{"id":5083,"date":"2021-04-13T14:19:20","date_gmt":"2021-04-13T13:19:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=5083"},"modified":"2021-04-13T14:30:05","modified_gmt":"2021-04-13T13:30:05","slug":"progetto-mabo-prima-lettera-dear-you","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/progetto-mabo-prima-lettera-dear-you\/","title":{"rendered":"Progetto MAMbo: prima lettera &#8220;Dear you&#8221;"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Sono state spedite e sono in via di ricezione in questi giorni, sia in Italia che all&#8217;estero, le lettere contenenti la prima opera creata da Dora Garc\u00eda per il progetto <a href=\"http:\/\/www.mambo-bologna.org\/mostre\/mostra-304\/\"><b>Dear you<\/b><\/a>\u00a0del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mambo-bologna.org\/\"><b>MAMbo &#8211; Museo d&#8217;Arte Moderna di Bologna<\/b><\/a>, curato da\u00a0<b>Caterina Molteni<\/b>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5087\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/mambo-2-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/mambo-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/mambo-2.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 333px) 100vw, 333px\" \/>Ben\u00a0<b>1211<\/b>, un numero che \u00e8 andato oltre le pi\u00f9 rosee aspettative, sono le persone che tra il 19 febbraio e il 14 marzo hanno deciso di rispondere positivamente alla proposta del museo, rendendosi destinatarie di sei lettere contenenti opere realizzate da altrettante artiste e artisti, da qui all&#8217;inizio dell&#8217;estate 2021.<br \/>\nTra i partecipanti,\u00a0<b>1099\u00a0<\/b>sono residenti in\u00a0<b>Italia<\/b>, mentre\u00a0<b>112<\/b>\u00a0riceveranno la loro corrispondenza all&#8217;<b>estero<\/b>, in\u00a0<b>19 diversi Paesi<\/b>: Austria, Australia, Belgio, Canada, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Singapore, Spagna, Svizzera, Turchia, USA, Vietnam.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Dear you\u00a0si struttura tramite\u00a0<b>sei interventi\u00a0<\/b>di:\u00a0<b>Hamja Ahsan<\/b>\u00a0(Londra, 1981),\u00a0<b>Giulia Crispiani\u00a0<\/b>(Ancona, 1986),\u00a0<b>Dora Garc\u00eda<\/b>\u00a0(Valladolid, 1965),\u00a0<b>Allison Grimaldi Donahue\u00a0<\/b>(Middletown, 1984),\u00a0<b>David Horvitz<\/b>\u00a0(Los Angeles, 1982) e\u00a0<b>Ingo Niermann<\/b>\u00a0(Bielefeld, 1969), artisti accomunati da una pratica fortemente legata alla poesia, alla scrittura e alla performance. La\u00a0<b>corrispondenza postale\u00a0<\/b>\u00e8 la forma di comunicazione e di ricezione delle opere prescelta per il progetto. Concepiti come poesie, brevi racconti, istruzioni per atti performativi e come dispositivi relazionali, i lavori realizzati dialogano con la dimensione creatrice del linguaggio, guardando alla\u00a0<b>lettura<\/b>\u00a0come una\u00a0<b>esperienza trasformativa<\/b>.<br \/>\nAllo stesso tempo, le artiste e gli artisti riflettono su temi di fondamentale rilevanza nella nostra contemporaneit\u00e0 come la perdita di contatto fisico e le relative ripercussioni sulla vita emotiva, la diminuzione della vita sociale condivisa e la necessit\u00e0 di creare nuove strategie di relazione e di cura, al di l\u00e0 dell\u2019esperienza digitale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Il primo lavoro spedito, che i destinatari stanno ricevendo nelle proprie caselle postali proprio in questi giorni, \u00e8 una lettera di\u00a0<b>Dora Garc\u00eda<\/b>\u00a0in cui l&#8217;artista spagnola esprime la propria fascinazione per l&#8217;atto della scrittura come motore di relazioni paritarie e costruzione di senso. Di seguito un passaggio:<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">&#8220;Cara, chi sei? Sono affascinata dalla scrittura, come sono affascinata dalla