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8 Feb

La Divina Commedia di Dalì

 

“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita …io non so ben ridir com’i’ v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai”

Un immaginifico cammino quello di Dante Alighieri,che nel corso del tempo ha ammaliato artisti di ogni specie, compreso l’illustre Genio del sogno: Salvador Dalì. Attraverso le sue atmosfere oniriche egli, infatti, ci narra i versi della Divina Commedia utilizzando il proprio linguaggio artistico: la pittura.

Quella pittura a cui lui ci ha abituati, piena di visioni macabre, figure molli, figure allungate e dal corpo ricoperto di cassetti. I tanti piccoli scrigni  di cui ogni uomo è costituito, servendosi dei quali Salvador ci svela l’inconscio, quell’Io che così pieno di  paure e di passioni deve essere subito celato. Sono in esposizione infatti 100 acquerelli che, realizzati tra il 1951 e il 1960,  il noto editore Joseph Foret in collaborazione con lo stesso Dalì  trasformò in stampa grazie all’utilizzo di matrici in legno.

Dalì. La Divina Commedia non poteva che essere il titolo di questa mostra, organizzata dalla Società Sistema Museo, nonché gestore del SAC Ecomuseo di Peucetia, che sarà fruibile in Puglia fino al 5 marzo 2017. Allucinazioni di un mondo ultraterreno manifestato dapprima con colori pungenti e figure dai lineamenti ben definiti, propri della fisicità dell’Inferno, per poi  ritrovarsi dinanzi figure quasi indefinibili e dai colori evanescenti del Paradiso. Una vero e proprio viaggio attraverso le cantiche sublimi che il visitatore potrà percorrere recandosi nel Palazzo de’ Mari di Acquaviva delle Fonti, nel Castello Caracciolo di San Michele di Bari e nella chiesa di Sant’Oronzo di Turi.

Una mostra itinerante dunque con tre scenari differenti e tre mete da raggiungere … ma dopotutto il Paradiso bisogna meritarlo!

 

 

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