{"id":9574,"date":"2022-08-11T05:46:41","date_gmt":"2022-08-11T04:46:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=9574"},"modified":"2025-03-26T17:16:14","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:14","slug":"milano-celebra-richard-avedon-con-una-grande-mostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/milano-celebra-richard-avedon-con-una-grande-mostra\/","title":{"rendered":"Milano celebra Richard Avedon con una grande mostra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 22 settembre 2022 al 29 gennaio 2023<\/strong>, Milano celebra <strong><a href=\"https:\/\/www.avedonfoundation.org\/\">Richard Avedon<\/a><\/strong> (1923-2004) <strong><em>Richard Avedon: Relationships. <\/em><\/strong>La mostra promossa dal <strong>Comune di Milano-Cultura,\u00a0<\/strong>prodotta e organizzata<strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.palazzorealemilano.it\/\">Palazzo Reale<\/a><\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Skira Editore\u00a0<\/strong>in collaborazione con il Center for Creative Photography e la Richard Avedon Foundation \u00e8 curata da Rebecca Senf, responsabile della collezione del Center for Creative Photography e vede come main partner Versace e media partner Vogue Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna consentir\u00e0 di approfondire le caratteristiche innovative dell\u2019arte di Avedon che ne hanno fatto uno degli autori pi\u00f9 influenti del XX secolo; se da un lato, ha rivoluzionato il modo di fotografare le modelle, trasformandole da soggetti statici ad attrici protagoniste del set, mostrando anche il loro lato umano, dall\u2019altro, i suoi sorprendenti ritratti di celebrit\u00e0, in bianco e nero e spesso di grande formato, sono capaci di rivelare il lato psicologico pi\u00f9 interiore della persona ritratta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una sezione \u00e8 dedicata alla collaborazione tra Richard Avedon e Gianni Versace<\/strong>, iniziata con la campagna per la collezione primavera\/estate 1980, che decretava l\u2019esordio dello stilista, fino a quella della collezione primavera\/estate 1998, la prima firmata da Donatella Versace.<\/p>\n<div style=\"width: 1264px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.palazzorealemilano.it\/sites\/default\/files\/gallery\/2022-08\/01_%20Richard%20Avedon%20%281%29.jpg\" alt=\"Richard Avedon, Self-portrait, Provo, Utah, August 20, 1980; \u00a9 The Richard Avedon Foundation\" width=\"1254\" height=\"1570\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Richard Avedon, Self-portrait, Provo, Utah, August 20, 1980; \u00a9 The Richard Avedon Foundation<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro di Avedon per Versace \u00e8 la raffigurazione di come quel rapporto unico che a volte si crea tra designer e fotografo possa produrre immagini destinate a una zona fuori dal tempo, definitivamente al di l\u00e0 del racconto circoscritto cui erano in origine destinate, legato alla stagionalit\u00e0 della moda, per rivoluzionarne invece la narrazione globale.\u00a0Grazie al suo sguardo, Avedon \u00e8 stato uno dei pochi fotografi a interpretare l\u2019avanguardia di Gianni Versace, illustrando lo stile e l\u2019eleganza dello stilista italiano, nonch\u00e9 la radicalit\u00e0 della sua moda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il linguaggio astratto di Avedon agisce in uno spazio compresso che esalta le figure rendendole assolute e facendo esplodere le coreografie dei corpi di alcune delle top model pi\u00f9 celebrate dell\u2019epoca, in movimenti convulsi, sincopati, che mettono in evidenza la forma e la materialit\u00e0 degli abiti che indossano, come nel caso della campagna per la collezione primavera\/estate 1993, che vede protagoniste Linda Evangelista, Christy Turlington, Kate Moss, Aya Thorgren, Shalom Harlow.