{"id":7371,"date":"2021-11-17T14:54:31","date_gmt":"2021-11-17T13:54:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=7371"},"modified":"2025-03-26T17:18:11","modified_gmt":"2025-03-26T16:18:11","slug":"depero-new-depero-al-mart","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/depero-new-depero-al-mart\/","title":{"rendered":"MART di Rovereto. Depero &#8220;influencer&#8221; del Novecento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Senza Fortunato Depero il Mart di Rovereto non esisterebbe<\/strong>.<br \/>\nNato in Trentino nel 1892, alla sua morte, nel 1960, lasci\u00f2 al Comune di Rovereto l\u2019unico museo futurista italiano e il suo archivio personale, comprensivo di <strong>circa 3000 oggetti<\/strong>, tra cui buona parte della sua produzione artistica, carte, materiali e una ricca biblioteca.<\/p>\n<div id=\"attachment_7372\" style=\"width: 885px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7372\" class=\"wp-image-7372\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/03-Depero-Martellatori-1923-ricostruzione-2000-Mart-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"875\" height=\"642\" \/><p id=\"caption-attachment-7372\" class=\"wp-caption-text\">Depero, Martellatori, 1923 (ricostruzione 2000), Mart<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa inestimabile\u00a0<strong>eredit\u00e0<\/strong>\u00a0restituisce la figura di un\u00a0<strong>artista poliedrico<\/strong>\u00a0impegnato su vari fronti e ambiti di\u00a0<strong>sperimentazione<\/strong>, dalla pittura ai complessi plastici motorumoristi, dalla grafica al teatro, dalla poesia alla comunicazione, dalla lirica ai progetti editoriali.<br \/>\nUn creativo alla ricerca dell\u2019<strong>arte totale<\/strong>, fermamente convinto che tra un linguaggio e l\u2019altro non esistessero gerarchie.<br \/>\nNel periodo propedeutico all\u2019apertura del polo culturale di Rovereto la figura di Depero \u00e8 centrale e orienta le scelte espositive di Gabriella Belli, prima direttrice del Mart, che nel costituire le Collezioni museali e presentare il programma espositivo parte proprio da Depero, il personaggio pi\u00f9 rappresentativo di Rovereto con un proprio museo permanente. Da allora tanto nel museo realizzato da Botta quanto nella Casa d\u2019Arte Fortunato Depero \u2013 entrata a far parte del polo museale nel 2009 in occasione del centenario del Futurismo \u2013 il Mart programma mostre, espone opere e materiali, propone laboratori per il pubblico di tutte le et\u00e0 e le scolaresche, organizza visite e percorsi tematici fuori e dentro i musei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E progetta. Programma. Investe.<\/strong><br \/>\nNegli anni il Mart ha dato seguito alle idee di Depero, trasformando il suo lascito in un\u00a0<strong>patrimonio in divenire<\/strong>.<br \/>\nHa investito sull\u2019<strong>acquisto<\/strong>\u00a0di decine di opere e di numerosi archivi, su\u00a0<strong>restauri<\/strong>\u00a0(tra i pi\u00f9 recenti quelli dei famosi \u201carazzi\u201d normalmente esposti a Casa Depero) e\u00a0<strong>ricostruzioni<\/strong>\u00a0di costumi, mobili, oggetti, scenografie come quelle, celeberrime, de\u00a0<em>i Balli Plastici<\/em>\u00a0e de\u00a0<em>Le chant du rossignol.\u00a0<\/em><br \/>\nRestauri, interventi di manutenzione e rifacimenti costituiscono\u00a0<strong>un\u2019operazione di ricomposizione filologica<\/strong>\u00a0che ha permesso di colmare deprecabili lacune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie all\u2019accurata politica di prestiti e relazioni istituzionali portata avanti dal museo, l\u2019opera di Depero \u00e8 presente nelle mostre internazionali, nei convegni pi\u00f9 prestigiosi, nei volumi pi\u00f9 noti. Ma anche nei progetti di ricerca dell\u2019Archivio del \u2019900, nelle mostre di approfondimento realizzate organizzate presso la Casa Depero e nelle proposte didattiche e formative dell\u2019Area educazione del Mart.