{"id":7620,"date":"2021-12-21T14:31:18","date_gmt":"2021-12-21T13:31:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=7620"},"modified":"2025-03-26T17:17:57","modified_gmt":"2025-03-26T16:17:57","slug":"appuntamenti-imperdibili-da-vivere-durante-le-feste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/appuntamenti-imperdibili-da-vivere-durante-le-feste\/","title":{"rendered":"Appuntamenti imperdibili da vivere durante le Feste"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Le citt\u00e0 si &#8220;<strong><a href=\"https:\/\/www.elledecor.com\/it\/viaggi\/g38385749\/luminarie-natale-2021\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-vars-ga-outbound-link=\"https:\/\/www.elledecor.com\/it\/viaggi\/g38385749\/luminarie-natale-2021\/\">incipriano e illuminano<\/a><\/strong>&#8221; a festa e l&#8217;atmosfera diventa sempre pi\u00f9 frenetica e travolgente. Perch\u00e9 allora non programmare una fuga o uno stacco disintossicante, per trovare un piacevole rifugio negli\u00a0<strong>appuntamenti culturali di dicembre<\/strong>, che di sicuro non deluderanno? Ecco allora\u00a0<strong>l&#8217;agenda delle mostre da vedere nella settimana di Natale<\/strong>: se si punta all&#8217;architettura,\u00a0<strong>le proposte di dicembre\u00a0<\/strong>includono uno sguardo sull&#8217;evoluzione al femminile della professione di architetto, ma anche un focus sulle esperienze dell&#8217;architettura radicale, fra la seconda met\u00e0 degli anni Sessanta e gli anni Settanta del Novecento, in un confronto con l&#8217;arte contemporanea. Poi ci sono le architetture-cucite, dall&#8217;estetica imperfetta, di Michele De Lucchi, nate dalla sperimentazione sulle potenzialit\u00e0 della materia legno, per riscoprire la &#8220;felicit\u00e0 del fare&#8221; artigianale.\u00a0<strong>Le mostre di questa settimana<\/strong>\u00a0riservano un posto di primo piano anche alla fotografia, che \u00e8 anonima, fissa scene di memoria privata &#8216;universali&#8217; oppure \u00e8 frutto di un artificio creativo. Tra\u00a0<strong>gli appuntamenti da aggiungere alla\u00a0<em>to do list<\/em><\/strong>, spicca ancora una collettiva di artisti internazionali che esplorano il tema del lavoro anche nella sua connotazione negativa, legata alla discriminazione e al neocolonialismo. Sempre quest&#8217;ultimo argomento \u00e8 al centro di una lettura critica nella video installazione di un&#8217;artista under 35. Infine, non si pu\u00f2 perdere il racconto dell&#8217;arte urbana nelle sue diverse forme espressive, dai graffiti all&#8217;astrattismo, per scoprire le influenze di questo fenomeno artistico e le trasformazioni del volto urbano, a livello globale. Ma neanche tralasciare un&#8217;originalissima riflessione post-pandemia sulle pratiche abitative e legate al turismo, che porta mostre di arte contemporanea nei B&amp;B.<\/p>\n<div class=\"listicle-slide-hed\"><strong><span class=\"listicle-slide-hed-text\">MICHELE DE LUCCHI. LEGNI CUCITI, MILANO<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-media-outer\">\n<div class=\"slide-media slide-media-6x4 listicle-slide-media listicle-slide-media-image\">\n<div class=\"slide-media-inner\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"slide-image-wrap\"><picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/mdl-legni-cuciti-exhibition-ph-luca-rotondo-legno-cucito-468-1639750017.jpg?crop=1.00xw:0.501xh;0,0.319xh&amp;resize=980:*\" media=\"(min-width: 48rem)\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/mdl-legni-cuciti-exhibition-ph-luca-rotondo-legno-cucito-468-1639750017.jpg?crop=1.00xw:0.501xh;0,0.319xh&amp;resize=768:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" \/><img decoding=\"async\" title=\"Michele De Lucchi, Legni Cuciti\" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/mdl-legni-cuciti-exhibition-ph-luca-rotondo-legno-cucito-468-1639750017.jpg?crop=1.00xw:0.501xh;0,0.319xh&amp;resize=480:*\" alt=\"michele de lucchi, legni cuciti\" \/><\/picture><span style=\"text-align: justify;\">Sperimentare l&#8217;imperfezione. Nella mostra, ospitata negli spazi di <\/span><a style=\"text-align: justify;\" href=\"http:\/\/www.antoniajannone.it\"><strong>Antonia Jannone Disegni<\/strong><\/a><span style=\"text-align: justify;\"> di Architettura, Michele De Lucchi presenta vari lavori, frutto delle sue ultime ricerche, realizzati con una nuova tecnica ispirata alla tradizionale cucitura delle canoe Inuit. L&#8217;architetto esplora le potenzialit\u00e0 della materia legno allontanandosi dalle tradizionali lavorazioni, come incollaggio, incastro e intarsio, che producono superfici perfettamente combacianti. Come spiega De Lucchi stesso, \u201ccucendo il legno, o legandolo insieme, ragiono in modo completamente diverso: non c\u2019\u00e8 bisogno di perfezione geometrica, anzi posso collegare strettamente parti disomogenee, che non hanno punti di contatto, in una composizione armoniosa e solida\u201d. L&#8217;esposizione riunisce diciotto combinazioni di disegni e undici sculture inedite, architetture costruite cucendo, attraverso un lavoro pi\u00f9 intuitivo, pezzi di legno con il filo di ferro, che esprimono in modo evidente \u201cla sensibilit\u00e0 umana insita nelle cose fatte a mano\u201d. Quelle opere \u201cportano con s\u00e9 un\u2019estetica imperfetta che mi ricorda gli edifici antichi, costruiti con tecniche artigianali che sempre esprimeranno la felicit\u00e0 del fare\u201d, dichiara l&#8217;architetto. Fino al 12 febbraio 2022.<\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-hed\"><strong><span class=\"listicle-slide-hed-text\">SILVIA CAMPORESI. DOMESTICA, MILANO<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-media-outer\">\n<div class=\"slide-media slide-media-freeform listicle-slide-media listicle-slide-media-image\">\n<div class=\"slide-media-inner\"><span class=\"slide-image-wrap\"><picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/silvia-camporesi-domestica-2020-courtesy-galleria-z2o-roma-3-1639750186.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" media=\"(min-width: 48rem)\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/silvia-camporesi-domestica-2020-courtesy-galleria-z2o-roma-3-1639750186.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" \/><img decoding=\"async\" title=\"Silvia Camporesi, Domestica\" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/silvia-camporesi-domestica-2020-courtesy-galleria-z2o-roma-3-1639750186.