{"id":2891,"date":"2018-03-24T16:05:52","date_gmt":"2018-03-24T15:05:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2891"},"modified":"2018-03-24T16:28:53","modified_gmt":"2018-03-24T15:28:53","slug":"giappone-storie-damore-e-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/giappone-storie-damore-e-guerra\/","title":{"rendered":"Giappone. Storie d&#8217;amore e guerra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In oltre 200 opere da collezioni private, il racconto dell\u2019affascinante cultura giapponese fra il Settecento e l\u2019inizio del Novecento, fra samurai, paesaggi d\u2019incantevole poesia, bellezza femminile e oggetti preziosi. Prodotta da <a href=\"http:\/\/www.palazzoalbergati.com\/giappone-storie-d-amore-e-di-guerra\/\">Arthemisia<\/a>, la mostra \u00e8 patrocinata dal Comune di Bologna, dal Consolato Generale del Giappone a Milano e dalla Fondazione Italia Giappone. Da oggi e fino al 9 settembre 2018.<\/p>\n<div id=\"attachment_2893\" style=\"width: 360px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2893\" class=\"wp-image-2893\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Y\u014dsh\u016b-Chikanobu-Ama-no-Hashidate-nella-provincia-di-Tango-1898-300x234.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Y\u014dsh\u016b-Chikanobu-Ama-no-Hashidate-nella-provincia-di-Tango-1898-300x234.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Y\u014dsh\u016b-Chikanobu-Ama-no-Hashidate-nella-provincia-di-Tango-1898-768x598.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Y\u014dsh\u016b-Chikanobu-Ama-no-Hashidate-nella-provincia-di-Tango-1898.jpg 986w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><p id=\"caption-attachment-2893\" class=\"wp-caption-text\">Y\u014dsh\u016b Chikanobu, Ama no Hashidate nella provincia di Tango, 1898<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_2895\" style=\"width: 401px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2895\" class=\"wp-image-2895\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kitao-Shigemasa-e-Katsukawa-Shunsh\u014d-\u201cCortigiane-della-casa-Tsutaya-a-caccia-di-lucciole-1776-300x228.jpg\" alt=\"\" width=\"391\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kitao-Shigemasa-e-Katsukawa-Shunsh\u014d-\u201cCortigiane-della-casa-Tsutaya-a-caccia-di-lucciole-1776-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kitao-Shigemasa-e-Katsukawa-Shunsh\u014d-\u201cCortigiane-della-casa-Tsutaya-a-caccia-di-lucciole-1776-768x583.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Kitao-Shigemasa-e-Katsukawa-Shunsh\u014d-\u201cCortigiane-della-casa-Tsutaya-a-caccia-di-lucciole-1776.jpg 1011w\" sizes=\"auto, (max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><p id=\"caption-attachment-2895\" class=\"wp-caption-text\">Kitao Shigemasa e Katsukawa Shunsh\u014d, Cortigiane della casa Tsutaya, a caccia di lucciole, 1776<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">BOLOGNA. Nel 1661, lo scrittore giapponese Asai Ry\u014di, nei suoi <em>Racconti del mondo fluttuante<\/em><em>, <\/em>esaltava il godimento dell\u2019attimo presente, fatto di volta in volta di notti di luna, di ciliegi fioriti, di sak\u00e8; a questi piaceri l\u2019individuo deve andare incontro lasciandosi portare \u201ccome una zucca che galleggia nella corrente del fiume\u201d, imparando cos\u00ec ad apprezzare il godimento dell\u2019effimero, del \u201cmondo fluttuante\u201d. La tradizione artistica<em> dell\u2019<\/em><em>ukiyo-e<\/em> significa appunto \u201cimmagine del mondo fluttuante\u201d, e nacque nel Giappone del XVII Secolo, all\u2019inizio dello shogunato Tokugawa, che riusc\u00ec a pacificare il Paese dopo secoli di lotte interne tra i vari feudatari. Conquistata la pace, esautorata la figura dell\u2019imperatore, il clan Tokugawa regn\u00f2 fino al 1867, e dette avvio a una prima modernizzazione del Paese, che vide lo sviluppo di tecniche agricole pi\u00f9 efficaci e l\u2019aumento della terra coltivata, che si tradusse in una maggior disponibilit\u00e0 di cibo e quindi di benessere della popolazione; pur non potendo contare su molti diritti n\u00e9 sulla possibilit\u00e0 di ascendere socialmente, il suddito giapponese delle classi contadine e mercantili aveva comunque garantito un buon tenore di vita materiale, anche grazie a un sistema fiscale non particolarmente pesante. Questa piccola e media borghesia ebbe la possibilit\u00e0 di sviluppare una propria cultura artistica, basata sull\u2019edonismo cui faceva riferimento anche Ry\u014di. Si trattava per\u00f2 di un edonismo illusorio, una ricerca del piacere e della pace interiore che il suddito giapponese medio difficilmente riusciva a concretizzare. Infatti, la rigida organizzazione