{"id":6997,"date":"2021-10-06T14:12:30","date_gmt":"2021-10-06T13:12:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=6997"},"modified":"2025-03-26T17:18:22","modified_gmt":"2025-03-26T16:18:22","slug":"miro-il-colore-dei-sogni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/miro-il-colore-dei-sogni\/","title":{"rendered":"Mir\u00f3. Il colore dei sogni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La <a href=\"https:\/\/www.magnanirocca.it\/come-arrivare-alla-fondazione-magnani-rocca\/\"><strong>Fondazione Magnani-Rocca<\/strong><\/a> annuncia una originale mostra su <strong>Mir\u00f3<\/strong>, curata da Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione, col contributo di studiosi spagnoli e italiani. \u201cMir\u00f3. Il colore dei sogni\u201d, questo il titolo dell\u2019esposizione, si potr\u00e0 ammirare nella sontuosa \u201cVilla dei Capolavori\u201d di Mamiano di Traversetolo, presso Parma, dall\u201911 settembre al 12 dicembre 2021.<\/p>\n<div id=\"attachment_12048\" style=\"width: 447px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12048\" class=\"fadeIn wp-image-12048\" src=\"https:\/\/www.magnanirocca.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Joan-Mir%C3%B3-nell_atelier-Sert_-Palma-di-Maiorca-1957.-Photographic-Archive-Francesc-Catal%C3%A0-Roca-784x1024.jpg\" alt=\"\u00a9 Photographic Archive F. Catal\u00e0-Roca \u2013 Arxiu Hist\u00f2ric del Col\u00b7legi d\u2019Arquitectes de Catalunya. Archivio Successi\u00f3 Mir\u00f3\" width=\"437\" height=\"571\" \/><p id=\"caption-attachment-12048\" class=\"wp-caption-text\">Francesc Catal\u00e0-Roca,\u00a0Joan Mir\u00f3 nell\u2019atelier Sert, Palma di Maiorca, 1957<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUn innocente col sorriso sulle labbra che passeggia nel giardino dei suoi sogni\u201d: cos\u00ec il poeta Jacques Pr\u00e9vert descriveva Joan Mir\u00f3, celeberrimo artista spagnolo vissuto in una delle epoche pi\u00f9 fervide della storia dell\u2019arte. Arte, la sua, fondata non tanto sull\u2019immagine tradizionale, quanto su sensazioni, emozioni immediate e suggestioni: colori brillanti e forti contrasti, linee sottili e soggetti allucinati e onirici.<\/p>\n<p>\u201cMir\u00f3 (Barcellona 1893 \u2013 Palma di Maiorca 1983) dipinge ispirandosi \u2013 annota Roffi \u2013\u00a0 alle forme della natura, ma anche alla musica; per un periodo compone inoltre poesie di stile surrealista, seguendo meccanismi psicologici simili a quelli adottati in pittura. Egli aspirava chiaramente al divino e la musica e la poesia erano le sue fonti di ispirazione. Talvolta le parole compaiono anche nei quadri, costituendo la loro chiave di lettura. Un rapporto fra pittura-musica-poesia che ben si accorda con gli interessi e la sensibilit\u00e0 di Luigi Magnani, fondatore della Magnani-Rocca\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, realizzata in collaborazione con Fundaci\u00f3n MAPFRE di Madrid, attraverso cinquanta opere fra gli anni Trenta e gli anni Settanta per la gran parte a olio su tela, propone un percorso che, orchestrato come una partitura musicale, evidenzia la sfida continua operata dall\u2019artista nei confronti della pittura tradizionale, \u201ccon opere come <em>Cheveaux mis en fuite<\/em> <em>par un oiseau<\/em>dove Mir\u00f2 letteralmente massacra \u2013 evidenzia il curatore \u2013 la pittura comunemente intesa, con un certo parallelismo con l\u2019Espressionismo americano nell\u2019idea che la pittura dovesse essere un getto continuo scaturito da una profonda esplosione creativa, pur garantendo alle proprie forme una dirompente integrit\u00e0 individuale malgrado le metamorfosi subite\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad essere particolarmente documentati in mostra sono gli ultimi decenni di attivit\u00e0 di Mir\u00f3, con tele di grande formato e poetica bellezza come <em>Personnage et oiseaux devant le soleil<\/em> e <em>Personnage devant la lune<\/em>, e i temi ricorrenti che egli reinventa con frequenza \u2013 con l\u2019uso costante di simboli come le stelle, gli uccelli o la donna, e le fantasiose rappresentazioni di teste \u2013 nello stesso tempo sottolineando influenze cos\u00ec diverse come la tradizione popolare, la calligrafia asiatica o i graffiti urbani. La pittura di Mir\u00f3 tende all\u2019astrazione; tuttavia nelle variopinte forme fantastiche tra loro accostate, permane quasi sempre una traccia del reale: un occhio, una mano, la luna. Alcuni quadri presenti in mostra fanno pensare a cieli stellati, come <em>Personnage, oiseau, \u00e8toiles<\/em>del 1944 o <em>Apr\u00e8s les constellations<\/em> del 1976.<\/p>\n<div id=\"attachment_12136\" style=\"width: 646px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12136\" class=\"wp-image-12136\" src=\"https:\/\/www.magnanirocca.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Joan-Mir%C3%B3_-Peinture_-1973_-olio-su-tela-squarciata.-Foto-Joan-Ramon-Bonet-1024x850.jpg\" alt=\"Foto Joan Ramon Bonet. Archivo Successi\u00f3 Mir\u00f3 \u00a9 Successi\u00f3 Mir\u00f3\u00a0 ADAGP, Paris, by SIAE 2021\" width=\"636\" height=\"528\" \/><p id=\"caption-attachment-12136\" class=\"wp-caption-text\">Joan Mir\u00f3, Peinture, 1973<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strepitosa attivit\u00e0 di illustratore di Mir\u00f2 \u00e8 rappresentata nell\u2019esposizione al massimo livello, grazie al libro d\u2019artista con testi poetici di Tristan Tzara <em>Parler seul <\/em>(1950), con settantadue tavole a colori dell\u2019artista catalano, esposte in grandi teche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trasgressivo e anticonformista, l\u2019artista affianca alla sua anima pi\u00f9 contemplativa una poetica unitaria tra sogno e colore, cos\u00ec da sfuggire alla banalit\u00e0 e al convenzionalismo, dando vita a un linguaggio artistico universale ma allo stesso tempo unico e originale. Come affermava Mir\u00f2: \u2018Una semplice pennellata pu\u00f2 dare libert\u00e0 e felicit\u00e0\u2019.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify;\"><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cVisitare la mostra significa \u2013 conclude Stefano Roffi \u2013 viaggiare dentro i sogni di Mir\u00f3 perch\u00e9 questa \u00e8 la trama della sua arte\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il catalogo della mostra (Silvana editoriale) presenta saggi di studiosi spagnoli, tedeschi e italiani; si segnalano quelli sul rapporto fra Mir\u00f3 e la musica, e fra Mir\u00f3 e l\u2019Italia, entrambi a firma di Joan Punyet Mir\u00f3, nipote dell\u2019artista, oltre al saggio del curatore e a una particolare intervista che Mir\u00f3 rilasci\u00f2 a Walter Erben nel 1959; inoltre, nella tradizione delle mostre e dei cataloghi della Fondazione Magnani-Rocca, Mauro Carrera indaga l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019artista come illustratore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Fondazione Magnani-Rocca annuncia una originale mostra su Mir\u00f3, curata da Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione, col contributo di studiosi spagnoli e italiani. \u201cMir\u00f3. 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