{"id":3046,"date":"2018-05-28T22:08:16","date_gmt":"2018-05-28T21:08:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=3046"},"modified":"2018-05-28T22:08:16","modified_gmt":"2018-05-28T21:08:16","slug":"fabio-treves-il-puma-con-larmonica-a-bocca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/fabio-treves-il-puma-con-larmonica-a-bocca\/","title":{"rendered":"Fabio Treves, il puma con l&#8217;armonica a bocca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Forse il risultato pi\u00f9 considerevole a cui un artista pu\u00f2 ambire \u00e8 essere identificato con il proprio strumento di lavoro. Bernstein e Karajan con la propria bacchetta, Rubinstein e Pollini con il pianoforte, Hendrix e Clapton con la chitarra, Capa e Cartier-Bresson con la macchina fotografica. Ecco, pensando a Fabio Treves non si pu\u00f2 non associarlo all\u2019armonica a bocca, strumento principe del blues.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Classe 1949, musicista, operatore culturale, didatta, conduttore radiofonico, fotografo, da quasi 45 anni a capo della band che prende il suo nome, ha avuto modo di incarnare per il popolo italiano l\u2019anima pi\u00f9 autentica della \u201cmusica del diavolo\u201d. Il suo motto \u00e8: \u201cBlues alle masse!\u201d, e molti anni fa, per metterlo scherzosamente in competizione con John Mayall (soprannominato \u201cil Leone di Manchester\u201d) gli \u00e8 stato affibbiato quello di \u201cPuma di Lambrate\u201d (zona della Milano est in cui \u00e8 nato). Nella sua carriera ha collaborato e suonato con un numero spropositato di artisti, italiani e internazionali; con un\u2019esperienza cos\u00ec lunga abbiamo voluto incontrarlo per capire meglio il mondo del blues, come lui l\u2019ha vissuto e altro ancora.<\/p>\n<div id=\"attachment_3047\" style=\"width: 307px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3047\" class=\"wp-image-3047\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Foto-Renzo-Chiesa-249x300.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Foto-Renzo-Chiesa-249x300.jpg 249w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Foto-Renzo-Chiesa-851x1024.jpg 851w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Foto-Renzo-Chiesa-768x924.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Foto-Renzo-Chiesa-1277x1536.jpg 1277w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Foto-Renzo-Chiesa-1703x2048.jpg 1703w\" sizes=\"auto, (max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><p id=\"caption-attachment-3047\" class=\"wp-caption-text\">Fabio Treves ( foto Renzo Chiesa)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cos\u2019\u00e8 per te il blues?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abForse l\u2019ha gi\u00e0 detto qualcun altro pi\u00f9 importante di me: \u201cIl blues \u00e8 la musica della vita\u201d\u2026 la mia, la tua, quella degli altri. \u00c8 il sottofondo musicale migliore per descrivere un\u2019amore, una passione, un\u2019abbandono, un viaggio, un momento di tristezza, di felicit\u00e0, un inseguimento tra due automobili in un film&#8230; insomma \u00e8 il sottofondo della vita. Se uno potesse fermare determinati istanti o stati d\u2019animo, indubbiamente il blues sarebbe la colonna sonora pi\u00f9 indicata. \u00c8 una cosa unica. E infatti si dice che il blues sia la musica madre, quella che ha dato origine al jazz, al rock \u2018n\u2019 roll, al rhythm \u2018n\u2019 blues, al soul\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u2026E il tuo strumento: l\u2019armonica a bocca?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019altra magia del blues pu\u00f2 essere riferita al mio strumento: l\u2019armonica. Uno strumento molto diffuso a livello mondiale. Molti bambini nella loro vita hanno avuto un\u2019armonica in regalo. I pi\u00f9 grandi artisti del secolo scorso, Dylan, Springsteen, i Beatles, i Rolling Stones, tutti nel primo album d\u2019esordio hanno usato l\u2019armonica a bocca per accompagnarsi. Perch\u00e9 questo strumento evoca degli stati d\u2019animo, ma soprattutto le note dell\u2019armonica creano delle atmosfere che spesso \u00e8 difficile ricostruire con una chitarra o con altri strumenti. E poi gi\u00e0 