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" alt=\"silvia camporesi, domestica\" \/><\/picture><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"image-credit listicle-slide-credit\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">Gli oggetti della vita domestica, i piccoli gesti, i momenti condivisi con la famiglia, i giochi semplici con le figlie. Sono gli scatti &#8216;privati&#8217; di Silvia Camporesi, che raccontano il lockdown di marzo-aprile 2020, a essere rivelati nella personale, a cura di Claudio Composti, allestita da <\/span><a style=\"text-align: justify;\" href=\"http:\/\/workness.it\/other-size-gallery\/\"><strong>Other Size Gallery<\/strong><\/a><span style=\"text-align: justify;\">. Quelle immagini raccontano il quotidiano, sempre uguale a se stesso, fermano scene di memoria privata, che in realt\u00e0 non sono esclusive della fotografa forlivese. I soggetti delle foto, una tazza rotta, i residui del pranzo disposti in un piatto a forma di sorriso, un muro scrostato, delle arance ritratte poco prima di essere spremute, due bimbe che inventano un gioco per sconfiggere la noia, sono segni universali e interpretano temi collettivi, condivisi in quel difficile momento di &#8216;reclusione&#8217;. Il progetto espositivo presenta undici scatti di piccolo e grande formato in un allestimento che, evocando l&#8217;idea di trovarsi in una casa, rimanda al senso di claustrofobia e alla sensazione di impotenza, provati dalla fotografa, ai quali solo la fantasia e il &#8216;fare&#8217; fotografia hanno potuto offrire una via d\u2019uscita. &#8220;Silvia ha immaginato mondi paralleli attraverso segni e oggetti quotidiani.., per ingannare quel tempo che non passava mai.. Solo la fotografia e le idee sono state alleate per riempire un vuoto. La fantasia, l\u2019amore e l\u2019immagine fotografica di cose quotidiane, traslate nel loro significato, hanno reso possibile narrare un mondo che, senza colore, sarebbe rimasto afono e noioso\u201d, spiega il curatore. Fino al 4 marzo 2022<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div class=\"listicle-slide-hed\"><strong><span class=\"listicle-slide-hed-text\">LOST AND FOUND.FOTOGRAFIE ANONIME 1940 \u2014 1960 CA, UDINE<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-media-outer\">\n<div class=\"slide-media slide-media-freeform listicle-slide-media listicle-slide-media-image\">\n<div class=\"slide-media-inner\"><span class=\"slide-image-wrap\"><picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/arcipelago-lost-found-ls-5930-1639750342.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" media=\"(min-width: 48rem)\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/arcipelago-lost-found-ls-5930-1639750342.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" \/><img decoding=\"async\" title=\"Lost and Found.Fotografie anonime 1940 \u2014 1960 ca, Udine \" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/arcipelago-lost-found-ls-5930-1639750342.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" alt=\"lost and foundfotografie anonime 1940 \u2014 1960 ca, udine\" \/><\/picture><\/span><\/p>\n<div class=\"social-button-group slide-social-button-group\" data-share-location=\"social-btns-image\">\n<div class=\"social-button social-button-pinterest slide-social-button social-share-button\" style=\"text-align: justify;\" role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">Un&#8217;immersione, attraverso la fotografia, in momenti che appartengono un po&#8217; a tutte le nostre vite, raccontandone la storia. Le fotografie anonime, scattate tra gli anni 40 e 60, in mostra nel progetto espositivo, a cura di Cristian Malisan e Artemio Croatto, all&#8217;interno dello spazio creativo <strong><a href=\"http:\/\/@galleria_arcipelago\">Arcip\u00e8lago<\/a><\/strong>, invitano a riscoprire, e quindi a ritrovare, un universo narrativo e un mondo emozionale andati perduti, oltre ad apprezzare l\u2019arte dell\u2019ordinario e l&#8217;importanza della fotografia vernacolare. Appartenenti alla collezione personale di Cristian Malisan, fatta di migliaia di negativi, rullini, diapositive recuperati nei vecchi mercatini, le 50 immagini selezionate rappresentano degli enigmi, attimi e scene dimenticati, a causa del tempo trascorso che ha annullato quelle realt\u00e0, per via della scomparsa del fotografo, dei protagonisti dello scatto, delle persone che condividevano i racconti visivi di quei &#8216;pezzi&#8217; di vita ordinaria. Per Malisan, infatti, collezionare fotografia &#8216;familiare&#8217; \u00e8 una missione, corrispondente alla volont\u00e0 di \u201csalvare queste famiglie dalla cancellazione e dall\u2019oblio del tempo\u201d. La riproposta di quelle foto evanescenti e orfane \u00e8 un \u201cimmergersi nelle vite passate di questi stranieri, \u00e8 un viaggio affascinante attraverso una vasta memoria collettiva, un caleidoscopio universale eppure familiare. Perch\u00e9 se i nomi, le date e i luoghi si sono smarriti, la permanenza delle emozioni resiste. E questi clich\u00e9, che non appartengono pi\u00f9 a nessuno, diventano le immagini di tutti\u201d, spiega Artemio Croatto. Fino al 22 gennaio 2022.<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"listicle-slide-dek\">\n<div class=\"listicle-slide-hed\"><strong><span class=\"listicle-slide-hed-text\">AT WORK! LAVORO, SOCIET\u00c0, COMUNIT\u00c0 NELL\u2019ARTE CONTEMPORANEA, VENEZIA<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-media-outer\">\n<div class=\"slide-media slide-media-freeform listicle-slide-media listicle-slide-media-image\">\n<div class=\"slide-media-inner\"><span class=\"slide-image-wrap\"><picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/at-work-lavoro-societa-comunita-nell-arte-contemporanea-spazio-berlendis-installation-view-6-1639752762.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" media=\"(min-width: 48rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/at-work-lavoro-societa-comunita-nell-arte-contemporanea-spazio-berlendis-installation-view-6-1639752762.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/at-work-lavoro-societa-comunita-nell-arte-contemporanea-spazio-berlendis-installation-view-6-1639752762.