{"id":2941,"date":"2018-04-10T14:48:43","date_gmt":"2018-04-10T13:48:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2941"},"modified":"2018-04-10T14:48:43","modified_gmt":"2018-04-10T13:48:43","slug":"hiroshige-poesia-colori-del-giappone-antico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/hiroshige-poesia-colori-del-giappone-antico\/","title":{"rendered":"Hiroshige. Poesia a colori del Giappone antico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito del 150\u00b0 anniversario dei rapporti bilaterali fra Italia e Giappone, le Scuderie del Quirinale ospitano, fino al 29 luglio, la retrospettiva dedicata a <a href=\"https:\/\/www.scuderiequirinale.it\/mostra\/hiroshige-visioni-dal-giappone-roma\">Hiroshige. Visioni dal Giappone<\/a>, incentrata su una selezione di circa\u00a0230 opere tra silografie policrome e dipinti su rotolo. Una mostra prodotta dal Comune di Bologna e MondoMostre Skira, in collaborazione con il\u00a0Museum of Fine Arts di Boston.<\/p>\n<div id=\"attachment_2943\" style=\"width: 350px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2943\" class=\"wp-image-2943\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Utagawa-Hiroshige-Kameido.-Il-giardino-dei-susini-1857-Museum-of-Fine-Arts-Boston-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Utagawa-Hiroshige-Kameido.-Il-giardino-dei-susini-1857-Museum-of-Fine-Arts-Boston-204x300.jpg 204w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Utagawa-Hiroshige-Kameido.-Il-giardino-dei-susini-1857-Museum-of-Fine-Arts-Boston.jpg 697w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><p id=\"caption-attachment-2943\" class=\"wp-caption-text\">Hiroshige, Kameido. Il giardino dei susini, 1857, Museum of Fine Arts, Boston<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">ROMA. Onde marine, pappagalli dal variopinto piumaggio, fiori di ciliegio, cieli azzurri e montagne imponenti. Sono gli elementi dell\u2019universo pittorico di Utagawa Hiroshige<strong>\u00a0<\/strong>(1797-1858), considerato, con Hokusai e Kuniyoshi, uno dei maestri dell\u2019<em>ukiyo-e<\/em>, il popolare genere di stampe a colori che era molto diffuso nelle classi pi\u00f9 umili della popolazione, che non potevano permettersi di acquistare i ben pi\u00f9 costosi dipinti, e quindi ricorrevano a questo genere di prodotti \u201cseriali\u201d. Tuttavia, non per questo mancava la qualit\u00e0 artistica, n\u00e9 mancavano i grandi maestri. La tradizione dell\u2019<em>ukiyo-e <\/em>si suddivide in due periodi storici: il macro-periodo\u00a0Edo, che comprende le origini del tardo XVI \u00a0secolo e arriva al 1867;\u00a0e il periodo Meiji,\u00a0dal 1868 al 1912.\u00a0Per ragioni anagrafiche, gli <em>ukiyo-e <\/em>di Hiroshige appartengono al periodo Edo; in quella prima met\u00e0 del XIX secolo, il Giappone era ancora un Paese feudale dominato dalle potenti caste dei <em>daimy\u00af o <\/em>(grandi feudatari) e dei samurai al loro servizio, e organizzato secondo un\u2019economia prettamente rurale, cos\u00ec come di fatto lo era la societ\u00e0. Fedele alla tradizione, Hiroshige realizz\u00f2 centinaia di stampe aventi per soggetto paesaggi e vedute del Paese, colti in differenti stagioni e in differenti condizioni atmosferiche, in modo da poter utilizzare una pi\u00f9 vasta gamma di colori e poter creare un maggior numero di effetti visivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La funzione degli <em>ukiyo-e <\/em>non era per\u00f2 soltanto meramente decorativa: in un\u2019epoca in cui il Giappone soffriva la divisione in feudi e l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019Imperatore faticava ad affermarsi completamente, era necessario creare nel popolo un senso di appartenenza nazionale; come la statuaria della Magna Grecia era servita a propugnare i valori della filosofia pitagorica (alla quale si rifacevano i governi aristocratici delle sue citt\u00e0), e come, secoli pi\u00f9 tardi gli affreschi delle chiese erano la \u201c<em>Biblia pauperorum<\/em>\u201d che diffondeva nel popolo il messaggio cristiano, gli <em>ukiyo<\/em> contribuivano a creare, nell\u2019immaginario delle masse popolari che non avevano modo di viaggiare e conoscere il paese, un\u2019iconografia nazionale che si traduceva in un senso di appartenenza che andava oltre la dimensione feudale. A tutto vantaggio della figura imperiale, che appunto nell\u2019Era Meiji riusc\u00ec a raggiungere l\u2019obiettivo di rompere la supremazia del ceto conservatore dei <em>daimy\u00af o <\/em>e a costruire un moderno Stato industrializzato, aperto all\u2019Occidente. Gli <em>ukiyo-e <\/em>ebbero la loro parte in questo processo di formazione politica, anche se oggi sono apprezzati per la loro raffinatezza estetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hiroshige, pur non disdegnando soggetti antropomorfi, come attori, guerrieri o cortigiane, concentr\u00f2 la sua produzione sul paesaggio e i suoi elementi, soprattutto naturali: la mostra romana permette cos\u00ec di apprezzare scorci della capitale amministrativa Edo e della capitale imperiale Kyoto, le stazioni di posta del \u201ccammino sacro\u201d fra le due citt\u00e0, il Monte Fuji, e ancora fiori, pesci, giardini e vedute marine.