l\u2019idea che il soffio parte dal dentro; mentre la chitarra la pizzichi e la comandi con una parte esterna. Negli strumenti a fiato utilizzi qualcosa che \u00e8 vita: il soffio. Sentendo le note per esempio di Sonny Boy Williamson I e II, in brani che hanno pi\u00f9 di 80 anni, percepisci sensazioni speciali che ti fanno venire la pelle d\u2019oca. Quando io vado nelle scuole a raccontare le mie esperienze e la storia del blues e mi metto a suonare una melodia come questa [e attacca a suonare per una ventina di secondi, terminando con un glissato, che purtroppo nell\u2019intervista non posso riprodurre, nda], vedo nelle facce e negli occhi degli studenti accendersi una luce di meraviglia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ripercorrendo la tua carriera di cosa vai pi\u00f9 fiero?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPensandoci parecchie cose mi rendono fiero. La mia soddisfazione maggiore \u00e8 quella che non ho mai accettato compromessi. Questa stupenda carriera \u00e8 arrivata anche se non ho mai firmato un contratto, non ho mai frequentato le televisioni (sia private che pubbliche). I risultati per\u00f2 sono arrivati lo stesso: con fatica e quindi li ho assaporati con pi\u00f9 gusto. Senza fare lo sborone, perch\u00e9 il mio carattere non me lo consente, sono l\u2019unico italiano ad aver suonato due volte sul palco con Frank Zappa, ad aver registrato un disco con Mike Bloomfield, che la comunit\u00e0 nera del blues considera il \u201cpi\u00f9 nero dei musicisti bianchi\u201d, essendo colui che ha riscoperto e portato a nuova \u201cvita\u201d alcuni musicisti del Delta del Mississippi ormai completamente dimenticati o morti. Tutte grandi soddisfazioni che mi fanno andare avanti, sicuramente con fatica, visto che l\u2019anno prossimo festeggio 70 anni, ma mi tengo in forma e sono diventato vegetariano, faccio una vita regolare anche aiutato da quella santa donna di mia moglie. Se devo fare un bilancio della mia vita e della mia carriera, posso dire che mi ritengo una persona fortunata, che ha trovato una sua strada e che l\u2019ha sempre amata senza deviare per vicoli e scorciatoie, faticando di pi\u00f9 rispetto ad altri che hanno usufruito del boom mediatico\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_3049\" style=\"width: 376px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3049\" class=\"wp-image-3049\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frank-ZAPPA-e-Fabio-TREVES-Foto-Galimberti-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"366\" height=\"522\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frank-ZAPPA-e-Fabio-TREVES-Foto-Galimberti-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frank-ZAPPA-e-Fabio-TREVES-Foto-Galimberti-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frank-ZAPPA-e-Fabio-TREVES-Foto-Galimberti-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frank-ZAPPA-e-Fabio-TREVES-Foto-Galimberti-1075x1536.jpg 1075w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frank-ZAPPA-e-Fabio-TREVES-Foto-Galimberti-1433x2048.jpg 1433w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Frank-ZAPPA-e-Fabio-TREVES-Foto-Galimberti-scaled.jpg 1792w\" sizes=\"auto, (max-width: 366px) 100vw, 366px\" \/><p id=\"caption-attachment-3049\" class=\"wp-caption-text\">Con Frank Zappa (foto Galimberti)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Musicista, fotografo, conduttore radiofonico, operatore culturale, organizzatore di eventi&#8230; ma chi \u00e8 Fabio Treves?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAll\u2019inizio per permettermi di suonare il blues, che \u00e8 stata e rimane una musica non commerciale, anche se le sono stati dedicati tanti film, libri e festival, per tanti anni ho scelto la professione del fotografo, che era una mia passione. Ho iniziato a fotografare negli anni \u201960. Quando andavo a fotografare Jimi Hendrix, B. B. King e altri gruppi famosi, dentro di me nasceva la passione per la musica. Fotografavo ma gi\u00e0 mi immaginavo su un palco, a suonare la musica che amavo. Cos\u00ec per tanti e tanti anni ho anche insegnato fotografia, trasmettendo sia la passione per la musica che quella per l&#8217;immagine. Spesso