{"id":9183,"date":"2022-07-08T15:32:26","date_gmt":"2022-07-08T14:32:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=9183"},"modified":"2025-03-26T17:16:22","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:22","slug":"eleonora-duse-venezia-celebra-la-diva-del-teatro-con-una-mostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/eleonora-duse-venezia-celebra-la-diva-del-teatro-con-una-mostra\/","title":{"rendered":"Eleonora Duse. Venezia celebra la diva del teatro con una mostra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Dopo oltre due anni riapre al pubblico la<strong>\u00a0Stanza Duse<\/strong>, uno spazio permanente dedicato alla\u00a0memoria della grande attrice italiana, pensato per rendere visibile l\u2019archivio personale di Eleonora Duse conservato sull\u2019Isola di San Giorgio. L\u2019<strong>Istituto per il Teatro e Melodramma<\/strong>, diretto da Maria Ida Biggi, presenta una serie di mostre preparate in occasione della grande ricorrenza del 2024, che celebra i cento anni dalla scomparsa e che vogliono indagare un particolare aspetto della vicenda biografica e artistica dell\u2019attrice italiana: il rapporto dell\u2019attrice con Venezia e il Veneto (2022), il successo in Italia nel contesto teatrale nazionale (2023) e la fama internazionale (2024).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima di queste esposizioni dal titolo\u00a0<strong><em>\u00abSe mi dura questo entusiasmo finir\u00f2 come Narciso\u00bb. Un viaggio fotografico nella vita della grande attrice. Parte I Eleonora e Venezia <\/em>(visitabile fino al 16 dicembre 2022)<\/strong>, a cura di\u00a0<strong>Maria Ida Biggi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Marianna Zannoni<\/strong>, vuole enfatizzare il legame della Duse con la citt\u00e0 lagunare e con l\u2019intero territorio veneto. Per l\u2019occasione verr\u00e0 esposta una\u00a0<strong>ricca<\/strong>\u00a0<strong>selezione del fondo fotografico<\/strong>\u00a0dell\u2019Archivio Duse, che ritrae l\u2019attrice in momenti privati e mentre posa in abiti di scena, insieme ad una\u00a0<strong>serie di oggetti e documenti<\/strong>\u00a0appartenuti all\u2019attrice italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.libriantichionline.com\/typo3temp\/pics\/f3e65586a6.jpeg\" alt=\"Eleonora Duse - Mentre tutti diffidano delle donne, io me la intendo benissimo con loro!\" width=\"907\" height=\"487\" \/><br \/>\nIl legame di Eleonora Duse (1858-1924) con la citt\u00e0 di Venezia \u00e8 forte e duraturo e affonda le radici nell\u2019infanzia dell\u2019attrice. Il nonno, l\u2019attore Luigi Duse, era originario di Chioggia ed Eleonora, dopo aver passato i primi anni di vita in laguna, istaura con la citt\u00e0 un legame unico e indissolubile. Nel corso della relazione con il compositore e letterato Arrigo Boito (Padova, 1842 &#8211; Milano, 1918) l\u2019attrice esprime pi\u00f9 volte il desiderio di ritirarsi a Venezia con lui e la figlia Enrichetta alla fine della propria carriera. Dopo averlo tanto desiderato, nel 1894 Eleonora si trasferisce per un periodo a palazzo Barbaro-Wolkoff, sul Canal Grande, di fronte alla Casetta Rossa che ospiter\u00e0 Gabriele D\u2019Annunzio. Venezia sar\u00e0 per Eleonora anche una \u201cpiazza\u201d di lavoro importante. Le tourn\u00e9e veneziane dell\u2019attrice sono esemplificative del suo intero percorso professionale, poich\u00e9 raccontano episodi centrali della sua crescita artistica, della sua affermazione e della sua celebrit\u00e0 cos\u00ec come rimangono a testimonianza della sua evoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Stanza di Eleonora Duse alla <a href=\"https:\/\/www.cini.it\/\"><strong>Fondazione Giorgio Cini<\/strong><\/a>, \u00e8 un Archivio aperto e presenta una parte dei documenti originali come: autografi (tra cui lettere, copioni, documenti e registri di compagnia), fotografie d\u2019epoca, oggetti personali, ma anche abiti e una parte del mobilio della grande attrice.