{"id":5070,"date":"2021-04-12T11:56:33","date_gmt":"2021-04-12T10:56:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=5070"},"modified":"2021-04-12T11:57:47","modified_gmt":"2021-04-12T10:57:47","slug":"a-roma-la-street-art-gioca-a-basket","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/a-roma-la-street-art-gioca-a-basket\/","title":{"rendered":"A Roma la street art gioca a basket"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Siamo a Roma, a <strong>Valco San Paolo<\/strong>, e vediamo nascere, dopo due anni di lavoro, il frutto di una sperimentazione creativa di <strong>Greg Jager<\/strong>. Una proposta che non si accontenta della definizione di opera di <strong>street-art<\/strong>, ma che sconfina spontaneamente verso dimensioni altre: dall\u2019<strong>antropologia<\/strong> all\u2019<strong>urbanistica<\/strong>, dalla <strong>sociologia<\/strong> alla <strong>pratica performativa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5074\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tiber-Courtyard-Greg-Jager-Collater.al-001-864x1080-1-240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"276\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tiber-Courtyard-Greg-Jager-Collater.al-001-864x1080-1-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tiber-Courtyard-Greg-Jager-Collater.al-001-864x1080-1-819x1024.jpg 819w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tiber-Courtyard-Greg-Jager-Collater.al-001-864x1080-1-768x960.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Tiber-Courtyard-Greg-Jager-Collater.al-001-864x1080-1.jpg 864w\" sizes=\"auto, (max-width: 276px) 100vw, 276px\" \/>Greg Jager, a partire da una predilezione per l\u2019estetica astratta e per gli spazi urbani, ragiona sull\u2019eterogeneit\u00e0 umana e architettonica di un perimetro complesso, proponendo un\u2019operazione acuta, frutto di una ricerca puntuale che ne plasmasse le declinazioni di senso oltre la superficie. Uno spazio che rinasce attraverso un bisogno reale: un<strong> intervento strutturale<\/strong> necessario su un <strong>campo da basket pubblico<\/strong>, cuore di dialoghi e intersezioni della collettivit\u00e0 che abita la zona.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">San Paolo ha un\u2019anima sfaccettata, costruita su una rete di incongruenze che, negli anni, ne hanno determinato unicit\u00e0 e fermento. Siamo in un quartiere determinato da solenni reperti di archeologia industriale, un\u2019universit\u00e0 che guadagna spazio, emergenze abitative e gru in continuo movimento. In questo spaccato fatto di incongruenze e squilibri, si attesta un\u2019identit\u00e0 solida e si percepisce una fertilit\u00e0 di trasformazione. Una veste da periferia senza esserlo, un teatro di contraddizioni tra il fascino del degrado e l\u2019assenza di servizi essenziali, un quartiere non quartiere dove sono spazi autogestiti e idee nuove a dare linfa alla comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio qui, in via della Vasca Navale 6, antistante il centro sociale Acrobax, Jager, attraverso il bando <strong>Lazio Street-Art<\/strong>, trova un modo di generare concretamente valore, attraverso una proposta inedita che non si fermi alla consueta e spesso ingiustificata spettacolarit\u00e0 del colore. Lo spazio, gi\u00e0 eloquente, ha rappresentato la fonte d\u2019ispirazione primaria per il concepimento dell\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La genesi del progetto trova una scintilla proprio nel contatto effettivo con i luoghi. Nel 2019 la ricerca dell\u2019artista sul tema prende avvio e si consolida, in attesa di una potenziale traduzione effettiva. L\u2019idea nasce nell\u2019ambito di un sodalizio con l\u2019associazione sportiva <a href=\"https:\/\/allredsbasket.noblogs.org\/\"><b>All Reds Basket Roma<\/b><\/a> e prende forma solo nel 2021. La costruzione dell\u2019opera nasce dall\u2019esercizio di un lessico ibrido, che si costituisca attraverso contaminazioni e rimandi tra un\u2019arte volumetrica e un design di forme spropositate. \u201cSono ossessionato dalla <strong>manipolazione dello spazio<\/strong>\u201d, ci dice <a href=\"http:\/\/www.gregjager.com\"><strong>Greg Jager<\/strong><\/a> \u201cimmagino lo spazio pubblico come un enorme <strong>playground<\/strong> che rifiuta l\u2019imposizione di regole e schemi\u201d. In questo