andavo ai concerti insieme ai miei studenti. Diciamo che la fotografia non mi ha mai abbandonato. L\u2019altra mia grande passione, nata dalla voglia di voler divulgare il blues, \u00e8 stata quella della radio. Ho iniziato nel 1975 a Radio Popolare a Milano, poi ho fatto 16 anni a Rock FM e successivamente 17 anni a LifeGate, proprio per continuare quest&#8217;opera di divulgazione del blues, che fa parte del mio essere musicista. A me non piace fare il primo della classe, ma quello che so e che ho mi piace metterlo a disposizione della gente. Quindi certi album, certi vinili, certi aneddoti e certi racconti voglio condividerli con gli ascoltatori. E in effetti questo interesse \u00e8 confermato dal fatto che sia quando insegnavo che ora che vado nelle scuole, tutti rimangono a bocca aperta a sentire parlare di Led Zeppelin, Deep Purple, Who, Muddy Waters o B. B. King. In fondo negli anni sono rimasto lo stesso. Forse ho cambiato un po\u2019 lo stile di vita, diventando vegetariano, ma quello che ero allora lo sono tutt&#8217;oggi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A proposito della tua vita da fotografo, mi hanno raccontato di quando la tua auto \u00e8 bruciata sotto la Statale di Milano\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abEra il giugno del 1972. Me lo ricordo bene: il 16 giugno 1972. Non posso dimenticarlo. Improvvidamente avevo parcheggiato la macchina davanti all\u2019entrata in via Festa del Perdono, con dentro tutta la mia attrezzatura fotografica. Arriv\u00f2 la polizia e ci furono degli scontri con gli studenti e la mia macchina prese fuoco. Fu uno dei giorni pi\u00f9 infelici della mia vita; ma ho superato anche quello, mi sono ricomprato macchine fotografiche e obiettivi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prendendo spunto da questo, a 50 anni dal \u201968, per te cosa \u00e8 rimasto della stagione delle contestazioni?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTi rispondo magari sconvolgendoti: per me il \u201968, ancora prima del discorso politico \u00e8 stata una rivoluzione musicale. Per me quell&#8217;anno \u00e8 il 23 maggio quando un giovane Fabio Treves andava al Piper di Milano per vedere il suo idolo Jimi Hendrix. Che casualmente \u00e8 nato proprio il mio stesso giorno: il 27 novembre [di 7 anni prima, nda]. Mi puoi chiedere cosa centra? Ma io alla casualit\u00e0 non ci credo, e sono contento di essere legato, forse anche solo per la data di nascita, a un grande musicista blues. Anche se quasi mai Hendrix viene identificato con questo genere. Per me era un musicista avanti 30 anni sugli altri. Ma tornando alla domanda, per me il \u201968 \u00e8 stato Radio Luxembourg. Ascoltavo tutte le notti le trasmissioni per poter registrare sul mio Gelosino a nastro le canzoni che in Italia sarebbero arrivate molto dopo. Vedo pi\u00f9 il \u201968 come un cambiamento&#8230; something in the air&#8230; qualcosa nell&#8217;aria che ti faceva sperare in un mutamento nei costumi, nelle mode, ma anche sociale e politico. Purtroppo devo dire che successivamente ha preso una piega pi\u00f9 politica che non sociale. Molto probabilmente se si fosse seguito il grosso cambiamento nella musica e nei costumi, questo avrebbe portato di conseguenza un cambiamento nella politica\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pensi che non si sia seguito questo cambiamento che la musica tracciava.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLe idee, i valori le aspettative, e le voglie di cambiamento del \u201968, non dico che sono andate disperse, ma solo in parte sono state realizzate. Si prenda come esempio i costumi. Lo si pu\u00f2 vedere dalle fotografie di quell&#8217;epoca: quando io frequentavo il quarto ginnasio al Carducci le ragazze si vestivano con il grembiule nero, ora possono andare vestite come vogliono. Per quanto riguarda l\u2019ambiente sono stati fatti molti passi in avanti: le energie alternative, la mobilit\u00e0 sostenibile; tutti discorsi che non esistevano in quegli anni, ma che sono figli di quelle idee\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il \u201977 ha portato un&#8217;altra ondata di contestazione, che \u00e8 stata vissuta in modo diverso?