lettura,\u00a0&#8212;&gt; &lt;&#8212;\u00a0un&#8217;azione va in una direzione mentre l&#8217;altra va in quella contraria. Tu leggi quello che scrivo. Io scrivo quello che leggo e leggo quello che scrivo. Potresti non capire tutto quello che scrivo, potresti dover colmare le lacune. Comparir\u00e0 un nuovo testo. Il testo che leggerai non sar\u00e0 esattamente quello che scrivo. La nostra relazione \u00e8 alla pari (leggere &#8211; lettore che scrive \u2013 scrittore)? Siamo alla pari? S\u00cc. SIAMO ALLA PARI. Io scrivo e perci\u00f2 creo anche il copione di questa relazione, ma potrei essere vittima di un malinteso. Tu, che leggi, hai il potere di fraintendere, crei un nuovo testo.&#8221;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Con una scrittura fatta di ripetizioni, avanzamenti e riscritture visibili sui margini e tra le righe, Garc\u00eda sintetizza alcuni dei temi ricorrenti della sua ricerca: la questione della rilettura e della possibilit\u00e0 di creare un nuovo testo ogni volta che \u00e8 tra le mani di un diverso interprete; la potenzialit\u00e0 politica della parola, in particolare quando viene introdotta nel mondo da donne o da personaggi in posizioni marginali; come ogni lettera abbia come vero destinatario il futuro e ogni lettore ne \u201cintercetta\u201d il messaggio. <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Dopo lo scritto di Dora Garc\u00eda, a partire per posta questa settimana sar\u00e0 l&#8217;opera realizzata da Allison Grimaldi Donahue, seguiranno quelle degli altri quattro artisti partecipanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-5086 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Dora_Garcia_Lettera_Dear_You-250x300.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Dora_Garcia_Lettera_Dear_You-250x300.jpg 250w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Dora_Garcia_Lettera_Dear_You-853x1024.jpg 853w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Dora_Garcia_Lettera_Dear_You-768x922.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Dora_Garcia_Lettera_Dear_You.jpg 895w\" sizes=\"auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/>Dear you\u00a0nasce da una riflessione sui confini e sulle potenzialit\u00e0 dello spazio intimo.\u00a0Considerando le attuali condizioni di semi-isolamento a cui gran parte della popolazione mondiale \u00e8 costretta, si sofferma sull&#8217;<b>intimit\u00e0<\/b> non solo come sofferta solitudine, ma come luogo di una possibile e vitale autodeterminazione.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Il progetto intende osservare l&#8217;indagine introspettiva e il suo esercizio come spazio di trasformazione, concependo l&#8217;identit\u00e0 come una dimensione in divenire, possibile fonte di importanti rivoluzioni politiche e sociali ma anche emotive e sentimentali.<br \/>\nDear you si propone di rivalutare condizioni ed esperienze emotive come la fragilit\u00e0 e l&#8217;emotivit\u00e0, esaltandone gli elementi generativi. Incita a nuove forme di amore, erotismo, amicizia e lealt\u00e0, riflettendo su possibili risorse emotive e fisiche capaci di espandere il nostro spettro di auto rappresentazione e di desiderio personale e collettivo.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Dear you\u00a0richiama espressamente la\u00a0<b>corrispondenza amorosa<\/b>\u00a0per accentuare il forte intimismo innescato dalla ricezione di una lettera. In particolare si vuole sottolineare come la corrispondenza postale sia capace di alimentare dinamiche di cura grazie alla capacit\u00e0 di trasformare una voce lontana in qualcosa di tangibile e prossimo.