{"id":9532,"date":"2022-08-06T14:04:18","date_gmt":"2022-08-06T13:04:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=9532"},"modified":"2025-03-26T17:16:15","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:15","slug":"palermo-a-palazzo-reale-irrompe-larte-irrequieta-di-ryan-mendoza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/palermo-a-palazzo-reale-irrompe-larte-irrequieta-di-ryan-mendoza\/","title":{"rendered":"Palermo. A Palazzo Reale irrompe l\u2019arte irrequieta di Ryan Mendoza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Non ti aspetteresti di trovare\u00a0Ryan Mendoza,\u00a0n\u00e9 la sua mostra a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.federicosecondo.org\/palazzo-reale-2\/\"><strong>Palazzo Reale<\/strong><\/a>.\u00a0Tranne che non si colga in profondit\u00e0 la vera anima di un sito oggi Patrimonio dell\u2019Unesco. Questa \u00e8 la casa di Federico II: poliedrico, visionario, progressista ma al contempo figura scomoda e tormentata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle stanze, dal giardino, dal cortile di Palazzo Reale le opere di Ryan Mendoza urlano la verit\u00e0 senza mai arretrare per compiacere il pubblico. Anche il lungimirante Federico II probabilmente avrebbe apprezzato questo sguardo crudo e aperto sul mondo.<\/p>\n<div style=\"width: 929px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Ryan-Mendoza-Yours-Truly-2010-539x420.jpg\" alt=\"Ryan Mendoza, Yours Truly, 2010\" width=\"919\" height=\"716\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ryan Mendoza, Yours Truly, 2010<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"https:\/\/www.thegoldencalf.it\/\"><strong>The Golden Calf<\/strong><\/a><\/em>\u00a0(Palazzo Reale di Palermo, dal 31 luglio al 26 settembre 2022) non \u00e8 un prodotto, \u00e8 il risultato autentico di un percorso concettuale durato tre anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, organizzata dalla\u00a0<strong>Fondazione Federico II<\/strong>\u00a0col patrocinio del\u00a0<strong>Ministero della Cultura<\/strong>, ha visto lungo il percorso di costruzione della mostra, la preziosa e costante collaborazione della Fondazione Brodbeck. La Fondazione Morra Greco ha gentilmente prestato alcune opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta poco o nulla del progetto iniziale. Per questo \u00e8 una mostra vera: da un embrione \u00e8 cresciuta, cambiata, ha fatto i conti con battute d\u2019arresto, crisi profonde e slanci creativi.<\/p>\n<div style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/rivista\/immagini\/2022\/fn\/allestimento-golden-calf.jpg\" alt=\"Allestimento della mostra The Golden Calf al Palazzo Reale di Palermo\" width=\"1000\" height=\"667\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Allestimento della mostra The Golden Calf al Palazzo Reale di Palermo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019artista cittadino del mondo,<\/strong>\u00a0con un passato tra\u00a0<strong>New York, Berlino\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Napoli,<\/strong>\u00a0per tre anni ha lavorato dai piedi dell\u2019Etna sempre in contatto con la Fondazione Federico II a\u00a0<strong>Palermo.<\/strong>\u00a0Inutile cercare una trama: per frantumare ogni staticit\u00e0 di significato, Mendoza sceglie di disgregare, sceglie la via dell\u2019anti-narrazione. La vera trama \u00e8 la\u00a0<strong>non trama.<\/strong>\u00a0Opere che vanno oltre le immagini, che occludono il significato reale del mondo declinato dall\u2019<strong>establishment.\u00a0<\/strong>Oltre i conflitti sedati dall\u2019apparenza di significato-immagini che regolano il nostro respiro senza mai risolvere le ambiguit\u00e0 della societ\u00e0 consumistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo\u00a0<strong>delirio organizzato\u00a0<\/strong>qualche indizio, o punto di riferimento, si trova in due elementi diametralmente opposti. Il vitello d\u2019oro, che d\u00e0 il titolo alla mostra, simbolo biblico dei falsi idoli e dell\u2019idolatria, a cui si contrappone il\u00a0<strong>pipistrello:<\/strong>\u00a0l\u2019antieroe, che per Mendoza include la moltitudine degli emarginati e dei pi\u00f9 deboli. Dietro quella forma che i pi\u00f9 da sempre guardano con ritrosia, per l\u2019artista c\u2019\u00e8 probabilmente il corpo delle inquietudini e dei conflitti della societ\u00e0.<\/p>\n<div style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Ryan-Mendoza-Bats-2022.-Palazzo-Reale-Palermo.