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abS\u00ec. Ma ti porto a fare questa analogia. Come la fine degli anni \u201960 sono stati fondamentali per aver dato origine e portato alla ribalta degli artisti che fanno parte della storia, quella con la S maiuscola&#8230; parlo dei gruppi inglesi, californiani, di Woodstock, dell&#8217;Isola di Wight, e hanno sfornato una musica irripetibile e meravigliosa, il \u201977 ha rappresentato con la musica la nevrosi, la violenza. Pensiamo al punk, che io non ho mai sopportato come il mio amico Battiato: quella non \u00e8 una musica rilassante; esprime violenza, sia verbale che fisica. Un modo diverso di porsi di fronte al presente e al futuro. Poi io sono sempre stato molto attratto dal movimento pacifista, i figli dei fiori, la California&#8230; il peace and love. Io da sempre sono stato seguace di certi gruppi come i Canned Heat, band in cui militava Alan Wilson che combatteva per la salvaguardia delle sequoie\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tornando alle tue esperienze musicali. Tu hai suonato con tantissimi artisti italiani e stranieri, un musicista con cui non hai suonato o avresti voluto farlo&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPartendo dal fatto che sono felice di aver potuto metter la mia armonica al servizio di artisti e colleghi musicisti che normalmente non suonano blues, e questo mi ha fatto piacere perch\u00e9 lo trovo un grosso atto di stima nei miei confronti. Questo vuol dire che hanno pensato chiamandolo, che Treves con la sua armonica riesce a entrare nel pezzo, riuscendo a creare un\u2019atmosfera che magari un altro strumento non riesce a fare. Parlo di Cocciante, Mina, Celentano, il mio amico Bertoli, e molti altri. E poi ci sono i miei amici \u201cblues brothers\u201d che mi hanno chiamato, come Finardi, ma anche Jay Ax, Grignani. Un italiano con cui mi sarebbe piaciuto collaborare, anche perch\u00e9 era un mio amico, \u00e8 Enzo Jannacci. Amante del rock e del blues: una persona che mi manca tutti i giorni. Un altro \u00e8 Fabrizio De Andr\u00e9. Per esempio nel suo brano \u201cQuello che non ho\u201d all\u2019armonica c\u2019\u00e8 un altro mio caro amico Andy J. Forest. E sono contento che quella collaborazione l\u2019abbia fatta lui perch\u00e9 \u00e8 un musicista, e amico, che stimo molto. Ma ce ne sono tanti altri&#8230; Se tu mi chiedessi \u201cTi piacerebbe metter la tua armonica in un pezzo di Vasco Rossi\u201d, io ti risponderei \u201cS\u00ec\u201d. Anche perch\u00e9 Vasco lo conosco da tanti anni e della sua \u201cfamiglia artistica\u201d fanno parte due miei amici: Maurizio Solieri e Stef Burns, che sono due chitarristi di estrazione blues rock. Un altro che in molte interviste ha dichiarato che gli piacerebbe suonare blues \u00e8 Eros Ramazzotti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma anche Alex Britti \u00e8 un grande chitarrista blues.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCertamente. Lui da ragazzo \u00e8 sempre venuto ad ascoltare la Treves Blues Band quando eravamo in concerto a Roma. \u00c8 un grandissimo artista, che ha suonato una ventina d\u2019anni fa durante il tour di B. B. King. E gli ho sempre detto che io sono a sua disposizione se mi volesse in un suo brano&#8230; perch\u00e9: se Alex chiama, il Puma risponde. Ma tra quelli con cui ho collaborato non posso dimenticare Angelo Branduardi, che mi ha chiamato in diversi suoi album. Dandomi l\u2019occasione di suonare in un brano in cui era presente il leggendario Jorma Kaukonen. Ma ce ne sono una carrellata di musicisti stranieri con cui avrei voluto suonare&#8230; uno \u00e8 Billy Gibbons [cantante e chitarrista dei ZZ Top, nda] con cui suoner\u00f2 il prossimo 16 luglio durante un concerto di una superband blues al Carroponte di Sesto San Giovanni. Ma pensandoci ho avuto anche la fortuna di avere ospite in due miei cd Chuck Levell, ex tastierista della Alman Brothers Band, e che da 25 anni \u00e8 il pianista fisso in tour dei Rolling Stones. Piccole e grandi soddisfazioni me le sono tolte, ma non sono uno che va alla ricerca di colpi grossi. Per me quando incontro una persona che suona il blues, al 90% \u00e8 una persona