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/at-work-lavoro-societa-comunita-nell-arte-contemporanea-spazio-berlendis-installation-view-6-1639752762.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" \/><img decoding=\"async\" class=\"lazyimage lazyloaded\" title=\"AT WORK! Lavoro, Societ\u00e0, Comunit\u00e0 nell\u2019arte contemporanea, Venezia\" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/at-work-lavoro-societa-comunita-nell-arte-contemporanea-spazio-berlendis-installation-view-6-1639752762.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" alt=\"at work lavoro, societ\u00e0, comunit\u00e0 nell\u2019arte contemporanea, venezia\" data-src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/at-work-lavoro-societa-comunita-nell-arte-contemporanea-spazio-berlendis-installation-view-6-1639752762.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" \/><\/picture><\/span><\/p>\n<div class=\"social-button-group slide-social-button-group\" data-share-location=\"social-btns-image\">\n<div class=\"social-button social-button-pinterest slide-social-button social-share-button\" style=\"text-align: justify;\" role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><span style=\"text-align: justify;\">&#8220;At Work!&#8221; \u00e8 una collettiva, ideata da Ilaria Bignotti e curata dalla stessa Bignotti e ACME Art Lab, focalizzata sul valore politico e comunitario dell\u2019opera, su tematiche quali la resilienza e la condivisione dei diritti fondamentali dell&#8217;umanit\u00e0, principi cardine del festival della Pace 2021. Oltre a essere ospitato al <\/span><span class=\"skimlinks-unlinked\" style=\"text-align: justify;\">MO.CA<\/span><span style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u2013 centro per le nuove culture di Brescia, il progetto espositivo interessa anche la sede veneziana di <\/span><a style=\"text-align: justify;\" href=\"http:\/\/www.spazioberlendis.it\"><strong>Spazio Berlendis<\/strong><\/a><span style=\"text-align: justify;\">. In mostra ci sono le opere significative di quindici artisti appartenenti a generazioni culturali e di provenienza diverse &#8211; molti autori sono originari del centro e sud America -, scelti per il loro sguardo particolare rivolto ai temi urgenti del lavoro e dei materiali, della trasformazione e del cambiamento. Espongono a Venezia: Serena Fineschi, Silvia Infranco, Marco Maggi, Giulio Malinverni, Albano Morandi, Lorenzo Passi, Maurizio Pellegrin, T\u00falio Pinto, Quayola, Dagoberto Rodriguez, Arcangelo Sassolino, Y\u016bken Teruya, Ver\u00f3nica V\u00e1zquez. Il tema del lavoro, su cui sono incentrate le opere degli artisti, interpreta, da un lato, un atto di identificazione e di responsabilit\u00e0 dell&#8217;individuo e della collettivit\u00e0, motore di aggregazione e scambio sociale, dall&#8217;altro rappresenta uno strumento di crescita e miglioramento della societ\u00e0 e dell&#8217;economia. L&#8217;esposizione esplora anche l&#8217;aspetto negativo del concetto di lavoro, connesso alla discriminazione e al neocolonialismo. Il fil rouge che unisce gli autori \u00e8 la scelta di materiali in prevalenza industriali e legati al contesto produttivo, la particolare manualit\u00e0 e capacit\u00e0 di manipolazione materica. Le opere e le installazioni proposte si interrogano sul fenomeno del lavoro, non trascurano le problematiche ecologiche e di rispetto ambientale pi\u00f9 attuali, connesse all&#8217;iper produzione di materiali di scarto, riflettono sull\u2019identit\u00e0 culturale di ogni paese e indagano i fenomeni della globalizzazione e del genius loci, nella loro costante contrapposizione. Fino al 5 febbraio 2022.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">\n<div class=\"listicle-slide listicle-slide-landscape listicle-slide-image \" data-id=\"4\"><\/div>\n<div class=\"listicle-slide listicle-slide-landscape listicle-slide-image \" data-id=\"5\">\n<div class=\"listicle-slide-dek\">\n<div class=\"listicle-slide-hed\"><strong><span class=\"listicle-slide-hed-text\">ELEONORA ROARO. FIAT 633NM, LA SPEZIA<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-media-outer\">\n<div class=\"slide-media slide-media-freeform listicle-slide-media listicle-slide-media-image\">\n<div class=\"slide-media-inner\"><span class=\"slide-image-wrap\"><picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/roaro-fiat-videostill2-web-1639752856.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" media=\"(min-width: 48rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/roaro-fiat-videostill2-web-1639752856.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/roaro-fiat-videostill2-web-1639752856.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/roaro-fiat-videostill2-web-1639752856.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" \/><img decoding=\"async\" class=\"lazyimage lazyloaded\" title=\"Eleonora Roaro. FIAT 633NM, La Spezia\" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/roaro-fiat-videostill2-web-1639752856.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" alt=\"eleonora roaro fiat 633nm, la spezia\" data-src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/roaro-fiat-videostill2-web-1639752856.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" \/><\/picture><\/span><\/p>\n<div class=\"social-button-group slide-social-button-group\" data-share-location=\"social-btns-image\">\n<div class=\"social-button social-button-pinterest slide-social-button social-share-button\" style=\"text-align: justify;\" role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">La Project Room del <a href=\"http:\/\/camec.museilaspezia.it\"><strong>CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea<\/strong><\/a> della Spezia accoglie la video installazione &#8220;FIAT 633NM&#8221; di Eleonora Roaro, nel progetto espositivo a cura di Cinzia Compalati. Roaro, artista visiva e ricercatrice, realizza il lavoro in mostra a partire dal suo archivio familiare di circa 360 fotografie scattate nel 1937-38, con l&#8217;obiettivo di analizzare in modo critico il ruolo delle imprese coloniali d\u2019epoca nell\u2019Africa Orientale Italiana (corrispondente alle attuali Etiopia, Eritrea e Somalia), spesso cancellate dalla memoria collettiva, oppure falsificate e distorte. Protagoniste sono 52 immagini dei camion Fiat, per Mussolini propaganda di progresso e modernit\u00e0, che diventano emblematiche della retorica coloniale. L&#8217;artista le pone in dialogo con delle cartoline panoramiche degli anni \u201930 che raffigurano il deserto etiope, evocando l\u2019idea coloniale di terra incontaminata da conquistare. Il risultato delle composizioni visive \u00e8 un paesaggio immaginario, sonorizzato da Emiliano Bagnato e con una traccia audio che elabora una marcia militare degli anni &#8217;30. La video installazione di Eleonora Roaro, artista selezionata nella sezione Under 35, \u00e8 il progetto vincitore dell\u2019avviso pubblico &#8220;Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere&#8221; promosso dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura. Fino al 1 maggio 2022.