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il percorso espositivo, suddiviso in dieci sezioni<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>The Artist, The Premise of the show, Early Fashion, Actors and Directors, Visual Artists, Performing Artists \/ Musicians and writers \/ Poets, Avedon\u2019s People, Politics, Late Fashion, Versace<\/em>\u00a0&#8211; si costruisce attorno alle due cifre pi\u00f9 caratteristiche della sua ricerca<strong>: le fotografie di moda e i ritratti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelle di moda si possono raggruppare in due periodi principali. Le immagini giovanili, realizzate prima del 1960, sono scattate \u201con location\u201d e mettono in scena modelle che impersonano un ruolo per evocare una narrazione.\u00a0\u00a0Le opere successive, invece, si concentrano esclusivamente sulla modella e sui capi che indossa. In queste foto pi\u00f9 tarde, Avedon utilizza spesso uno sfondo minimalista e uniforme, e ritrae il pi\u00f9 delle volte il soggetto in pose dinamiche, utilizzando le forme fluide del corpo per rivelare la costruzione, il tessuto e il movimento dell\u2019abito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime fotografie di moda scattate da Avedon (quelle anteriori al 1960) sono molto pi\u00f9 che semplici rappresentazioni di abiti. Create per le pagine di riviste femminili come \u201cHarper\u2019s Bazaar\u201d e \u201cVogue\u201d, testata con cui lavor\u00f2 fino al 1988, trasportano l\u2019osservatore in un mondo di\u00a0<em>glamour<\/em>\u00a0e divertimento in cui le donne si muovono con disinvoltura in una vita di svaghi. Queste immagini cinematografiche incoraggiano chi le guarda a creare una narrazione e a costruire una trama immaginaria.\u00a0Alcune delle scene presentano uno sfondo minimalista e pochi dettagli ambientali, mentre altre includono\u00a0<em>location<\/em>\u00a0e diversi \u201cattori\u201d. In entrambi i casi, Avedon fa sentire chi le guarda, testimoni di una storia fatta di agi e piaceri pi\u00f9 articolata, che il pubblico potrebbe anche vivere in prima persona se solo possedesse l\u2019abito giusto.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\" xml:lang=\"en-US\">In queste fotografie \u201cfilmiche\u201d, Avedon utilizza figure aggiuntive in chiave strategica. Come in\u00a0<em>Carmen,\u00a0<\/em><em>Omaggio a Munk\u00e1csi, Cappotto Cardin, Place Franc\u0327ois-Premier<\/em>,\u00a0<em>Parigi<\/em>,\u00a0<em>1957<\/em>, dove il fotografo si concentra sulla modella che, sospesa a mezz\u2019aria nel salto, \u00e8 posta al centro dell\u2019inquadratura.\u00a0\u00a0Alla semplicit\u00e0 della foto di Carmen fa da contraltare l\u2019immagine di\u00a0<em>Suzy Parker con Robin Tattersall e Gardner McKay, Abito da sera Lanvin-Castillo, Caf\u00e9 des Beaux-Arts, Parigi, 1956<\/em>, in cui la modella \u00e8 piegata su un flipper nella sala a specchi del Caf\u00e9 des Beaux-Arts di Parigi, la gonna a balze resa splendente dalla retroilluminazione. Accanto a lei, due uomini in smoking, anch\u2019essi appoggiati al flipper, aspettano che finisca di giocare. Avedon utilizza \u201cattori\u201d aggiuntivi nella scena per arricchire l\u2019atmosfera glamour, far apparire la donna ancor pi\u00f9 desiderabile e aggiungere complessit\u00e0 alla narrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Molte sono le\u00a0<em>top model<\/em>\u00a0con cui Avedon lavor\u00f2 intensamente<\/strong>, da Dovima a China Machado, da Suzy Parker a Jean Shrimpton, da Penelope Tree a Twiggy, a Veruschka. Dalla straordinaria affinit\u00e0 che aveva con Dovima, ad esempio, scaturirono immagini spettacolari, come l\u2019iconica\u00a0<em>Dovima con gli elefanti, Abito da sera Dior, Cirque d&#8217;Hiver, Parigi 1955<\/em>.\u00a0Una serie di immagini raffiguranti Penelope Tree o Jean Shrimpton rivela come Avedon sapesse sfruttare le particolari qualit\u00e0 del volto o del corpo di una modella, e tre fotografie di Dorian Leigh risalenti al 1949 mostrano come potesse trasformare il soggetto attraverso\u00a0<em>location<\/em>\u00a0e abiti diversi in modo da fargli impersonare ruoli e personaggi distinti.