{"id":7613,"date":"2021-12-20T12:19:32","date_gmt":"2021-12-20T11:19:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=7613"},"modified":"2025-03-26T17:17:58","modified_gmt":"2025-03-26T16:17:58","slug":"canova-tra-innocenza-e-peccato-al-mart","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/canova-tra-innocenza-e-peccato-al-mart\/","title":{"rendered":"Canova tra innocenza e peccato al MART"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In occasione del\u00a0<strong>secondo centenario della morte dell&#8217;artista<\/strong>, il <a href=\"http:\/\/www.mart.tn.it\"><strong>Mart<\/strong> <\/a>celebra l&#8217;eredit\u00e0 di uno dei pi\u00f9 importanti maestri della scultura di tutti i tempi:\u00a0<strong>Antonio Canova (1757 &#8211; 1822)<\/strong>. Una grande esposizione esplora l&#8217;attualit\u00e0 della sua opera\u00a0<strong>nei linguaggi contemporanei<\/strong>, dalla\u00a0<strong>fotografia\u00a0<\/strong>alle\u00a0<strong>esperienze scultoree\u00a0<\/strong>pi\u00f9 recenti, mettendo in luce nessi, dialoghi, continuit\u00e0 e contrapposizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la sua opera Canova ha incarnato l\u2019ideale di una\u00a0<strong>bellezza eterna<\/strong>, fondata su principi di\u00a0<strong>armonia, misura, equilibrio<\/strong>, affermandosi come massimo esponente del\u00a0<strong>Neoclassicismo italiano<\/strong>. La sua ricerca,\u00a0<strong>ricca di rimandi al passato, si apre al futuro<\/strong>, lasciando in eredit\u00e0 un\u00a0<strong>ideale estetico<\/strong>\u00a0che continua a vivere fino a oggi.<br \/>\nCon\u00a0<strong>oltre 200 opere<\/strong>\u00a0la mostra indaga come questa eredit\u00e0 abbia influenzato i linguaggi contemporanei, presentando alcune tra le pi\u00f9 significative esperienze artistiche nel campo della<strong>\u00a0fotografia\u00a0<\/strong>e della<strong>\u00a0scultura<\/strong>, alla ricerca di un ideale di bellezza che lungo il percorso espositivo trova declinazioni diverse: dall\u2019imitazione alla celebrazione, fino alla messa in discussione e alla negazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.arte.it\/foto\/600x450\/dc\/124543-02_Antonio_Canova_Ninfa_dormiente_1820_Museo_Gypsotheca_Antonio_Canova_Possagno_TV_.jpg\" width=\"907\" height=\"680\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un allestimento nel quale predominano\u00a0<strong>il bianco e il nero<\/strong>, il vero protagonista \u00e8 il\u00a0<strong>corpo<\/strong>. Se alcuni degli artisti in mostra scelgono di idealizzarlo o estetizzarlo, altri descrivono una bellezza anti-canonica e \u201canti-canoviana\u201d che contempla e contiene il suo contrario. In entrambi i casi,\u00a0<strong>il corpo \u00e8 icona<\/strong>.<br \/>\nLa mostra si snoda in\u00a0<strong>cinque sezioni<\/strong>\u00a0nelle quali convivono opere di Canova e di artisti contemporanei. Nei lavori di alcuni artisti attivi nell\u2019ultimo secolo, la pratica della scultura diventa esercizio di maestria ed espressione di una ricerca che rinnova e rende attuale il canone canoviano. L\u2019ambiente centrale della mostra presenta suggestivi dialoghi tra Canova e i pi\u00f9\u00a0<strong>grandi fotografi di nudo del Novecento<\/strong>: Helmut<strong>\u00a0Newton<\/strong>; Jean-Paul<strong>\u00a0Goude,\u00a0<\/strong>Robert<strong>\u00a0Mapplethorpe<\/strong>, Edward<strong>\u00a0Weston,\u00a0<\/strong>Irving<strong>\u00a0Penn<\/strong>, Horst<strong>\u00a0P. Horst<\/strong>. Una vera e propria indagine sulla