{"id":8979,"date":"2022-06-20T11:38:28","date_gmt":"2022-06-20T10:38:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=8979"},"modified":"2025-03-26T17:16:27","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:27","slug":"sardegna-isola-megalitica-al-mann-unica-tappa-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/sardegna-isola-megalitica-al-mann-unica-tappa-italiana\/","title":{"rendered":"Sardegna Isola Megalitica al MANN. Unica tappa italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u201cSardegna Isola Megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storie di pietra nel cuore del Mediterraneo\u201d giunge al MANN, unica tappa italiana, dopo il successo riscosso presso tre prestigiosi istituti: il Museo Nazionale per la Preistoria e Protostoria di Berlino, il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e il Museo Archeologico Nazionale di Salonicco. L\u2019esposizione, in programma <strong>nel Salone della Meridiana del Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 10 giugno all\u201911 settembre 2022<\/strong>, rivela al pubblico storie suggestive, testimonianze materiali, civilt\u00e0 affascinanti, per molti versi ancora tutte da scoprire.<\/p>\n<div style=\"width: 1975px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.google.com\/u\/0\/d\/1IQw_zIJXKnt29cgTaT4SOv8IJZJdaOLC=w2728-h1310-iv1\" alt=\"Visualizzazione di 1.JPG\" width=\"1965\" height=\"1310\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Testina di dea madre neolitica marna, Meana Sardo, Museo Archeologico Nazionale di Cagliari<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">P<strong>romosso dalla Regione Autonoma della Sardegna-Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, con il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, la Direzione Regionale Musei della Sardegna<\/strong> e, per la tappa partenopea, il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli<\/strong>, l\u2019evento ha ottenuto il Patrocinio del MAECI e del MIC e si avvale della collaborazione della Fondazione di Sardegna e del coordinamento generale di Villaggio Globale International.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, che <strong>ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica<\/strong>, rientra nel progetto di Heritage Tourism finanziato dall\u2019Unione Europea con i fondi POR FESR SARDEGNA 2014\/2020 (Azione 6.8.3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso, che racconta le antichissime culture megalitiche della Sardegna, tra cui anche quella nuragica, accende i riflettori sulle sepolture delle \u201cdomus de janas\u201d, di epoca neolitica ed eneolitica, e sulle iconiche riproduzioni statuarie di \u201cdee madri\u201d, talvolta veri e propri capolavori artistici. Focus, ancora, sulle incredibili architetture dei nuraghi, che hanno caratterizzato l\u2019Et\u00e0 del Bronzo nell\u2019isola, sulle cosiddette \u201ctombe di giganti\u201d e sui contatti, a volte imprevedibili, tra civilt\u00e0 soltanto geograficamente lontane. Tra i quasi duecento reperti esposti, provenienti dai Musei Archeologici Nazionali di Cagliari, Nuoro e Sassari, vi sono i famosi bronzetti nuragici raffiguranti donne, uomini, guerrieri e animali; spade votive; modellini di edifici e navi; monili e vasellame. L\u2019esposizione \u00e8 arricchita da ricostruzioni e approfondimenti grafici e multimediali per contestualizzare lo straordinario patrimonio megalitico dell\u2019isola.