{"id":7400,"date":"2021-11-18T16:29:06","date_gmt":"2021-11-18T15:29:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=7400"},"modified":"2025-03-26T17:18:10","modified_gmt":"2025-03-26T16:18:10","slug":"dalla-figurazione-allastrazione-mondrian-al-mudec","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/dalla-figurazione-allastrazione-mondrian-al-mudec\/","title":{"rendered":"Dalla figurazione all\u2019astrazione. Mondrian al MUDEC"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra <strong>Piet Mondrian. Dalla figurazione all\u2019astrazione<\/strong>, al <a href=\"https:\/\/www.mudec.it\/ita\/\"><strong>MUDEC di Milano<\/strong><\/a> dal <strong>24 novembre 2021 al 27 marzo 2022<\/strong>, porta per la prima volta a Milano un progetto espositivo interamente dedicato all\u2019artista olandese e al processo evolutivo artistico che lo porto\u0300 dalla figurazione all\u2019astrazione, dalla tradizione del paesaggio olandese allo sviluppo del suo stile unico, che l\u2019ha reso inconfondibile e universalmente celebre.<\/p>\n<div style=\"width: 993px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Piet-Mondrian.-Dalla-figurazione-allastrazione.-La-mostra-la-MUDEC-di-Milano-12.jpg\" alt=\"\" width=\"983\" height=\"567\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Piet Mondrian, Mulino Oostzijdse con cielo blu, giallo e viola, c. 1907-1908, Kunstmuseum Den Haag<\/p><\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>La mostra, prodotta da 24 ORE Cultura \u2013 Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano- Cultura, e\u0300 stata realizzata grazie alla collaborazione del Kunstmuseum Den Haag, detentore della piu\u0300 importante collezione di opere di Mondrian al mondo, e che ha prestato sessanta opere, scelte tra quelle di Mondrian, degli artisti della Scuola dell\u2019Aja e dei designer De Stijl. In mostra anche due opere di Mondrian provenienti dal Museo del Novecento di Milano \u2013 un esempio delle poche opere dell\u2019artista presenti in collezioni italiane &#8211; e un quadro neoplastico proveniente dal National Museum of Serbia di Belgrado.<\/p>\n<p>Con il concept del direttore del Kunstmusem Benno Tempel e con la curatela di Daniel Koep, Head of Exhibitions, e di Doede Hardeman, Head of Collections, il percorso prende vita e si snoda attraverso sezioni tematiche. Una chiave di lettura visuale e dunque immediata dell\u2019evoluzione stilistica dell\u2019artista, utile alla comprensione delle stesse opere interamente astratte del suo ultimo periodo.<\/p>\n<p>Filo conduttore su cui si esplica il confronto tra le opere del primo periodo \u201cfigurativo\u201d a quelle del periodo \u201castratto\u201d e\u0300 quello del paesaggio, con confronti tra le sue opere e quelle dei pittori della \u201cScuola dell\u2019Aja\u201d, un gruppo di artisti operanti nella citta\u0300 olandese tra il 1860 e il 1890,ampiamente influenzati dal realismo della scuola di Barbizon, e secondo la cui maniera Mondrian aveva cominciato a dipingere.<\/p>\n<div style=\"width: 766px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Piet-Mondrian.-Dalla-figurazione-allastrazione.-La-mostra-la-MUDEC-di-Milano-10-422x420.jpg\" alt=\"Piet Mondrian. Dalla figurazione all\u2019astrazione. La mostra la MUDEC di Milano\" width=\"756\" height=\"753\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Piet Mondrian, Composizione II, 1929, National Museum of Serbia, Belgrado<\/p><\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>LA MOSTRA<\/strong><br \/>\nUna sezione della mostra sara\u0300 dedicata a \u201cDe Stijl\u201d (Lo Stile), movimento sorto nei Paesi Bassi nel 1917 su iniziativa dello stesso Mondrian e di Theo van Doesburg e attivo ancora alle soglie degli anni Trenta, che innovo\u0300 arte, architettura e design, con opere &#8211; tra gli altri &#8211; di Gerrit Thomas Rietveld.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">I dipinti di Piet Mondrian (1872-1944), per i quali il maestro olandese e\u0300 celebre quale indiscusso pioniere dell\u2019arte \u201castratta\u201d, sono in realta\u0300 il risultato di una lunga ricerca di equilibrio e di perfezione formale, di una progressiva evoluzione stilistica che ha il suo punto di partenza nel naturalismo e nell\u2019impressionismo e che passa poi via via attraverso il post- impressionismo, i fauves, il simbolismo e il cubismo.<br \/>\nIn tale contesto, una parte centrale, benche\u0301 meno nota, della sua produzione e\u0300 la pittura di paesaggio: immagini che raffigurano in particolare aspetti caratteristici della natia Olanda. Prevalenti in tutta la prima fase della sua carriera di artista, i paesaggi vengono successivamente affrontati da Mondrian con una varieta\u0300 di stili e di tecniche che attestano non solo l\u2019influenza di vari movimenti artistici, ma anche la sua ricerca di un\u2019espressione personale.