{"id":2960,"date":"2018-04-21T15:30:20","date_gmt":"2018-04-21T14:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=2960"},"modified":"2018-04-21T15:30:20","modified_gmt":"2018-04-21T14:30:20","slug":"tranquillo-cremona-ritorno-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/tranquillo-cremona-ritorno-milano\/","title":{"rendered":"Tranquillo Cremona. Ritorno a Milano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta dal 1938, riuniti alle <a href=\"http:\/\/galleriemaspes.com\/eventi_dettaglio.asp?idevento=1221\">Gallerie Maspes<\/a> due capolavori del pittore milanese, esponente di spicco della Scapigliatura. <em>Melodia<\/em> e <em>In ascolto<\/em>. Ultima tappa di un percorso iniziato con Giovanni Carnovali e Federico Faruffini, e proseguito con Daniele Ranzoni, all\u2019insegna della riscoperta del movimento pittorico milanese del secondo Ottocento. Fino al 31 maggio 2018.<\/p>\n<div id=\"attachment_2964\" style=\"width: 368px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2964\" class=\"wp-image-2964\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tranquillo-Cremona-In-ascolto-particolare-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"538\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tranquillo-Cremona-In-ascolto-particolare-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tranquillo-Cremona-In-ascolto-particolare-682x1024.jpg 682w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tranquillo-Cremona-In-ascolto-particolare-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tranquillo-Cremona-In-ascolto-particolare-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tranquillo-Cremona-In-ascolto-particolare.jpg 1333w\" sizes=\"auto, (max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><p id=\"caption-attachment-2964\" class=\"wp-caption-text\">Tranquillo Cremona, In ascolto (particolare), 1874\/1878<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">MILANO. Sulle ali del Risorgimento, che aveva viste in Lombardia le epiche battaglie contro l\u2019esercito austriaco, una certa idea di fermento era rimasta nelle generazioni pi\u00f9 giovani, che in un certo senso erano rimasta deluse dalla compostezza borghese che aveva assunto il nuovo Regno d\u2019Italia, non ancora scosso dalle manifestazioni anarchiche che sarebbero arrivate soltanto due decenni pi\u00f9 tardi. Intanto, si avvertiva per\u00f2 come la societ\u00e0 stesse lentamente cambiando, e che l\u2019accademismo storico non fosse pi\u00f9 in grado di rappresentarne le tensioni e le aspirazioni. Da questa insofferenza nacque la Scapigliatura, un movimento artistico e intellettuale interessato a indagare il sottile legame fra le manifestazioni fisiche e quelle psichiche dell\u2019individuo, fermando sulla tela lo stato d\u2019animo del soggetto, che in fondo rappresentava la sua realt\u00e0 pi\u00f9 interessante. Ma oltre che per il \u201ccredo artistico\u201d, la Scapigliatura si caratterizzava anche per lo stile di vita dei suoi aderenti, direttamente ispirato a quello dei <em>boh\u00e9miens<\/em> parigini, da Baudelaire in poi. L\u2019aura di \u201cmaledettismo\u201d, infatti, ben si confaceva a personaggi come Daniele Ranzoni, Cletto Arrighi, Carlo Dossi, e Tranquillo Cremona, cui appunto \u00e8 dedicata questa raffinata mostra di studio, incentrata su due sole opere, due opere cos\u00ec suggestive da riempire da sole l\u2019animo dell\u2019osservatore. <em>Tranquillo Cremona<\/em>. <em>Ritorno a Milano<\/em>, a cura di Sergio Rebora, riunisce dopo ottant\u2019anni le due tele <em>Melodia<\/em> e <em>In ascolto<\/em>, legate da un delicato filo narrativo, ed eseguite fra il 1874 e il 1878, nel periodo della piena maturit\u00e0 della Scapigliatura e della pittura di Cremona. Era nato a Pavia nel 1837, da una famiglia decaduta, ma di ascendenti nobiliari, e perse entrambi i genitori in giovanissima et\u00e0. In virt\u00f9 anche della parentela con Elena Milesi Viscontini, che lo sostenne economicamente, pot\u00e9 frequentare prima la scuola di disegno e poi quella di pittura fino al 1852, quando si stabil\u00ec a Venezia per iscriversi all\u2019Accademia di Belle Arti, inevitabile approdo dopo che il suo naturale talento artistico si era ormai palesato. La pittura storicista in voga all\u2019epoca non era nelle sue corde, anche se nelle prove accademiche riscosse sempre apprezzamenti per la sua perizia formale. Trasferitosi a Milano nel 1859 per evitare il servizio di leva asburgico, s\u2019iscrisse all\u2019Accademia di Brera, per frequentare i corsi del pittore verista Giuseppe Bertini, ma la sua indole artistica era ben diversa, e per questa ragione avvi\u00f2 una serie di collaborazioni come disegnatore con varie testate satiriche cittadine di ambiente scapigliato, come <em>La Cicala<\/em> e <em>Lo Spirito Folletto<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Scapigliatura rappresent\u00f2 il lato pi\u00f9 profondo del Romanticismo italiano, e in sintonia con quello tedesco, assai meno languido, volle far emergere il conflitto fra artista e societ\u00e0, che all\u2019atto pratico si faceva stridente nell\u2019esperienza diretta dei <em>boh\u00e9miens<\/em> parigini, di fatto i veri maestri del gruppo milanese, la cui pittura calata in atmosfere eleganti e sottilmente inquietanti, appena morbose e garbatamente sensuali, dove il sentimento si trasforma in manifestazione psicologica anche instabile, febbrile, convulsa. Contraddittorio fu l\u2019interesse degli scapigliati per la realt\u00e0, perch\u00e9 gli aspetti della modernit\u00e0, quali la nascente industrializzazione e il progresso tecnico, suscitavano sincera repulsione e vi preferivano gli ideali universali della Bellezza e della Natura. Amaramente constatando che come la realt\u00e0 fosse diversa, scelsero appunto di raccontare il contrasto fra l\u2019aspirazione dell\u2019individuo verso il proprio ideale, e quanto invece raggiunge negli effetti. Da qui, lo scatenarsi di pulsioni, insoddisfazioni, angosce, sofferenze psicologiche di vario genere.