<\/p>\n<div style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.google.com\/u\/0\/d\/1nClNqKdmCzZV696THB2Tg3bsZQyOd8md=w2728-h1310-iv1\" alt=\"Visualizzazione di 8. \u00a9ph.Maurizio Cossu.JPG\" width=\"1000\" height=\"667\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Su Nuraxi, il Villaggio nuragico di Barumini \u00a9 Maurizio Cossu<\/p><\/div>\n<p>Eccezionale prestito in mostra \u00e8 una delle celebri sculture in pietra dei Guerrieri di Mont\u2019e Prama, sulla cui datazione vi \u00e8 ancora ampio dibattito tra gli studiosi. Grazie al Ministero della Cultura italiano e alla direzione del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, il capolavoro, mai prestato sinora, \u00e8 ambasciatore di un messaggio di continuit\u00e0 tra le antichissime culture mediterranee. Una presenza particolarmente significativa, in un momento in cui le recenti scoperte archeologiche trasmettono la perenne attualit\u00e0 del nostro passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione \u00e8 curata da Federica Doria, Stefano Giuliani, Elisabetta Grassi, Manuela Puddu e Maria Letizia Pulcini, con il coordinamento di Bruno Billeci e Francesco Muscolino. Nel comitato scientifico figurano Manfred Nawroth, Yuri Piotrovsky, Angeliki Koukouvou e Paolo Giulierini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Con la quarta tappa, al MANN di Napoli<\/em> \u2013 dichiara <strong>Christian Solinas<\/strong>, presidente della Regione Sardegna &#8211; <em>si conclude l\u2019itinerario della mostra internazionale \u201cSardegna Isola Megalitica\u201d. Un\u2019iniziativa che fa parte di un intenso percorso intrapreso dalla Regione per valorizzare il patrimonio archeologico sardo, parte considerevole di quello nazionale. Stiamo puntando a rilanciare l\u2019Isola, anche grazie ad investimenti per nuovi modelli di sviluppo: la cultura, e quindi il turismo culturale, rappresenta uno scenario possibile, nel quale crediamo fortemente. Infatti, la valorizzazione della nostra storia, della nostra identit\u00e0 e delle nostra cultura sono strumenti fondamentali di sviluppo e promozione. Nella mostra, ospitata in quattro importanti musei europei, la civilt\u00e0 nuragica, troppo spesso sottovalutata e trascurata, \u00e8 stata la protagonista: la Sardegna pu\u00f2 contare su circa 7.000 nuraghi che offrono un\u2019opportunit\u00e0 di rilancio della nostra offerta culturale anche sul mercato internazionale, non solo come punto di riferimento per studiosi, ma anche per appassionati e turisti\u201d.<\/em><\/p>\n<div style=\"width: 1973px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.google.com\/u\/0\/d\/1d0zCRhtR1LRIKMtbETtjClIMx3OwkZpP=w2728-h1310-iv1\" alt=\"Visualizzazione di Anello nuragico 129901 Cuma Osta 36  (2).jpg\" width=\"1963\" height=\"1310\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Anello nuragico<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre per <strong>Giovanni Chessa<\/strong>, Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna: <em>\u201cQuesta grande esposizione, che dopo i successi internazionali rientra in Italia nel prestigioso Museo Archeologico Nazionale di Napoli, oltre al consenso del pubblico (nelle tappe estere complessivamente sono stati circa 245mila i visitatori della mostra), ha ricevuto anche la \u2018Medaglia del Presidente della Repubblica\u2019. Un meritato riconoscimento per il valore di questo evento straordinario, fortemente voluto dalla Regione, che ha garantito, e continuer\u00e0 a garantire fino a settembre, un concreto ritorno di immagine e una visibilit\u00e0 internazionale alla Sardegna, ai suoi musei e ai suoi beni archeologici, presentandola come un punto di riferimento di valenza culturale nel Mediterraneo. Il nostro straordinario patrimonio archeologico merita di essere valorizzato e promosso, essendo in grado di evidenziare l\u2019unicit\u00e0 della <\/em><em>storia e della dimensione culturale della Sardegna, divenuta negli anni anche meta di un importante turismo culturale\u201d.