{"id":5705,"date":"2021-05-30T18:13:09","date_gmt":"2021-05-30T17:13:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=5705"},"modified":"2021-05-30T18:56:12","modified_gmt":"2021-05-30T17:56:12","slug":"mario-schifano-al-cima-di-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/mario-schifano-al-cima-di-new-york\/","title":{"rendered":"Mario Schifano al CIMA di New York"},"content":{"rendered":"<div class=\"td-post-excerpt\">\n<p style=\"text-align: justify;\">IL CENTER FOR ITALIAN MODERN ART DELLA GRANDE MELA RENDE OMAGGIO A MARIO SCHIFANO, RIPERCORRENDO IL SUO FONDAMENTALE LEGAME CON NEW YORK E INTERROGANDOSI SU QUANTO FOSSE REALMENTE POP LA SUA ARTE.<\/p>\n<div id=\"attachment_5712\" style=\"width: 276px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5712\" class=\" wp-image-5712\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Mario-Schifano-A-de-Chirico-1962.-The-Sonnabend-Collection-and-Antonio-Homem-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-\u00a9-2020-Artists-Rights-Society-ARS-New-York-SIAE-Roma-238x300.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Mario-Schifano-A-de-Chirico-1962.-The-Sonnabend-Collection-and-Antonio-Homem-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-\u00a9-2020-Artists-Rights-Society-ARS-New-York-SIAE-Roma-238x300.jpg 238w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Mario-Schifano-A-de-Chirico-1962.-The-Sonnabend-Collection-and-Antonio-Homem-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-\u00a9-2020-Artists-Rights-Society-ARS-New-York-SIAE-Roma-814x1024.jpg 814w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Mario-Schifano-A-de-Chirico-1962.-The-Sonnabend-Collection-and-Antonio-Homem-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-\u00a9-2020-Artists-Rights-Society-ARS-New-York-SIAE-Roma-768x967.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Mario-Schifano-A-de-Chirico-1962.-The-Sonnabend-Collection-and-Antonio-Homem-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-\u00a9-2020-Artists-Rights-Society-ARS-New-York-SIAE-Roma.jpg 1033w\" sizes=\"auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><p id=\"caption-attachment-5712\" class=\"wp-caption-text\">Mario Schifano, A de Chirico, 1962.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"td-post-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli artisti italiani pi\u00f9 ingiustamente trascurati dalla cultura americana c\u2019\u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2020\/02\/mostra-mario-schifano-gio-marconi-milano\/\"><strong>Mario Schifano<\/strong><\/a>, quasi sconosciuto da questa parte dell\u2019Oceano. A rimediare ci pensa il\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/dal-mondo\/2018\/11\/mostra-metafisica-center-for-italian-modern-art-new-york\/\">Center for Italian Modern Art <\/a><\/strong>che, dal suo spazio-casa di Soho, da anni promuove la conoscenza dell\u2019arte del Novecento italiano negli USA, attraverso mostre ogni anno dedicate a un artista diverso. Il 2021 \u00e8 l\u2019anno di\u00a0<em>Facing America: Mario Schifano 1960-65<\/em>, <strong>in corso fino al 13 novembre<\/strong>. La mostra, a cura di Francesco Guzzetti, non \u00e8 una retrospettiva ma, come spiega il titolo, il racconto del rapporto tra l\u2019artista romano e la cultura americana di quegli anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>SCHIFANO E NEW YORK<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 1963 e il 1964, Schifano visse a New York, in un appartamento del Village, su Broadway. Erano gli anni in cui la cultura americana stava iniziando a conquistare il mondo e New York aveva ormai sostituito le capitali europee come mecca culturale d\u2019occidente. Per gli artisti era una tappa obbligata, era il luogo in cui immergersi in tutto ci\u00f2 che era nuovo e di rottura col passato. Qui Schifano entr\u00f2 in contatto con il mondo della<strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/dal-mondo\/2021\/03\/mostra-amazzoni-pop-art-mamac-nizza\/\">Pop