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">\n<div class=\"listicle-slide-hed\"><strong><span class=\"listicle-slide-hed-text\">SPAZIO RADICALE \/ RADICAL SPACE, PRATO<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-media-outer\">\n<div class=\"slide-media slide-media-freeform listicle-slide-media listicle-slide-media-image\">\n<div class=\"slide-media-inner\"><span class=\"slide-image-wrap\"><picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/18-dsc09723-cphotoelabialkowskaoknostudio-1639750539.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" media=\"(min-width: 48rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/18-dsc09723-cphotoelabialkowskaoknostudio-1639750539.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/18-dsc09723-cphotoelabialkowskaoknostudio-1639750539.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/18-dsc09723-cphotoelabialkowskaoknostudio-1639750539.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" \/><img decoding=\"async\" class=\"lazyimage lazyloaded\" title=\"SPAZIO RADICALE \/ RADICAL SPACE, Prato\" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/18-dsc09723-cphotoelabialkowskaoknostudio-1639750539.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" alt=\"spazio radicale  radical space, prato\" data-src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/18-dsc09723-cphotoelabialkowskaoknostudio-1639750539.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" \/><\/picture><\/span><\/p>\n<div class=\"social-button-group slide-social-button-group\" data-share-location=\"social-btns-image\">\n<div class=\"social-button social-button-pinterest slide-social-button social-share-button\" style=\"text-align: justify;\" role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">La mostra, che apre il 18 dicembre al <a href=\"http:\/\/www.centropecci.it\"><strong>Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci<\/strong><\/a>, \u00e8 un nuovo appuntamento dedicato all&#8217;approfondimento delle esperienze dell&#8217;Architettura Radicale, fra le altre Archizoom e Superstudio, attraverso i progetti e il patrimonio della collezione museale e dell&#8217;archivio dell&#8217;Archivio Lara-Vinca Masini. In particolare, il progetto espositivo si propone di ampliare il contesto delle ricerche &#8220;radicali&#8221;, fra la seconda met\u00e0 degli anni Sessanta e gli anni Settanta del Novecento, ponendole in dialogo con l&#8217;arte contemporanea, attraverso le opere di artisti come Neil Jenny, Andrey Kuzkin, Karin Arink, Lucio Fontana, Michelangelo Pistoletto, solo per citarne alcuni. In particolare, il percorso mette in luce le perlustrazioni dello &#8220;spazio&#8221; proposte da architetti &#8220;radicali&#8221; confrontate con quelle di artisti contemporanei. L&#8217;apertura, nel rispetto della cronologia, \u00e8 con l&#8217;opera &#8216;Esse&#8217; del poeta visivo Luigi Tola che anticipa linguisticamente la Superarchitettura di Archizoom e Superstudio, evento germinale dell&#8217;Architettura Radicale fiorentina, quindi si procede con il progetto di Gilberto Corretti per un Centro culturale alle Cascine di Prato, seguono gli habitat seducenti e il Dressing Design di Archizoom, le &#8220;icone pop&#8221; del divano Superonda e della lampada Sanremo prodotte dagli stessi Archizoom per Poltronova. E ancora l&#8217;esposizione include, tra gli altri, protagonisti quali Ettore Sottsass e Gianni Pettena, UFO, Alessandro Mendini, Vito Acconci, oltre a presentare l&#8217;intenso nucleo di immagini di Superstudio-backstage 1966-1978, interpretato da Cristiano Toraldo di Francia come uno sguardo personale, un&#8217;opera a posteriori sul lavoro del gruppo di cui \u00e8 stato uno dei protagonisti. &#8220;Spazio Radicale&#8221; non trascura riferimenti a mostre o interventi specifici, che comprendono anche la Biennale di Venezia del 1978, nella quale Lara-Vinca Masini invit\u00f2 i Radicali. Fino al 30 aprile 2022.<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"listicle-slide-hed\"><strong><span class=\"listicle-slide-hed-text\">ATTITUDE | GRAFFITI WRITING, STREET ART, NEO MURALISMO, PISA<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-media-outer\">\n<div class=\"slide-media slide-media-freeform listicle-slide-media listicle-slide-media-image\">\n<div class=\"slide-media-inner\"><span class=\"slide-image-wrap\"><picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/108-museo-dell-assurdo-1639753040.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" media=\"(min-width: 48rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/108-museo-dell-assurdo-1639753040.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/108-museo-dell-assurdo-1639753040.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/108-museo-dell-assurdo-1639753040.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" \/><img decoding=\"async\" class=\"lazyimage lazyloaded\" title=\"Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo, Pisa\" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/108-museo-dell-assurdo-1639753040.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" alt=\"attitude  graffiti writing, street art, neo muralismo, pisa\" data-src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/108-museo-dell-assurdo-1639753040.