<\/em><\/p>\n<div style=\"width: 927px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.google.com\/u\/0\/d\/1ZmubXhyVcEW_D9aQrM_lEyFQ7Tm6_Iyv=w2728-h1310-iv1\" alt=\"Visualizzazione di Museo-Archeologico-Nazionale-di-Napoli-Info-Visita.jpg\" width=\"917\" height=\"704\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Museo Archeologico Nazionale di Napoli<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cUn progetto<\/em> \u2013 precisano <strong>Francesco Muscolino<\/strong>, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e direttore ad interim fino a febbraio 2022 della Direzione Regionale Musei Sardegna <strong>e Luana Toniolo<\/strong> a capo alla Direzione dal marzo 2022 &#8211;<em> che si situa nell\u2019ambito di un\u2019articolata e proficua collaborazione e comunanza di intenti tra la Regione Autonoma della Sardegna, in particolare l\u2019Assessorato al turismo, artigianato e commercio, e le istituzioni museali del Ministero della Cultura in Sardegna. Determinante \u00e8 infatti il contributo del Museo di Cagliari, divenuto autonomo nel 2020, e di due musei di Sassari e Nuoro afferenti alla Direzione Regionale, che prestano la totalit\u00e0 dei <\/em><em>quasi 200 reperti esposti\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSardegna Isola Megalitica\u201d \u00e8 accompagnata da un raffinato catalogo, una coedizione Skira \/ Il Cigno GG Edizioni, disponibile in 5 diverse lingue: italiano, inglese, tedesco, russo e greco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>LE PECULIARITA\u2019 DELL\u2019ESPOSIZIONE AL MANN: L\u2019ARCHEOLOGIA <\/strong><\/span><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>RACCONTATA CON LINGUAGGI NUOVI<\/strong><\/span><br \/>\n<strong>Cinque querce accolgono i visitatori nell\u2019Atrio del MANN<\/strong>: non a caso sono delle piante,<strong> tipiche della Sardegna<\/strong>, a sottolineare <strong>le radici comuni tra culture diverse<\/strong>. Il parallelismo della botanica, suggerito anche dall\u2019<strong>allestimento di aromi tipici isolani<\/strong> (il mirto regna sovrano) nelle aiuole dei giardini del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, apre la strada alle suggestioni culturali: <em>\u201cNessuna regione d\u2019Italia ha forse mantenuto un legame storico e paesaggistico cos\u00ec forte con il passato come la Sardegna. Nel corso di studi consolidati nel tempo \u00e8 stata ben chiarita la posizione baricentrica della Sardegna per tutti coloro che, fin dall\u2019Et\u00e0 del Bronzo, dovessero intraprendere rotte o scali commerciali da Oriente a Occidente. La mostra racconta al grande pubblico come, nel corso dei millenni, il popolo sardo si fosse riplasmato di continuo, assorbendo i nuovi arrivati e rielaborando, talora attivamente, talaltra in forma coercitiva, gli stimoli culturali. Le cornici storiche mutano in parte e vengono riplasmate da un infinito numero di donne e uomini che, conoscendosi, incrociandosi, talora combattendosi, formano identit\u00e0 sempre pi\u00f9 simmetriche. Andare alla scoperta dei mattoncini di questo DNA culturale \u00e8, crediamo, l\u2019obiettivo pi\u00f9 stimolante di una mostra. In questo viaggio archeologia e tecnologia si incontrano per svelare orizzonti imprevedibili\u201d<\/em>, commenta <strong>il Direttore del MANN,<\/strong> <strong>Paolo Giulierini<\/strong>.<\/p>\n<div style=\"width: 884px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.google.com\/u\/0\/d\/1GOt4xWk8c4qnJXmvo4RiVk6iXHuzt42v=w2728-h1310-iv1\" alt=\"Soldato con stocco e scudo, bronzo, Padria Museo Archeologico Nazionale, Cagliari\" width=\"874\" height=\"1310\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Soldato con stocco e scudo, bronzo, Padria Museo Archeologico Nazionale di Cagliari<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra, giunta a Napoli, si arricchisce su iniziativa del MANN di approfondimenti ed eventi collaterali<\/strong>, che aprono, come nella linea del Museo partenopeo, all\u2019incrocio dei linguaggi. Innanzitutto, come nelle tappe all\u2019estero di \u201cSardegna Isola Megalitica\u201d, anche al Museo Archeologico Nazionale di Napoli l\u2019esposizione dialoga con le collezioni permanenti dell\u2019Istituto: in questo caso le simmetrie sono stabilite, naturalmente, con la Sezione Preistoria e Protostoria del MANN.