{"id":9284,"date":"2022-07-19T14:37:04","date_gmt":"2022-07-19T13:37:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=9284"},"modified":"2025-03-26T17:16:20","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:20","slug":"a-roma-il-pasolini-riflesso-di-ruediger-glatz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/a-roma-il-pasolini-riflesso-di-ruediger-glatz\/","title":{"rendered":"A Roma il Pasolini riflesso di Ruediger Glatz"},"content":{"rendered":"<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12 box-spacer padding-y-medium \"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<div class=\"textarea-content\">\n<p class=\"large margin-b-small\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><a href=\"https:\/\/www.palazzoesposizioni.it\/\"><strong>Palazzo delle Esposizioni<\/strong><\/a> ospita la prima mostra personale italiana del fotografo tedesco <strong>Ruediger Glatz<\/strong>, a cura di Alessio de&#8217; Navasques: un corpo di oltre sessanta immagini in bianco e nero dedicate a Pier Paolo Pasolini. Attraverso una visione clinica, quasi scientifica, che sembra rievocare una certa tradizione fotografica tedesca fino all&#8217;esigenza poetica di resa del reale della <\/span><em style=\"font-size: 16px;\">Subjektive Photographie,<\/em><span style=\"font-size: 16px;\"> Ruediger Glatz incontra il grande intellettuale italiano in un processo di avvicinamento, di rifrazione e riflessione. La mostra si chiama, appunto, <em><strong>Reflecting Pasolini\u00a0<\/strong><\/em>e rimarr\u00e0 aperta fino al <strong>4 settembre 2022<\/strong>.\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"ctl00_cphBody_divRowImgUno\" class=\"row\" style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"ctl00_cphBody_divColImmagineUno\" class=\"col-xs-12 col-sm-6 margin-b-medium\">\n<div class=\"box box-gallery-thumb\">\n<div id=\"ctl00_cphBody_divImmagineUno\" class=\"img\">\n<div style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.palazzoesposizioni.it\/MC-API\/Risorse\/StreamImmagineOriginale.ashx?guid=E8D4CBFC-383E-41A0-88D0-AAD2B6A0F4D6\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"797\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ruediger Glatz, ON PPP | Vista dai tetti del Mattatoio verso il Gazometro, Roma 2022<\/p><\/div>\n<p>L&#8217;ineffabilit\u00e0 di un destino solitario \u2013 motivo ricorrente nell&#8217;opera pasoliniana \u2013 il senso dell\u2019assenza, palpabile in certi luoghi, situazioni e memorie, la nostalgia dei personaggi che hanno vissuto quegli spazi, le presenze che fisicamente li hanno abitati e poi lasciati vuoti, tutto questo ha generato una visione personale e unica della figura del poeta nelle immagini dell\u2019artista. I luoghi topografici, cos\u00ec come le architetture, ma anche gli oggetti, in qualche modo denaturalizzati, tornano a essere i &#8220;personaggi&#8221; della narrazione. Pier Paolo Pasolini ha scelto di impostare la propria narrazione partendo da paesaggi urbani, naturali, periferici, con una forza semantica tale da mantenere un carattere antropologico e politico anche nella finzione del cinema. Cos\u00ec, Ruediger Glatz ne restituisce la memoria dello spazio scenico e letterario attraverso i dettagli, con un processo mutuato dallo stesso poeta, che conferisce alle sue immagini un rapporto nuovo e ambivalente con il tempo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"ctl00_cphBody_divColImmagineDue\" class=\"col-xs-12 col-sm-6 margin-b-medium\">\n<div class=\"box box-gallery-thumb\">\n<div id=\"ctl00_cphBody_divImmagineDue\" class=\"img\">\n<div style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.palazzoesposizioni.it\/MC-API\/Risorse\/StreamImmagineOriginale.ashx?guid=A9FCA97A-6783-45AA-AFE8-3A9EFF4B115F\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ruediger