<\/p>\n<div id=\"attachment_2944\" style=\"width: 346px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2944\" class=\"wp-image-2944\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Utagawa-Hiroshige-La-costa-di-Hoda-nella-provincia-di-Awa-1852-Museum-of-Fine-Arts-Boston-300x231.jpg\" alt=\"\" width=\"336\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Utagawa-Hiroshige-La-costa-di-Hoda-nella-provincia-di-Awa-1852-Museum-of-Fine-Arts-Boston-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Utagawa-Hiroshige-La-costa-di-Hoda-nella-provincia-di-Awa-1852-Museum-of-Fine-Arts-Boston-768x591.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Utagawa-Hiroshige-La-costa-di-Hoda-nella-provincia-di-Awa-1852-Museum-of-Fine-Arts-Boston.jpg 998w\" sizes=\"auto, (max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><p id=\"caption-attachment-2944\" class=\"wp-caption-text\">Hiroshige, La costa di Hoda nella provincia di Awa, 1852, Museum of Fine Arts, Boston<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_2945\" style=\"width: 221px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2945\" class=\"wp-image-2945\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Utagawa-Hiroshige-Pappagallo-su-un-ramo-di-pino-1830-35-Museum-of-Fine-Arts-Boston-138x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"458\" \/><p id=\"caption-attachment-2945\" class=\"wp-caption-text\">Hiroshige, Pappagallo su un ramo di pino, 1830-35, Museum of Fine Arts, Boston<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo stile si avvaleva essenzialmente di campiture piatte di colore e di giochi di linee curve e spezzate, che conferiscono alle scene un\u2019elegante armonia non priva di un certo dinamismo, in particolare nelle scene marine, con le onde che sembrano voler infrangersi sull\u2019osservatore. Hiroshige ci restituisce il paesaggio giapponese in tutto lo splendore dei suoi colori, lasciandone intuire il profumo dei fiori, lo stormire del vento, il mormorio delle acque, come in una poesia di Basho. Anche la figura umana \u00e8 oggetto di un attento studio estetico, non tanto nei volti, spesso impersonali e quasi caricaturali, bens\u00ec nella resa delle vesti tradizionali, con i loro morivi geometrici o floreali. Le vedute delle citt\u00e0 non sono meno coinvolgenti, e raggiungono l\u2019apice nelle ultime opere prima della scomparsa, dedicate alla citt\u00e0 di Edo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per buona parte della sua carriera si attenne al formato orizzontale, ma all\u2019inizio degli anni Cinquanta del secolo, ottenne una commissione di dipinti su tela da parte del feudatario di Tendo\u00af, che li volle in verticale. L\u2019esperienza piacque a Hiroshige, che da allora prefer\u00ec quel formato, perch\u00e9 si accorse che gli permetteva una resa prospettica pi\u00f9 ardita e impattante agli occhi dell\u2019osservatore. Ed \u00e8 nel formato verticale che Hiroshige sviluppa le vedute di Edo, amplificando gli effetti della prospettiva e ingrandendo i soggetti in primo piano tramite l\u2019uso di lenti ottiche e della \u201clanterna magica\u201d, un po\u2019 sullo stile dei vedutisti veneziani del Settecento. Ne risultavano immagini particolarmente vivaci, quasi cinematografiche, particolarmente all\u2019avanguardia per l\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando, nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, l\u2019Era Meiji vide il Giappone al centro di una vastissimo programma di riforme e di modernizzazione industriale, il Paese usc\u00ec dal suo isolamento e presero avvio scambi commerciali e culturali con l\u2019Occidente; il mondo dell\u2019arte non rimase indifferente, e la tradizione dell\u2019<em>ukiyo-e<\/em> fu attentamente studiata dai pittori dell\u2019epoca, non tanto per la tecnica incisoria, quanto per le impostazioni prospettiche che in Europa erano innovative. Vincent van Gogh, ma anche Henri de Toulouse-Lautrec, fino ai Macchiaioli toscani come Cristiano Banti, furono a pi\u00f9 riprese ispirati dalle opere di Hiroshige, mentre, grazie alla commercializzazione di fotografie e incisioni, le \u201cvedute giapponesi\u201d conobbero uno straordinario successo fra il pubblico, e a Parigi fior\u00ec un vasto mercato dedicato al \u201cgiapponismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hiroshige, da parte sua, fu una sorta di maestro per Lautrec, Degas, van Gogh, e contribu\u00ec all\u2019evoluzione dell\u2019arte europea. Per questo, a oltre un secolo e mezzo dalla scomparsa, \u00e8 giusto riscoprirne l\u2019opera, che, a volte senza accorgercene, filtrata da esperienze artistiche successive, ritroviamo in tanti quadri che fanno ormai parte del nostro immaginario. A impreziosire la mostra, un sobrio allestimento lineare, con le opere disposte in lunghe sequenze che danno l\u2019impressione di un racconto narrativo, e una pannellatura blu che riprende quello che \u00e8 il colore dominante in Hiroshige, e richiama i suoi cieli e i suoi vasti mari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si esce dalle Scuderie con la consapevolezza di aver conosciuto un lato raffinato della cultura giapponese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">(In copertina:\u00a0<span class=\"upload-filename\">Utagawa Hiroshige, Hakone Vista del lago, 1833-34, Museum of Fine Arts, Boston)<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito del 150\u00b0 anniversario dei rapporti bilaterali fra Italia e Giappone, le Scuderie del Quirinale ospitano, fino al 29 luglio, la retrospettiva dedicata a Hiroshige. Visioni dal Giappone, incentrata su una selezione di circa\u00a0230 opere tra silografie policrome e dipinti su rotolo. 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