senso, \u00e8 evidente che persiste, nelle intenzioni dell\u2019artista, la spinta propulsiva ed emotiva dello stravolgimento. Uno stravolgimento che trova una sintesi efficace nell\u2019atto di dirigere una manipolazione, grazie a una sempre pi\u00f9 profonda consapevolezza della spazialit\u00e0. \u201cConosco bene quella zona\u201d, ci racconta Jager, \u201cogni volta che passavo davanti a quel campo lo immaginavo con degli interventi visivi, pensando a quale impatto avrebbe avuto a livello paesaggistico e sociale\u201d. Un ecosistema eloquente e variegato, che rispecchia da subito il modo dell\u2019artista di agire e contemplare lo spazio. Il campo da basket ha una funzione fondamentale da consolidare e riattivare. La pavimentazione ha una caratteristica: l\u2019orizzontalit\u00e0 inevitabile, che \u00e8 diventata per l\u2019artista l\u2019opportunit\u00e0 perfetta per evitare \u201cuna fruizione forzata di immagini. Come quelle in cui si inciampa continuamente lungo le strade trafficate di Roma\u201d. Spiega con naturalezza come da subito si sia sentito protetto, a suo agio, come in una zona familiare, e viene facile immaginare come questa relazione con il luogo abbia garantito la riuscita dell\u2019idea.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-5073 alignright\" style=\"text-align: justify;\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-Roberta-Ungaro-3-2048x1363-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-Roberta-Ungaro-3-2048x1363-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-Roberta-Ungaro-3-2048x1363-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-Roberta-Ungaro-3-2048x1363-1-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-Roberta-Ungaro-3-2048x1363-1-1536x1022.jpg 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-Roberta-Ungaro-3-2048x1363-1-822x545.jpg 822w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-Roberta-Ungaro-3-2048x1363-1-900x600.jpg 900w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-Roberta-Ungaro-3-2048x1363-1-1320x878.jpg 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coniugando un\u2019anima da <i>flaneur <\/i>a una mente da designer, l\u2019artista ritaglia negli ultimi anni una ricerca e un profilo creativo sempre pi\u00f9 delineati, pensando al muralismo come a un\u2019occasione privilegiata per indagare volumi e architetture. Con una naturale attenzione alla societ\u00e0, Jager predilige una lettura laterale e sofisticata su questioni attuali e prende gradualmente confidenza con la forma in un modo peculiare. Ascoltando le sue parole, si intuisce subito come il riscontro della collettivit\u00e0, l\u2019adesione degli utenti e l\u2019assorbimento da parte degli abitanti fossero sfumature di importanza primaria. In prima istanza, nasce la collaborazione con l\u2019associazione <b>Dominio Pubblico <\/b>insieme all\u2019associazione<b> All reds Basket, il Municipio VIII\u00a0<\/b>e<b> un gruppo auto-organizzato di volontari, <\/b>con cui si instaura un rapporto di potenziamento reciproco, a partire dalla forza dell\u2019obiettivo comune. Il lavoro riguarda lo stesso territorio, e una cabina di regia unica ha costruito nuovi dialoghi fondamentali per la linfa dell\u2019operativit\u00e0 progettuale. Tutti gli attori si sono trovati a essere coinvolti attivamente del progetto del campo, portatore di un rinnovamento funzionale, ancora prima che estetico e concettuale. La partecipazione corale e volontaria ha dato conto di una risposta forte delle persone e della produzione di forme di conversazione e interazione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlando in modo concreto, era profondamente necessario effettuare alcune migliorie strutturali sul campo, cosa che \u00e8 stata messa in atto prima di provvedere all\u2019intervento estetico. Una pittura speciale per campi da basket outdoor lascia immaginare una durata ottimista del disegno e una garanzia di funzionalit\u00e0. Le linee regolamentari di un campo fatto per essere usato si inseguono e si sposano con una coreografia di geometrie irriverenti e cromie in contrasto pensata per riattivarlo. Sulla base della griglia preesistente si \u00e8 voluto costruire un dettagliato patchwork, che ricordasse un collage di sintonie e idiosincrasie.