{"id":8816,"date":"2022-06-02T08:26:23","date_gmt":"2022-06-02T07:26:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=8816"},"modified":"2025-03-26T17:16:31","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:31","slug":"milano-i-collages-di-louise-nevelson-al-gio-marconi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/milano-i-collages-di-louise-nevelson-al-gio-marconi\/","title":{"rendered":"Milano. I collages di Louise Nevelson al Gi\u00f3 Marconi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/giomarconi.com\/\"><strong>Gi\u00f3 Marconi<\/strong><\/a> presenta, fino il 29 luglio 2022, negli spazi recentemente rinnovati di Via Tadino 15 a Milano <em><strong>OUT OF ORDER<\/strong><\/em>: un\u2019importante mostra dedicata ai\u00a0collages\u00a0di Louise Nevelson e la nuova pubblicazione, edita da Fondazione Marconi \/ Mousse Publishing, sul lavoro della scultrice americana.<br \/>\nIl progetto complessivo \u00e8 a cura dello specialista di\u00a0collage\u00a0Yuval Etgar ed \u00e8 realizzato con il supporto della Fondazione Louise Nevelson di Philadelphia in occasione del 60\u00b0 anniversario della partecipazione di Louise Nevelson alla\u00a031. Esposizione Internazionale d&#8217;Arte della\u00a0Biennale di Venezia nel 1962, in rappresentanza degli Stati Uniti.<\/p>\n<div style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Louise-Nevelson.-Photo-%C2%A9-Ugo-Mulas.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Louise Nevelson. Foto \u00a9 Ugo Mulas<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In contemporanea alla mostra\u00a0<em>OUT OF ORDER<\/em>, Louise Nevelson \u00e8\u00a0una dei 213 artiste e artisti della 59. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia,\u00a0<em><strong>Il latte dei sogni<\/strong><\/em>, a cura di Cecilia Alemani.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione milanese raccoglie un\u2019ampia selezione di\u00a0collages\u00a0che l\u2019artista, forte della lezione cubista appresa durante i viaggi in Europa, realizza a partire dagli anni Cinquanta, combinando supporti lignei e cartacei e ottenendo originali esiti prospettici.<br \/>\nL&#8217;eredit\u00e0 di Louise Nevelson nei campi della scultura e della creazione di\u00a0collages\u00a0\u00e8 stata a lungo associata alla sua capacit\u00e0 di trasformare l&#8217;ambiente tradizionale della casa da un simbolo della sensibilit\u00e0 femminile, dell&#8217;addomesticamento e della sfera intima a espressione monumentale di libert\u00e0 creativa. Per raggiungere questo obiettivo Nevelson ha sperimentato un nuovo approccio ecologico alla creazione artistica: ogni elemento della casa veniva riciclato sotto forma di scultura.<\/p>\n<div style=\"width: 864px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Out-of-Order.-The-Collages-of-Louise-Nevelson.-Exhibition-view-at-Gio-Marconi-Milano.-Photo-Fabio-Mantegna-_5-630x420.jpg\" alt=\"Out of Order. The Collages of Louise Nevelson. Exhibition view at Gi\u00f3 Marconi, Milano. Photo Fabio Mantegna\" width=\"854\" height=\"569\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Allestimento. Foto Fabio Mantegna<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo artistico si concludeva con la realizzazione ossessiva dei suoi strumenti di pensiero pi\u00f9 preziosi \u2013 i\u00a0collages\u00a0\u2013 utilizzando una straordinaria gamma di materiali provenienti dalla sua stessa casa e dal suo studio. \u00a0 Attraverso un\u2019indagine attenta dei suoi\u00a0collages, il progetto espositivo\u00a0<em>OUT OF ORDER\u00a0<\/em>evidenzia che il modello fondamentale del linguaggio artistico di Nevelson non era onnicomprensivo. Nevelson ha infatti prodotto gruppi coerenti di opere basandosi su elementi formali vicini alla sua ricerca artistica come specifici materiali, strategie e questioni formali. Come lei stessa ha dichiarato in pi\u00f9 occasioni, &#8220;il modo in cui penso \u00e8 il\u00a0collage&#8221;.<\/p>\n<p>Questo progetto ha l\u2019ambizione di porre nuovi presupposti per il dibattito, lo studio e l&#8217;analisi del lavoro di Nevelson nel\u00a0collage\u00a0e nella scultura, seguendo la proposta dello storico Yuval Etgar di dividere i\u00a0collages\u00a0di Nevelson secondo attributi chiave, che si basano sulla composizione del materiale e sull&#8217;approccio tecnico e che includono categorie come &#8220;contenitori&#8221;, &#8220;uso di vernice\u00a0spray&#8221;, &#8220;carte strappate&#8221;, &#8220;ritagli&#8221; e &#8220;oggetti di utilit\u00e0&#8221;, invitando cos\u00ec visitatori e lettori a riflettere sulla vastit\u00e0 della potenzialit\u00e0 creativa che Nevelson ha saputo recuperare dai resti della vita quotidiana.