\u00a0L\u2019Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Cini custodisce il pi\u00f9 importante archivio al mondo dedicato\u00a0a\u00a0Eleonora Duse, una fonte indispensabile per studiare la vita e l\u2019arte dell\u2019attrice che a Venezia aveva cercato, e trovato, un clima accogliente e una casa dove vivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/birdmenmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/PHOTO-2021-10-01-14-55-43-1.jpg\" alt=\"Eleonora Duse e il dinamismo della modernit\u00e0 | Birdmen Magazine\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Archivio di Eleonora Duse<\/strong><br \/>\nL\u2019Archivio Duse rappresenta, ad oggi, la colle\u00adzione pi\u00f9 ampia e completa di documenti sulla vita e sull\u2019arte della grande attrice italiana. Grazie alla sua importanza costituisce, da anni, un\u2019oc\u00adcasione imperdibile per studenti, studiosi e docenti che vogliono approfondire la conoscenza del teatro ita\u00adliano ed europeo nei decenni a cavallo tra XIX e XX Secolo. All\u2019interno di questa importante collezione conflui\u00adscono diverse donazioni che, tra gli anni \u201860 e gli anni \u201880 del Novecento, hanno dato vita ad altrettanti fondi d\u2019archivio. La pi\u00f9 importante di queste donazioni \u00e8 quella della nipote ed unica erede di Eleonora Duse, Eleonora Ila\u00adria Bullough, Sister Mary Mark, che nel 1968 decise di donare alla Fondazione Cini tutto quello che ancora possedeva della nonna materna. Tra i materiali giun\u00adti a San Giorgio dall\u2019Inghilterra una rilevante serie di lettere, libri, molti copioni, alcuni dei quali autografi dell\u2019attrice o dell\u2019autore del testo, diversi bellissimi abi\u00adti, mobilio e molti oggetti personali. All\u2019interno dell\u2019Archivio, un posto di rilie\u00advo spetta anche al fondo Signorelli, che contie\u00adne vari e preziosi materiali raccolti negli anni da Olga Resnevi\u010d Signorelli, amica e prima biografa dell\u2019attrice. Questa donazione avvenuta nel dicembre del 1977 da parte della\u00a0figlia,\u00a0Vera Signorelli Cacciatori, \u00e8 giunta in Fondazione nel febbraio del 1978. Tra i ma\u00adteriali donati, innumerevoli immagini fotografiche del\u00adla Duse in costume e nella vita privata e diverse centi\u00adnaia di lettere inviate e ricevute dall\u2019attrice negli anni. Di grande interesse anche alcune immagini dei luoghi e dei teatri da lei frequentati e fotografie di amici, fa\u00admiliari e colleghi che restituiscono uno spaccato molto interessante del teatro coevo. La pi\u00f9 recente tra le donazioni confluite nell\u2019Archivio Duse \u00e8 quella dell\u2019Istituto Strasberg di New York che nel 2015 ha donato alla Fondazione Giorgio Cini i documenti che Lee Strasberg aveva collezionato su Eleonora Duse dopo averla vista recitare nel 1923. Il giovanissimo Strasberg assistette alle rappresentazioni ibseniane de\u00a0<em>La donna del mare<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>Spettri<\/em>, rimanendo profondamente colpito dalla potenza e dal fascino dell\u2019attrice. \u00c8 lui stesso a ricordare una Duse straordinaria, capace di riempire con l\u2019energia della sua interpretazione l\u2019intero Metropolitan Opera House, allora il teatro d\u2019opera pi\u00f9 grande al mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo oltre due anni riapre al pubblico la\u00a0Stanza Duse, uno spazio permanente dedicato alla\u00a0memoria della grande attrice italiana, pensato per rendere visibile l\u2019archivio personale di Eleonora Duse conservato sull\u2019Isola di San Giorgio. L\u2019Istituto per il Teatro e Melodramma, diretto da Maria Ida Biggi, presenta una&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":9184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-9183","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9183","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9183"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9183\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22208,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9183\/revisions\/22208"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9184"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9183"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9183"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9183"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}