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"797\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Uno dei pipistrelli di Ryan Mendoza nel Giardino di Palazzo Reale di Palermo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emerge da un lato la voglia di Mendoza di scardinare artisticamente le finzioni dal sistema, dall\u2019altro lato la volont\u00e0 della Fondazione Federico II di sostenere una visione del Palazzo Reale ancora oggi fabbrica di idee, simbolo del dialogo e della contaminazione come pluralit\u00e0 di pensieri. Dietro le opere di Mendoza c\u2019\u00e8 un respiro da comprendere senza mai giudicare. Bellezza e bruttezza divengono quasi criteri politici e sociali. Quindi pu\u00f2 accadere che il rapporto tra normale e mostruoso possa essere rovesciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cLook at this mess\u201d<\/strong>\u00a0rappresenta l\u2019allarme, l\u2019invito a guardare il\u00a0<strong>\u201cpasticcio\u201d,<\/strong>\u00a0ovvero il mondo che ci circonda, quando ormai non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo:\u00a0<strong>tic tac tic tac,\u00a0<\/strong>un countdown assordante incalza tutti noi. Un pasticcio che fa soffrire l\u2019artista a tal punto da stigmatizzare le opere e se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione si concretizza in 46 opere tra dipinti, sculture e istallazioni. Opere che invadono il Palazzo,\u00a0<strong>dalla facciata esterna al Cortile, dal piano nobile fino ai Giardini.\u00a0<\/strong>Un puzzle lessicale che si rivela solo al termine.<\/p>\n<div style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/rivista\/immagini\/2022\/fn\/ryan-mendoza-al-lavoro.jpg\" alt=\"Ryan Mendoza al lavoro\" width=\"1000\" height=\"562\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ryan Mendoza al lavoro<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quasi tutte le opere sono state\u00a0<strong>espressamente<\/strong>\u00a0realizzate da Mendoza per questa occasione, lavorando per tre anni alle pitture, alle sculture in ceramica e ad altre in mixed media, concepite come parole di un unico discorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pitture<\/strong>. Al piano nobile le pitture di Mendoza che si alimentano di visioni solo apparentemente inconciliabili come la cultura pop americana e la tradizione barocca europea, rilette alla luce del presente. \u00c8 espressione di quel ritorno a un linguaggio che sembrava ormai obsoleto ma riesce invece a reinventare il quotidiano attraverso temi in cui si rispecchiano le ossessioni contemporanee. L\u2019immaginario dell\u2019artista \u00e8 costellato di presenze epifaniche come ritratti di persone e animali, talmente vivi da far idealmente percepire il battito cardiaco.<\/p>\n<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element \" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element \" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div style=\"width: 922px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Ryan-Mendoza-Abstract-2022-1-1-401x420.jpg\" alt=\"Ryan Mendoza, Abstract, 2022\" width=\"912\" height=\"955\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ryan Mendoza, Abstract, 2022<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Nelle opere di Ryan Mendoza la colatura del colore, che rimanda al dripping e ai graffiti, crea uno squarcio sulla superficie pittorica invitata a spogliarsi della propria illusoriet\u00e0. Analogamente la pittura e la scrittura che si intersecano e si reiventano reciprocamente ricorrono all\u2019ambiguit\u00e0 come ipotesi ulteriore di conoscenza e colgono il senso nascosto degli avvenimenti a noi pi\u00f9 vicini con la consapevolezza della finitezza del nostro tempo e scevri da miti, rituali e stereotipi. Immagine e parole si fondono ma non \u00e8 del tutto scontato se sia l\u2019immagine a nascondere la parola o \u00e8 il contrario.<\/p>\n<p><strong>Il Polittico.<\/strong>\u00a0La sintesi del messaggio artistico-pittorico di Mendoza si condensa nel sensazionale Polittico collocato nella Sala dei Vicer\u00e9 che si compone di nove elementi e in cui si combinano i riferimenti complessi cui alludono gli animali \u2013 tanto come enigmi solitari (Fawn; Deer; The Golden Calf) quanto nell\u2019eloquente abbraccio di Cover me in a coat of paint \u2013 ma anche le presenze umane come nel caso dell\u2019abbraccio, questa volta in chiave sensuale, di Fabia with her love. E, ancora, \u00e8 particolarmente intenso l\u2019alternarsi di volti femminili (Think of All the Good Things; Girl with hair in front of face; Lara eyes closed; One last time) che si offrono e al contempo si sottraggono allo sguardo del fruitore in un continuo rimando alle possibili contaminazioni con l\u2019altro.<\/p>\n<div style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/rivista\/immagini\/2022\/fn\/mendoza-polittico.jpg\" alt=\"Ryan Mendoza, Polittico\" width=\"900\" height=\"1350\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ryan Mendoza, Polittico<\/p><\/div>\n<p><strong>Diaframmi.