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 21 ottobre 2021,\u00a0<strong>la grande mostra\u00a0<em>Depero New Depero\u00a0<\/em>per la prima volta rende conto di questa storia<\/strong>. Una storia che rappresenta pi\u00f9 di un capitolo della pi\u00f9 ampia storia del Mart. Una storia che spazia, come avrebbe voluto Depero stesso, dall\u2019arte all\u2019editoria, dal teatro al design, dal fumetto al cinema.<br \/>\n<strong>Il museo rappresenta se stesso<\/strong>, a partire dal proprio patrimonio e dalla propria attivit\u00e0 di ricerca, formazione, educazione ed esposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono esposti per la prima volta circa\u00a0<strong>200 volumi pubblicati dal Mart<\/strong>,le opere in\u00a0<strong>buxus<\/strong>\u00a0appena restaurate, le ricostruzioni storiche, gli oggetti e i mobili di quegli artisti, designer, illustratori ed editori che a Depero si sono ispirati.<\/p>\n<div id=\"attachment_7384\" style=\"width: 887px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7384\" class=\" wp-image-7384\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/05-Depero-new-Depero_Ph-Mart-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"877\" height=\"584\" \/><p id=\"caption-attachment-7384\" class=\"wp-caption-text\">Depero new Depero<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si sofferma sulla figura di\u00a0<strong>Depero come\u00a0<em>influencer<\/em><\/strong><em>.<\/em><br \/>\nDopo la morte, la sua opera ha profondamente influenzato architetti e designer come\u00a0<strong>Ettore Sottsass<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Alessandro Mendini<\/strong>,a cui non a caso il Mart ha dedicato importanti esposizioni, nonch\u00e9 i \u201cnuovi futuristi\u201d\u00a0<strong>come Nespolo, Lodola, Postal, Innocente, Abate e Plumcake<\/strong>, di cui il museo ha acquistato alcune opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione di\u00a0<strong>oggetti ricostruiti<\/strong>\u00a0\u2013 scenografie, costumi, mobili, marionette \u2013\u00a0\u00a0danno conto di un\u2019attivit\u00e0 museologica singolare, portata avanti in particolare negli anni Novanta, e suggeriscono un dibattito critico sul ruolo del museo, sulle attivit\u00e0 di studio, ricerca e conservazione dell\u2019arte contemporanea e delle cosiddette arti applicate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019allestimento della mostra, a cura dello studio\u00a0<strong>Baldessari e Baldessari<\/strong>, esalta il dialogo ideale tra Depero e il Mart mettendo in relazione l\u2019artista con l\u2019architettura che lo accoglie. Il visitatore idealmente si perde, immerso in un display fortemente scenografico che incanta. I volumi geometrici dei lucernai disegnati da Mario Botta diventano \u201cimpronte\u201d i cui colori sono ricavati dai pantoni di alcune opere deperiane; ne deriva un gioco\u00a0<em>optical<\/em>\u00a0in cui negativo e positivo \u2013 concavo e convesso si confondono. Sotto un soffitto che vuole essere un arazzo contemporaneo, lo scenografico percorso si snoda tra\u00a0<strong>6 sezioni:\u00a0<em>I<\/em><\/strong><strong><em>ntroduzione,\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Ricostruzioni, Effetto Depero, America, Museo, Conservazione\/Educazione<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 curata da\u00a0<strong>Nicoletta Boschiero<\/strong>, responsabile della Casa d\u2019Arte Futurista Depero che, nello stesso periodo, ospiter\u00e0 una mostra nel solco della tradizione curata da\u00a0<strong>Maurizio Scudiero<\/strong>.<br \/>\nSono partner della mostra le eccellenze trentine\u00a0<strong>Altemasi, Surgiva, Bauer\u00a0<\/strong>ela<strong>\u00a0Cassa Rurale della Vallagarina<\/strong>. Media partner\u00a0<strong>Radio Montecarlo<\/strong>.