Art<\/a><\/strong> e incontr\u00f2, fra gli altri, Jasper Johns, Robert Rauschenberg e Jim Dine, di cui il CIMA qui espone, come da sua tradizione, alcuni lavori che sottolineano un dialogo tra l\u2019artista italiano e i suoi contemporanei americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Schifano sono in mostra una trentina di opere che, partendo dagli anni immediatamente precedenti al suo viaggio a New York, tracciano una storia che incrocia l\u2019estetica della Pop Art per poi sfociare in una sua personalissima etica, distante (se non opposta) da quella della corrente americana. La mostra racconta quella storia in due capitoli:\u00a0<strong>prima di New York e durante o dopo New York<\/strong>. Nei primi anni del quinquennio indicato nel titolo, la produzione di Schifano si concentrava su\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-moderna\/2021\/04\/buon-compleanno-yves-klein-10-opere\/\">monocromi<\/a><\/strong>in cui il quadro non era n\u00e9 superficie n\u00e9 rappresentazione, bens\u00ec oggetto, materia. Di quei monocromi il CIMA espone un lavoro in cemento del \u201859 ironicamente e significativamente intitolato\u00a0<em>Pittura<\/em>, e una serie di smalti su carta incollata su tela realizzati tra il \u201860 e il \u201861. Il tutto allestito in una installazione ariosa e luminosa che valorizza tanto la vivacit\u00e0 dei colori quanto la concretezza della pittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>SCHIFANO IN AMERICA<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_5713\" style=\"width: 258px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5713\" class=\" wp-image-5713\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Mario-Schifano-New-York-1963-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Mario-Schifano-New-York-1963-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Mario-Schifano-New-York-1963-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-660x1024.jpg 660w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Mario-Schifano-New-York-1963-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-768x1191.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Mario-Schifano-New-York-1963-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano.jpg 838w\" sizes=\"auto, (max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><p id=\"caption-attachment-5713\" class=\"wp-caption-text\">Mario Schifano, New York, 1963<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quei primi Anni Sessanta, il lavoro di Schifano attir\u00f2 l\u2019attenzione di\u00a0<strong>Ileana Sonnabend<\/strong>, la cui galleria parigina sarebbe poi diventata la porta d\u2019accesso all\u2019Europa per la nuova avanguardia statunitense. Schifano fu uno dei primi artisti ad avere, nel 1963, una personale in quella galleria, ma prima Sonnabend riusc\u00ec a farlo includere nel gruppo esposto nel 1962 alla Sidney Janis Gallery di New York per\u00a0<em>The New Realists<\/em>, considerata la prima mostra di Pop Art su larga scala, con opere di Roy Lichtenstein, Andy Warhol, Claes Oldenburg, James Rosenquist, George Segal. Il 1962 segna quindi l\u2019inizio del rapporto di Schifano con gli USA.<br \/>\nPur non seguendo una rigida successione cronologica, la mostra riesce a evidenziare il percorso che dai monocromi, negli anni che seguirono il \u201862, si muove verso la figurazione, integrando quel mondo di ripetizione di immagini, loghi e suggestioni che avvicina pi\u00f9 decisamente l\u2019artista italiano alla Pop Art. Ma \u00e8 qui che si evidenziano le differenze tra l\u2019approccio di Schifano e quello dei suoi contemporanei americani.