{"id":4285,"date":"2020-10-02T05:40:21","date_gmt":"2020-10-02T04:40:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=4285"},"modified":"2020-10-02T05:40:49","modified_gmt":"2020-10-02T04:40:49","slug":"chanel-in-mostra-al-palais-galliera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/chanel-in-mostra-al-palais-galliera\/","title":{"rendered":"Chanel in mostra al Palais Galliera"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il Palais Galliera celebra Coco Chanel con una mostra che apre il ricco calendario di eventi del prossimo anno, per ricordare il cinquantesimo della scomparsa di una stilista che negli anni Venti rivoluzion\u00f2 (per sempre) il mondo dell\u2019alta moda. Oltre 350 pezzi fra abiti, accessori, gioielli, fotografie, esposti fino al 14 marzo 2021.<\/p>\n<div id=\"attachment_4287\" style=\"width: 318px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4287\" class=\"wp-image-4287\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/A\uf022-Avedon.Gabrielle-Chanel-and-Suzy-Parker-1959-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/A\uf022-Avedon.Gabrielle-Chanel-and-Suzy-Parker-1959-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/A\uf022-Avedon.Gabrielle-Chanel-and-Suzy-Parker-1959-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/A\uf022-Avedon.Gabrielle-Chanel-and-Suzy-Parker-1959-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/A\uf022-Avedon.Gabrielle-Chanel-and-Suzy-Parker-1959.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/><p id=\"caption-attachment-4287\" class=\"wp-caption-text\">Gabrielle Chanel and Suzy Parker, 1959, \u00a9 The Richard Avedon Foundation<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">PARIGI. L&#8217;eleganza, sosteneva\u00a0<em>Coco Chanel<\/em>, prima di essere una questione estetica, \u00e8 una questione d&#8217;intelligenza. Come a dire che dietro l\u2019apparenza deve esserci sostanza. E lei, che nella vita ha saputo realizzarsi e superare ancora bambina enormi difficolt\u00e0, d\u2019intelligenza ne ha avuta molta. E disegnando i suoi abiti, pensava a una donna del genere. Dopo oltre due anni di lavori finanziati dalla Maison Chanel\u00a0il Palais Galliera riapre al pubblico con la prima retrospettiva parigina dedicata a uno dei pi\u00f9 grandi simboli della moda:\u00a0Coco Chanel, appunto.\u00a0La mostra, a cura di Miren Arzalluz e V\u00e9ronique Belloir, intitolata\u00a0<a href=\"https:\/\/www.palaisgalliera.paris.fr\/fr\/oeuvre\/tailleur-chanel\"><em>Gabrielle Chanel, Manifeste de Mode<\/em><\/a>, \u00e8 un invito a scoprire un universo e uno stile senza tempo. Una mostra che mette in evidenza le pi\u00f9 grandi creazioni di Chanel, come i modelli in jersey o il famoso\u00a0tailleur degli anni Cinquanta, e altri abiti iconici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma prima del successo<strong>, <\/strong>Gabrielle Bonheur Chanel (1883-1971) ebbe un\u2019infanzia povera e difficile fra la Marna e l\u2019Alvernia, trascorsa in parte anche presso la casa di accoglienza delle suore di Aubazine, dove impar\u00f2 anche l\u2019arte del cucito. Una sapienza che le fu utile quando, a 18 anni, trov\u00f2 il suo primo impiego di commessa a Moulins, in un negozio di biancheria. Contemporaneamente, per\u00f2, si esibiva anche in un caf\u00e9 chantant e prese il suo futuro pseudonimo dalla canzone <em>Qui qu&#8217;a vu Coco?