feudale delle classi sociali (simili alle caste indiane) non permetteva ascese sociali, e costringeva ogni individuo a rispettare un severo sistema di regole comportamentali, secondo i principi confuciani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019<\/em><em>ukiyo-e<\/em>, con i suoi raffinati colori, la bellezza degli alberi fioriti, l\u2019eleganza di kimono decorati con raffinati motivi, il mondo sensuale delle cortigiane, rappresentava una sorta di chiave d\u2019accesso, almeno nell\u2019immaginario, a quello che molti individui non potevano avere, per ragioni di casta, o magari anche solo economiche. Si tratta quindi di una forma d\u2019arte che risponde a un preciso bisogno politico da un lato, sociale dall\u2019altro. Dal primo punto di vista, la diffusione di immagini del genere favoriva una sorta di pace sociale, domando le aspirazioni dei ceti medi grazie alla creazione di un immaginario collettivo che generava l\u2019illusione di essere realmente parte di quel \u201cmondo fluttuante\u201d fatto di piaceri e ricchezze; dal secondo punto di vista, stretto in un\u2019esistenza regolata dai rigidi principi morali del confucianesimo, il suddito giapponese avvertiva la necessit\u00e0 di rifugiarsi in un mondo piacevole, anche se illusorio. Una necessit\u00e0 che nei secoli non \u00e8 cambiata: la societ\u00e0 giapponese \u00e8 ancora molto rigida, i rapporti sociali improntati alla formalit\u00e0, e la socializzazione non particolarmente approfondita. Come fino al primo Novecento si ricorreva agli <em>ukiyo-e<\/em>, oggi il giapponese medio insegue le proprie illusioni nei cosiddetti <em>soap-lando <\/em>(locali erotici) o nei caff\u00e8 a tema, dove per una sera pu\u00f2 travestirsi da samurai, da attore, da cantante, da donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un accostamento con l\u2019era contemporanea, necessario per spiegare l\u2019importanza che questo tipo di stampe artistiche ebbe nel Giappone antico. E che al di l\u00e0 del significato sociologico, ha rappresentato una fase importante per l\u2019arte giapponese. Nell\u2019anno del 150\u00b0 anniversario dell\u2019avvio di rapporti diplomatici fra Italia e Giappone, dopo Roma anche Bologna rende omaggio alla cultura nipponica con la mostra <em>Giappone<\/em>. <em>Storie d\u2019amore e guerra<\/em>, curata da Pietro\u00a0Gobbi, che proprio attraverso gli <em>ukiyo-e <\/em>racconta un popolo visto nei vari aspetti della sua cultura.<\/p>\n<div id=\"attachment_2896\" style=\"width: 479px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2896\" class=\"wp-image-2896\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Keisai-Eisen-Notte-di-pioggia-allo-Yoshiwara-1843-46-300x195.jpg\" alt=\"\" width=\"469\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Keisai-Eisen-Notte-di-pioggia-allo-Yoshiwara-1843-46-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Keisai-Eisen-Notte-di-pioggia-allo-Yoshiwara-1843-46-768x499.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Keisai-Eisen-Notte-di-pioggia-allo-Yoshiwara-1843-46.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px\" \/><p id=\"caption-attachment-2896\" class=\"wp-caption-text\">Keisai Eisen, Notte di pioggia allo Yoshiwara, 1843<span style=\"font-size: 16px;\">Gobbi, che proprio attraverso gli <\/span><em style=\"font-size: 16px;\">ukiyo-e <\/em><span style=\"font-size: 16px;\">racconta un popolo visto nei vari aspetti della sua cultura.<\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eseguiti come xilografie inchiostrate per impregnamento, gli <em>ukiyo-e <\/em>richiedevano particolare perizia, ed erano corredati dal sigillo della censura, che controllava non ci fossero deviazioni all\u2019ortodossia politica. Lo scopo di queste immagini era quello di creare un senso di appartenenza e identit\u00e0, cos\u00ec da poter contare su sudditi fedeli e se necessario pronti a sacrificarsi per la patria. La mostra, ampia e molto ben documentata, racconta gli aspetti principali della cultura giapponese toccati da artisti quali Hiroshige, Utamaro, Hokusai; fondamentale il rapporto con la natura che la societ\u00e0 giapponese aveva, e che anche indirettamente veniva sempre ricordato negli <em>ukiyo-e<\/em>. Ad esempio, i raffinati kimono delle cortigiane\u00a0 erano decorati con simboli differenti a seconda della stagione dell\u2019anno, e con essi cambiavano anche i colori. La donna, intesa come oggetto di piacere, \u00e8 un soggetto importante all\u2019interno della societ\u00e0 giapponese, depositaria di una sapienza raffinata che va dalla grazia della posa e della gestualit\u00e0 alla competenza nella cerimonia del t\u00e8, o all\u2019abilit\u00e0 nel suonare strumenti