Glatz, EMBODYING PASOLINI\u00a0| Performance di Tilda Swinton and Olivier Saillard &#8211; Mattatoio, Roma, 2021<\/p><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"txt padding-y-small\">\nUsando quella &#8220;qualita\u0300 magica&#8221; e imprevista della fotografia, che Walter Benjamin definisce <em>&#8220;scintilla minima di caso&#8221;<\/em>, un\u2019autenticit\u00e0 che il medium della riproduzione per antonomasia esprime come un incanto cristallizzato nel tempo, Ruediger Glatz \u00e8 riuscito a documentare la forza dell&#8217;assenza nella performance\u00a0<em>Embodying Pasolini,<\/em>\u00a0presentata nel giugno 2021 negli spazi del Mattatoio di Roma. In un&#8217;azione in pi\u00f9 tempi, l&#8217;attrice e performer Tilda Swinton e il curatore e storico della moda Olivier Saillard, hanno indagato nella monumentalit\u00e0 scultorea dei costumi di Danilo Donati, la memoria dei personaggi pasoliniani. La Swinton, con la sua fisicit\u00e0, diafana e forte allo stesso tempo, guidata da Saillard, ha ricercato nei buchi del tessuto, nel vuoto delle pieghe di questi oggetti inanimati, nella loro percezione materiale e immateriale, l&#8217;essenza stessa della cinematografia pasoliniana.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<div style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Ruediger-Glatz-ON-PPP-Il-Grand-Hotel-Villa-Feltrinelli-Salo-2022.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ruediger Glatz, ON PPP, Il Grand Hotel Villa Feltrinelli, Sal\u00f2, 2022<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<div class=\"textarea-content\">\n<div class=\"txt\">\n<p>In mostra, come in un ciclo di affreschi, la storia per immagini dell&#8217;esperienza performativa: una &#8220;stanza&#8221; temporale che riflette il magnetismo e i momenti pi\u00f9 intensi dell&#8217;azione, l&#8217;espressivit\u00e0 nella materia dei costumi, la sacralit\u00e0 austera nell&#8217;atmosfera del Mattatoio, l&#8217;intimit\u00e0 e il dialogo nel backstage. L\u2019esposizione prolungata o multipla della pellicola ha permesso al fotografo sdoppiamenti e riflessi, che restituiscono il tempo-spazio sospeso della performance nella trasfigurazione dell&#8217;attrice. La luce imprime il riverbero di una &#8220;personificazione&#8221; che non tocca solo i diversi personaggi, ma anche Pasolini stesso. Il contrasto con il nero svela la fragilit\u00e0 e l&#8217;instabilit\u00e0 dell&#8217;azione, il carattere intrinsecamente aperto del progetto fotografico.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"ctl00_cphBody_divRowImgDue\" class=\"row\" style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"ctl00_cphBody_divColImmagineTre\" class=\"col-xs-12 margin-t-medium margin-b-medium\">\n<div class=\"box box-gallery-thumb\">\n<div id=\"ctl00_cphBody_divImmagineTre\" class=\"img\">\n<div style=\"width: 931px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.palazzoesposizioni.it\/MC-API\/Risorse\/StreamImmagineOriginale.ashx?guid=E8E17DE3-E6AC-4727-BD9D-4EDD00C5B2AD\" alt=\"\" width=\"921\" height=\"1228\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ruediger Glatz, EMBODYING PASOLINI | Performance di Tilda Swinton e Olivier Saillard con Gael Mamine &#8211; Mattatoio, Roma, 2021<\/p><\/div>\n<p>Il volto enigmatico della Swinton e il momento della performance diventano un dispositivo riflettente, un\u00a0<em>punctum<\/em>\u00a0che feconda la creativit\u00e0 del fotografo, innescando un processo di conoscenza dell&#8217;opera di Pasolini nella riflessione e nella rifrazione di questa azione. Da qui il titolo della mostra\u00a0<em>Reflecting Pasolini<\/em>\u00a0e l&#8217;idea del progetto, che si completa con le immagini dei luoghi e degli oggetti, quelli che Ruediger Glatz ha incontrato attraversando l&#8217;Italia alla ricerca dell\u2019immaginario del poeta. Il ciclo di fotografie denominato\u00a0<em>On PPP<\/em>\u00a0ricostruisce cos\u00ec questo percorso emotivo nel confronto tra passato e presente, nel rapporto di Pasolini con la citt\u00e0 di Roma, documentando i cambiamenti, ma anche la magia immutata di certi confini e ormai mitologiche periferie.