<br \/>\nIl progetto permette inoltre la comunicazione e fruizione di opere d&#8217;arte fisiche oltre i confini geografici nazionali oggi bloccati e fortemente regolamentati dalle restrizioni imposte dalla pandemia globale, favorendo cos\u00ec lo scambio di idee e di gesti di attenzione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">L&#8217;identit\u00e0 visiva \u00e8 curata da\u00a0<b>Mattia Paj\u00e8<\/b>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\"><b>Dear you<br \/>\nBiografie artiste e artisti<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hamja Ahsan\u00a0(Londra, UK, 1981), artista, scrittore, attivista e curatore, vive e lavora tra Londra e Maastricht.<br \/>\n\u00c8 autore del libro\u00a0Shy Radicals: Antisystemic Politics of the Militant Introvert\u00a0(traduzione italiana:\u00a0Introfada. Lotta antisistema del militante introverso, add editore, 2019) recentemente trasformato in un film documentario da Ridley Scott Associates. Ha ricevuto il\u00a0Grand Prize\u00a0alla Biennale di Lubiana 2019 per l&#8217;opera\u00a0Aspergistan Referendum.<br \/>\n\u00c8 fondatore e co-curatore del DIY Cultures Festival di attivismo creativo, zines ed editoria indipendente dal 2013. \u00c8 stato selezionato per il Liberty Prize, premio per i diritti umani con\u00a0Free Talha Ahsan, la campagna contro l&#8217;estradizione e la detenzione senza processo di Talha Ahsan. I suoi scritti sono stati inclusi in\u00a0No Color Bar: Black Art in Action 1960-1990. Ha presentato progetti presso\u00a0PS1 MOMA New York Art book week, Tate Modern (Londra), Biennale di Gwangju, festival Shanakht (Karachi) e Ujazdowski Castle Centre for Contemporary Art (Varsavia). Attualmente \u00e8 artista in residenza presso la Jan Van Eyck Academy 2020-2021. Fa parte del comitato editoriale della rivista Radical Mental Health Asylum.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giulia Crispiani\u00a0(Ancona, Italia, 1986) \u00e8 una scrittrice e artista visiva che vive e lavora a Roma.<br \/>\nCollabora con Nero Editions e il Teatro di Roma. La sua pratica si sviluppa a partire dalla parola scritta, privilegiando interviste, lettere d&#8217;amore e manifesti come esiti formali della sua ricerca.<br \/>\nIl suo lavoro \u00e8 stato presentato presso numerose istituzioni e spazi no-profit tra cui: MACRO (Roma), Quadriennale di Roma 2020 (Roma), Il Colorificio (Milano), FramerFramed (Amsterdam), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), De Kijkdoos (Amsterdam), Charsoohonar (Teheran).<br \/>\n\u00c8 autrice dei libri\u00a0Incontri in luoghi straordinari \/ Meeting at remarkable places\u00a0(Nero Editions, 2020),\u00a0What if Every Farewell Would Be Followed by a Love Letter\u00a0(Union Editions, 2020),\u00a0Petra\u00a0(ReRun books, 2018)<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dora Garc\u00eda\u00a0(Valladolid, Spagna, 1965) vive e lavora tra Barcellona e Oslo.<br \/>\nAttualmente insegna all&#8217;Accademia Nazionale delle Arti di Oslo (Norvegia) e Le Fresnoy (Francia). Ha rappresentato la Spagna alla Biennale di Venezia nel 2011 ed \u00e8 stata nuovamente presente alla Biennale di Venezia del 2013. Ha preso parte alla 56. Esposizione Internazionale d&#8217;Arte di Venezia, dOCUMENTA (13) e ad altri eventi internazionali come M\u00fcnster Sculpture Projects nel 2007, Sydney Biennale 2008 e la Biennale di San Paolo 2010. Il suo lavoro \u00e8 in gran parte performativo e affronta questioni legate alla comunit\u00e0 e all&#8217;individualit\u00e0 nella societ\u00e0 contemporanea, esplorando il potenziale politico delle posizioni marginali, rendendo omaggio a personaggi eccentrici e antieroi. Questi personaggi sono stati spesso al centro dei suoi progetti cinematografici, come\u00a0The Deviant Majority\u00a0(2010),\u00a0The Joycean Society\u00a0(2013) e\u00a0Segunda Vez\u00a0(2018).<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allison Grimaldi Donahue\u00a0(Middletown, USA, 1984) \u00e8 una poetessa, scrittrice e traduttrice, che vive e lavora tra Bologna e Roma.