{"id":7429,"date":"2021-11-23T15:32:25","date_gmt":"2021-11-23T14:32:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=7429"},"modified":"2025-03-26T17:18:10","modified_gmt":"2025-03-26T16:18:10","slug":"i-macchiaioli-avventura-dellarte-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/i-macchiaioli-avventura-dellarte-moderna\/","title":{"rendered":"I Macchiaioli. Avventura dell\u2019arte moderna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019Italia preunitaria Firenze, capitale del Granducato di Toscana, diventa il luogo adatto per la nascita di questo movimento artistico rinnovatore. Gli artisti si allontanano dalla pittura dell\u2019Accademia e prediligono le scene della vita quotidiana, semplici e poco convenzionali, dipinte per macchie di colore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A <a href=\"https:\/\/www.museidiasti.com\/palazzo-mazzetti\/\"><strong>Palazzo Mazzetti<\/strong><\/a> saranno esposti oltre ottanta dipinti firmati, tra gli altri, da<strong>\u00a0Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Giovanni Boldini<\/strong>, protagonisti del movimento artistico che ha rivoluzionato la storia della successiva pittura italiana postunitaria.<\/p>\n<div style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.arte.go.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/i-macchiaioli-lavventura-dellarte-moderna_04.jpg\" alt=\"Giovanni Fattori L\u2019incontro, 1906 Olio su tela, 74\u00d7106 cm Butterfly Institute Fine Art, Galleria d\u2019arte, Lugano\" width=\"1024\" height=\"712\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Giovanni Fattori L\u2019incontro, 1906<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Formatosi a Firenze, a partire dal 1855,\u00a0<strong>il gruppo dei Macchiaioli<\/strong>\u00a0nacque quale reazione all\u2019inerzia concettuale e formale delle accademie e specularmente ai fermenti ideologici del Risorgimento. Il movimento macchiaiolo affermava la teoria della\u00a0<strong>\u201cmacchia\u2019\u2019<\/strong>\u00a0sostenendo che la visione delle forme solide \u00e8 determinata dalla proiezione della luce su di esse che crea zone d\u2019ombra e zone di chiarore, costruendo cos\u00ec, visivamente, le volumetrie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Macchie di colore, distinte, accostate o sovrapposte ad altre macchie di colore, erano gli elementi costitutivi di piccoli quadretti di estrema sintesi, nei quali erano tracciate puntualmente le forme e i profili, sebbene espoliati di ogni particolare descrittivo che non fosse ritenuto essenziale alle funzioni strettamente espressive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista, sovvertendo i rigidi dettami accademici a cui si rifaceva tutta la pittura dell\u2019epoca, si dichiarava\u00a0<strong>libero di rendere con immediatezza verista ci\u00f2 che il suo occhio percepiva nel presente<\/strong>, cos\u00ec come concettualizzarono i teorici e critici del gruppo\u00a0<strong>Telemaco Signorini, Diego Martelli<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0<\/strong><strong>Adriano Cecioni<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvertirono l\u2019emotivit\u00e0 letteraria dei romanzi sperimentali di\u00a0<strong>Zola\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Verga<\/strong>\u00a0e l\u2019aleggiare della nuova sensibilit\u00e0 naturalista, formando una vera e propria scuola che seppe marginalizzare gli effetti vaporosi portati dalle tendenze francesiste. Plasmarono una cifra stilistica del tutto originale e immediatamente riconoscibile, poggiata sulla severa tenuta formale del disegno e sulla puntuale ripresa dal vero dei valori luministici del soggetto, solitamente a sfondo naturalistico o sociale, attinente alla contemporaneit\u00e0, alla vita in campagna o della media borghesia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA MOSTRA<br \/>\n<\/strong>Progettata per mettere a confronto fra loro i capi d\u2019opera del naturalismo toscano,\u00a0<strong>la mostra propone una narrazione visiva dalla nascita all\u2019evolversi e al concludersi dell\u2019esperienza artistica dei Macchiaioli e del loro entourage, dal 1856 fino al \u2018900 inoltrato<\/strong>.<\/p>\n<div style=\"width: 1797px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.deartibus.it\/drupal\/sites\/default\/files\/opere\/De%20Nittis%2C%20Bambino%20al%20sole.jpg\" alt=\"Giuseppe De Nittis, Bambino al sole, 1869\" width=\"1787\" height=\"2362\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Giuseppe De Nittis, Bambino al sole, 1869<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra comprende oltre 80 opere altamente significative della produzione dei capiscuola toscani, alcuni combattenti e eroi del Risorgimento, compongono il panorama espositivo della rassegna, rappresentando le forme dell\u2019Avanguardia ottocentesca, la cui ricerca e i cui contenuti innovativi vertono sulla potenza espressiva della luce. Un\u2019occasione per riscoprire alcuni capolavori dell\u2019arte dell\u2019Ottocento italiano, tra i dipinti celebri e opere meno note o mai esposte prima, in gran parte provenienti dalle pi\u00f9 prestigiose collezioni private europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Elenco degli autori<\/strong>: Giuseppe Abbati, Cristiano Banti, Stefano Bruzzi, Giovanni Boldini, Luigi Bechi, Odoardo Borrani, Vincenzo Cabianca, Cesare Ciani, Adriano Cecioni, Eugenio Cecconi, Nino Costa, Vito D\u2019Ancona, Serafino De Tivoli, Giuseppe De Nittis, Arturo Faldi, Giovanni Fattori, Ruggero Focardi, Luigi Gioli, Silvestro Lega, Giorgio Lucchesi, Giuseppe Magni, Ugo Manaresi, Ruggero Panerai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019allestimento prevede l\u2019installazione di video, gigantografie e una sala immersiva per restituire le atmosfere dei paesaggi e degli ambienti dipinti dai Macchiaioli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019Italia preunitaria Firenze, capitale del Granducato di Toscana, diventa il luogo adatto per la nascita di questo movimento artistico rinnovatore. 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