{"id":8794,"date":"2022-05-30T12:11:01","date_gmt":"2022-05-30T11:11:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=8794"},"modified":"2025-03-26T17:16:32","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:32","slug":"il-cibo-di-steve-mccurry-alla-marina-di-ventimiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/il-cibo-di-steve-mccurry-alla-marina-di-ventimiglia\/","title":{"rendered":"Il Cibo di Steve McCurry alla Marina di Ventimiglia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/mdc.tl\/marina-di-ventimiglia\/\"><strong>Marina di<\/strong>\u00a0<strong>Ventimiglia<\/strong><\/a>\u00a0ospita la grande mostra fotografica\u00a0<strong>\u201cCibo\u201d<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Steve McCurry<\/strong>, primo appuntamento\u00a0della\u00a0<strong>rassegna <a href=\"https:\/\/oltreilcibo.it\/\">Oltre il cibo<\/a><\/strong>, organizzata da\u00a0<strong>Marina Development Corporation<\/strong>. La rassegna nel corso dei prossimi mesi proporr\u00e0 anche una serie di\u00a0<strong>appuntamenti culturali ed enogastronomici<\/strong>\u00a0<strong>di alta levatura<\/strong>\u00a0che andranno a scandire le tappe di un\u2019inedita stagione di Marina di Ventimiglia, la nuova destinazione turistico-ricettiva lungo la Riviera dei fiori.<\/p>\n<div style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Ventimilglia-Forte-dellAnnunziata.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ventimiglia, Forte dell\u2019Annunziata<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, con il patrocinio del Comune di Ventimiglia, sar\u00e0 in scena fino a\u00a0<strong>domenica 4 settembre<\/strong>\u00a0<strong>2022\u00a0<\/strong>all\u2019interno degli spazi museali del\u00a0<strong>Forte dell\u2019Annunziata<\/strong>, la caratteristica fortezza della prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento che con la sua ampia terrazza a picco sul mare di punta Rocca, protesa verso la Costa Azzurra, si apre su uno dei panorami pi\u00f9 belli del mondo. L\u2019esposizione, curata da\u00a0<strong>Biba Giacchetti<\/strong>\u00a0su progetto di\u00a0<strong>Sudest57<\/strong>\u00a0e allestimento scenografico di\u00a0<strong>Peter Bottazzi<\/strong>, raccoglie\u00a0<strong>70\u00a0scatti<\/strong>\u00a0di una delle voci pi\u00f9 autorevoli e inconfondibili della fotografia contemporanea,\u00a0quattro\u00a0volte vincitore del World Press Photo, che raccontano il cibo come fonte di vita, socializzazione, affetto familiare e rassicurazione, ma anche del rapporto tra umanit\u00e0 e terre impervie, spingendosi in luoghi torturati da guerre o calamit\u00e0 naturali, senza per\u00f2 dimenticare il rigoglio dei mercati e la bellezza della natura.<br \/>\nL\u2019occhio di McCurry ci guida ancora una volta all\u2019interno di un viaggio immersivo e ricco di suggestioni, che testimonia come il cibo resti un elemento centrale per il genere umano e l\u2019espressione diretta di culture e territori.<\/p>\n<div style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Kabul-Afghanistan-2008-%C2%A9-Steve-McCurry.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Kabul, Afghanistan, 2008<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Steve McCurry<\/strong> e\u0300 considerato, da oltre trent\u2019anni, una delle voci piu\u0300 autorevoli della fotografia contemporanea.<br \/>\nLa maestria nell\u2019uso del colore, l\u2019empatia e l\u2019umanita\u0300 rendono le sue fotografie indimenticabili. Un\u2019infinit\u00e0 di copertine tra libri e riviste ospitano le sue immagini, sono state pubblicate circa venti sue monografie e le sue mostre aperte in tutto il mondo si susseguono senza sosta.<br \/>\nNato nei sobborghi di Philadelphia, McCurry studia cinema e storia alla Pennsylvania State University, prima di iniziare una collaborazione con un giornale locale.