<br \/>\n<strong><br clear=\"all\" \/><\/strong><strong>IL PERCORSO ESPOSITIVO ATTRAVERSO LE SEZIONI DELLA MOSTRA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I<\/strong><strong>ntroduzione\u00a0<\/strong><br \/>\nLa mostra che il Mart dedica a Fortunato Depero (Fondo, Val di Non, 1892 \u2013 Rovereto, 1960) esplora l\u2019attualit\u00e0 del lavoro del geniale artista futurista, pioniere di un\u2019idea di arte totale che spazia dalla pittura alle arti applicate, dall\u2019editoria alla pubblicit\u00e0, dalla scenografia alla performance. La sua originalissima progettazione ha, infatti, influenzato profondamente l\u2019arte, la moda, il design e il fumetto dagli anni Settanta a oggi.<br \/>\nTra il 1957 e il 1960, negli ultimi anni della sua vita, Fortunato Depero realizza la Galleria museo Depero, primo e unico museo futurista in Italia. Nel 1987 la Galleria diventa parte integrante del Mart che riserva all\u2019artista un ruolo di primo piano nella sua programmazione espositiva. Nel 2009, dopo un lungo restauro e un ampliamento firmato dall\u2019architetto Renato Rizzi, la Galleria rinasce con un nuovo nome: Casa d\u2019Arte Futurista Depero, in memoria dell\u2019officina fondata a Rovereto nel 1919 e chiusa negli anni Quaranta. In questa sua nuova veste, il museo presenta le opere di Depero insieme a mobili, sedie, tavoli, panche e lampade che fanno pensare a un\u2019abitazione, gadget in vendita al bookshop che rimandano alla bottega, materiali d\u2019archivio valorizzati dalle mostre temporanee, secondo una visione ibrida ed eterogenea che riflette la sua personale visione museografica. Depero, infatti, amava \u201cmischiare le carte\u201d e ha sempre cercato una relazione diretta con la produzione e il consumo, ribellandosi all\u2019idea dell\u2019arte come valore assoluto e anticipando la scoperta della merce come prodotto artistico e culturale.<\/p>\n<div id=\"attachment_7374\" style=\"width: 894px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7374\" class=\"wp-image-7374\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/11-Depero-The-New-Babel-Scenario-plastico-mobile-1930-Mart-Fondo-Depero-300x223.jpg\" alt=\"\" width=\"884\" height=\"657\" \/><p id=\"caption-attachment-7374\" class=\"wp-caption-text\">Depero, The New Babel (Scenario plastico mobile), 1930, Mart, Fondo Depero<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ricostruzioni<\/strong><br \/>\nAll\u2019inizio degli anni Ottanta, con l\u2019acquisizione delle ricostruzioni di due scenografie di Depero andate perdute,\u00a0<em>i Balli Plastici\u00a0<\/em>e<em>Le chant du rossignol,<\/em>\u00a0la Galleria Museo Depero d\u00e0 il via al vero e proprio revival dell\u2019artista. Questi rifacimenti permettono di documentare le sue straordinarie creazioni per il teatro, colmando le lacune presenti nel lascito dell\u2019artista. Le marionette dei\u00a0<em>Balli Plastici<\/em>\u00a0e le scenografie e i costumi per lo spettacolo dei Balletti Russi vengono riproposti da Enzo Cogno sulla base di un attento studio delle fonti per poi essere portati sul palcoscenico.<br \/>\nNegli anni Novanta, scuole, artigiani e aziende produttrici di oggetti d\u2019arredo si interessano sempre di pi\u00f9 alla Casa d\u2019Arte di Depero e al suo design. Le sette sedie, la panca e lo sgabello realizzati dall\u2019Istituto Statale d\u2019Arte Policarpo Petrocchi di Pistoia su disegni originali dell\u2019artista sono stati acquistati dal museo nel 1995. Le sedie riproducono fedelmente i bozzetti di Depero per l\u2019allestimento del Cabaret del diavolo, un locale notturno romano arredato dall\u2019artista nel 1922, lo\u00a0<em>Studio di sedia<\/em>\u00a0del 1926-1927 per la tarsia in panno\u00a0<em>La festa della sedia<\/em>\u00a0e la panca esposta nella Sala Trentina della I Mostra Internazionale delle Arti Decorative nella Villa Reale di Monza nel 1923.