perfezione della tecnica e della forma. A questi fanno da controcanto i fotografi che hanno perseguito ricerche di segno opposto, come Miroslav<strong>\u00a0Tich\u00fd<\/strong>, Jan<strong>\u00a0Saudek\u00a0<\/strong>e Joel-Peter<strong>\u00a0Witkin<\/strong>. Infine, una sezione \u00e8 dedicata ai fotografi che hanno prestato il loro obiettivo alla documentazione e all\u2019interpretazione dell\u2019arte di Canova: i fratelli\u00a0<strong>Alinari,\u00a0<\/strong><strong>Aurelio Amendola,<\/strong><strong>\u00a0Paolo Marton, Massimo Listri, Luigi Spina.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella piazza del museo al centro della fontana il pubblico incontra l\u2019opera dello scultore\u00a0<strong>Fabio Viale\u00a0<\/strong>che da alcuni anni sovverte,\u00a0<strong>tatuandoli<\/strong>, i capolavori dei maestri classici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/artemagazine.it\/wp-content\/gallery\/canova\/01-Antonio-Canova-Amore-e-Psiche-stanti-1800-Museo-Gypsotheca-Antonio-Canova-Possagno.jpg\" alt=\"Mart di Rovereto: Canova tra innocenza e peccato - Arte Magazine\" width=\"903\" height=\"1379\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL PERCORSO ESPOSITIVO ATTRAVERSO LE SEZIONI DELLA MOSTRA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Introduzione<br \/>\n<\/strong>L\u2019esposizione <em>Canova tra innocenza e peccato<\/em>\u00a0prosegue l\u2019indagine su un\u2019arte senza tempo che valica i limiti cronologici e supera le definizioni accademiche. Il vasto influsso esercitato da Antonio Canova, massimo interprete del Neoclassicismo, pu\u00f2 essere riassunto nei due termini antitetici scelti per il titolo. Innocenza e peccato sono due caratteri che attraversano sia l\u2019opera di Canova, sia la selezione di opere moderne e contemporanee poste in dialogo con le sculture provenienti dalla Gypsotheca di Possagno. Da tale confronto scaturiscono affinit\u00e0 e contrasti, facendo emergere diverse declinazioni del concetto di bellezza, in sintonia con i principi di armonia, equilibrio e grazia che contraddistinguono la scultura neoclassica o, all\u2019opposto, apertamente in conflitto con essi.<br \/>\nProtagonista della mostra \u00e8 il corpo umano, raffigurato plasticamente nella scultura o attraverso l\u2019uso sapiente della luce nelle immagini di alcuni dei maestri della fotografia del XX secolo. Da una parte il corpo perfetto e divino delle opere di Canova, a cui sembrano guardare alcuni scultori del nostro tempo e i fotografi che hanno saputo esaltare le linee e le forme statuarie del corpo nudo. Dall\u2019altra gli artisti che hanno \u201ctradito\u201d Canova preferendo indagare l\u2019espressivit\u00e0 di corpi imperfetti, ma non per questo privi di fascino.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.arte.it\/foto\/orig\/3f\/124583-17_Fabio_Viale_Amore_e_Psiche_2021_Courtesy_l_artista_1_.jpg\" alt=\"Canova tra innocenza e peccato. Al Mart un dialogo con i grandi fotografi  del XX secolo - Trento - Arte.it\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonio Canova (Possagno 1757-Venezia, 1822)<\/strong><br \/>\nDopo aver concluso il suo apprendistato nella bottega dello scultore Giuseppe Bernardi, detto Torretti, Canova muove i suoi primi passi nell\u2019ambiente artistico veneziano prima di trasferirsi definitivamente a Roma, nel 1781. Qui ha modo di approfondire la sua conoscenza dell\u2019arte classica e di affermarsi precocemente come il pi\u00f9 acclamato interprete degli ideali neoclassici teorizzati da Winckelmann e Mengs. Tra la fine del Settecento e l\u2019inizio dell\u2019Ottocento, Canova riceve importanti commissioni dalle principali corti europee, nonch\u00e9 nomine prestigiose come l\u2019incarico del Papa a negoziare il rientro in Italia dei capolavori antichi trafugati dalle truppe napoleoniche.