{"id":9368,"date":"2022-07-25T13:52:59","date_gmt":"2022-07-25T12:52:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=9368"},"modified":"2025-03-26T17:16:18","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:18","slug":"filippo-de-pisis-lillusione-della-superficialita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/filippo-de-pisis-lillusione-della-superficialita\/","title":{"rendered":"Filippo de Pisis. L&#8217;illusione della superficialit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div id=\"9d8c81e5-b5e5-4735-9d06-41e61f15d271\" class=\"wp-block-m900-blocks-editoriale wp-control-block parent-block wp-block-marginate m900-block-container-medium\">\n<div class=\"columns-wrapper-editoriale\">\n<div class=\"align-col-sx columns-container has-1-columns\">\n<div class=\"wp-block-m900-blocks-content-column-block\">\n<div class=\"inner-column\">\n<p class=\"is-style-txt-h2\" style=\"text-align: justify;\">La mostra <strong><em>Filippo de Pisis. L\u2019illusione della superficialit\u00e0<\/em><\/strong>, nata da un\u2019idea di\u00a0<strong>Sergio Risaliti<\/strong>, co-curata da\u00a0<strong>Lucia Mannini<\/strong>\u00a0e organizzata in collaborazione con l\u2019<strong>Associazione per Filippo de Pisis<\/strong>, ospita oltre quaranta opere del pittore e letterato ferrarese al primo piano del <a href=\"https:\/\/www.museonovecento.it\/\"><strong>Museo Novecento<\/strong><\/a> fino al 7 settembre 2022.<\/p>\n<p><em>\u00abLo chiamano superficiale, questo pittore, e non si rendono conto dei novemila metri di profondit\u00e0 ch\u2019egli raggiunge senza nemmeno indossare lo scafandro [\u2026] De Pisis sa regalare ai disattenti l\u2019illusione della superficialit\u00e0\u00bb <\/em>Elio Vittorini<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"8ebbd714-b618-4e92-8737-be83592f3c95\" class=\"wp-block-m900-blocks-editoriale wp-control-block parent-block wp-block-marginate m900-block-container-medium\">\n<div class=\"columns-wrapper-editoriale\">\n<div class=\"columns-container has-2-columns\">\n<div class=\"wp-block-m900-blocks-content-column-block stop-marginate-total\">\n<div class=\"inner-column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Traendo spunto dalle parole scritte da Elio Vittorini in occasione della personale tenuta da de Pisis a Firenze nel gennaio del 1933, l\u2019esposizione indaga alcuni temi portanti della produzione artistica di una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 complesse del primo Novecento italiano.<\/p>\n<div style=\"width: 1191px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonovecento.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Manusardi-Studio-Fotografico-Milano-1.jpg\" alt=\" Filippo de Pisis, Natura morta, 1926, olio su cartone. Courtesy Gerolamo e Roberta Etro, Photo credit Manusardi Studio Fotografico Milano.\" width=\"1181\" height=\"869\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Natura morta, 1926. Courtesy Gerolamo e Roberta Etro &#8211; Foto Manusardi Studio Fotografico Milano<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accusato spesso di perseguire una pittura dalla \u201csuperficialit\u00e0 decorativa\u201d di matrice neo-impressionista \u2013 per via della pennellata rapida e leggera e dei piacevoli accostamenti cromatici \u2013 de Pisis ha invece costruito molti dei suoi maggiori dipinti tramite un gioco di rimandi e riferimenti, autobiografici e culturali. La \u00ableggerezza di tocco\u00bb e la \u00abfacile contentatura negli accordi tonali\u00bb non escludevano, infatti, per Vittorini la \u00abpotenza rappresentativa\u00bb o \u00abevocativa\u00bb o \u00abespressiva\u00bb delle sue opere, ma anzi, gli riconosceva di saper esprimere con minimi mezzi, e quasi sfiorando appena la tela con il pennello, \u00abl\u2019intima vitalit\u00e0 delle cose\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costruita secondo un andamento tematico, la mostra intende sottolineare questa complessit\u00e0 attraverso un\u2019attenta e studiata selezione di opere nelle quali l\u2019artista ha adottato espedienti come il \u201cquadro nel quadro\u201d, la\u00a0<em>mise en abyme<\/em>\u00a0della rappresentazione visiva, l\u2019evocazione degli strumenti del mestiere, la composizione allegorica che talvolta funziona come un rebus.<\/p>\n<div style=\"width: 2570px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonovecento.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/DSC05730-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1707\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Allestimento mostra<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 al tempo rilevato dalla critica pi\u00f9 accorta, la magica e misteriosa sospensione tra realt\u00e0 e irrealt\u00e0 \u00e8 protagonista delle nature morte di de Pisis (Waldemar George, 1928) anche quando \u00e8 una tela vuota a sollecitare nell\u2019osservatore una riflessione, invitandolo a indagare pi\u00f9 in profondit\u00e0 il senso delle cose esibite in un dipinto e andando oltre la piacevolezza visiva della sua pittura. Scriveva sempre Vittorini: nei suoi dipinti \u00able cose riescono ad associarsi in atmosfere volta a volta sinistre o gloriose, cio\u00e8 di meraviglia\u00bb.<\/p>\n<div style=\"width: 1935px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonovecento.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/00006680-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"1925\" height=\"2560\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Natura morta accidentale, 1919. Fondazione Cariverona, Archivio fotografico della Fondazione Cariverona \u2013 Foto Stefano Saccomani<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla superficie del quadro, che di fatto \u00e8 una composizione di storie e di immagini a chiave, si celano dunque messaggi, spesso con riferimenti autobiografici e si mette in guardia contro l\u2019illusoriet\u00e0 della figurazione, contro la finzione che la pittura mette in scena, riconoscendo come il linguaggio figurativo si nutra della pittura e torni ad essa. Un affinamento singolare delle strategie metafisiche adottate da Giorgio de Chirico e un modo di giocare con il linguaggio, appreso grazie alla conoscenza del mondo Dada e all\u2019amicizia con Tristan Tzara, che de Pisis sviluppa in una propria sintesi in grado di stare dentro le avanguardie con un piede nel \u201cmuseo\u201d.<\/p>\n<div style=\"width: 935px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.museonovecento.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Filippo-De-Pisis-vestito-da-naturalista-a-Ferrara-1912-Archivio-Bona-de-Pisis-Roma.jpg\" alt=\"\" width=\"925\" height=\"1491\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Filippo De Pisis vestito da naturalista a Ferrara (1912), Archivio Bona de Pisis, Roma<\/p><\/div>\n<p class=\"is-style-txt-h4\" style=\"text-align: justify;\">La selezione di opere esposte, provenienti da musei nazionali e internazionali (tra cui il Centre Pompidou), da istituzioni e collezioni private, oltre che dai depositi del Museo Novecento, \u00e8 arricchita dalla presenza di alcuni interventi site-specific dell\u2019artista\u00a0<strong>Luca Vitone<\/strong>\u00a0(Genova, 1964), da sempre affascinato dalla figura di de Pisis, sia come artista sia come intellettuale. Vitone dialoga con le opere in mostra presentando una carta da parati e un\u2019installazione, che intrecciano le vicende biografiche e artistiche dei due autori.<\/p>\n<div style=\"width: 2158px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.museonovecento.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/544-De-Pisis-Natura-morta-con-il-quadro-di-El-Greco-Courtesy-FarsettiArte-scaled.jpg\" alt=\" Filippo de Pisis, Natura morta con il quadro del Greco, 1926, olio su cartone applicato su tela, Collezione Privata- Farsetti, Courtesy of Farsettiarte\" width=\"2148\" height=\"2560\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Natura morta con il quadro del Greco, 1926. Collezione Privata- Farsetti, Courtesy of Farsettiarte<\/p><\/div>\n<p class=\"is-style-txt-h4\" style=\"text-align: justify;\">La mostra, inoltre, dialoga con la personale di\u00a0<strong>Giulio Paolini<\/strong>\u00a0(Genova, 1940), ospitata nelle sale espositive al piano terra del museo, creando un ponte tra tre generazioni di artisti italiani, de Pisis \u2013 Paolini \u2013 Vitone, e facendo emergere un\u2019inedita corrispondenza tra i loro linguaggi e modalit\u00e0 \u201cconcettuali\u201d di affrontare la \u201cillusione della superficialit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p class=\"is-style-txt-h4 has-primary-gray-color has-text-color\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione \u00e8 accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo con contributi da parte dei curatori della mostra, di studiosi e di critici d\u2019arte tra cui Maria Cristina Bandera, Paolo Campiglio e Luca Scarlini.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra Filippo de Pisis. 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