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Effetto Depero\u00a0<\/strong><br \/>\nDue grandi mostre rilanciano il Futurismo negli anni Ottanta. La prima \u00e8\u00a0<em>Ricostruzione futurista dell\u2019universo<\/em>\u00a0(1980), curata da Enrico Crispolti a Torino presso la Mole Antonelliana e intitolata come l\u2019omonimo Manifesto firmato da Balla e Depero nel 1915, dal quale prende avvio il cosiddetto Secondo Futurismo. La seconda \u00e8\u00a0<em>Futurismo &amp; futurismi<\/em>\u00a0(1986), ospitata a Palazzo Grassi a Venezia, che non solo riabilita un movimento a lungo dimenticato a causa della sua connivenza con il fascismo ma mette anche in luce artisti meno conosciuti come Depero. In seguito, la sua popolarit\u00e0 cresce al punto da rendere il suo stile immediatamente riconoscibile anche per chi non sa cosa sia il Futurismo. Risulta sempre pi\u00f9 evidente l\u2019apporto dato da questa avanguardia al design, al fumetto e alla grafica, mentre molti artisti ne propongono un\u2019inedita rilettura contribuendo a riabilitarne l\u2019immagine. Tra i designer che hanno riconosciuto apertamente l\u2019influenza di Depero sul proprio lavoro vi sono Ettore Sottsass e Alessandro Mendini, protagonisti di due esposizioni al Mart, rispettivamente nel 2005 e nel 2011. Nel 1994, presso l\u2019Archivio del \u2019900 a Rovereto, si era invece tenuta una mostra dedicata ai Nuovi Futuristi, un gruppo fondato dieci anni prima che recuperava i valori culturali dell\u2019avanguardia futurista rivisitandoli attraverso riferimenti alla Pop art americana.<\/p>\n<div id=\"attachment_7377\" style=\"width: 589px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7377\" class=\"wp-image-7377\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/14-Depero-Bozzetto-di-locandina-Depero-Futurist-House-Depero-Futurist-House-1929-1930-Mart-Fondo-Depero-261x300.jpg\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"666\" \/><p id=\"caption-attachment-7377\" class=\"wp-caption-text\">Depero, Bozzetto di locandina Depero Futurist House (Depero Futurist House), 1929-1930, Mart, Fondo Depero<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>America<\/strong><br \/>\nSe la rielaborazione degli oggetti deperiani ha caratterizzato gli anni Ottanta e Novanta, negli anni Duemila si cambia rotta: la storia e l\u2019opera di Depero viene raccontata soprattutto attraverso film e video. Dopo\u00a0<em>Esplosioni di un artista. Film d\u2019arte\u00a0<\/em>di Luciano Emmer (2008), interamente prodotto dal Mart, gli altri film vengono realizzati in collaborazione con Carnergie Mellon University\u2019s Entertaiment Technology Center (<em>Balli plastici by Fortunato Depero<\/em>, 2009), con la Fondazione Caritro (<em>Il sogno di Alberto,<\/em>\u00a02011, a cura di N!03) e con FilmWork, Provincia Autonoma di Trento, Trentino Film Commission per il film di Nello Correale\u00a0<em>Depero,<\/em>\u00a0<em>Rovereto. New York e altre storie\u00a0<\/em>(2015).<br \/>\nAppositamente per quest\u2019esposizione sono stati realizzati alcuni video dedicati al soggiorno newyorchese dall\u2019artista.\u00a0<em>New York film vissuto<\/em>\u00a0narra la difficile esperienza americana di Depero, utilizzando materiali presenti nell\u2019archivio del Mart e spezzoni di film girati tra il 1929 e 1930 \u2013 gli stessi anni in cui l\u2019artista si trovava in America \u2013 e oggi conservati al MIRC Moving Image Research Collection dell\u2019Universit\u00e0 di Columbia nel South Carolina. \u00c8 il periodo della Grande depressione che sconvolge l&#8217;economia mondiale e travolge anche Depero mentre tenta faticosamente di farsi strada, con la sua arte, nella metropoli. Gaetano Cappa e Marco Drago dell\u2019Istituto Barlumen riprendono alcuni temi del racconto deperiano, come i luoghi immortalati dall\u2019artista nelle sue\u201ctavole parolibere\u201d:Broadway, la metropolitana e il luna park di Coney Island.