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18 Lug

Sferisterio 2019, l’edizione rosso sangue

È #rossodesiderio il tema del LV Macerata Opera Festival, in scena dal 19 luglio al 12 agosto, declinato nei toni della gelosia, del potere e della possessività, evocati da Carmen, Macbeth e Rigoletto.

Carmen, Macerata 2019

Macbeth, Macerata 2019

Rigoletto, Macerata 2019

 “Portava un gonnellino rosso succinto che scopriva un paio di calze di seta bianca bucherellate qua e là, e un grazioso paio di scarpette in marocchino rosso, allacciate con due nastri color fiamma”. “Un demonio”, “una strega”, il fiore di gaggia all’orecchio, le gambe sottili e bellissime, la figura minuta, gli occhi lucenti come diamante, lo scatto dei reni pari a quello di un felino, una forza d’inferno, una inafferrabile forza amorosa, dove amore sta per devastazione e morte, come nera esaltazione e guerra”. E’ facile dire che Carmen è vista da Mérimée come un angelo del male. Eppure è così. Carmen vuole don Josè, il giovanotto basco le piace: sparisce e compare nella vita di lui come fra quinte di teatro. Lei ama tanto, senza che vi sia bisogno di parole per dire, piacere. Le basta un’occhiata per divorarlo, gettarlo via, riprenderlo, insultarlo, inebriarlo di carezze improvvise, tirarselo dietro in un’avventura sinistra, per una deriva al cui termine non può esservi che il buio pesto del nulla. La Morte. Se si pensa al rosso, appare Carmen e sarà proprio l’opera di Georges Bizet ad inaugurare stasera 19 luglio, con repliche il 28 e il 3 e 10 agosto, la LV edizione del Macerata Festival, il cui tema è #rossodesiderio, colore che inonderà dal 20 al 12 agosto lo Sferisterio, declinato dalla zingara che brucia l’istante, dal rosso del sangue versato per la sete di potere, di Macbeth, dall’estremo sacrificio di Gilda, affrontato per amore del Duca di Mantova. La direzione dello Sferisterio, con il sovrintendente Luciano Messi, il direttore artistico Barbara Minghetti e il direttore musicale Francesco Lanzillotta, ha affidato la regia del capolavoro di Bizet a Jacopo Spirei, il cast, invece, conta sulle voci di Irene Roberts, nel ruolo del titolo, al suo fianco Matthew Ryan Vickers, nei panni di Don Josè, Valentina Mastrangelo, in quelli di Micaela, mentre Escamillo avrà la voce di David Bizic. Spirei proporrà una Carmen parigina ambientata in un cabaret della capitale, dove Josè crede di poter possedere l’artista, oggetto del desiderio di tutti, ma nessuno può farlo, Carmen è una creatura che vive sul palco e solo nella fantasia degli uomini. Sul podio lo stesso direttore artistico Francesco Lanzillotta, alla guida dell’ Orchestra Filarmonica Marchigiana e del Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”, preparato da Martino Faggiani, con i Pueri Cantores “D. Zamberletti” di Gian Luca Paolucci e la Banda di palcoscenico “Salvadei”, formazioni presenti in tutte le opere. Il 20 luglio (con repliche il 26 c.m. e il 4 agosto) lo Sferisterio conoscerà un’altra sfumatura di rosso, quella del sangue versato per sete di potere, con il Macbeth di Giuseppe Verdi. E’ Lady Macbeth la musa nera, un personaggio di inusitata complessità: la sua malvagità e il suo freddo calcolo di un orrido disegno criminale, si mescolano, non di rado, a momenti di fragilità e anche di compassione. Il delirio di onnipotenza è lo specchio di quella follia per il potere in cui lei trascina Macbeth, che Verdi vuole quasi meno coinvolto e più succube, regalandogli pagine brillanti ma capaci di estrema introspezione: pensiamo al duetto dei vaticini e all’aria finale “Pietà, rispetto, amore…”. Le arie di Lady Macbeth, che giganteggia costantemente sulla scena, sono scritte per una tessitura inconsueta, solo a tratti per soprano drammatico di agilità, più volte tendente al registro di mezzosoprano, ma a cui si richiedono potenza e versatilità, oltre ad una tecnica inappuntabile, come nella scena del sonnambulismo. Sarà un Macbeth strettamente legato alla sfera del sangue, del suo colore, della generazione, del corpo grottesco, e quindi di quell’immaginario popolare ed atavico messo in luce da Michael Bachtin, quello immaginato da Emma Dante, che ne esalta la tragedia, sposandola con i riti mediterranei, carichi di simboli, co-prodotto dal Regio di Torino, dal Massimo di Palermo e dallo Sferisterio di Macerata nel 2017, e già premiato al Festival di Edimburgo con l’Angel Herald Award. Questo condensato di musica superba, opera-affresco ove l’affresco assume il compito di fungere da entità strutturale, sarà diretto da Francesco Ivan Ciampa, con Saioha Hernandez nel ruolo della Lady sanguinaria, Roberto Frontali in quello di Macbeth, mentre Alex Esposito darà voce a Banco, Giovanni Sala sarà Macduff e Rodrigo Ortiz Malcom. Il trittico operistico sarà chiuso, il 21 luglio con repliche il 27 e il 2 e 9 agosto, dalla ripresa del Rigoletto, nell’interpretazione registica di Federico Grazzini, già applaudito nel 2015, legata ai set cinematografici di Quentin Tarantino con Rigoletto, vecchio e triste clown, maledetto da sempre dalla natura, e Gilda, che dimora in una vecchia roulotte, sorvegliata da una custode corrotta, praticamente vittima di un reietto, mentre il Duca è il capo di un clan malavitoso, il cui desiderio e ostentazione del potere, non può che far scempio della purezza adolescenziale della fanciulla. La figura di Maddalena, è qui valorizzata, e posta a capo di un giro di prostitute e travestiti. Sul podio salirà Giampaolo Bisanti, con un cast che vede nel ruolo del buffone gobbo, il mongolo Amartvshin Enkhbat, voce possente, lettura musicale perfetta, come la pronuncia della nostra lingua, in quello di Gilda, Claudia Pavone, mentre Enea Scala darà voce al Duca di Mantova e Martina Belli a Maddalena, con Simon Orfila nei panni di Sparafucile. Tra gli altri numerosi eventi in calendario, da segnalare, il 23 luglio Play, spettacolo simbolo di Kataklò, la più celebre compagnia italiana di teatro acrobatico che omaggerà Macerata inserendo nella performance un nuovo numero dedicato proprio al pallone al bracciale o Pallapugno, e il 31 luglio la performance dei 100 cellos di Giovanni Sollima, uno dei più interessanti e versatili compositori e violoncellisti del nostro tempo, che ospiterà il collega Enrico Melozzi, unitamente alle feste a tema legate ai tre titoli operistici, cui si aggiunge un nuovo format, “palco reverse”, con pubblico e interpreti insieme in scena, previste per la seconda recita di Macbeth, con un dj-set verdiano legato al tema delle streghe, il 2 agosto dopo la terza recita di Rigoletto, dedicata al circo, e infine il 10 agosto dopo la quarta recita di Carmen, con lo Sferisterio che si trasformerà in una milonga, in cui continueremo a vedere “rosso”, un modo di godere ancora musica, in cui leggeremo il tango e i suoi simboli, brillantina, tacchi a spillo, glamour, gambe saettanti, sguardi severi, muscoli caldi, per quei tre infiniti minuti, durante i quali i ballerini, improvvisando, stabiliranno quella complicità, quell’intimità di sentimenti, quell’empatia, che permetterà loro di raccontarsi la propria vita.

 

 

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