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" \/><\/picture><\/span><\/p>\n<div class=\"social-button-group slide-social-button-group\" data-share-location=\"social-btns-image\">\n<div class=\"social-button social-button-pinterest slide-social-button social-share-button\" style=\"text-align: justify;\" role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">Il racconto dell&#8217;arte urbana nelle sue diverse forme espressive, dai graffiti all&#8217;astrattismo. Accanto a quella dedicata a Keith Haring, la mostra presentata a <a href=\"http:\/\/www.palazzoblu.it\"><strong>Palazzo Blu<\/strong><\/a>, a cura di Gianguido Grassi, punta i riflettori su 45 street artist della scena internazionale, che dopo avere esordito in strada sono passati a percorsi e ad esprimere attitudini pi\u00f9 complessi e ricercati. Il focus espositivo \u00e8 rivolto a una generazione, in prevalenza di quarantenni, che oggi lavora in molte citt\u00e0 del mondo, sulla scia di quel fenomeno artistico di rottura e avanguardia, con influenze a livello globale e sulle trasformazioni del volto urbano, iniziato a partire dagli anni &#8217;50 sui muri di New York. Esposte ci sono 74 opere, che raccontano le varie anime dell\u2019arte urbana, da quella pi\u00f9 ribelle e sociale che caratterizza i graffiti a quella monumentale propria delle manifestazioni istituzionali pi\u00f9 recenti. \u201cMolte sono le attitudini personali e vaste sono le conclusioni artistiche di un fenomeno gi\u00e0 vastissimo in termini geografici\u201d, spiega il curatore. Gli artisti selezionati sono accomunati dall&#8217;avere iniziato a dipingere nel contesto urbano in modo spontaneo e dalla convergenza dell\u2019energia della strada con la componente creativa. Nella concezione di arte urbana si sono raccolte \u201cvarie esperienze che si sono avvicendate nel tempo e continuano a coesistere tutt\u2019oggi, individuando tre categorie principali: Graffiti Writing, Street art e NeoMuralismo, cha a sua volta si dirama in figurativo e astrattista&#8221;, prosegue Grassi. Tra gli artisti si distinguono il writer Phase2, Obey, Moses&amp;Tap, Okuda San Miguel, solo per citarne alcuni. Il progetto espositivo \u00e8 accompagnato da quattro performance live, una al mese, per conoscere meglio altrettanti protagonisti di spicco della Urban art ai quali \u00e8 dedicata anche una mostra personale della durata di un mese. Il primo artista delle live performance \u00e8 108, uno dei maggiori esponenti del post-graffitismo astratto, al quale seguiranno Joys, leggenda italiana del writing; il milanese2501, un grande studioso delle controculture e lo street artist newyorchese Gaia, per Forbes tra i30 Under30 che cambieranno il mondo, gi\u00e0 attivo a Pisa. Il progetto espositivo \u201cAttitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo\u201d invita nella citt\u00e0 toscana alcuni interpreti di spicco dell&#8217;urban art internazionale per dipingere nuovi muri, ampliando il patrimonio di opere pubbliche contemporanee della citt\u00e0. Fino al 3 aprile 2022.<\/div>\n<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">\n<div class=\"listicle-slide-hed\"><strong><span class=\"listicle-slide-hed-text\">BUONE NUOVE. DONNE IN ARCHITETTURA, ROMA<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-media-outer\">\n<div class=\"slide-media slide-media-freeform listicle-slide-media listicle-slide-media-image\">\n<div class=\"slide-media-inner\"><span class=\"slide-image-wrap\"><picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/31-maxxi-buonenuove-lucystyles-homesweet-home-1639750895.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" media=\"(min-width: 48rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/31-maxxi-buonenuove-lucystyles-homesweet-home-1639750895.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/31-maxxi-buonenuove-lucystyles-homesweet-home-1639750895.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/31-maxxi-buonenuove-lucystyles-homesweet-home-1639750895.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" \/><img decoding=\"async\" class=\"lazyimage lazyloaded\" title=\"BUONE NUOVE. Donne in architettura, Roma\" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/31-maxxi-buonenuove-lucystyles-homesweet-home-1639750895.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" alt=\"buone nuove donne in architettura, roma\" data-src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/31-maxxi-buonenuove-lucystyles-homesweet-home-1639750895.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" \/><\/picture><\/span><\/p>\n<div class=\"social-button-group slide-social-button-group\" data-share-location=\"social-btns-image\">\n<div class=\"social-button social-button-pinterest slide-social-button social-share-button\" style=\"text-align: justify;\" role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">Uno sguardo all&#8217;evoluzione al femminile della professione di architetto nell\u2019ultimo secolo, in una mostra. Ospitata al <strong><a href=\"http:\/\/www.maxxi.art\">MAXXI<\/a><\/strong> l&#8217;esposizione, a cura di Pippo Ciorra, Elena Motisi ed Elena Tinacci, indaga questa &#8220;mutazione antropologica&#8221; che vede la presenza di architette e progettiste sempre pi\u00f9 autorevole e ampia, quale riflesso dei grandi cambiamenti sociali e quindi del ruolo dell&#8217;architettura, attenta a questioni sociali e ambientali, orientata al confronto rispetto a tematiche come la tecnologia ma anche l\u2019eguaglianza di genere e la discriminazione. Da Signe Hornborg, la prima donna al mondo a laurearsi in architettura nel 1890, a Helsinki, a Zaha Hadid, prima architetta a ricevere il prestigioso Pritzker Prize nel 2004. Passando per Charlotte Perriand e Eileen Gray, icone del design modernista, per Ada Louise Huxtable, iniziatrice negli anni &#8217;60 della critica di architettura con la sua rubrica sul New York Times e vincitrice nel 1970 del Premio Pulitzer. O ancora per (ri)scoprire alcune &#8220;pioniere&#8221; italiane, come la paesaggista Maria Teresa Parpagliolo, ma anche le interpreti pi\u00f9 significative dell&#8217;architettura contemporanea, con nomi come Elizabeth Diller e Kazuyo Sejima o le giovani emergenti Francesca Torzo e Lucy Styles. Il progetto, come spiegano i curatori, vuole evidenziare il crescente processo di liberazione del mondo professionale dell\u2019architettura da pregiudizi e abitudini che hanno frenato l\u2019affermazione delle donne e di altri soggetti &#8220;non-standard&#8221;; mettere in luce come la gender equality contribuisca positivamente alla capacit\u00e0 dell\u2019architettura