{"id":7157,"date":"2021-10-21T13:44:39","date_gmt":"2021-10-21T12:44:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=7157"},"modified":"2025-03-26T17:18:17","modified_gmt":"2025-03-26T16:18:17","slug":"cibo-in-mostra-il-backstage","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/cibo-in-mostra-il-backstage\/","title":{"rendered":"Cibo. In mostra il backstage"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Non solo piacere, emozione, poesia, ma anche fatica, sudore, pratica. \u00c8 con questo sguardo che la quinta biennale <a href=\"https:\/\/www.fotoindustria.it\/\"><strong>Foto\/industria<\/strong><\/a> racconta il mondo del cibo. Fuori dalla retorica sdolcinata e dai sentimentalismi che legano il cibo alla memoria emotiva e alle tradizioni domestiche, fuori anche dalle declinazioni pi\u00f9 edonistiche e ri-creative della gastronomia contemporanea, il focus delle 11 mostre che compongono questo mosaico fotografico, \u00e8 l\u2019industria alimentare. Sempre poco raccontata, ma con un enorme impatto sociale, economico, lavorativo, politico.<\/p>\n<div style=\"width: 1212px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.gamberorosso.it\/2021\/10\/vivien-sansour-05-palestine-heirloom-seed-library-vivien-sansour.-palestine-heirloom-seed-library.jpg\" alt=\"VIVIEN SANSOUR 05 Palestine Heirloom Seed Library Vivien Sansour. Palestine Heirloom Seed Library\" width=\"1202\" height=\"800\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Vivien Sansour. Palestine Heirloom Seed Library<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI<em>l cibo \u00e8 un fondamentale indicatore per analizzare e comprendere intere civilt\u00e0<\/em>\u201d scrive il direttore artistico\u00a0<strong>Francesco Zanot<\/strong>\u00a0nel testo introduttivo del\u00a0<strong>Photo book \/ Ricettario della Biennale<\/strong>, volume che accompagna la mostra.\u00a0<em>\u201cLe modalit\u00e0 attraverso cui gli alimenti vengono prodotti, distribuiti, venduti, acquistati e consumati sono in costante cambiamento e racchiudono pertanto alcuni caratteri distintivi di un\u2019epoca, un periodo storico o un ambito culturale e sociale\u201d<\/em>. Pertanto sono specchio di una societ\u00e0 che contribuiscono a (tras)formare. Non a caso abitudini, tradizioni, episodi legati al cibo hanno in s\u00e9 una forte valenza simbolica, perch\u00e9 lungi dall\u2019essere solo un nutrimento che risponde a un bisogno fisiologico primario, il cibo \u00e8 anche un linguaggio, e come tale sprigiona o nasconde (secondo i casi) significati multipli: \u201c<em>Il cibo pu\u00f2 fare emergere ripetuti e costanti collegamenti tra percezione e memoria, e quando viene fotografato, si trasforma analogamente in una rete di simili connessioni e relativi ordini simbolici\u201d. <\/em>Si tracciano, dunque, delle intersezioni tra il linguaggio del cibo e quello fotografico<em>: \u201cCome la fotografia, gli alimenti incorporano e diffondono messaggi. Il risultato \u00e8 un cortocircuito: qualsiasi fotografia del cibo \u00e8 il frutto di una sorta di processo di ri-mediazione\u201d<\/em>. \u00c8 questo uno dei concetti chiave attorno a cui si snoda il percorso espositivo che articola diversi snodi semantici: il rapporto con la tecnologia, la sicurezza e il pericolo, la contaminazione frutto dell\u2019incontro tra i popoli in epoche e luoghi diversi.<\/p>\n<div style=\"width: 1028px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.gamberorosso.it\/2021\/10\/henk-wildschut-04-wakker-dier-amsterdam-march-2012-.jpg\" alt=\"\" width=\"1018\" height=\"800\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Henk Wildschut<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Foto\/Industria: i temi<br \/>\n<\/strong>Dalla Germania dei primi del \u2018900 all\u2019Italia del dopoguerra, dall\u2019industria dolciaria a quella delle conserve ittiche, dai mercati del mondo ai diner americani, dal boom economico alle trasformazioni introdotte dall\u2019avanzare della tecnologia. Le mostre percorrono un secolo di storia della produzione del cibo, illuminando angoli specifici di un mondo con il quale abbiamo una relazione quotidiana ma silente che impatta in modo decisivo sull\u2019ambiente naturale, umano, sociale: \u201c<em>ogni lavoro qui presentato costituisce un caso-studio. Non si mangia soltanto con la bocca e con lo stomaco. Si mangia anche con il cervello e con tutti i sensi\u201d<\/em>. Cos\u00ec questa mostra punta a innescare una serie di riflessioni che scandagliano la complessit\u00e0 della questione alimentare, nei suoi risvolti di ordine filosofico, biologico, storico, scientifico, politico ed economico, che si connette con temi di stringente attualit\u00e0: la questione demografica, il cambiamento climatico e la sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Foto\/Industria: 11 mostre, 11 artisti<br \/>\n<\/strong>Tre gli artisti italiani:<b>\u00a0Ando Gilardi<\/b>:\u00a0<em>Fototeca<\/em>\u00a0combinazione di reportage fotografici e materiali estratti dal pioneristico archivio iconografico che ha fondato nel 1959 (al MAST, fino al 2 gennaio 2022).