<\/p>\n<div id=\"attachment_2965\" style=\"width: 505px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2965\" class=\"wp-image-2965\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tranquillo-Cremona-Melodia-particolare-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"495\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tranquillo-Cremona-Melodia-particolare-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tranquillo-Cremona-Melodia-particolare-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tranquillo-Cremona-Melodia-particolare-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tranquillo-Cremona-Melodia-particolare-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tranquillo-Cremona-Melodia-particolare-900x600.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px\" \/><p id=\"caption-attachment-2965\" class=\"wp-caption-text\">Tranquillo Cremona, Melodia (particolare), 1874\/1878<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dipingendo <em>Melodia<\/em> e <em>In ascolto<\/em>, Cremona illustra due scene di vita quotidiana in una famiglia dell\u2019alta borghesia lombarda, dove la passione per la musica della giovane pianista denota l\u2019amore per l\u2019arte, la bellezza, l\u2019armonia, in questo seguita dalle fanciulle che ascoltano rapite la sua melodia. Nei titoli, le opere recuperano ed enfatizzano le suggestioni letterarie che caratterizzano la pittura scapigliata, e vi affiancano una drammatica tensione affine a quella del componimento poetico di Leopardi, <em>Il sabato del villaggio<\/em>: nei volti, nelle pose, negli sguardi delle ragazze, si ritrova la medesima attesa di vivere la giovent\u00f9 propria del \u201cgarzoncello scherzoso\u201d di leopardiana memoria, ma allo stesso tempo, lo sguardo malinconico della fanciulla in abito rosa sempre presagire come la festa della vita possa anche riuscire grave. Palpabile quindi il contrasto fra la giovinezza, le fantasie romantiche suscitate dalle note del pianoforte, il piacere di sentire il cuore struggersi per qualcuno, e la possibilit\u00e0 di andare incontro a delusioni, solitudini, incomprensioni, con angosciose ricadute sul proprio stato d\u2019animo. L\u2019idillio romantico non \u00e8 pi\u00f9 una questione \u201cdi cuore\u201d, ma diventa una questione psicologica. Entrambe i dipinti sono realizzati da suggestivi sfondi in penombra, quasi avvolti in una nebbia onirica, che contrastano con le \u201cmacchie\u201d di colore degli abiti della ragazze, di cui si apprezza il morbido, romantico, cangiante taffett\u00e0 che \u201cincendiano\u201d la tela quasi fossero fuochi d\u2019artificio, anticipando le analoghe atmosfere di Giovanni Boldini, pittore femminile per eccellenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rendere lo stato d\u2019animo delle giovani protagoniste, Cremona si affida a discreti ma intensi dettagli: un alone di rosso carminio si staglia attorno all\u2019orecchio destro della pianista, rivelatore di una segreta passione amorosa che le sole note bastano in cuor suo a rievocare. <em>In ascolto<\/em>, invece, mostra direttamente i volti delle ragazze, e gli sguardi ne sono i fieri protagonisti; pi\u00f9 inquieto quello della fanciulla in primo piano &#8211; che contrae il corpo languido quasi a voler tenere sotto controllo la tensione emotiva, pi\u00f9 rilassato lo sguardo della giovane in secondo piano, persa nelle sue fantasticherie e pronta a sciogliersi in un sorriso di compiacimento. Si tratta di due opere suggestive e delicate insieme, che, anche in virt\u00f9 del filo narrativo che le unisce, riecheggiano le crepuscolari atmosfere di Carlo Dossi o Iginio Tarchetti, probabilmente i pi\u00f9 eleganti, ma anche i pi\u00f9 beffardi fra gli scrittori scapigliati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tranquillo Cremona mor\u00ec nel 1878, per avvelenamento da biacca di piombo; aveva infatti l\u2019abitudine di toccare a mani nude i colori a base di piombo, ignorando che microscopiche particelle di metallo possono infiltrarsi nel sangue per via sottocutanea; accumulandosi nell\u2019organismo, la biacca di piombo gli caus\u00f2 una paralisi intestinale che lo uccise ad appena quarantuno anni. Una morte prematura, ma in tono con la vita sregolata di questi artisti, che mai ebbero particolari cure per se stessi, e preferirono consumare la loro giovent\u00f9 solo in nome dell\u2019arte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta dal 1938, riuniti alle Gallerie Maspes due capolavori del pittore milanese, esponente di spicco della Scapigliatura. Melodia e In ascolto. 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