di rispondere alle urgenze del presente e, ancora, approfondire lo scenario italiano, dove molte donne sono tra i migliori progettisti emergenti o affermati, quale esempio avanzato di questa trasformazione. &#8220;Buone Nuove&#8221; si sviluppa in quattro aree tematiche: Storie, Pratiche, Narrazioni e Visioni e con l\u2019installazione site specific Unseen di Frida Escobedo dedicata ad Anni Albers, eroina del Bauhaus, per riflettere sull\u2019invisibilit\u00e0 della figura femminile e sul tema del tempo in architettura. La sezione &#8216;Storie&#8217; vede protagoniste 85 architette, progettiste, studiose di architettura che, nel corso del \u2018900, hanno contribuito all\u2019evoluzione al femminile della professione; &#8216;Pratiche&#8217; esplora lo scenario internazionale dell\u2019architettura contemporanea attraverso il lavoro di 11 architette, rilevanti per il loro lavoro di ricerca e rappresentative di modalit\u00e0 diverse di interpretare e praticare l\u2019architettura; &#8216;Narrazioni&#8217; \u00e8 focalizzato sui volti e le voci di importanti personaggi del mondo dell&#8217;architettura, di quello accademico e della ricerca; &#8216;Visioni&#8217; avvia una riflessione sul rapporto tra identit\u00e0 di genere e spazio attraverso il medium dei video, prodotti nell\u2019ambito del programma Future Architecture Platform, rete costituita da 27 istituzioni europee. Fino all&#8217;11 settembre 2022.<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">\n<div class=\"listicle-slide-hed\"><strong><span class=\"listicle-slide-hed-text\">POST-TURISMO, ROMA<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-media-outer\">\n<div class=\"slide-media slide-media-freeform listicle-slide-media listicle-slide-media-image\">\n<div class=\"slide-media-inner\"><span class=\"slide-image-wrap\"><picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/2-post-turismo-girolamo-marri-1639753289.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" media=\"(min-width: 48rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/2-post-turismo-girolamo-marri-1639753289.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/2-post-turismo-girolamo-marri-1639753289.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/2-post-turismo-girolamo-marri-1639753289.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" \/><img decoding=\"async\" class=\"lazyimage lazyloaded\" title=\"Post-turismo, Roma\" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/2-post-turismo-girolamo-marri-1639753289.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" alt=\"postturismo, roma\" data-src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/2-post-turismo-girolamo-marri-1639753289.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" \/><\/picture><\/span><\/p>\n<div class=\"social-button-group slide-social-button-group\" data-share-location=\"social-btns-image\">\n<div class=\"social-button social-button-pinterest slide-social-button social-share-button\" style=\"text-align: justify;\" role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">Il centro di Roma era quasi disabitato durante il primo lockdown; mancavano il turismo nazionale e quello internazionale. Parte da questo scenario disastroso, fragile nel suo equilibrio di sopravvivenza, la concezione un mondo &#8220;post-turistico&#8221; che ha bisogno di essere indagato. Da qui l&#8217;idea di Post Ex, di avviare una riflessione pi\u00f9 ampia legata all\u2019urbanistica, alle strategie territoriali, alle pratiche abitative e legate al turismo, che \u00e8 sfociata nell&#8217;iniziativa <a href=\"http:\/\/www.post-turismo.com\"><strong>&#8220;Post-Turismo&#8221;<\/strong><\/a>: tre mostre collettive, a cura di Giuliana Benassi, ospitate in altrettanti b&amp;b del centro di Roma. Gli artisti coinvolti, italiani e stranieri, presentano le loro opere in una tipologia di ambiente \u201cdomestico\u201d standardizzato. L&#8217;idea \u00e8 di &#8220;esasperare attraverso i vari linguaggi, narrazioni e visioni di nuovi scenari futuri&#8221;. Fino al 19 dicembre, il b&amp;b di via Ezio 29 (zona Prati) accoglie le opere degli artisti Genuardi\/Ruta, Autumn Knight, Luca Grimaldi, Girolamo Marri, Lisa Sebestikova, Calixto Ram\u00edrez in un dialogo che accentua la natura domestica del B&amp;B e richiama il legame con le mete turistiche della citt\u00e0. Il secondo appuntamento espositivo \u00e8 dall\u201911 al 16 Gennaio 2022, presso via Monte Brianzo 64 (Zona Piazza Navona), con gli artisti Eleonora Cerri Pecorella, Grossi Maglioni, <span class=\"skimlinks-unlinked\">LU.PA<\/span>, Andrea Martinucci, Jonida Prifti e Stefano Di Trapani (Acchiappashpirt), Giorgia Ruggiano. In questa mostra gli autori leggono lo spazio in chiave fantasmagorica, restituendo, attraverso i loro lavori, suggestioni di carattere soprannaturale che attingono a un immaginario fiabesco e magico. Il terzo progetto espositivo si svolge dall\u20198 al 13 Febbraio 2022 al civico 161 di via Tasso (zona San Giovanni), con gli artisti Elena Bellantoni, Michela de Mattei, Antonio Fiorentino, Susanna Inglada, Marta Mancini, Lou Masduraud, Gabriele Silli. Qui i lavori proposti si sovrappongono all\u2019arredamento preesistente del b&amp;b come dei corpi estranei: sono animali e presenze mostruose che invadono lo spazio e si fondono a esso.<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">\n<div class=\"listicle-slide-hed\"><strong><span class=\"listicle-slide-hed-text\">SAGHAR DAEIRI. ENTROPY #8, NAPOLI<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-media-outer\">\n<div class=\"slide-media slide-media-freeform listicle-slide-media listicle-slide-media-image\">\n<div class=\"slide-media-inner\"><span class=\"slide-image-wrap\"><picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/saghar-daeiri-entropy-no-08-from-the-entropy-no-08-series-2021-3d-print-and-oil-sculpture-37x40cm-detail-1639753529.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" media=\"(min-width: 48rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/saghar-daeiri-entropy-no-08-from-the-entropy-no-08-series-2021-3d-print-and-oil-sculpture-37x40cm-detail-1639753529.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/saghar-daeiri-entropy-no-08-from-the-entropy-no-08-series-2021-3d-print-and-oil-sculpture-37x40cm-detail-1639753529.