<\/em>. Ma la musica le port\u00f2 doppia fortuna: \u00c9tienne de Balsan, imprenditore tessile e ufficiale di cavalleria, e assiduo frequentatore del locale, s\u2019innamor\u00f2 di lei e la invit\u00f2 a trasferirsi nel suo castello. La relazione dur\u00f2 otto anni, fino al 1912, e sin dal 1909, grazie al sostegno del compagno, Coco pot\u00e9 lanciare la sua prima collezione di accessori, quei graziosi cappelli in paglia ornati da semplici fiori in raso o singole piume, che ebbero successo prima fra le amicizie di de Balsan, e poi su pi\u00f9 larga scala commerciale. Fu questo il primo passo di una carriera travolgente che avrebbe rinnovato la moda non soltanto francese, bens\u00ec mondiale. Poi, appena prima della Grande Guerra si leg\u00f2 in una relazione sentimentale con l\u2019industriale britannico Boy Capel, e la sua carriera decoll\u00f2 definitivamente; Capel le apr\u00ec una boutique a Deauville e una a Biarritz. Fu la prima a capire le evoluzioni della moda subito dopo la guerra, e cominci\u00f2 a creare abiti che rifiutassero gli ornamenti superflui, con forme semplici intrise di naturalezza; abiti flessibili e fluidi che rispettano il corpo delle donne e danno loro la capacit\u00e0 di muoversi con disinvoltura.<\/p>\n<div id=\"attachment_4288\" style=\"width: 296px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4288\" class=\"wp-image-4288\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/9a.-Parfum-N\u00b05-1921-237x300.jpg\" alt=\"\" width=\"286\" height=\"362\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/9a.-Parfum-N\u00b05-1921-237x300.jpg 237w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/9a.-Parfum-N\u00b05-1921.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><p id=\"caption-attachment-4288\" class=\"wp-caption-text\">Parfum N\u00b0 5, 1921<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una sala della mostra \u00e8 interamente dedicata al celeberrimo Chanel n\u00b05, <em>Il profumo<\/em>, la cui iconica bottiglia \u00e8 parte, dal 1959, della collezione permanente del MoMA di New York. Coco lo cre\u00f2 nel 1921, con la consulenza del figlio dell\u2019ex profumiere dello Zar di Russia, in esilio in Francia. Fra gli anni Venti e Trenta Chanel detta l&#8217;evoluzione della silhouette confermando le sue scelte estetiche e la sua personale concezione della moda, con modelli sobri, tessuti morbidi e spesso monocromatici; la sua tavolozza \u00e8 sottile e sfumata e mentre dominano i bianchi e il beige, include anche note pi\u00f9 intense di blu notte e rosso fuoco. Ma in questi anni Chanel fa anche un uso molto personale delle tecniche di decorazione: ricopre completamente i tessuti con perle, paillettes o frange che si fondono in un corpo unico, e all&#8217;eccesso di eccentricit\u00e0 contrappone la monocromia dei materiali e la semplicit\u00e0 della linea. Ma il suo pezzo pi\u00f9 iconico, quello che ancora contraddistingue la sua filosofia, \u00e8 il celeberrimo tubino nero in maglia di lana, che avvolge il corpo come un guanto e ne esalta la grazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l&#8217;avvento della\u00a0Seconda Guerra Mondiale, Chanel chiuse il suo atelier, per riaprirlo solo alla fine del conflitto, ancora in tempo per disegnare collezioni d\u2019impatto. Infatti, nel 1954, in un contesto ancora segnato dallo spirito del <em>New Look<\/em> caratterizzato dal ritorno a una <em>silhouette<\/em> che esalta i vecchi canoni della femminilit\u00e0, <em>Mademoiselle<\/em>, gi\u00e0 ultrasettantenne, rilancia la sua maison con abiti ancora \u00a0pi\u00f9 minimalisti, a cominciare dal <em>tailleur<\/em>, in aperta polemica con il New Look. Semplicit\u00e0 e naturalezza resteranno sempre i suoi valori di riferimento. \u201cLa moda passa, lo stile resta\u201d. Un\u2019altra affermazione di Chanel, confermata dalla classicit\u00e0, anzi dall\u2019immortalit\u00e0 delle sue creazioni, come dimostra il celebre tubino nero, ancora oggi fra i simboli dell\u2019eleganza femminile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In copertina:\u00a0Gabrielle Chanel, Manifeste de Mode, installation view, Paris, 2020. Courtesy Palais Galliera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Palais Galliera celebra Coco Chanel con una mostra che apre il ricco calendario di eventi del prossimo anno, per ricordare il cinquantesimo della scomparsa di una stilista che negli anni Venti rivoluzion\u00f2 (per sempre) il mondo dell\u2019alta moda. 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