<br \/>\n\u00c8 autrice di\u00a0Body to Mineral\u00a0(Publication Studio Vancouver, 2016) e\u00a0On Endings\u00a0(Delere Press, 2019). Il suo lavoro \u00e8 apparso sulla Los Angeles Review of Books, Brooklyn Rail, BOMB, Flash Art, Prairie Schooner, Electric Literature, NERO e altre riviste. Si \u00e8 esibita presso Gavin Brown di Roma, Hyper Maremma e al Kunst Depot di Vienna. \u00c8 stata scrittrice in residenza presso New York Center for Book Arts, Bread Loaf Translators Conference, Massachusetts Museum of Contemporary Art e Nuovo Forno del Pane al MAMbo &#8211; Museo d&#8217;Arte Moderna di Bologna. Ha tenuto seminari di traduzione e scrittura creativa presso il Middlebury College, lo Smith College, l&#8217;Universit\u00e0 del New Hampshire e Castro Projects e attualmente insegna alla John Cabot University di Roma. La sua traduzione di\u00a0Autoritratto\u00a0di Carla Lonzi sar\u00e0 disponibile a settembre 2021 da Divided Publishing.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">David Horvitz\u00a0(Los Angeles, USA, 1982) vive e lavora a Los Angeles.<br \/>\nHa studiato alla University of California di Riverside e alla Waseda University di Tokyo. Nel 2010 ha ottenuto un MFA presso la Milton Avery Graduate School of the Arts al Bard College di Annandale-on-Hudson, New York. Tramite fotografie, libri d&#8217;artista, performance, mail art, suono, timbri, gastronomia e ambienti naturali, Horvitz esamina questioni legate alla lontananza tra luoghi, persone e temporalit\u00e0 per testare le possibilit\u00e0 di appropriarsi, minare o addirittura cancellare tali distanze. Utilizzando immagini, testi e oggetti, le sue opere circolano e operano indipendentemente da lui, penetrando nella sfera intima dello spettatore. Il suo lavoro \u00e8 stato esposto presso High Line Art, New York (in arrivo), MoMA (New York), New Museum (New York), SF MOMA (San Francisco), Palais de Tokyo (Parigi), HangarBicocca (Milano), Thyssen-Bornemisza Art Contemporary (Vienna), Fotomuseum (Winterthur), Albertinum Staatliche Kunstsammlungen\u00a0Dresden\u00a0(Dresda), La Cri\u00e9e centre d&#8217;art contemporaine (Rennes), S.M.A.K (Gent), Museum Morsbroich (Leverkusen), MOCAK Museo di arte contemporanea (Cracovia), The Israel Museum (Gerusalemme), Mus\u00e9e d&#8217;Art Contemporain Avignon (Avignone), CRAC Alsace &#8211; centre rh\u00e9nan d&#8217;art contemporain (Altkirsch), Brooklyn Museum (New York), tra gli altri. Nel 2016 ha fondato la Porcino Gallery a Berlino, uno spazio in miniatura annesso all&#8217;interno dei locali di ChertL\u00fcdde.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ingo Niermann\u00a0(Bielefeld, Germania 1969) \u00e8 uno scrittore e l&#8217;editore della serie di libri speculativi\u00a0Solution. Tra i suoi libri pi\u00f9 recenti:\u00a0Deutsch S\u00fcd-Ost\u00a0(2020),\u00a0Solution 295-304: Mare Amoris\u00a0(2020),\u00a0Burial of the White Main\u00a0(con Erik Niedling, 2019) e\u00a0Solution 275-294: Communists Anonymous\u00a0(ed., Con Joshua Simon, 2017). Basato sul suo romanzo\u00a0Solution 257: Complete Love\u00a0(2016), Niermann ha avviato\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/thearmyoflove.net\/\">The Army of Love<\/a><\/strong>, un progetto che testa e promuove una ridistribuzione dell&#8217;amore sensuale orientata al bisogno.<\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"ltr\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono state spedite e sono in via di ricezione in questi giorni, sia in Italia che all&#8217;estero, le lettere contenenti la prima opera creata da Dora Garc\u00eda per il progetto Dear you\u00a0del\u00a0MAMbo &#8211; Museo d&#8217;Arte Moderna di Bologna, curato da\u00a0Caterina Molteni. 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