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\" xml:lang=\"en-US\">In\u00a0<em>Dorian Leigh, Cappotto Dior, Avenue Montaigne, Parigi<\/em>, ad esempio, la modella avvolta in un soprabito con collo di pelliccia e maniche voluminose \u00e8 seduta sul sedile di una decapottabile con accanto una cappelliera, un mazzo di rose e un cagnolino acciambellato. La frangia morbida, l\u2019espressione gentile e l\u2019aria distratta della donna suggeriscono un\u2019idea di innocenza e disponibilit\u00e0 a dispetto della sua bellezza.\u00a0Leigh si presenta invece come una figura altera e sdegnosa in\u00a0<em>Dorian Leigh, Abito da sera Piguet, Appartamento di Helena Rubinstein, \u00cele Saint-Louis, Parigi.\u00a0<\/em>Avedon ritrae la modella di profilo davanti a uno specchio, assorta nell\u2019osservazione della propria immagine. Mani sui fianchi, capelli, trucco e gioielli, tutto appare perfettamente studiato e collocato in un contesto che evoca alta classe, raffinatezza ed eleganza. Lo splendido abito scultoreo e la sicurezza che emana fanno di Leigh un\u2019icona di stile.\u00a0La modella si trasforma nuovamente di fronte all\u2019obiettivo di Avedon in\u00a0<em>Dorian Leigh, Diamanti sintetici Schiaparelli, Pr\u00e9-Catelan, Parigi<\/em>, in un affollato evento serale. Il fotografo la ritrae con i capelli scuri accuratamente adornati da scintillanti gioielli, la mano sul bavero della giacca del suo accompagnatore che sorride con aria di apprezzamento, la bocca aperta in un\u2019ampia e sincera risata. Dorian Leigh \u00e8 espressiva, impegnata nella vita sociale, coinvolta in un\u2019esperienza e profondamente legata all\u2019uomo che le sta accanto.<\/p>\n<div style=\"width: 2206px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.palazzorealemilano.it\/sites\/default\/files\/gallery\/2022-08\/02_%20Richard%20Avedon%20%282%29.jpg\" alt=\"Richard Avedon, Dovima with elephants, evening dress by Dior, Cirque d'Hiver, Paris, August 1955; \u00a9 The Richard Avedon Foundation\" width=\"2196\" height=\"2724\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Richard Avedon, Dovima with elephants, evening dress by Dior, Cirque d&#8217;Hiver, Paris, August 1955; \u00a9 The Richard Avedon Foundation<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per quanto riguarda i ritratti, Avedon \u00e8 noto per il suo particolare stile<\/strong>, sviluppato a partire dal 1969. Fra i tratti salienti del suo approccio \u00e8 da includere l\u2019uso dello sfondo bianco, che gli consentiva di eliminare i potenziali elementi di distrazione di un dato set fotografico per enfatizzare le qualit\u00e0 della posa, dei gesti e dell\u2019espressione. Ne \u00e8 un esempio la fotografia del 1981, scelta come immagine guida della mostra, che ritrae Nastassja Kinski, morbidamente distesa sul pavimento e abbracciata da un serpente.\u00a0Lavorando principalmente con una fotocamera di grande formato, riprendeva i suoi soggetti abbastanza da vicino affinch\u00e9 occupassero un\u2019ampia sezione dell\u2019inquadratura, rafforzando nell\u2019osservatore la consapevolezza dello spazio negativo tra la figura e il margine. L\u2019interazione tra figura e vuoto, tra corpo e spazio, tra forma solida e potere definente del bordo \u00e8 la chiave della potenza delle sue immagini.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\" xml:lang=\"en-US\">Il fascino di queste foto non \u00e8 legato solo alla composizione, ma anche al senso di intimit\u00e0 che esse evocano. Avedon d\u00e0 vita a ritratti potentemente descrittivi che avvicinano l\u2019osservatore ai soggetti effigiati. La capacit\u00e0 di vedere i dettagli del volto, anche quelli minimi, pone l\u2019osservatore a una distanza generalmente riservata a coniugi, amanti, genitori o figli. Ad esempio, nella fotografia\u00a0<em>La scultrice Louise Nevelson, New York, 13 maggio 1975<\/em>, si pu\u00f2 ammirare il taglio cortissimo dell\u2019artista settantacinquenne, il modo in cui i suoi occhi ci scrutano da dietro le ciglia pesantemente ricoperte di mascara, il sottile luccichio del lucidalabbra o le splendide applicazioni sulle maniche del suo soprabito.