<br \/>\nUn\u2019efficiente organizzazione del lavoro nel suo studio romano gli permette di far fronte ai numerosi impegni. Canova elabora l\u2019ideazione della scultura attraverso disegni e bozzetti in argilla, quindi realizza in dimensioni reali il modello in creta, dal quale i suoi assistenti ricavano il calco e il modello in gesso. Come si pu\u00f2 vedere in\u00a0<em>Amore e psiche stanti<\/em>, sul modello in gesso vengono applicati i chiodini di bronzo che servono a trasferire, con un pantografo, le misure e le proporzioni della figura dal gesso al marmo. Il blocco di pietra viene sbozzato e lavorato in fasi successive da artigiani sempre pi\u00f9 esperti, fino alla rifinitura a opera dell\u2019artista.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ladigetto.it\/files.php?file=Antonio%20Canova,%20Venere%20italica,%201811,%20T.jpg\" alt=\"www.ladigetto.it - Al Mart: Canova tra innocenza e peccato \u2013 Di Daniela  Larentis\" width=\"901\" height=\"620\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Guardare Canova<\/strong><br \/>\nDopo la morte di Antonio Canova, le opere che si trovavano nel suo studio romano vengono trasferite a Possagno, nella casa natale dell\u2019artista e in un nuovo edificio fatto costruire dal fratellastro, il vescovo Giuseppe Sartori. Nella galleria progettata dall\u2019architetto veneziano Francesco Lazzari trovano posto soprattutto i modelli in gesso e i calchi delle opere spedite ai committenti: una collezione che testimonia, cos\u00ec, gran parte della produzione canoviana.<br \/>\nLe sculture conservate a Possagno sono protagoniste delle fotografie scattate da Paolo Marton negli anni Ottanta e da Luigi Spina dal 2019. Se Marton ravviva l\u2019opacit\u00e0 dei gessi con particolari effetti di luce, immergendo le sculture in atmosfere colorate, Spina si concentra, invece, sulla fragilit\u00e0 e porosit\u00e0 di quel materiale, cos\u00ec diverso dalla nitidezza marmorea, evidenziandone le imperfezioni e scegliendo inquadrature inconsuete che esprimono la vita e l\u2019instabilit\u00e0 delle forme.<br \/>\nIl confronto tra le fotografie dei fratelli Alinari, di carattere puramente documentario e illustrativo, e gli altri scatti esposti in questa sezione evidenzia come la fotografia sappia ormai offrire inedite visioni della scultura di Canova. Nei lavori di Aurelio Amendola, ad esempio, i marmi della\u00a0<em>Ninfa dormiente<\/em>\u00a0o della\u00a0<em>Venere italica<\/em>\u00a0appaiono sensuali e palpitanti di vita, ricordandoci quanto le sculture del maestro del Neoclassicismo non siano solo un esempio di algida perfezione bens\u00ec espressione di sentimenti ed emozioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.visitrovereto.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/SITO-MEDIA-990x545-1.png\" alt=\"Canova. Tra innocenza e peccato | APT Rovereto e Vallagarina\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il corpo scultoreo<\/strong><br \/>\nIl cuore della mostra \u00e8 dedicato alla rappresentazione scultorea del corpo umano, in un confronto serrato tra le sculture di Antonio Canova, le immagini di alcuni dei pi\u00f9 grandi fotografi del XX secolo e una selezione di sculture moderne e contemporanee.