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sala CXXVII (127), in particolare, sono posti in risalto, tramite una grafica <em>ad hoc<\/em>, gli o<strong>ggetti nuragici presenti nei corredi funerari delle cosiddette Tombe Osta 4 e Osta 36 da Cuma<\/strong> (prima met\u00e0 VIII sec. a.C.). I reperti sono forse giunti in Campania tramite \u201cintermediazione\u201d villanoviana: tra l\u2019et\u00e0 del Bronzo finale e la prima et\u00e0 del Ferro, infatti, vi era una consolidata circolazione di cose e persone tra i centri dell\u2019Etruria costiera e la Sardegna. La scoperta delle tombe Osta (il nome \u00e8 derivato da Ernesto Osta, che condusse nella necropoli di Cuma lo scavo di 36 tombe a fossa della prima Et\u00e0 del Ferro) avvenne durante il breve periodo di tempo in cui l\u2019accademico piemontese Ettore Pais ricopr\u00ec il ruolo di direttore del Museo Nazionale di Napoli (1901-1904). Pais, che ha segnato la storia della museografia sarda (ha fondato il Museo archeologico dell\u2019Universit\u00e0 di Sassari e diretto il Museo di antichit\u00e0 di Cagliari), cerc\u00f2 di arginare il fenomeno degli scavi clandestini nella necropoli cumana, concedendo licenze di scavo a privati, tra cui proprio Ernesto Osta, per ricondurne l\u2019azione sotto il controllo dello Stato. In mostra, dunque, \u00e8 presente un approfondimento dedicato allo studioso che, nella sua intensa attivit\u00e0 di ricerca, ha approfondito la storia e la cultura della Sardegna prima e dopo la conquista da parte dei Romani.<br \/>\nIn esposizione, ancora, grazie alla collaborazione con la Direzione regionale Musei della Campania, u<strong>n\u2019interessante sezione sui materiali nuragici<\/strong> rinvenuti nella nostra Regione: si tratta di quattro bottoni, un <strong>pendaglio a triplice spirale e una cesta biconica miniaturistica<\/strong>, concessi in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano e ritrovati in contesti dell\u2019Et\u00e0 del Ferro.<\/p>\n<div style=\"width: 1975px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.google.com\/u\/0\/d\/1v1Ni4fuKwiIkj4Km1zK9REYxjP6N2Onp=w2728-h1310-iv1\" alt=\"Visualizzazione di 42.JPG\" width=\"1965\" height=\"1310\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Nuraghe Su Mulinu \u2013 Villanovafranca (SU)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019archeologia ai<strong> nuovi linguaggi della comunicazione<\/strong>: dal 10 giugno, a corredo della mostra \u201cSardegna Isola Megalitica\u201d, i visitatori possono anche immergersi nel percorso di \u201cNURAGICA\u201d, originale format multisensoriale che ha avuto grande successo in Sardegna. Negli ambienti limitrofi al Salone della Meridiana, l\u2019experience proposta al pubblico ha due declinazioni. In primis, il percorso con le riproduzioni in scala 1:1 di una serie di monumenti: la tomba dei giganti; i nuraghi (in sezione); una fonte sacra; la capanna delle riunioni; il complesso scultoreo di Mont\u2019e Prama.<br \/>\nIn allestimento, ancora, prevista la ricostruzione degli attrezzi di alcune botteghe metallurgiche e la presentazione della mappa con le principali rotte di navigazione mediterranea da e verso la Sardegna. Il secondo segmento di NURAGICA \u00e8 la stanza della realt\u00e0 virtuale: i visitatori, indossando particolari visori, riescono a vivere la sensazione di camminare in un antichissimo insediamento megalitico. \u201cLa Sardegna custodisce i segreti di una storia grandiosa\u201d, spiegano i curatori Paolo Alberto Pinna e Maria Carmela Solinas della Sardinia Experience, la cooperativa ideatrice e produttrice del format. \u201cCon Nuragica \u00e8 possibile averne per la prima volta una visione d\u2019insieme e allo stesso tempo andar via emozionati e incentivati a visitare i luoghi dell\u2019isola narrati lungo il percorso\u201d.<\/p>\n<div style=\"width: 1975px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.google.com\/u\/0\/d\/1z5f4PXrFjjFUD-jRcmJeSjjZGMxGi9wF=w2728-h1310-iv1\" alt=\"Navicella Localit\u00e0 sconosciuta (Mandas, Sud Sardegna) Et\u00e0 del Bronzo finale, Bronzo Cagliari, Museo Archeologico Nazionale.