<\/p>\n<div style=\"width: 929px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Piet-Mondrian.-Dalla-figurazione-allastrazione.-La-mostra-la-MUDEC-di-Milano-5-543x420.jpg\" alt=\"Piet Mondrian. Dalla figurazione all\u2019astrazione. La mostra la MUDEC di Milano\" width=\"919\" height=\"711\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Piet Mondrian, Piccola casa al sole, 1909, Kunstmuseum Den Haag<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MONDRIAN PRIMA E DOPO IL 1908<\/strong><br \/>\nDal 1892 al 1895 Mondrian ricevette una formazione artistica tradizionale presso la Rijksakademie van Beeldende Kunsten (l\u2019Accademia Statale di Belle Arti) ad Amsterdam dove segui\u0300 corsi di disegno dal vivo, pittura di natura morta e teoria dell\u2019arte. Nel tempo libero pero\u0300 si dedico\u0300 completamente alla pittura di paesaggio. Dopo il diploma, quando non era impegnato in lavori su commissione o dando lezioni di disegno per mantenersi, Mondrian disegnava i paesaggi appena fuori Amsterdam. Il piatto paesaggio olandese si presta bene alla ricerca dei contrasti. Con elementi enfaticamente verticali, come gli alberi e i mulini a vento, questi primi paesaggi mostrano come Mondrian giocasse con ritmo e ordine sulla tela gia\u0300 molti anni prima delle sue opere astratte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 1900 Mondrian abbandono\u0300 progressivamente la rappresentazione fedele della natura, per sperimentare forme e colori. Utilizzando gli elementi verticali e orizzontali del paesaggio, Mondrian esploro\u0300 la possibilita\u0300 di ridurre il mondo che lo circondava alla sua essenza assoluta: un ritmo di piani, colori e linee.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1908 il lavoro di Mondrian divenne sempre piu\u0300 radicale e il suo bisogno di innovare si fece piu\u0300 evidente. Volto\u0300 le spalle ai paesaggi naturalistici e trovo\u0300 ispirazione nella teosofia e nelle novita\u0300 artistiche provenienti dall\u2019estero. Sotto questi influssi, il suo lavoro attraverso\u0300 diverse fasi. Mondrian dipinse molteplici variazioni di diversi temi, come il faro, il mulino a vento, i paesaggi marini e le dune. Di tela in tela, si avvicinava sempre piu\u0300 all\u2019\u201cessenza\u201d dell\u2019immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1912, per concentrarsi pienamente sull\u2019innovazione nella sua pittura, Mondrian si stabili\u0300 a Parigi. Aveva quasi quarant\u2019anni ed era uno dei pittori di paesaggio piu\u0300 noti nei Paesi Bassi, ma a Parigi agli inizi era un artista sconosciuto. Le opere dei suoi primi anni parigini sono grigie e influenzate dal cubismo di Pablo Picasso e Georges Braque. Questa direzione lo condusse alla fine a ridurre il suo linguaggio espressivo a nient\u2019altro che linee rette, colori primari e piani rettilinei. Chiamo\u0300 questo stile Neoplasticismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mondrian rimase nella tradizione della pittura realista olandese. Nelle sue prime opere fu un realista figurativo e come &#8211; amava dire &#8211; nelle opere piu\u0300 tarde, un realista astratto. Dichiaro\u0300 nel 1942: \u201cPer me non c\u2019e\u0300 differenza tra i primi e gli ultimi lavori: fanno tutti parte della stessa cosa. Non sento la differenza tra il vecchio e il nuovo nell\u2019arte come tale, ma come continuita\u0300\u201d.<\/p>\n<div style=\"width: 829px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Piet-Mondrian.-Dalla-figurazione-allastrazione.-La-mostra-la-MUDEC-di-Milano-4-523x420.jpg\" alt=\"Piet Mondrian. Dalla figurazione all\u2019astrazione. La mostra la MUDEC di Milano\" width=\"819\" height=\"658\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Piet Mondrian, Fienile a Nistelrode, 1904, Kunstmuseum Den Haag<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esibendo dipinti che coprono tutte le fasi della carriera artistica di Mondrian e argomentandone il passaggio dalla pittura figurativa all\u2019astrattismo, questo progetto presenta il maestro olandese come uno dei piu\u0300 importanti coloristi del suo tempo e uno dei maggiori maestri della pittura novecentesca. La mostra, dunque, invita il visitatore a scoprire i capolavori di Mondrian secondo una diversa e inusuale chiave di lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella di poter ammirare opere di Mondrian in Italia e\u0300 un\u2019occasione che capita di rado.