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\" xml:lang=\"en-US\">Avedon ebbe modo di fotografare molti dei suoi soggetti a distanza di anni. \u00c8 questo il caso del pittore Jasper Johns nel 1965 e nel 1976, della scrittrice Carson McCullers nel 1956 e nel 1958, del politico George Wallace nel 1963 e nel 1976, del poeta Allen Ginsberg nel 1963 e nel 1970.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\" xml:lang=\"en-US\">Ma\u00a0<strong>il caso pi\u00f9 eclatante di relazione fotografica prolungata nel tempo \u00e8 forse quello che riguarda l\u2019amico Truman Capote<\/strong>.\u00a0Avedon fotograf\u00f2 per la prima volta Capote nel 1949. Poi, nel 1959, i due collaborarono al primo libro di Avedon,\u00a0<em>Observations<\/em>, una raccolta di ritratti di personaggi celebri, tra cui la cantante lirica Marian Anderson, il pittore Pablo Picasso e lo scienziato marino ed esploratore Jacques Cousteau. Il volume era corredato da un saggio di Capote e da suoi commenti alle fotografie, mentre la grafica era curata da Aleksej Brodovi\u010d, il leggendario art director di \u201cHarper\u2019s Bazaar\u201d.\u00a0Capote e Avedon lavorarono di nuovo insieme l\u2019anno seguente. Mentre lo scrittore si trovava a Garden City, in Kansas, per la stesura di\u00a0<em>A sangue freddo,\u00a0<\/em>Avedon lo raggiunse in quattro diverse occasioni per fotografare i presunti assassini Perry Smith e Richard \u201cDick\u201d Hickock, in attesa di giudizio.\u00a0In\u00a0<em>Truman Capote, New York, 10 ottobre 1955<\/em>, lo scrittore aveva solo trentun anni. L\u2019immagine lo mostra svestito, gli occhi chiusi e le braccia dietro la schiena, il mento rasato. La posa scelta dal fotografo sottolinea la vulnerabilit\u00e0 del giovane, messo a nudo di fronte allo sguardo indagatore e compiaciuto dell\u2019osservatore.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\" xml:lang=\"en-US\">L\u2019ultimo ritratto di Capote, ormai cinquantenne, risale al 1974. La flessuosa sensualit\u00e0 della foto precedente \u00e8 ormai scomparsa. Avedon si focalizza ora sulla testa dello scrittore, che riempie gran parte dell\u2019inquadratura ed \u00e8 fuori centro.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\" xml:lang=\"en-US\"><strong>Il percorso espositivo propone inoltre una nutrita selezione di ritratti di celebrit\u00e0 del mondo dello spettacolo<\/strong>, attori, ballerini, musicisti ma anche di attivisti per i diritti civili, politici e scrittori, tra cui quelli dei Beatles (John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr), ma anche di Bob Dylan, di Michelangelo Antonioni, Allen Ginsberg, Sofia Loren, Marylin Monroe, del Dalai Lama e due di Andy Wahrol, dove il padre della\u00a0<em>Pop art<\/em>\u00a0americana decide di mostrare la sua intimit\u00e0 a Richard Avedon esibendo le sue cicatrici da arma da fuoco, dopo essere sopravvissuto a un tentativo di omicidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una sezione \u00e8 dedicata ai ritratti degli esponenti dei movimenti americani per i diritti civili e ai membri del Congresso americano, questi ultimi confluiti nel portfolio\u00a0<em>The Family<\/em>, realizzato nel 1976 per la rivista\u00a0<em>Rolling Stone<\/em>, che documentava l\u2019<em>\u00e9lite<\/em>\u00a0del potere politico statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagna la rassegna\u00a0<strong>un catalogo edito da Skira<\/strong>,\u00a0<strong>con testi di James Martin, Donatella Versace, Rebecca Senf, Maria Luisa Frisa.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 22 settembre 2022 al 29 gennaio 2023, Milano celebra Richard Avedon (1923-2004) Richard Avedon: Relationships. 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