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17 Mar

Coltivare il talento musicale: intervista a Franco Scala e al Trio di Imola

Domenica 19 marzo alle ore 11, per i Mikrokosmi di Ravenna, Angioletta Iannucci Cecchi al violino, Clara Sette al violoncello e Marianna Tongiorgi al pianoforte suoneranno con Nazzareno Carusi, loro maestro, un programma interamente dedicato a Brahms: la Sonata op. 38, i Valzer op. 39 e la Sonata op. 78. Le tre giovani si sono incontrate nella classe di Musica da Camera, che Carusi tiene per l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri con il Maestro” di Imola, ed è nato così il Trio di Imola. Però domenica si presentano singolarmente, in duo con il loro insegnante.

Franco Scala, fondatore e direttore dell’Accademia, un’autorità della didattica mondiale, ci dice che il concerto ne incarna bene lo spirito. “Il nome ‘Incontri col Maestro’ vuole proprio significare un momento importante nella vita dell’allievo: un confronto con la ‘verità’ del musicista e con la realtà di un mestiere difficilissimo. Inoltre, vuole significare anche che il Maestro si assume l’enorme responsabilità del futuro di una vita”.

Maestro Scala, la personalità di Nazzareno Carusi è difficile da incasellare e la sua notorietà va oltre il mondo pianistico. Lui però mi ha rivelato che conoscerla e venire a insegnare a Imola gli hanno fatto riscoprire la dedizione esclusiva alla musica. Chi è per lei, Carusi?

Nazzareno Carusi è stata un’esperienza nuova anche per me. Si è presentato in Accademia in punta di piedi, chiedendomi addirittura di avere lezioni da me. L’ho sentito suonare, e non mi sono soffermato un attimo sull’idea di fargli lezione io. Bensì, mi ha portato lui nel suo mondo musicale, ricco e geniale. E’ un uomo eclettico, di grandi interessi culturali, e questo lo rende un musicista completo”.

Angioletta, Clara e Marianna, questo concerto non potrebbe avere luogo se non ci fosse a monte il ruolo dell’insegnante non solo per la tecnica, ma per la crescita umana dei suoi allievi. Quali sentimenti provate?

Rispondono all’unisono: “Gratitudine per il maestro Carusi”. Poi Marianna aggiunge: “La tensione che accompagna ogni concerto, ma anche la sicurezza di avere affianco un grande musicista”. Clara : “Responsabilità”. E Angioletta: “Onore e gioia di vivere insieme la musica di Brahms”.

Brahms è compositore attento alle radici popolari della musica. Cosa leggete fra le righe di queste pagine?

C: “Una ricchezza emotiva che non può non toccare nel profondo gli ascoltatori.” M: “Una particolare affinità, e mi auguro di trasmetterla al pubblico.” A: “Profonda adesione spirituale ed emozionale.

Siete approdate all’Accademia di Imola dopo studi musicali in regioni diverse. Perché?

A: “Per il suo respiro internazionale. E l’esperienza è stata preziosa già in questo primo periodo.” C: “Perché permette di mettersi a confronto e crescere con grandi maestri.” M: “E’ considerata una delle più importanti al mondo. E poi nella classe di Musica da Camera, oltre a un grande insegnante, ho trovato anche due amiche con le quali sto crescendo.

Insieme avete formato il Trio di Imola, che ha già avuto importanti riconoscimenti. Quali sono i vostri programmi futuri?

Suonare, suonare, suonare”.

Le saluto notando la loro bellezza. “La bellezza vera è quella della musica”.

E tornano a studiare.

 

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