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6 Apr

Il pianismo travolgente di Tatiana Larionova ha sedotto i Mikrokosmi di Ravenna

Il pianismo, colonna portante della rassegna Mikrokosmi organizzata dall’Associazione Culturale e dalla Scuola di Musica “Mikrokosmos” di Ravenna, ha avuto un’altra consacrazione domenica 2 aprile con Tatiana Larionova, classe 1979, bravissima e contagiosa nella sua completa fusione con lo strumento, sulla tastiera dall’età di cinque anni, talento straordinario che tocca il virtuosismo pur non perseguendolo. Russa dalla carriera internazionale, trapiantata in Italia per amore, ha una formazione moscovita di altissimo livello: diplomata con Yuri Slerasev nella Scuola Centrale di Mosca, laureata nel 2004 al Conservatorio Caikovskij di Mosca con il leggendario Victor Merzhanov, perfezionata con Stanislav Joudenitch alla Park University di Kansas City, vincitrice di vari premi prestigiosi fra cui, emblematico, il “Milano Donna” conferitole nel 2009.
In programma le Stagioni di Ciaikovskij, l’Arabesque e gli Studi Sinfonici di Schumann. Diafana, concentratissima, il marito (il grande pianista Davide Cabassi) intento a girarle quelle pagine che evidentemente, e semplicemente, la confortavano, avendo riservato loro ben pochi sguardi, la pianista ha mostrato assoluta padronanza. Mani delicate, veloci, potenti, hanno percorso i tasti come spinte da un’energia arcana, con la tecnica magistrale indispensabile per affrontare brani del genere. Ed era chiaro che non fosse stupire con il virtuosismo lo scopo di Tatiana, bensì sedurre con la bellezza di un linguaggio musicale al cui servizio si pone con dedizione assoluta fin da quando, bambina, ne rimase incantata.
Dopo avere evocato i paesaggi del calendario di Ciaikovskij, a lei congeniali per le comuni origini, si è immersa nella sensibilità più cerebrale di Schumann: dall’Arabesque, che l’autore definiva «debole e per signore» in quanto troppo piacevole all’ascolto, alle tredici Variazioni, impegnative fino allo spasimo, di materia sonora plasmata per sondare ogni prerogativa del pianoforte. Questi due mondi, diversi fra loro ma ugualmente profondi e totalizzanti, il russo e il tedesco, Tatiana Larionova ha scandagliato con raffinatezza esemplare e guadagnandone ovazioni.
Dopo tanto impegno, al “bis” invocato a gran voce ci si sarebbe aspettati un brano di tutto riposo. Invece lei ha scelto il Secondo Studio di Paganini-Liszt, imboccando ancora una volta vittoriosamente un percorso di difficilissima digitalità e timbrica dello strumento.
Questo concerto ha concluso gli spazi pianistici dei Mikrokosmi 2017, di cui ha rappresentato uno dei momenti più alti. Ultimo tassello d’arte senza risparmio, come spesso sono le donne.

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