<br \/>\nGli scatti di Irving Penn, Horst P. Horst, Carla Cerati ed Eikoh Hosoe inseguono l\u2019eredit\u00e0 canoviana condividendone il desiderio di grazia e armonia, mentre i grandi nudi di Helmut Newton o il perfetto controllo del bianco e nero nei ritratti di Robert Mapplethorpe riabilitano in chiave statuaria la forza espressiva del corpo.<br \/>\nNell\u2019ampio spazio centrale il dialogo tra l\u2019artista neoclassico e la scultura figurativa pi\u00f9 recente \u00e8 introdotto dalle opere di Adolfo Wildt, Leone Tommasi, Francesco Messina e, a ritroso, dai bozzetti ritrovati di Giuseppe Torretti, primo maestro di Canova.<br \/>\nTra le opere degli artisti contemporanei spiccano le opere di Livio Scarpella, Massimiliano Pelletti e Giuseppe Bergomi: vere e proprie variazioni canoviane. Quelle di Giuseppe Ducrot, Filippo Dobrilla, Elena Mutinelli, Ettore Greco e Igor Mitoraj sono, invece, contraddistinte da una tensione pi\u00f9 genericamente classicista. Infine, l\u2019accostamento delle fotografie di Alain Fleischer e della scultura di Attilio Pierelli \u00e8 volto a esaltare l\u2019eredit\u00e0 di Canova in quel ripensamento delle forme che nel Novecento accomuna l\u2019arte e il design, trasfigurando e attualizzando la perfezione della sua arte plastica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/artemagazine.it\/wp-content\/gallery\/canova\/04-Antonio-Canova-Maddalena-penitente-1796-Museo-Gypsotheca-Antonio-Canova-Possagno-TV.jpg\" alt=\"Mart di Rovereto: Canova tra innocenza e peccato - Arte Magazine\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tradire Canova<\/strong><br \/>\nIl magistrale classicismo dell\u2019opera di Antonio Canova ha definito un canone artistico che nel corso dei decenni \u00e8 stato oggetto di appassionata ammirazione ma anche di convinti tradimenti. Questa sezione \u00e8 dedicata a un nucleo di opere in cui l\u2019eredit\u00e0 canoviana emerge, paradossalmente, nella trasgressione formale e visiva dei suoi canoni estetici.<br \/>\nA partire dagli anni Sessanta, Miroslav Tich\u00fd ruba immagini di corpi femminili usando di nascosto una rudimentale macchina fotografica fatta di cartone, cemento e tappi di bottiglia. Questo strumento artigianale e impreciso conferisce alle sue opere un\u2019imperfezione che sottolinea il carattere spontaneo, formalmente scomposto e perci\u00f2 decisamente anti-canoviano dell\u2019opera di Tich\u00fd. L\u2019eccesso o la storpiatura fisica sono al centro dell\u2019opera di Jan Saudek e di Joel-Peter Witkin, due artisti che si rifanno a modelli classici rivisitandoli, per\u00f2, secondo una logica che esalta le difformit\u00e0 del corpo e dello spirito. Anche nei corpi fotografati da Sally Mann, Mustafa Sabbagh e Nadav Kander, o in quelli scolpiti da Aron Demetz e Fabio Viale \u2013 dove la levigata superficie del corpo classico viene intaccata dalla bruciatura o dal tatuaggio \u2013 si pu\u00f2 riconoscere l\u2019oscillazione tra opposte polarit\u00e0, in un dialogo continuamente rinnovato tra ordine e disordine, integrit\u00e0 e disfacimento, classicismo e contemporaneit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione del\u00a0secondo centenario della morte dell&#8217;artista, il Mart celebra l&#8217;eredit\u00e0 di uno dei pi\u00f9 importanti maestri della scultura di tutti i tempi:\u00a0Antonio Canova (1757 &#8211; 1822). 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