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31 Dic

Regali importanti: i nuovi tesori della Campania

 

“Senza cultura e la relativa libertà che ne deriva, la società, anche se fosse perfetta, sarebbe una giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il futuro” (Albert Camus)

dama-di-napoliDa Campana doc certamente sarò un pochino di parte… ma Babbo Natale quest’anno ha deciso di offrirci meravigliosi doni.

Oltre la riapertura, con annesso riallestimento della sezione egizia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, riaprono infatti  anche numerose dumus  all’interno dell’area archeologica di Pompei.

Grazie al direttore Paolo Giulierini, dopo più di sei anni di chiusura delle sale a causa di salubrità delle stesse, torna fruibile una delle più antiche collezioni egizie insieme a quella del Museo di Torino.

Nata nel 1821 da acquisizioni del fondo Borgia e successivamente di Drosso Picchianti, resta una delle collezioni più complete al mondo per la presenza di pezzi unici come la scultura in granito di Imen-em–inet o la cosiddetta  “Dama di Napoli” e la preservazione di bendaggi di mummie di coccodrillo.

L’allestimento curato da Valeria Sampaolo si articola per temi e, per renderlo ancor più accattivante, all’interno delle sale sono stati utilizzati  volutamente tutti colori primari e cari al simbolismo egizio (il rosso per il deserto, la morte e il caos, il blu per il fiume, la rinascita e l’ordine, il giallo come transizione tra i due poli).

passione-di-pasife

Nuove aperture anche per Pompei. Il professore Massimo Osanna, Soprintendente per i beni archeologici di Ercolano Stabia e per l’ appunto di Pompei,  dopo ben dodici anni di chiusura, ci restituisce una delle case più ricche e  famose dell’area, “ La casa dei Vettii “. Così chiamata dal nome dei proprietari, Aulo Vettio Restituto e Aulo Vettio Conviva, una ricca famiglia di liberti dediti al commercio, la domus era posta sotto la protezione del dio Priapo, che, scelto per rappresentare la prosperità economica della famiglia, era raffigurato sia in un affresco alla destra della porta sia in una statua marmorea, anticamente utilizzata per decorare il giardino, e oggi nuovamente collocata nell’atrio della casa. Questa abitazione, inoltre, presenta un ampio giardino porticato su cui si affacciavano le stanze più ricche della casa e da ciò pertanto si evince uno  schema differente rispetto ad altre domus ad essa attigue come quella del Fauno e di Sallustio.

Fruibili dal pubblico sono i suoi incantevoli affreschi del triclinio che rappresentano scene mitologiche quali Arianna abbandonata da Teseo sull’Isola di Nasso o Dedalo che dona a Pasifae la vacca di legno, dalla quale si genererà il Minotauro.

Se tutto ciò non vi ha ancora conquistati ricordo, inoltre, che  sono state aperte  anche altre case come quella dell’Ancora e quella cosiddetta del Labirinto.

Perché si chiamano così e cosa ancora c’è da vedere lo lascio a voi… Buona scoperta e Felice Anno Nuovo!

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