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/saghar-daeiri-entropy-no-08-from-the-entropy-no-08-series-2021-3d-print-and-oil-sculpture-37x40cm-detail-1639753529.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" \/><img decoding=\"async\" class=\"lazyimage ls-is-cached lazyloaded\" title=\"Saghar Daeiri. Entropy #8, Napoli\" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/saghar-daeiri-entropy-no-08-from-the-entropy-no-08-series-2021-3d-print-and-oil-sculpture-37x40cm-detail-1639753529.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" alt=\"saghar daeiri entropy 8, napoli\" data-src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/saghar-daeiri-entropy-no-08-from-the-entropy-no-08-series-2021-3d-print-and-oil-sculpture-37x40cm-detail-1639753529.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" \/><\/picture><\/span><\/p>\n<div class=\"social-button-group slide-social-button-group\" data-share-location=\"social-btns-image\">\n<div class=\"social-button social-button-pinterest slide-social-button social-share-button\" style=\"text-align: justify;\" role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">La personale dell&#8217;artista iraniana Saghar Daeiri, allestita negli spazi di <a href=\"http:\/\/www.shazargallery.com\"><strong>Shazar Gallery<\/strong><\/a> e curata da Marina Guida, presenta dipinti su tela, acquerelli su carta e micro-installazioni, opere che \u201cdelineano un ipnotico viaggio, tra ordine e disordine\u201d, come scrive la curatrice, un sistema umano e sociale prossimo al collasso, che ha &#8220;scompaginato&#8221; tutte le sue certezze. Saghar Daeiri offre una rappresentazione critica e grottesca della societ\u00e0 in cui vive; nel suo universo le figure rivelano in parte la loro estrema \u201cfollia\u201d, per ricercare un equilibrio esistenziale. L&#8217;artista affronta il disordine all&#8217;interno di un sistema, l\u2019entropia appunto, utilizzando un linguaggio visivo che deforma l\u2019immagine fisica, ne trasforma le sembianze rivelando i segni di un disfacimento intimo e collettivo. Daeiri rappresenta \u201cfigure tragiche nel loro apparire allucinate, in un delirio di felicit\u00e0, all\u2019interno di un contesto ambiguo, avallato dall\u2019uso di sfumature intense e colori a tratti psichedelici. Burattini inconsapevoli ed automi eterodiretti, costretti ad una infinita e caricaturale messinscena di stessi\u201d, commenta la curatrice. Le opere dell&#8217;artista iraniana sono enigmatiche, rimandano alle soluzioni stilistiche della grande tradizione pittorica occidentale, ma allo stesso tempo contengono elementi della cultura orientale, quali la poesia iraniana e l\u2019utilizzo di oggetti rituali, rielaborati da Saghar in modo del tutto personale e secondo un linguaggio espressivo riconoscibile. \u201cIl progetto apre un interrogativo interessante: pu\u00f2 dunque il caos creare un nuovo ordine? Ridare un equilibrio a ci\u00f2 che lo aveva perduto? S\u00ec, ed \u00e8\u2019 questo il &#8216;metodo&#8217; che usa l\u2019artista\u201d, scrive Marina Guida. Le opere di Saghar Daeiri rivelano il peso di un\u2019epoca alle prese con le sue nevrosi, ci parlano delle ansie della contemporaneit\u00e0, che risuonano di echi antichi; hanno a che fare con la trasformazione intesa come mutamento sia esterno all\u2019individuo, ma soprattutto interno ad esso; interpretano un processo evolutivo appena iniziato per cui nulla sar\u00e0 come prima. Fino al 6 febbraio 2022.<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">\n<div class=\"listicle-slide-hed\"><span class=\"listicle-slide-hed-text\">DAVID LACHAPELLE, NAPOLI<\/span><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-media-outer\">\n<div class=\"slide-media slide-media-freeform listicle-slide-media listicle-slide-media-image\">\n<div class=\"slide-media-inner\"><span class=\"slide-image-wrap\"><picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/mostra-lachapelle-virgin-mary-napoli-exhibition-1639753684.png?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" media=\"(min-width: 40.625rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/mostra-lachapelle-virgin-mary-napoli-exhibition-1639753684.png?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/mostra-lachapelle-virgin-mary-napoli-exhibition-1639753684.png?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/mostra-lachapelle-virgin-mary-napoli-exhibition-1639753684.png?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazyimage lazyloaded aligncenter\" title=\"David LaChapelle, Napoli \" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/mostra-lachapelle-virgin-mary-napoli-exhibition-1639753684.png?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" alt=\"david lachapelle, napoli\" width=\"909\" height=\"1212\" data-src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/mostra-lachapelle-virgin-mary-napoli-exhibition-1639753684.png?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" \/><\/picture><\/span><\/p>\n<div class=\"social-button-group slide-social-button-group\" data-share-location=\"social-btns-image\">\n<div class=\"social-button social-button-pinterest slide-social-button social-share-button\" style=\"text-align: justify;\" role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">Gli spazi del Maschio Angioino accolgono la mostra dedicata al fotografo americano &#8216;visionario&#8217; che ha lavorato per Andy Warhol, famoso per i suoi ritratti surreali, curata da Vittoria Mainoldi e Mario Martin Pareja. Quaranta lavori ripercorrono le fasi pi\u00f9 significative del percorso artistico di <a href=\"http:\/\/www.mostralachapelle.com\"><strong>LaChapelle<\/strong><\/a>, dal 1980 a oggi. Esposti ci sono opere inedite tratte dal suo archivio insieme a lavori iconici e varie anteprime che rappresentano con acume l&#8217;umanit\u00e0 e il tempo che stiamo vivendo. L&#8217;indagine originale e stimolante, le immagini frutto di un consapevole artificio creativo e il suo stile in continua evoluzione legato a una molteplicit\u00e0 di tematiche spiegano l&#8217;influenza artistica di LaChapelle. Tra le opere in mostra, in esclusiva per la Cappella Palatina, ci sono alcuni dei negativi fotografici dipinti a mano che LaChapelle ha realizzato negli anni \u201980, mentre l&#8217;artista adolescente esplorava le idee della metafisica e della perdita, sullo sfondo dell&#8217;epidemia di Aids. I negativi daranno vita a una installazione <em>site specific\u00a0<\/em>mai realizzata prima, in dialogo con le opere pi\u00f9 recenti di LaChapelle, nelle quali il fotografo si interessa al sublime e alla ricerca di spiritualit\u00e0, come espresso da\u00a0<em>Behold\u00a0<\/em>(2017), opera simbolo della mostra.