\u00a0<strong>La cultura popolare e il consumismo interessano Schifano non per i motivi che affascinavano Andy Warhol e la Pop Art<\/strong>, bens\u00ec per il potere che esercitano su persone e societ\u00e0. Lo confermano i titoli di alcune delle opere in mostra, come\u00a0<em>Grande particolare di propaganda\u00a0<\/em>(1962), in cui compare il logo della<strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tribnews\/2015\/03\/coca-cola-da-antologia-per-il-centenario-lhigh-museum-di-atlanta-mette-in-mostra-larte-ispirata-dalla-celebre-bottiglia-ecco-le-immagini\/\">Coca Cola<\/a><\/strong>che diventer\u00e0 un elemento ricorrente nella produzione dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla serie\u00a0<em>Propaganda<\/em>\u00a0Schifano attinse anche per la mostra\u00a0<em>The New Realists<\/em>, nella quale si ritrov\u00f2 a fianco di artisti che, dall\u2019altra parte dell\u2019Oceano, nello stesso momento stavano iniziando a sperimentare con la stessa estetica commerciale. Ma Schifano era gi\u00e0 disilluso rispetto al modello americano.\u00a0<strong>La sua non \u00e8 una celebrazione del capitalismo<\/strong>\u00a0ma un\u2019analisi dei cambiamenti in corso nelle societ\u00e0 occidentali. Schifano reagisce agli eventi di quegli anni, dalla diffusione della televisione alle prime spedizioni nello spazio e, a differenza di Andy Warhol, non cerca di riprodurre l\u2019asettica perfezione della pubblicit\u00e0, bens\u00ec sembra contrapporre la manualit\u00e0 del suo lavoro all\u2019estetica commerciale. Dello stesso periodo \u00e8 anche il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-moderna\/2021\/04\/compleanno-leonardo-da-vinci\/\"><em>Leonardo<\/em><\/a>\u00a0(1963) esposto nella stanza principale del CIMA, una riproduzione lineare del pi\u00f9 noto autoritratto di da Vinci che Schifano trasforma in icona pop, riconoscibile e ripetibile, un po\u2019 come una Marilyn italiana. Ma la scelta di Leonardo sembra voler tracciare un legame col passato, in opposizione al culto del nuovo a tutti i costi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DALL\u2019ITALIA A NEW YORK<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_5718\" style=\"width: 266px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5718\" class=\" wp-image-5718\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Words-and-Drawings-of-Frank-OHara-Mario-Schifano-1964-particolare.-Quenza-Collection-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-238x300.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Words-and-Drawings-of-Frank-OHara-Mario-Schifano-1964-particolare.-Quenza-Collection-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-238x300.jpg 238w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Words-and-Drawings-of-Frank-OHara-Mario-Schifano-1964-particolare.-Quenza-Collection-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-812x1024.jpg 812w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Words-and-Drawings-of-Frank-OHara-Mario-Schifano-1964-particolare.-Quenza-Collection-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-768x968.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Words-and-Drawings-of-Frank-OHara-Mario-Schifano-1964-particolare.-Quenza-Collection-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano.jpg 1031w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><p id=\"caption-attachment-5718\" class=\"wp-caption-text\">Frank O\u2019Hara &amp; Mario Schifano, Words and Drawings of Frank O\u2019Hara Mario Schifano, 1964, particolare<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra prosegue nel corridoio del loft che ospita il Centro dove, oltre alle gi\u00e0 citate opere dei tre artisti americani, \u00e8 in mostra la serie\u00a0<em>Words &amp; Drawings<\/em>\u00a0che Schifano realizz\u00f2 insieme al poeta\u00a0<strong>Frank O\u2019Hara<\/strong>, con cui il pittore aveva stretto amicizia poich\u00e9 i due abitavano nello stesso palazzo. La serie \u00e8 una sorta di diario a quattro mani che, attraverso i disegni di Schifano e le parole di O\u2019Hara, documenta le percezioni e le reazioni dell\u2019uno all\u2019America e dell\u2019altro all\u2019Italia. Le 17 tavole che compongono la serie, esposta a Roma nel 1964, contengono riferimenti all\u2019attualit\u00e0 americana, dall\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tribnews\/2013\/11\/cinquantanni-dallassassinio-di-kennedy-lunico-dipinto-noto-che-raffiguri-lattentato-a-jfk-dellartista-pop-gerald-laing-va-in-mostra-alla-tate-britain-di\/\">assassinio di JFK<\/a><\/strong>all\u2019Oscar a Sidney Poitier, e reminiscenze dell\u2019Italia. La mostra prosegue con alcuni lavori del periodo pi\u00f9 pop di Schifano, tra cui un\u2019altra opera della serie\u00a0<em>Propaganda<\/em>,\u00a0<em>Tutta propaganda\u00a0<\/em>(1963), e una tela ispirata alle missioni spaziali,\u00a0<em>Lo spazio<\/em> (1965).