perbene. Poi purtroppo in Italia c\u2019\u00e8 ancora molta rivalit\u00e0 e invidia. Dimenticando che l\u2019invidia \u00e8 l\u2019arte degli incapaci, e quindi \u00e8 meglio mettersi a studiare e suonare, fare progetti propri. Questo vuole essere il mio esempio e insegnamento ai giovani. Non guardate quello che fanno gli altri, suonate come volete, con la libert\u00e0 che il blues ha sempre espresso. Suonate anche per quelle situazioni che hanno bisogno della vostra musica. Io mi faccio vanto di aver suonato per tanti anni nelle case di riposo, nelle carceri, negli ospedali; dovunque la musica non arrivasse mai. Ogni volta che vedo un gruppo giovane che si lamenta, gli dico: cominciate a suonare nei posti dove sicuramente non vi pagano, ma dove potete portare un\u2019ora di felicit\u00e0 e spensieratezza. E devo dire che questi insegnamenti spesso vengono accolti, e mi fa piacere\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_3048\" style=\"width: 549px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3048\" class=\"wp-image-3048\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/ROMA-16-luglio-2016-300x145.jpg\" alt=\"\" width=\"539\" height=\"261\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/ROMA-16-luglio-2016-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/ROMA-16-luglio-2016-1024x495.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/ROMA-16-luglio-2016-768x371.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/ROMA-16-luglio-2016-1536x743.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 539px) 100vw, 539px\" \/><p id=\"caption-attachment-3048\" class=\"wp-caption-text\">Treves Bues Band, Roma, 16 luglio 2016<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono quasi 45 anni della Treves Blues Band, ci puoi segnalare brevemente un\u2019artista per ogni decennio con cui hai collaborato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abGli anni \u201970 li lego a un mio mito e idolo e un \u201cpadre\u201d per molti: Alexis Korner. L\u2019ho conosciuto insieme al compianto Guido Toffoletti. Ma anche l\u2019apertura al Vigorelli di Milano del concerto di Peter Tosh, le congratulazioni che Charlie Mingus mi fece nel 1977. Per gli anni \u201980 quando a Pistoia ho incontrato Paul Jones, Pino Daniele e B. B. King nella stessa edizione del festival blues che si tiene nella citt\u00e0 toscana. Tre personaggi diversi tra di loro, ma tutti e tre miti. Ecco anche con Pino mi sarebbe piaciuto suonare un bel \u201cbluesettone\u201d. Di questo decennio ricordo pure le trasmissioni fatte con Renzo Arbore. Negli anni \u201990 l\u2019episodio che pi\u00f9 mi ha fatto piacere \u00e8 la partecipazione al festival blues di Memphis, dove ho calcato lo stesso palco di James Cotton, Kim Wilson, Johnny Winter e i Thunderbirds. \u00c8 stata un\u2019esperienza da sogno, da favola Poi passiamo agli anni 2000, dove posso ricordare il disco con Chuck Leavell, e quello con Willy DeVille. Dal 2010 a oggi ovviamente il tour con i Deep Purple e l\u2019apertura del concerto romano di Springsteen; con cui ho avuto il piacere di scambiare la reciproca stima. Un giornalista mi ha chiesto a proposito di quell\u2019evento: \u201cMa come \u00e8 stato vedere Bruce Springsteen, toccarlo, abbracciarlo e suonare di fronte al suo pubblico?\u201d. Gli ho risposto: \u201c\u00c8 stato come fare un gol a San Siro su assist di Gianni Rivera\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa non hai realizzato e che ti sarebbe piaciuto fare&#8230; un sogno che non hai realizzato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abA costo di sembrarti pi\u00f9 stupido di quello che sono: mi sarebbe piaciuto fare l\u2019inno del Milan. Un inno con una bella sezione fiati. Una musica alla Blues Brothers&#8230; \u00c8 rimasto, e sono sicuro che rimarr\u00e0 un bel sogno nel cassetto\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">(In copertina, Treves Blues Band al Circo Massimo, foto di Gianni Ruggiero)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse il risultato pi\u00f9 considerevole a cui un artista pu\u00f2 ambire \u00e8 essere identificato con il proprio strumento di lavoro. 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