<\/strong>\u00a0Ad una serie di opere vivide e colorate dal titolo Abstract spetta un\u2019attenzione speciale. Questi lavori, realizzati su vetro, sono collocati nel percorso espositivo come veri e propri diaframmi. Sembrerebbe che l\u2019artista in questi \u201cpattern\u201d faccia intravedere diversi segni che in modo subliminale ricordano il \u201crespiro\u201d della Cappella Palatina, pi\u00f9 volte ammirata da Mendoza durante i sopralluoghi, come a voler creare una memoria sottotraccia ed un tutt\u2019uno opere-mostra, mostra-Palazzo, opere-mostra-Palazzo.<\/p>\n<p>Queste opere al contempo assumono la funzione di scandire lo spazio tra le altre opere e quindi di accompagnarne la visione mai passiva. Lo sfondo di uno degli Abstract rimanda esplicitamente, infatti, a quello di uno dei quadri.<\/p>\n<p>Passaggio ulteriore in questo itinerario espositivo \u00e8 la centralit\u00e0 dell\u2019opera plastica di Ryan Mendoza. Dotata di spiccata energia, la sua ricerca sul fronte scultoreo e installativo rivela con grande forza la natura voluta mente ambigua della produzione dell\u2019artista<\/p>\n<div style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/rivista\/immagini\/2022\/fn\/mendoza-cow-head.jpg\" alt=\"Ryan Mendoza, Cow Head\" width=\"1000\" height=\"798\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ryan Mendoza, Cow Head<\/p><\/div>\n<p><strong>Animali di peluche.<\/strong>\u00a0\u201cStuffed animals\u201d \u00e8 un\u2019installazione imponente, realizzata parzialmente in ceramica e data dall\u2019accumulo di diversi peluche ammassati, giochi infantili che alludono alla compulsione diffusa tra gli adulti a circondarsi di oggetti. Compare nuovamente il mondo infantile, evocato dai peluche come immediata metafora della libera creativit\u00e0. Riappare lo stato d\u2019animo di un bambino a cui \u00e8 stato sottratto l\u2019accesso ai suoi giocattoli ossia alla propria creativit\u00e0, alla pura libert\u00e0 di comporre i molteplici significati del proprio mondo.<\/p>\n<p>Il cumulo di giocattoli in mostra \u00e8 il cumulo delle nostre libert\u00e0 sottratte, di cui dobbiamo riappropriarci per tentare di risolvere il rapporto ambiguo e contorto tra noi e il mondo. Per dare respiro alle esistenze. Per via dell\u2019uso straziante del monocromo che confonde le iconografie a noi note questi singoli peluche tacciono in modo struggente e desolante se osservati singolarmente mentre invece risuonano all\u2019unisono nel loro potentissimo insieme e nella scelta di collocare Stuffed animals nel cortile Maqueda di Palazzo Reale.<\/p>\n<div style=\"width: 924px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Ryan-Mendoza-Mikka-with-Teddy-bear-2022-280x420.jpg\" alt=\"Ryan Mendoza, Mikka with Teddy bear, 2022\" width=\"914\" height=\"1372\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ryan Mendoza, Mikka with Teddy bear, 2022<\/p><\/div>\n<p><strong>Pipistrelli<\/strong>. L\u2019invasione artistica prosegue anche fuori dal Palazzo per debellare sul nascere l\u2019idea di un allestimento che si traduca in un sistema chiuso, grazie alla proficua collaborazione col\u00a0<strong>Mann (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), col Mausoleo di Cecilia Metella, Castrum Caetani (Parco Archeologico dell\u2019Appia Antica)<\/strong>\u00a0a Roma e col<strong>\u00a0Sistema Museale dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo<\/strong>\u00a0(Palazzo Chiaramonte Steri e Orto Botanico).\u00a0 Ai Giardini di Palazzo Reale e in questi luoghi chiave sparsi per l\u2019Italia, trovano collocazione altrettanti \u201cBats\u201d, in una versione inedita e irrepetibile ideata per la Fondazione Federico II. I pipistrelli, nella loro posizione di riposo, sembrano alla ricerca dell\u2019habitat naturale. Una disseminazione culturale oltre che fisica. Questi \u201cantieroi\u201d per Mendoza includono la moltitudine degli emarginati e dei pi\u00f9 deboli. Bellezza e bruttezza divengono quasi criteri politici e sociali. Dietro quella forma che i pi\u00f9 da sempre guardano con ritrosia, per l\u2019artista c\u2019\u00e8 probabilmente il corpo delle inquietudini e dei conflitti della societ\u00e0.<\/p>\n<p>The Golden Calf di Ryan Mendoza \u00e8 un progetto realizzato dalla Fondazione Federico II, diretta da Patrizia Monterosso in collaborazione con Gianluca Collica (per la Fondazione Brodbeck) e Paola Nicita. Prezioso l\u2019apporto di Paolo Giulierini, Paolo Inglese, Simone Quilici, Stefano Roascio, Ilaria Sgarbozza, Antonio Portale e l\u2019Accademia di Belle Arti di Catania che ha lavorato a fianco dell\u2019artista per l\u2019opera \u201cStuffed Animals\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"divider-wrap\" style=\"text-align: justify;\" data-alignment=\"default\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ti aspetteresti di trovare\u00a0Ryan Mendoza,\u00a0n\u00e9 la sua mostra a\u00a0Palazzo Reale.\u00a0Tranne che non si colga in profondit\u00e0 la vera anima di un sito oggi Patrimonio dell\u2019Unesco. Questa \u00e8 la casa di Federico II: poliedrico, visionario, progressista ma al contempo figura scomoda e tormentata. 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