<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">\n<div class=\"listicle-slide-hed\"><strong><span class=\"listicle-slide-hed-text\">VIAGGIO IN SARDEGNA &#8211; LO SGUARDO ESTERNO, CAGLIARI<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-media-outer\">\n<div class=\"slide-media slide-media-freeform listicle-slide-media listicle-slide-media-image\">\n<div class=\"slide-media-inner\"><span class=\"slide-image-wrap\"><picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/ventura-sassari-piazza-d-italia-2021-1639753752.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" media=\"(min-width: 48rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/ventura-sassari-piazza-d-italia-2021-1639753752.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=980:*\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/ventura-sassari-piazza-d-italia-2021-1639753752.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/ventura-sassari-piazza-d-italia-2021-1639753752.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=768:*\" \/><img decoding=\"async\" class=\"lazyimage lazyloaded\" title=\"Viaggio in Sardegna  - Lo sguardo esterno, Cagliari\" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/ventura-sassari-piazza-d-italia-2021-1639753752.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" alt=\"viaggio in sardegna   lo sguardo esterno, cagliari\" data-src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/ventura-sassari-piazza-d-italia-2021-1639753752.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" \/><\/picture><\/span><\/p>\n<div class=\"social-button-group slide-social-button-group\" data-share-location=\"social-btns-image\">\n<div class=\"social-button social-button-pinterest slide-social-button social-share-button\" style=\"text-align: justify;\" role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">Il 18 dicembre <a href=\"http:\/\/www.fondazionedisardegna.it\"><strong>Fondazione di Sardegna<\/strong><\/a> inaugura, nelle sale della sua sede, un nuovo progetto espositivo che esplora il tema del viaggio all&#8217;interno dell&#8217;isola, attraverso la fotografia e le arti figurative. La sezione fotografia, a cura di Marco Delogu, \u00e8 costituita da un nucleo di opere inedite di Paolo Ventura, fotografo, pittore, scenografo e costumista milanese, poste in dialogo con una selezione di scatti del primo Novecento realizzati da August Sander e Vittorio Alinari. Dopo un&#8217;esperienza di residenza in Sardegna, quello che ci restituisce l&#8217;artista sono visioni completamente personali, frutto di stratificazioni di immagini e segni, come scrive il curatore: \u201cVentura trova se stesso dentro prospettive rielaborate, cieli bianchi, nessun folklore, il tempo \u00e8 cancellato. Nessuno saprebbe datare questo lavoro, ma sappiamo che passeremo molto tempo davanti alle visioni del suo passaggio\u201d. La sezione di arti figurative, curata da Maria Paola Dettori, mette a confronto le rappresentazioni dell\u2019Isola tra Ottocento e Novecento, fatte da alcuni degli artisti, sia italiani che stranieri, che la visitarono: il piemontese Bartolomeo Giuliano e il francese Gaston Vuillier sono gli artefici delle immagini del XIX secolo, mentre l\u2019argentino H\u00e9ctor Nava, il toscano Uberto Bonetti e il lombardo Giulio Cisari raccontano il primo Novecento. Viaggio in Sardegna &#8211; lo sguardo esterno&#8221; \u00e8 parte del progetto AR\/S &#8211; Arte Condivisa della fondazione rivolto a indagare prospettive inedite e approcci multidisciplinari sulla ricerca e la produzione artistica in <span class=\"skimlinks-unlinked\">Sardegna.Fino<\/span>\u00a0al 31 marzo 2022.<\/div>\n<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><em>Silvia Airoldi<\/em><\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\"><\/div>\n<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">Da <a href=\"https:\/\/www.elledecor.com\/it\/viaggi\/g38550227\/mostre-da-vedere-a-natale-2021\/\"><strong>Elle Decor<\/strong><\/a><\/div>\n<div class=\"listicle-slide-dek\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"listicle-slide-dek\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"listicle-slide-dek\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"listicle-slide-dek\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"listicle-slide-dek\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div role=\"none\" data-tracking-id=\"share-button-pinterest\">\n<div class=\"listicle-slide listicle-slide-landscape listicle-slide-image \" data-id=\"5\">\n<div class=\"listicle-slide-dek\">\n<div class=\"listicle-slide-dek\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"listicle-slide-dek\">\n<div class=\"listicle-slide-dek\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"listicle-slide-dek\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le citt\u00e0 si &#8220;incipriano e illuminano&#8221; a festa e l&#8217;atmosfera diventa sempre pi\u00f9 frenetica e travolgente. Perch\u00e9 allora non programmare una fuga o uno stacco disintossicante, per trovare un piacevole rifugio negli\u00a0appuntamenti culturali di dicembre, che di sicuro non deluderanno? Ecco allora\u00a0l&#8217;agenda delle mostre da&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":7624,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[67,69],"tags":[784,1175,1489],"class_list":["post-7620","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","category-cultura","tag-mostre","tag-musei","tag-natale-2021"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7620","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7620"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7620\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22481,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7620\/revisions\/22481"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7620"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7620"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}