musicali. Non tutti potevano aspirare a frequentare le cortigiane d\u2019alto bordo, e la maggior parte degli uomini doveva ripiegare sulle cortigiane di strada (le <em>teppo<\/em>), spesso condannate a un\u2019esistenza di soprusi. Ma nel \u201cmondo fluttuante\u201d delle immagini ufficiali, l\u2019eventuale sofferenza della donna non era contemplata. Anche il sesso inteso come atto di riproduzione aveva e ha molta importanza in Giappone, e grazie a una blanda censura, gli artisti potevano sfogare le loro fantasie, anche esagerando le proporzioni degli organi sessuali, o immaginando abbracci particolarmente ardenti. Questo tipo di stampe, dette <em>shunga<\/em>, avevano particolare successo anche se nella realt\u00e0 dei fatti la vita sessuale dei coniugi si limitava alla sola procreazione, e la dimensione del piacere era lasciata al di fuori del matrimonio, appunto per le cortigiane. Un senso di solitudine familiare che ancora oggi, in parte affligge la societ\u00e0 giapponese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paesaggio naturale e quello urbano rientravano nella logica della costruzione di un immaginario comune, per cui citt\u00e0 e regioni geografiche del Paese potevano essere conosciute anche da chi non aveva la possibilit\u00e0 di lasciare anche per qualche tempo il villaggio natio; se le vedute delle citt\u00e0 davano l\u2019idea del progresso raggiunto dal Giappone moderno, i paesaggi naturali rimandano all\u2019idea della sacralit\u00e0 del territorio, al fluire del tempo attraverso le stagioni, all\u2019idea del principio primo che tutto abbraccia e tutto vivifica. Fiori e animali hanno ognuno un proprio significato simbolico.<\/p>\n<div id=\"attachment_2894\" style=\"width: 513px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2894\" class=\"wp-image-2894\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/K\u014dgyo-Tsukioka-Arashiyama-\u201cDisegni-del-teatro-n\u014d-1898-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"503\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/K\u014dgyo-Tsukioka-Arashiyama-\u201cDisegni-del-teatro-n\u014d-1898-300x152.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/K\u014dgyo-Tsukioka-Arashiyama-\u201cDisegni-del-teatro-n\u014d-1898-768x389.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/K\u014dgyo-Tsukioka-Arashiyama-\u201cDisegni-del-teatro-n\u014d-1898.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 503px) 100vw, 503px\" \/><p id=\"caption-attachment-2894\" class=\"wp-caption-text\">K\u014dgyo Tsukioka, Arashiyama, Disegni del teatro N\u014d, 1898<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrettanto importanti in Giappone, il mondo dei samurai e del teatro <em>No<\/em> e <em>Kabuki<\/em>; i primi, rappresentarono fino all\u2019era Meiji (1867-1912) la classe dominante del Paese, che era riuscita come detto sopra, a marginalizzare l\u2019imperatore. Il teatro rappresentava invece lo svago preferito dalle donne; il <em>No<\/em> apr\u00ec al popolo solo a fine Ottocento (prima era riservato all\u2019aristocrazia), pertanto gli <em>ukiyo-e<\/em> erano l\u2019unico mezzo per le donne di umili origini di intuirne almeno lo svolgimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualunque fosse il soggetto, gli artisti dell\u2019<em>ukiyo-e<\/em> utilizzavano sempre uno stile idealizzato, che rendeva uomini e donne alla stregua di simboli di qualcosa (del piacere, del teatro, dell\u2019onore, della guerra), e la delicatezza dei colori sembra essere la metafora della leggerezza di questo linguaggio artistico che appunto parla per concetti e simboli. A completare la mostra una ricca selezione di oggetti come pipe, tabacchiere, ventagli, ma anche elmi e armature di samurai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si esce da Palazzo Albergati con la sensazione di aver scoperta una cultura di cui in Occidente ancora poco si parla e poco si conosce, una cultura che qui quasi disorienta per la sua rigidit\u00e0 morale, al limite della spietatezza, una societ\u00e0 che \u201cschiaccia verso il basso\u201d ma con la sottigliezza di non farlo percepire all\u2019individuo, cui offre un mondo illusorio dove perdersi nelle brevi pause di una vita dominata dal senso del dovere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">(In copertina:\u00a0Keinen Imao, Ciliegio in fiore e uccellino kigitaki, 1885)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In oltre 200 opere da collezioni private, il racconto dell\u2019affascinante cultura giapponese fra il Settecento e l\u2019inizio del Novecento, fra samurai, paesaggi d\u2019incantevole poesia, bellezza femminile e oggetti preziosi. 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