\" width=\"1965\" height=\"1310\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Navicella, Localit\u00e0 sconosciuta, Museo Archeologico Nazionale di Cagliari<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il focus sulla Sardegna consente anche di valorizzare il legame con la Fondazione Barumini, che, dall\u2019agosto 2021, ospita percorsi realizzati anche con reperti del MANN: tra questi, l\u2019esposizione sugli Etruschi inaugurata lo scorso maggio. In occasione di \u201cSardegna Isola Megalitica\u201d, la Fondazione Barumini presenta in allestimento un modello del nuraghe \u2018Su Nuraxi\u2019, riconosciuto patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 Unesco nel 1997. Ancora, inseriti in allestimento alcuni manichini con vestiti tradizionali e le maschere di Ottana, \u201cMerdules\u201d, \u201cBoes\u201d e \u201cFilonzana\u201d (le maschere sono fornite grazie alla collaborazione con l\u2019Associazione di promozione sociale \u201cGruppo Boes e Merdules\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appuntamento didattico per il prossimo 14 luglio, con la giornata dedicata interamente a Barumini. Per l\u2019occasione la Fondazione presenter\u00e0 dei laboratori didattici aperti ai pi\u00f9 piccoli e alle famiglie: durante la giornata sar\u00e0 possibile degustare i prodotti tipici del territorio e ascoltare la musica tradizionale sarda in un suggestivo concerto con le launeddas. \u201cLa nostra presenza in questa occasione si inserisce in un percorso pi\u00f9 ampio attivato con il Mann grazie al protocollo d\u2019intesa siglato a gennaio che ci sta permettendo di sviluppare in modo pi\u00f9 ampio le nostre strategie di promozione delle nostre bellezze archeologiche e culturali\u201d, sottolinea Emanuele Lilliu, presidente della Fondazione Barumini Sistema Cultura.<\/p>\n<div style=\"width: 884px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.google.com\/u\/0\/d\/1GgKMw8waq5Eg0E7UK0pe2qHn3f-yqlvL=w2728-h1310-iv1\" alt=\"Pugnale  Nuraghe Nurdole (Orani) Et\u00e0 del ferro; bronzo Nuoro, Museo Archeologico Nazionale G. Asproni.\" width=\"874\" height=\"1310\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Pugnale, Nuraghe Nurdole (Orani), Museo Archeologico Nazionale G. Asproni<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>IL PERCORSO DELLA MOSTRA \u201cSARDEGNA ISOLA MEGALITICA\u201d<\/strong><\/span><br \/>\n<strong>Alla Sardegna viene riconosciuto sempre pi\u00f9 dagli studiosi internazionali un ruolo di primo piano in et\u00e0 preistorica e protostorica<\/strong>: centro nevralgico che, dai contatti stabiliti sulle rotte del Mare Nostrum, si protendeva verso l\u2019Europa continentale e verso i mercanti orientali. <strong>Un\u2019isola che ha visto svilupparsi, nel corso dei millenni, culture e civilt\u00e0 uniche, capaci di dar vita a testimonianze artistiche di pregio ed evidenze monumentali.<\/strong><\/p>\n<p>Il mito e la leggenda hanno spesso incrociato la storia nell\u2019interpretazione delle antiche civilt\u00e0 sarde, societ\u00e0 senza stato e scrittura ancora al centro di studi e scavi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSardegna Isola Megalitica\u201d d\u00e0 conto dei pi\u00f9 recenti indirizzi di ricerca: \u00e8 il <strong>megalitismo<\/strong>, ovvero l\u2019attitudine alla realizzazione di edifici con elementi litici di grandi dimensioni, a configurarsi come il <strong>filo rosso scelto per il percorso espositivo<\/strong>: questa tendenza contraddistinse l\u2019isola per un lungo lasso di tempo, dall\u2019Et\u00e0 Neolitica sino a tutta l\u2019Et\u00e0 del Bronzo e del Ferro, segnando il paesaggio sardo attraverso i lasciti della civilt\u00e0 nuragica (circa 7mila edifici detti appunto \u201cnuraghi\u201d).