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<div class=\"textarea-content\">\n<div class=\"txt\">\n<div style=\"width: 926px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Ruediger-Glatz-ON-PPP-Il-corvo-di-Uccellacci-e-Uccellini-630x420.jpg\" alt=\"Ruediger Glatz, ON PPP, Il corvo di \u201cUccellacci e Uccellini\u201d\" width=\"916\" height=\"610\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ruediger Glatz, ON PPP, Il corvo di \u201cUccellacci e Uccellini\u201d<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quasi a voler colmare quel senso di vuoto, Glatz ha investito di nuove rappresentazioni e risemantizazzioni i riferimenti alla pittura primitiva di Piero della Francesca e Giotto ne<em>\u00a0Il Vangelo secondo Matteo,<\/em>\u00a0cos\u00ec come la poesia scenica nelle architetture del Quadraro e Centocelle in film come\u00a0<em>Mamma Roma<\/em>\u00a0o\u00a0<em>Accattone,<\/em>\u00a0o le ombre di Villa Feltrinelli sulle rive del lago di Garda, ultima residenza di Mussolini, a cui Pasolini si ispir\u00f2 per il film\u00a0<em>Sal\u00f2.\u00a0<\/em>Dai chiaroscuri di Glatz affiora la dimensione della strada, nella sua forza trasversale di luogo del racconto, a cui i personaggi pasoliniani si affidano nella narrazione, cos\u00ec come la superficie piatta delle facciate delle chiese San Felice da Cantalice e Don Bosco, che premono sull&#8217;azione dell&#8217;uomo e diventano proiezione del suo stesso destino.<\/p>\n<div style=\"width: 921px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Ruediger-Glatz-ON-PPP-La-chiesa-di-San-Felice-da-Cantalice-a-Centocelle-630x420.jpg\" alt=\"Ruediger Glatz, ON PPP, La chiesa di San Felice da Cantalice a Centocelle\" width=\"911\" height=\"608\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ruediger Glatz, ON PPP, La chiesa di San Felice da Cantalice a Centocelle<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fotografo ha ricercato quel punto di vista decentrato e marginale nell&#8217;idea pasoliniana di Roma come\u00a0<em>citt\u00e0-set,<\/em>\u00a0cercando quel fascino della verit\u00e0 anche nella rappresentazione del Tevere \u2013 luogo che ritorna della ritualizzazione del sacrificio di Accattone nella sua scommessa con la morte \u2013 sui cui argini rimangono attivit\u00e0 fantasma e la nostalgia di ritrovi sociali ormai perduti. La sabbia, il paesaggio naturale delle dune di Ostia, conservano ancora il fascino di spazio aperto all&#8217;instabilit\u00e0 e alla trasgressione, intesa come capacit\u00e0 critica. L&#8217;essenza stessa dei luoghi, degli scorci solitari, della\u00a0<em>natura-cultura<\/em>, come spazi denaturalizzati, ha generato cos\u00ec un personale atlante di miti ed emozioni, in una dimensione intima e letteraria, che ha portato Glatz a completare il suo viaggio nella casa bolognese, dove il poeta nacque, cos\u00ec come a visitare la Torre di Chia, ultimo amato rifugio dove scrisse\u00a0<em>Petrolio<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzo delle Esposizioni ospita la prima mostra personale italiana del fotografo tedesco Ruediger Glatz, a cura di Alessio de&#8217; Navasques: un corpo di oltre sessanta immagini in bianco e nero dedicate a Pier Paolo Pasolini. 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