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Museo<\/strong><br \/>\nI documenti d\u2019archivio, le riviste, le fotografie e i libri provenienti dall\u2019Archivio del\u00a0\u2019900\u00a0del Mart rappresentano l\u2019ambito legato allo studio e alla ricerca dell\u2019opera di Fortunato Depero.<br \/>\nIl ruolo dell\u2019archivio si \u00e8 ampliato nel tempo, offrendo supporto non solo agli studiosi ma anche a progetti creativi in diversi contesti: radiofonici, cinematografici, teatrali e della graphic novel.<br \/>\nLa prima bacheca in mostra \u00e8, infatti, dedicata al fumetto con riviste come \u201cFrigidaire\u201d, \u201cCannibale\u201d o \u201cAlter Alter\u201d che provengono dai fondi Archivio di Nuova scrittura, Pablo Echaurren e Piermario Ciani. L\u2019eco del Futurismo si avverte chiaramente nella cultura postmodernista che unisce, spesso con ironia, citazione e innovazione.<br \/>\nLa seconda bacheca \u00e8, invece, dedicata alla fotografia, con immagini originali provenienti dal Fondo Depero e ingrandimenti utilizzati in passato per le mostre del Mart che raccontano la vita dell\u2019artista. Sono esposte per la prima volta alcune matrici su zinco relative a edizioni del periodo 1927-1959 e conservate gelosamente da Depero.<br \/>\nLa terza e la quarta bacheca, infine, sono riservate alle pubblicazioni e ai manifesti prodotti in occasione di mostre ed eventi successivi alla morte dell\u2019artista e testimoniano l\u2019abbondanza di questa produzione editoriale dal 1969 ai giorni nostri.<\/p>\n<div id=\"attachment_7381\" style=\"width: 628px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7381\" class=\"wp-image-7381\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/06-Depero-Diavoletti-neri-e-bianchi.-Danza-di-diavoli-1922-Mart-Fondo-Depero-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"618\" height=\"618\" \/><p id=\"caption-attachment-7381\" class=\"wp-caption-text\">Depero, Diavoletti neri e bianchi. Danza di diavoli, 1922, Mart, Fondo Depero<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conservazione\/Educazione<\/strong><br \/>\nLa conservazione e valorizzazione dei manufatti di Depero riveste un ruolo di primo piano nella storia del museo. In preparazione di questa mostra sono stati sottoposti a manutenzione alcuni dei materiali pi\u00f9 caratteristici della produzione deperiana. Come, ad esempio, il Buxus: un composto di carta e segatura inventato da Valentino Bosso nelle sue cartiere di Mathi Canavese in provincia di Torino e usato dall\u2019artista per la tarsia del pannello decorativo intitolato\u00a0<em>Energia.\u00a0<\/em>O come il tessuto in panno dei suoi \u201cquadri in stoffa\u201d, proveniente prima dall\u2019azienda Lane Rossi di Schio e poi dal lanificio Marzotto.<br \/>\nSe il restauro delle opere e le buone pratiche di conservazione sono alla base della valorizzazione del lavoro di Depero, questa si concretizza soprattutto attraverso gli eventi espositivi, la pubblicazione di cataloghi e monografie e le attivit\u00e0 didattiche. Fin dai suoi esordi, il dipartimento educativo del Mart ha dedicato all\u2019artista futurista numerosi progetti laboratoriali, contraddistinti dall\u2019idea di \u201cgiocare con l\u2019arte\u201d: un modo per sperimentare creativamente linguaggi e materiali, scomporre e ricomporre le forme, trovare soluzioni sorprendenti. E per questo non vi \u00e8 maestro migliore di Depero, la cui arte ci insegna tuttora a stupirci e a \u201cridere apertissimamente\u201d di ci\u00f2 che ci circonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senza Fortunato Depero il Mart di Rovereto non esisterebbe. 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