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella cucina dell\u2019appartamento di Soho, infine,\u00a0<strong>una serie di foto scattate da Schifano<\/strong>\u00a0stesso a New York racconta lo sguardo dell\u2019artista su questa metropoli di grattacieli, ponti enormi e infinite insegne. Le sue non sono, tuttavia, le immagini eccitate e febbrili scattate da altri artisti di quegli anni al primo incontro con la maestosa e formicolante New York, bens\u00ec delicate composizioni di linee, forme e ombre. La serie di fotografie fa da corollario a una mostra che esplora il rapporto tra uno dei pi\u00f9 pop tra gli artisti italiani e la citt\u00e0 che diede i natali alla Pop Art e che, da quell\u2019esplorazione, sembra concludere che Schifano, in fondo, non \u00e8 mai stato cos\u00ec pop. E forse \u00e8 proprio a causa dell\u2019equivoco che lo ha voluto accostare a quella corrente che, da questa parte dell\u2019Atlantico, le sue tracce si sono a lungo perse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Maurita Cardone<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-moderna\/2021\/05\/mario-schifano-new-york-pop-art\/?utm_source=Newsletter%20Artribune&amp;utm_campaign=82e640f365-&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_dc515150dd-82e640f365-154127905&amp;ct=t%28%29&amp;goal=0_dc515150dd-82e640f365-154127905\"><strong>Artribune\u00a0<\/strong><\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-5705 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/mario-schifano-venus-de-milo-1961-collezione-privata-svizzera-courtesy-vitart-s-a-archivio-mario-schifano-2021-artists-rights-society-ars-new-york-siae-roma-2\/'>Mario-Schifano-Venus-de-Milo-1961.-Collezione-privata-Svizzera.-Courtesy-VITART-S.A.-\u00a9-Archivio-Mario-Schifano-\u00a9-2021-Artists-Rights-Society-ARS-New-York-SIAE-Roma<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/facing-america-mario-schifano-1960-65-exhibition-view-at-cima-new-york-2021-photo-2021-dario-lasagni-_6-2\/'>Facing-America.-Mario-Schifano-1960-65.-Exhibition-view-at-CIMA-New-York-2021.-Photo-\u00a9-2021-Dario-Lasagni-_6<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/facing-america-mario-schifano-1960-65-exhibition-view-at-cima-new-york-2021-photo-2021-dario-lasagni-_9-2\/'>Facing-America.-Mario-Schifano-1960-65.-Exhibition-view-at-CIMA-New-York-2021.-Photo-\u00a9-2021-Dario-Lasagni-_9<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/facing-america-mario-schifano-1960-65-exhibition-view-at-cima-new-york-2021-photo-2021-dario-lasagni-_10-2\/'>Facing-America.-Mario-Schifano-1960-65.-Exhibition-view-at-CIMA-New-York-2021.-Photo-\u00a9-2021-Dario-Lasagni-_10<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/facing-america-mario-schifano-1960-65-exhibition-view-at-cima-new-york-2021-photo-2021-dario-lasagni-_2-2\/'>Facing-America.-Mario-Schifano-1960-65.-Exhibition-view-at-CIMA-New-York-2021.-Photo-\u00a9-2021-Dario-Lasagni-_2<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/facing-america-mario-schifano-1960-65-exhibition-view-at-cima-new-york-2021-photo-2021-dario-lasagni-_5-2\/'>Facing-America.-Mario-Schifano-1960-65.-Exhibition-view-at-CIMA-New-York-2021.-Photo-\u00a9-2021-Dario-Lasagni-_5<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL CENTER FOR ITALIAN MODERN ART DELLA GRANDE MELA RENDE OMAGGIO A MARIO SCHIFANO, RIPERCORRENDO IL SUO FONDAMENTALE LEGAME CON NEW YORK E INTERROGANDOSI SU QUANTO FOSSE REALMENTE POP LA SUA ARTE. &nbsp; 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