<\/p>\n<div style=\"width: 1975px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.google.com\/u\/0\/d\/1_h-0TTcyCCwfcS0x8D29sr-cdnPshRQo=w2728-h1310-iv1\" alt=\"Moneta punica (R: Kore - V: protome equina e palma) Nuraghe Losa 300-264 a.C; bronzo Cagliari, Museo Archeologico Nazionale\" width=\"1965\" height=\"1310\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Moneta punica, Museo Archeologico Nazionale di Cagliari<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Il percorso espositivo parte dal periodo finale del Neolitico<\/strong>, quando si diffondono alcune peculiari strutture architettoniche e sarde: le \u201cdomus de janas\u201d, scavate nella roccia (in lingua sarda le \u201ccase delle fate o delle streghe\u201d) e caratterizzate da facciate successivamente monumentalizzate, e i dolmen. Per l\u2019Et\u00e0 del Rame, approfondimenti sul santuario di Monte d\u2019Accoddi, altare monumentale unico nel panorama del Mediterraneo che presenta analogie con le ziqqurath del Vicino Oriente, e sulla muraglia monumentale di Monte Baranta.<br \/>\nLa mostra conduce, naturalmente, <strong>nel cuore della civilt\u00e0 nuragica, vero simbolo dell\u2019unicit\u00e0 della Sardegna<\/strong>. I nuraghi, costruiti in numero elevatissimo con blocchi di basalto, trachite e granito a partire dal 1800 al 1600 a.C. circa, pur avendo grande variet\u00e0 tipologica e funzionale, erano tutti accomunati dalle torri a tholos (sistema di copertura).<br \/>\nI nuraghi avevano molteplici funzioni, che intrecciavano diversi ambiti della vita quotidiana, cos\u00ec come sottolineato in mostra: l\u2019alimentazione, l\u2019agricoltura e l\u2019allevamento, il controllo del territorio, le produzioni artigianali.<br \/>\nAttorno ad esse, in molti siti, si sono sviluppati villaggi pi\u00f9 o meno estesi, talvolta racchiusi da antemurali altrettanto imponenti, intervallati da torri.<br \/>\nNello stesso contesto, il megalitismo connotava anche i monumenti funerari e i luoghi di culto, inquadrando i mutamenti che hanno caratterizzato le forme della religiosit\u00e0 nella lunga fase nuragica.<br \/>\n<strong>Le \u201ctombe di giganti\u201d<\/strong>, ad esempio, sono cos\u00ec chiamate a livello popolare con riferimento alle imponenti dimensioni delle strutture architettoniche, che nell\u2019immaginario venivano collegate al gigantismo dei defunti. In realt\u00e0 erano sepolture collettive, che ospitavano anche centinaia di individui e forse celebravano il culto degli antenati. Davanti alle tombe dei giganti si praticavano rituali complessi e si distribuivano offerte, spesso al cospetto della rappresentazione di divinit\u00e0 (betili).<\/p>\n<div style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.google.com\/u\/0\/d\/1V7sweKx_qRG3CkvAZrn6rvl1WvYKo2Zw=w2728-h1310-iv1\" alt=\"Visualizzazione di 18 \u00a9ph.Maurizio Cossu.JPG\" width=\"1000\" height=\"563\" \/><p class=\"wp-caption-text\">La Tomba di Giganti di s\u2019Ena \u2018e Thomes nel territorio dei Dorgali (1800- 1600 a.C.) \u00a9 Maurizio Cossu<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso modo, i luoghi di culto e i santuari si articolavano in numerose tipologie edilizie, tutte improntate al megalitismo: templi a pozzo, fonti sacre e templi a megaron erano diffusi nell\u2019intera Sardegna a partire dal Bronzo Recente e, di frequente, le diverse tipologie strutturali coesistevano all\u2019interno dello stesso complesso. La religiosit\u00e0 delle genti nuragiche <strong>\u00e8 rappresentata in mostra dal numero cospicuo di ex voto figurati in bronzo, i cosiddetti \u201cbronzetti\u201d<\/strong>: sono interessanti reperti che riproducono non solo uomini e donne che ricoprono diversi ruoli della societ\u00e0, ma anche animali, oggetti e persino edifici.<br \/>\nProprio la produzione della bronzistica figurata offre uno spaccato vivace della societ\u00e0 nuragica, con particolare riferimento a vestiario, armi, alimentazione e abitudini quotidiane. Viceversa, le collane e i vaghi d\u2019ambra, rinvenuti negli scavi degli ultimi trent\u2019anni in tanti santuari della Sardegna, testimoniano gli stretti collegamenti dell\u2019isola non solo con il mondo mediterraneo, ma anche con le reti commerciali e culturali della penisola. Anche nell\u2019Et\u00e0 del Ferro (I millennio a.C.), in una societ\u00e0 in cui si sono profondamente modificate le dinamiche sociali, economiche e costruttive, i nuraghi, pur non edificati da vari secoli, continuano a essere centrali nell\u2019immaginario collettivo quale simbolo di un passato mitico in cui tutta la popolazione dell\u2019isola si riconosce.