<br \/>\nDopo molti anni come freelance compie un viaggio in India, il primo di una lunga serie. Con poco piu\u0300 di uno zaino per i vestiti e un altro per i rullini, viaggia nel subcontinente, esplorando il paese con la sua macchina fotografica.<\/p>\n<div style=\"width: 939px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Weligama-Sri-Lanka-1995-%C2%A9-Steve-McCurry-630x420.jpg\" alt=\"Weligama, Sri Lanka, 1995 \u00a9 Steve McCurry\" width=\"929\" height=\"620\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Weligama, Sri Lanka, 1995<\/p><\/div>\n<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element  w540\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<p>Dopo molti mesi di viaggio, attraversa il confine con il Pakistan. Incontra un gruppo di rifugiati dell\u2019Afghanistan, che gli permettono di entrare clandestinamente nel loro paese, proprio quando l\u2019invasione russa chiudeva i confini a tutti i giornalisti occidentali. Ne riemerge con i vestiti tradizionali e una folta barba, dopo molte settimane trascorse con i Mujahideen. Mccurry sar\u00e0 il primo in grado di mostrare al mondo le immagini del conflitto in Afghanistan. I suoi scatti saranno il volto umano dei titoli dei giornali.<br \/>\nDa allora McCurry ha continuato a scattare fotografie mozzafiato in tutti i continenti. I suoi lavori raccontano di conflitti, di culture in via di sparizione, di tradizioni antiche e di tendenze contemporanee. Nella sua fotografia l\u2019elemento umano resta centrale e lo dimostra, in tutta la sua potenza, l\u2019immagine piu\u0300 famosa di McCurry: la ragazza afgana.<\/p>\n<div style=\"width: 931px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Yangon-Myanmar-1994-%C2%A9-Steve-McCurry-609x420.jpg\" alt=\"Yangon, Myanmar, 1994 \u00a9 Steve McCurry\" width=\"921\" height=\"635\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Yangon, Myanmar, 1994<\/p><\/div>\n<p>McCurry e\u0300 stato insignito di alcuni tra i piu\u0300 importanti premi della fotografia, inclusa la Robert Capa Gold Medal e il premio della National Press Photographers e per quattro volte ha ricevuto il primo premio del concorso World Press Photo. Il ministro della cultura francese lo ha nominato cavaliere dell\u2019Ordine delle Arti e delle Lettere e, piu\u0300 recentemente, la Royal Photographic Society di Londra gli ha conferito la Centenary Medal for Lifetime Achievement.<\/p>\n<div style=\"width: 519px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Libano-1982-%C2%A9-Steve-McCurry-280x420.jpg\" alt=\"Libano, 1982 \u00a9 Steve McCurry\" width=\"509\" height=\"764\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Libano, 1982<\/p><\/div>\n<p>McCurry ha pubblicato molti libri, tra cui The Imperial Way (1985), Monsoon (1988), Portraits (1999), South Southeast (2000), Sanctuary (2002), The Path to Buddha: A Tibetan Pilgrimage (2003), Steve McCurry (2005), Looking East (2006), In the Shadow of Mountains (2007), The Unguarded Moment, (2009), The Iconic Photographs (2011), Steve McCurry Icons \u2013 Conversations with Biba Giacchetti (2012), Untold: The Stories Behind the Photographs (2013), From These Hands: A Journey Along the Coffee Trail (2015), India (2015), and On Reading (2016), Afghanistan (2017), A Life in Pictures (2018), Animals (2019), In Search of Elsewhere (2020), Stories and Dreams-Portraits of Childhood (2021).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marina di\u00a0Ventimiglia\u00a0ospita la grande mostra fotografica\u00a0\u201cCibo\u201d\u00a0di\u00a0Steve McCurry, primo appuntamento\u00a0della\u00a0rassegna Oltre il cibo, organizzata da\u00a0Marina Development Corporation. 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