<\/p>\n<div style=\"width: 918px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Out-of-Order.-The-Collages-of-Louise-Nevelson.-Exhibition-view-at-Gio-Marconi-Milano.-Photo-Fabio-Mantegna-_6-630x420.jpg\" alt=\"Out of Order. The Collages of Louise Nevelson. Exhibition view at Gi\u00f3 Marconi, Milano. Photo Fabio Mantegna\" width=\"908\" height=\"606\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Allestimento. Foto Fabio Mantegna<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Louise Nevelson<\/strong>\u00a0nasce a Pereiaslav, vicino Kiev, in Ucraina, nel 1899. Emigra con la sua famiglia negli Stati Uniti nel 1905, stabilendosi nel Maine. Negli anni \u201930 torna in Europa e studia con Hans Hofmann a Monaco prima di unirsi alla Art Students League di New York. La prima personale di Louise Nevelson si svolge alla Nierendorf Gallery a New York nel 1941. Nei primi anni Cinquanta si reca in Guatemala e Messico per studiare l\u2019eredit\u00e0 delle culture precolombiane, esperienza che influenza profondamente la sua pratica artistica. Nel 1967, in seguito alla personale al Whitney Museum of American Art e diverse commissioni per spazi pubblici, Louise Nevelson riceve il riconoscimento come una delle principali voci della scultura nordamericana. Eppure le sue inaspettate combinazioni di oggetti ritrovati, carta e materiali domestici legano il suo lavoro pi\u00f9 strettamente a una stirpe di artisti che hanno esplorato i legami tra\u00a0collage, assemblaggio e scultura, dai predecessori Kurt Schwitters e Jean Arp ai contemporanei Robert Rauschenberg e Giovanni Chamberlain. I\u00a0collages\u00a0di Louise Nevelson si possono ammirare nelle collezioni<br \/>\ndi numerosi importanti musei negli Stati Uniti e in Europa, tra cui\u00a0Whitney Museum of American Art, New York;\u00a0Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington DC;\u00a0Walker Art Center, Minneapolis;\u00a0Tate Modern, Londra;\u00a0Galleria Civica d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, Torino;\u00a0Louisiana Museum of Modern Art, Humleb\u00e6k;\u00a0Moderna Museet, Stoccolma;\u00a0Museum Ludwig, Colonia.<\/p>\n<div style=\"width: 929px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Out-of-Order.-The-Collages-of-Louise-Nevelson.-Exhibition-view-at-Gio-Marconi-Milano.-Photo-Fabio-Mantegna-_7-630x420.jpg\" alt=\"Out of Order. The Collages of Louise Nevelson. Exhibition view at Gi\u00f3 Marconi, Milano. Photo Fabio Mantegna\" width=\"919\" height=\"612\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Allestimento. Foto Fabio Mantegna<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL VOLUME<\/strong><em><strong><br \/>\nOut of Order: The Collages of Louise Nevelson\u00a0<\/strong><\/em>\u00e8 il primo studio dedicato esclusivamente al lavoro dell\u2019artista sui\u00a0collages. Il volume, edito da Fondazione Marconi \/ Mousse Publishing, parte da un attento esame materiale e tecnico di questo\u00a0corpus\u00a0di opere, prima di considerare pi\u00f9 ampiamente il ruolo del\u00a0collage\u00a0nella pratica dell\u2019artista.<br \/>\nLa pubblicazione si compone di due saggi principali: il primo, dello storico dell\u2019arte e curatore Yuval Etgar, divide la produzione di\u00a0collages\u00a0di Louise Nevelson in sei categorie principali, collegandole a tendenze parallele nel\u00a0collage\u00a0durante gli anni Cinquanta e Sessanta, nonch\u00e9 a precedenti esempi nella storia di questa pratica. Il secondo saggio, della storica dell\u2019arte tecnica Pia Gottschaller, approfondisce il complesso processo con cui Louise Nevelson selezionava gli oggetti per i suoi\u00a0collages\u00a0e analizza i suoi metodi di lavoro e il trattamento di questi materiali.<br \/>\nIl volume include pi\u00f9 di 250 tavole a colori di\u00a0collages\u00a0di Louise Nevelson provenienti da varie collezioni di tutto il mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00f3 Marconi presenta, fino il 29 luglio 2022, negli spazi recentemente rinnovati di Via Tadino 15 a Milano OUT OF ORDER: un\u2019importante mostra dedicata ai\u00a0collages\u00a0di Louise Nevelson e la nuova pubblicazione, edita da Fondazione Marconi \/ Mousse Publishing, sul lavoro della scultrice americana. 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