<br \/>\n\u201cLavorare nello spazio pubblico comporta delle scelte precise. Non \u00e8 casuale la scelta di agire in quel quadrante\u201d, precisa Jager, che ribadisce ancora come il lavoro sia un approdo in superficie di una stratificazione sociale complessa, fatta di <strong>coesistenze<\/strong>, inafferrabili equilibri e molteplici opportunit\u00e0 che caratterizzano quello spazio.<br \/>\nOggi siamo certi che l\u2019operazione \u00e8 stata assorbita dalla comunit\u00e0 che vive il luogo proprio come il suo ideatore avrebbe immaginato: da giocatori abituali a nuovi frequentatori calamitati dalle possibilit\u00e0 di <strong>aggregazione<\/strong>. In ogni caso, centrali per la ricerca dell\u2019artista rimangono la fisicit\u00e0 e il corpo, componenti performative innescate dalla spontaneit\u00e0 di un movimento su delle geometrie rigorose. La spazialit\u00e0 della performance invade dei dettami razionali, agisce i perimetri e gli spazi attribuendo loro nuovi significati. La presenza fisica \u00e8, quindi, pi\u00f9 che necessaria al senso e alla riuscita dell\u2019opera e secondo Jager: \u201cle persone devono immergersi, devono decostruire la tradizionale fruizione delle immagini per dare forma ad una interpretazione libera\u201d. Le linee, per quanto rigide e inequivocabili, diventano a ogni passaggio oggetto di interpretazioni nuove, da aree di gioco a guide grafiche ripensano la funzione prestabilita. Il campo ha il carattere di un dispositivo mobile, coacervo di infinite soluzioni interpretative in cui il corpo umano \u00e8 parte integrante dell\u2019<i>artwork<\/i>.<\/p>\n<p><i>Tiber Courtyard<\/i> \u00e8 un <strong>\u201cesperimento\u201d pubblico<\/strong>, fruibile ed esperibile, che non ha niente a che vedere con l\u2019abuso visivo e la retorica della \u201criqualificazione\u201d. <i>Tiber Courtyard<\/i> aspira a essere una piattaforma che generi valore, sotto forma di aggregazione comunitaria e riflessione propositiva sul futuro delle citt\u00e0. Si pensa alla riconnessione tra la metropoli e i suoi abitanti, tra i luoghi e le funzioni contaminanti, tra le moltitudini e un tessuto condiviso.<\/p>\n<div id=\"attachment_5075\" style=\"width: 293px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5075\" class=\"wp-image-5075\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/43951991_10156682389359719_6783953440201506816_n-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/43951991_10156682389359719_6783953440201506816_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/43951991_10156682389359719_6783953440201506816_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/43951991_10156682389359719_6783953440201506816_n-550x550.jpg 550w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/43951991_10156682389359719_6783953440201506816_n.jpg 713w\" sizes=\"auto, (max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><p id=\"caption-attachment-5075\" class=\"wp-caption-text\">Greg Jager \u00a9Gianfranco Fortuna<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tiber Courtyard \u00e8 un intervento a cura di Michele Trimarchi, nato nell\u2019ambito di <b>Cantieri San Paolo<\/b>, progetto del <a href=\"https:\/\/www.comune.roma.it\/web\/it\/municipio-viii.page\"><b>Municipio VIII di Roma Capitale<\/b><\/a> con il sostegno della <a href=\"http:\/\/www.regione.lazio.it\/\"><b>Regione Lazio<\/b><\/a> e realizzato dall\u2019associazione <b><a href=\"http:\/\/www.dominiopubblicoteatro.it\/\">Dominio Pubblico<\/a>.<\/b><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><b>Greg Jager<\/b> (37 anni) \u00e8 un artista contemporaneo con base a Roma. Collabora a livello internazionale con istituzioni culturali, musei e gallerie tra cui MACRO, Azienda Speciale Palaexpo, Regione Lazio, Universit\u00e0 Federico II di Napoli, Bitume Platform, Contemporary Cluster, Cerquone Gallery Madrid, B-Murals \u2013 Centro d\u2019arte urbana di Barcellona, Istituto Italiano di Cultura di Barcellona e Atene, Comune di Collegno (TO) e Walk The Line di Genova.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ilaria Sola<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da <a href=\"https:\/\/artslife.com\/2021\/04\/10\/campo-da-basket-a-roma-e-una-vera-e-propria-opera-darte\/\"><strong>ArtsLife<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo a Roma, a Valco San Paolo, e vediamo nascere, dopo due anni di lavoro, il frutto di una sperimentazione creativa di Greg Jager. 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