<\/p>\n<div style=\"width: 1976px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.google.com\/u\/0\/d\/1cYekkCrFi_R2fEoP76Pf8DrKs28JJXfW=w2728-h1310-iv1\" alt=\"Visualizzazione di 38.jpgMenhir di Biru \u2018e Concas \u2013 sorgono (NU)\" width=\"1966\" height=\"1310\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Menhir di Biru \u2018e Concas \u2013 sorgono (NU)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finito il tempo degli ingegnosi e arditi costruttori di torri nuragiche, si diffondono dunque le miniature di tali edifici, realizzate in pietra, ceramica, bronzo e anche in materiali deperibili e utilizzate probabilmente come altari in rituali collettivi. Manufatti che, rinvenuti al centro al centro di edifici megalitici, sono stati infatti interpretati come \u201ccapanne delle riunioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa fase storica risale la definizione delle prime \u00e9lite sociali che assumevano il predominio in un territorio: a Mont\u2019e Prama, nella Sardegna centro-occidentale, una di queste aristocrazie si \u00e8 autorappresentata e autocelebrata con un complesso scultoreo unico nel suo genere, composto da quasi 40 imponenti statue in pietra di Guerrieri, Arcieri e Pugilatori, oltre a modelli di nuraghi e betili. Per la nuova societ\u00e0, il tempo lontano degli eroi diventa oggetto di venerazione e richiamo identitario.<\/p>\n<div style=\"width: 1975px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.google.com\/u\/0\/d\/1GV43I5bBGyMOHEMK5MCsCAw6MLBAHr7y=w2728-h1310-iv1\" alt=\"Visualizzazione di 8.JPG\" width=\"1965\" height=\"1310\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Anfora piriforme Sardara &#8211; ceramica Museo Archeologico Nazionale, Cagliari<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In mostra vi \u00e8 una straordinaria testimonianza dei capolavori di Mont\u2019e Pram<\/strong>a \u2013 per la cui valorizzazione e gestione \u00e8 stata istituita, un anno fa, un\u2019apposita Fondazione, nata da un accordo tra il Mic, il Comune di Cabras e la Regione Sardegna e presieduta da Anthony Muroni: si tratta di un \u201cPugilatore\u201d alto con piedistallo 190 cm e pesante circa 300 chilogrammi. Rinvenute in frammenti a partire dagli scavi del 1975-1979 e ricomposte grazie a interventi di restauro di eccezionale delicatezza, queste imponenti statue, nelle loro raffigurazioni schematiche realizzate secondo uno stile convenzionale d\u2019impronta geometrica, non trovano paragoni nel variegato patrimonio artistico e monumentale della Sardegna; ancora oggi, mentre le scoperte continuano, gli studiosi si confrontano sulle diverse interpretazioni delle sculture,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un dato tuttavia \u00e8 certo: la civilt\u00e0 nuragica era ormai al tramonto. Nonostante questo, il suo retaggio continua ad essere leggibile attraverso i secoli<\/strong>, malgrado il mutare dell\u2019orizzonte storico: dapprima con l\u2019arrivo dei Fenici, attestati lungo le coste sarde a partire dal IX secolo a.C., ancora con la presa dell\u2019Isola da parte di Cartagine (ultimo scorcio del VI secolo a.C.), infine con l\u2019arrivo dei Romani. Anche dopo la conquista romana (238 a.C.), l\u2019eredit\u00e0 nuragica appare evidente, come testimoniano alcuni reperti in mostra e le fonti epigrafiche che ci restituiscono un\u2019onomastica prelatina. Persino in et\u00e0 medievale i nuraghi e addirittura le \u201cdomus de janas\u201d sono stati oggetto di riutilizzo e molti villaggi medievali si sono addensati proprio intorno alle torri nuragiche: un mondo in evoluzione che non dimentica le sue origini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra \u201cSardegna Isola Megalitica. 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