u00f9 potente il Reich, che per\u00f2 rimase solo sulla carta), e l\u2019altro per la propria galleria privata. Un vero e proprio saccheggio, visto che si stima che dai musei tedeschi e dai collezionisti ebrei vennero sequestrate circa 16.000 opere; numero che aumenta a 5 milioni se si prende in considerazione tutta Europa.<\/p>\n<div id=\"attachment_2865\" style=\"width: 478px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2865\" class=\"wp-image-2865\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Servillo-2-300x162.jpg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Servillo-2-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Servillo-2-1024x554.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Servillo-2-768x415.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Servillo-2-1536x830.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 468px) 100vw, 468px\" \/><p id=\"caption-attachment-2865\" class=\"wp-caption-text\">Toni Servillo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inizio della narrazione prende il via dalle due mostre che il regime nazista inaugur\u00f2 a Monaco nel 1937, a poca distanza una dall\u2019altra, in cui si esponevano da una parte la Grande Arte Germanica, ispirata al classicismo, e dall\u2019altra quella \u201cdegenerata\u201d, dove capeggiavano scritte come \u00abIncompetenti e ciarlatani\u00bb oppure \u00abDecadenza sfruttata per scopi letterari e commerciali\u00bb. Da quelle mostre sono passati 80 anni e il ritrovamento di gran parte delle opere non \u00e8 ancora avvenuto. Alcune di esse sono state esposte nel\u00a0 2017 in quattro mostre organizzate a Berna, Bonn, Parigi e Deventer, in Svizzera; e proprio da queste esposizioni il documentario (diretto da Claudio Poli, su soggetto di Didi Gnocchi, con la voce narrante di Toni Servillo e un intenso commento sonoro composto da Remo Anzovino) inizia a raccontare le vicende legate alle sparizioni e ai ritrovamenti, intervistando gli eredi dei collezionisti, storici dell\u2019arte e scrittori che si sono occupati dell\u2019argomento, direttori di musei e di gallerie d\u2019arte e l\u2019avvocato Christopher Marinello, esperto di recupero d\u2019opere d\u2019arte e fondatore dell\u2019Art Recovery International che assiste gli eredi nelle cause per la restituzione.<\/p>\n<div id=\"attachment_2867\" style=\"width: 435px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2867\" class=\"wp-image-2867\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Liberazione-di-Berchtesgaden-e-recupero-della-collezione-Goering-ad-opera-della-101st-Aiirbone-Division.-Courtesy-of-National-Archives-Records-Administration_b-1-300x223.jpg\" alt=\"\" width=\"425\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Liberazione-di-Berchtesgaden-e-recupero-della-collezione-Goering-ad-opera-della-101st-Aiirbone-Division.-Courtesy-of-National-Archives-Records-Administration_b-1-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Liberazione-di-Berchtesgaden-e-recupero-della-collezione-Goering-ad-opera-della-101st-Aiirbone-Division.-Courtesy-of-National-Archives-Records-Administration_b-1-1024x760.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Liberazione-di-Berchtesgaden-e-recupero-della-collezione-Goering-ad-opera-della-101st-Aiirbone-Division.-Courtesy-of-National-Archives-Records-Administration_b-1-768x570.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Liberazione-di-Berchtesgaden-e-recupero-della-collezione-Goering-ad-opera-della-101st-Aiirbone-Division.-Courtesy-of-National-Archives-Records-Administration_b-1-1536x1140.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 425px) 100vw, 425px\" \/><p id=\"caption-attachment-2867\" class=\"wp-caption-text\">Liberazione di Berchtesgaden e recupero della collezione Goering ad opera della 101st Aiirbone Division. Courtesy of National Archives &amp; Records Administration<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la vicenda del saccheggio da parte dei nazisti pu\u00f2 apparire una storia datata, il documentario ci mostra di quanto questa \u201ccaccia\u201d al recupero del bottino sia ancora aperta. Infatti un altro punto focale della narrazione viene individuata nel recupero delle opere d\u2019arte nascoste da Cornelius Gurlitt. Solo un banale controllo doganale nel 2010 su un treno tra Zurigo e Monaco, fa scoprire Gurlitt in possesso di 9000 euro di cui non riusc\u00ec a giustificare la provenienza. Da qui iniziarono i sospetti su di lui, e nella perquisizione del 2012 della sua casa di Monaco vennero recuperate 1280 opere (e altre 200 successivamente in una cassetta di sicurezza presso Salisburgo), che facevano parte del bottino che il padre Hildebrand (uno dei mercanti d\u2019arte vicino al regime) port\u00f2 via agli ebrei, comprandoli per pochi soldi o razziandoli nei territori occupati. Le opere recuperate appartengono soprattutto ad artisti della Nuova Oggettivit\u00e0, del gruppo \u201cDie Br\u00fccke\u201d e del \u201cCavaliere Azzurro\u201d, ma vi sono anche opere di C\u00e9zanne, Gauguin, Monet, Renoir.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere possiamo dire che il documentario<em> Hitler contro Picasso e gli altri <\/em>ha il pregio di riportarci indietro nel tempo ad alcune vicende che ci possono apparire lontane, e forse per questo da dimenticare, ma che sono molto attuali se si leggono bene le cronache di guerra provenienti da ogni angolo del mondo, dove accanto alle tragedie umane si consumano quelle dell\u2019arte. Perch\u00e9 l\u2019arte non \u00e8 solo un atto culturale o di intrattenimento, \u00e8 molto di pi\u00f9. Come Picasso ebbe a dire (e riportato anche nel film): \u00ab<em>Un artista \u00e8 un politico, attento agli eventi strazianti, ardenti o dolci del mondo. Com\u2019\u00e8 possibile essere indifferenti agli altri uomini? La pittura non \u00e8 fatta per decorare appartamenti. \u00c8 uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il nemico<\/em>\u00bb. Un atto d\u2019accusa e di presa di coscienza che dovrebbe farci pensare ancora oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra cosa porta via? Certamente in primo luogo vite umane, ma anche sogni, palazzi, propriet\u00e0, dignit\u00e0, speranza e molto altro ancora. Elementi materiali e immateriali, che fanno parte della vita di ogni individuo, con peso pi\u00f9 o meno differente per ognuno. 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