<br \/>\nNei musei italiani d\u2019arte moderna e contemporanea e\u0300 scarso il numero delle opere dell\u2019artista che pure e\u0300 stato una figura centrale dell\u2019arte internazionale del XX secolo, contribuendo a farne la storia. Le poche opere del maestro olandese conservate in Italia (il Faro a Westkapelle del Museo del Novecento a Milano ed esposto in mostra; la Composizione A della Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea a Roma; Impalcatura, Oceano 5 e Composizione con grigio e rosso della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia), se da una parte fanno rimpiangere ancor piu\u0300 tale lacuna, dall\u2019altra, con la loro bellezza, costituiscono uno stimolo ulteriore ad allargare e ad approfondire la conoscenza dell\u2019opera di questo artista, e dunque ad apprezzare meglio l\u2019opportunita\u0300 \u2013 pressoche\u0301 unica a molti anni di distanza dall\u2019ultima monografica a lui dedicata \u2013 che questa nuova mostra offre al pubblico italiano.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>EFFETTO MONDRIAN. RIFLESSI NEOPLASTICI SUL DESIGN<\/strong><br \/>\nL\u2019influenza che il Mondrian della fase neoplastica ha avuto sul mondo del design e\u0300 ampia e riguarda molte delle sue diramazioni: dall\u2019arredo alla grafica, dall\u2019interior all\u2019exhibition design, fino ad arrivare addirittura alla moda (basti pensare alla collezione-tributo di Yves Saint Laurent del 1965).<br \/>\nIn questo percorso il design italiano ha svolto un ruolo centrale: e\u0300 grazie a produttori e pensatori del Made in Italy che molte di queste influenze hanno avuto la possibilita\u0300 di realizzazione.<br \/>\nIn mostra un affondo curato dalla storica del design Domitilla Dardi presenta tre risvolti dell\u2019 \u2018Effetto Mondrian\u2019:<\/p>\n<ul>\n<li>la relazione tra De Stijl e Gerrit Rietveld, autore della poltrona Red and Blue, raccontata attraverso le riedizioni filologiche di Cassina, con i prototipi originali dei primi anni \u201970 dai quali e\u0300 poi scaturito il successo della celebre icona;<\/li>\n<li>la fortuna critica di Mondrian nella cultura artistica italiana, con i materiali che illustrano la prima personale del 1956 allestita da Carlo Scarpa alla GNAM di Roma, vero omaggio del maestro italiano al genio olandese;<\/li>\n<li>l\u2019influenza del \u201cpattern Mondrian\u201d sugli autori contemporanei, come nel contenitore- tributo di Shiro Kuramata prodotto da Cappellini.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div style=\"width: 928px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Piet-Mondrian.-Dalla-figurazione-allastrazione.-La-mostra-la-MUDEC-di-Milano-17-526x420.jpg\" alt=\"Piet Mondrian. Dalla figurazione all\u2019astrazione. La mostra la MUDEC di Milano\" width=\"918\" height=\"733\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Piet Mondrian, Paysage, 1912, Kunstmuseum Den Haag<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MONDRIAN E LA MUSICA. LA VIDEO INSTALLAZIONE<\/strong><br \/>\nMondrian torno\u0300 a Parigi nel giugno 1919. L\u2019arte fu la ragione principale di questo ritorno, ma l\u2019artista apprezzava anche quello che la vita notturna della citta\u0300 poteva offrire.<br \/>\nMondrian si appassiono\u0300 in maniera particolare al jazz. Trovo\u0300 molte analogie tra i suoi quadri e le jazz band: gli uni e le altre fortemente organizzati, lasciavano spazio anche alla rottura e all\u2019improvvisazione. L\u2019intuizione era fondamentale sia per l\u2019artista sia per i musicisti jazz. Inoltre, come i quadri neoplastici non facevano riferimento al mondo naturale, cosi\u0300 la musica jazz era solo ritmo in liberta\u0300, senza alcuna allusione a una trama. In poche parole, Mondrian aveva trovato nel jazz l\u2019equivalente musicale del neoplasticismo.<br \/>\nInoltre, quelli erano gli anni in cui si affacciarono sulla scena europea i cosiddetti \u201crumoristi\u201d, che proponevano suoni artificiali, rumori prodotti dalle macchine, e che sono da considerarsi gli antesignani della moderna musica elettronica.<br \/>\nLa video installazione presente in mostra \u2013 a cura di Storyville \u2013 illustra in maniera suggestiva il rapporto tra le opere neoplastiche di Mondrian e la musica; amplifica infatti nel visitatore le possibili chiavi di lettura della poetica di Mondrian declinate non solo nella dimensione spaziale, sicuramente piu\u0300 vicina e immediata all\u2019espressione pittorica, ma anche nella dimensione musicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <a href=\"https:\/\/www.24orecultura.com\/mostre\/piet-mondrian\/\"><strong>catalogo<\/strong><\/a> della mostra Piet Mondrian. Dalla figurazione all\u2019astrazione e\u0300 edito da <strong>24 ORE Cultura<\/strong> ed e\u0300 in vendita presso il bookshop della mostra, in tutte le librerie e online.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra Piet Mondrian. 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