\u00a0<b>Maurizio Montagna<\/b>:\u00a0<em>Fisheye,<\/em>\u00a0progetto dedicato al fiume Sesia e alla sua valle (Collezione di Zoologia del Sistema Museale di Ateneo \u2013 Universit\u00e0 di Bologna).\u00a0<strong>Lorenzo Vitturi<\/strong>:\u00a0<em>Money Must Be Made<\/em>, Balogun, il mercato di strada di Lagos in Nigeria, uno dei pi\u00f9 grandi del mondo (Palazzo Pepoli Campogrande \u2013 Pinacoteca Nazionale di Bologna).<\/p>\n<div style=\"width: 639px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/static.gamberorosso.it\/2021\/10\/bernard-plossu-01-chez-troisgros-roanne-683x1024.jpg\" alt=\"Bernard Plossu. Troisgros, Roanne\" width=\"629\" height=\"944\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Bernard Plossu. Troisgros, Roanne<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Otto gli stranieri:\u00a0<b>Hans<\/b>\u00a0<b>Finsler<\/b>,\u00a0<em>Schokoladenfabrik\u00a0<\/em>(1928) serie\u00a0su commissione dell\u2019azienda dolciaria Most (Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna Genus Bononiae \u2013 San Giorgio in Poggiale).\u00a0<strong>Herbert List<\/strong>:\u00a0<em>Favignana<\/em>, 41 immagini sulla mattanza dei tonni del 1951 (Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna Genus Bononiae \u2013 Palazzo Fava, salone \u201cMito di Giasone e Medea\u201d). <strong>Bernard Plossu<\/strong>:\u00a0<em>Factory of Original Desires,\u00a0<\/em>ritratti di persone e cibo nella quotidianit\u00e0 (Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna Genus Bononiae \u2013 Palazzo Fava, sale \u201cLe avventure di Enea\u201d). <strong>MishkaHenner<\/strong>:\u00a0<em>In the Belly of the Beast\u00a0<\/em> sul rapporto tra uomo, animali e tecnologia in un processo incessant di consumo, digestione e scarto (Palazzo Zambeccari \u2013 Spazio Carbonesi). <strong>Takashi Homma<\/strong>:\u00a0<em>M + Trails<\/em>\u00a0(Padiglione dell\u2019Esprit Nouveau).\u00a0<strong>Henk Wildschut<\/strong>:\u00a0<em>Food,\u00a0<\/em>sulle pi\u00f9 avanzate tecnologie dell\u2019industria alimentare sviluppate per aumentare il volume della produzione (Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna Palazzo Paltroni). <strong>Jan Groover<\/strong>:\u00a0<em>Laboratory of forms,\u00a0<\/em>retrospettiva a partire dalle celebri nature morte riprese nella cucina della sua abitazione, in dialogo con le opere di Giorgio Morandi nelle sale del MAMbo \u2013 Museo d\u2019Arte Moderna di Bologna (fino al 2 gennaio 2022). \u00a0<strong>Vivien Sansour<\/strong>:\u00a0<em>Palestine Heirloom Seed Library<\/em>, progetto per salvaguardare antiche variet\u00e0 di semi e per proteggere la biodiversit\u00e0 (Palazzo Boncompagni).<\/p>\n<div style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.gamberorosso.it\/2021\/10\/ando-gilardi-01-giovani-donne-portano-zucche-sulla-testa-1024x649.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"649\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ando Gilardi. raccoglitrici di zucche, Fototeca Gilardi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Foto\/Industria. Il libro e gli eventi collaterali<br \/>\n<\/strong>A corredo della Biennale un programma di eventi: visite guidate con gli artisti, talk, workshop di fotografia, performance, proiezioni, tavole rotonde e attivit\u00e0 didattiche. Inoltre accompagna il progetto un volume, non solo catalogo, \u00e8 un libro ibrido: met\u00e0 volume fotografico e met\u00e0 ricettario. Scritto in doppia lingua \u2013 italiano e inglese \u2013 vuole indagare la complessit\u00e0 del mondo alimentare che ci nutre al punto di vista organico e culturale definendo non solo il singolo individuo ma anche l\u2019ambiente umano, sociale, economico e culturale cui fa riferimento. Alle opere degli 11 artisti protagonisti della Biennale, fanno da controcanto le ricette dello chef e scrittore Tommaso Melilli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Antonella De Santis<\/em><\/p>\n<p>Da <a href=\"https:\/\/www.gamberorosso.it\/notizie\/food-il-cibo-e-lindustria-alimentare-nella-quinta-biennale-foto-industria\/?utm_term=35469+-+Food.+Il+cibo+e+l%E2%80%99industria+alimentare+nella+quinta+Biennale+Foto%2FIndustria&amp;utm_campaign=NL+GIORNALIERA+ITA&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=MagNews&amp;utm_content=4770+-+2293+%282021-10-18%29\"><strong>Gambero Rosso<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non solo piacere, emozione, poesia, ma anche fatica, sudore, pratica. \u00c8 con questo sguardo che la quinta biennale Foto\/industria racconta il mondo del cibo. 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