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10 Ago

Un “bel raggio lusinghier” illumina il XL Rossini Opera Festival

Il Rof 2019 è dedicato a Montserrat Caballé e a Bruno Cagli: taglio del nastro domenica 11 agosto con Semiramide, per un’onda di musica che ci accompagnerà con dodici appuntamenti sino al 23 agosto, tra soirées serie, buffe e umoristiche. Nella bella Pesaro, per festeggiare il genio italiano. 

Graham Vick con Michele Mariotti

Appena concluso il 150esimo anniversario della morte di Gioachino Rossini, che ha visto imperversare per i teatri italiani Barbieri, Cenerentole e Petite Messe Solennelle, ecco un altro traguardo importante da celebrare, i quarant’anni del Rossini Opera Festival, un contenitore di studio, formazione e ascolto sempre accompagnato dallo sguardo sornione del genio di Pesaro.  Un “bel raggio lusinghier” illuminerà  la Vitrifrigo Arena l’11 agosto. La scelta del Sovrintendente Ernesto Palacio, unitamente al direttore scientifico della Fondazione, Ilaria Narici e al Presidente del Rof, Daniele Vimini, è caduta sulla Semiramide, proposta nella storica edizione critica di Philip Gossett e Alberto Zedda, forse, l’opera più perfetta fra le tante che impreziosiscono il catalogo del pesarese. Ma quel “calcolato disordine” come lo definisce Fabrizio Della Seta, è il segreto del perché Rossini è nel sentire di noi tutti, la sorpresa, la strambata che caratterizza il linguaggio essenziale ma coinvolgente e apparentemente semplice del nostro compositore, che in quest’opera ha schizzato quegli affreschi sonori dei due grandi finali d’atto, plasmando anche quel filo invisibile che lega l’Assur rossiniano al Macbeth verdiano. Cast di rilievo, con Salome Jicia nel ruolo del titolo e, al suo fianco, l’Arsace di Varduhi Abrahamyan, Nahuel Di Pierro (Assur), Antonino Siragusa (Idreno), Martiniana Antonie Azema) Carlo Cigni (Oroe), Alessandro Luciano (Mitrane) e Sergey Artamonov (L’ombra di Nino). Sarà Michele Mariotti sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il Coro del Teatro Ventidio Basso, per la regia di Graham Vick. Il 12 agosto (con repliche il 15, il 18 e il 23) andrà in scena la ripresa del “Demetrio e Polibio”, unica messinscena dell’opera prodotta dal ROF, quasi un decennio fa. Di questa opera, la Fondazione ha recentemente acquisito l’unico pezzo originale, il quartetto, prezioso per la realizzazione dell’edizione critica, a cura di Daniele Carnini, che verrà pubblicata l’anno prossimo. E’ questa la prima opera in assoluto di Gioachino Rossini, per la quale Stendhal ha speso luminose parole nella sua “Vie de Rossini”, sul quartetto “Donami omai Siveno” e circa l’incantato duetto “Questo cor ti giura amore”, per lo scrittore “è impossibile dipingere l’amore con più grazia e meno tristezza”. Un’opera che venne composta per la famiglia Mombelli in maniera alquanto frammentaria: lo stesso Rossini, ricordando a distanza di anni i contatti con questi artisti (il capofamiglia, Domenico, era tenore e capo di una singolare compagnia che prevedeva le due figlie, Anna e Ester, titolari dei ruoli di “primo uomo” e “prima donna”) narra che Domenico “mi dava delle parole ora per un duetto, ora per un’arietta, e mi pagava un paio di piastre al pezzo, cosa che mi spronava a grande attività. Così, senza saperlo, arrivai a fare la mia prima opera.” L’esecuzione saluterà nel ruolo di Lisinga Jessica Pratt, nel ruolo di Demetrio-Siveno, Cecilia Molinari, mentre in quello di Demetrio-Eumene Juan Francisco Gatell, e la voce di Polibio sarà quella di Riccardo Fassi. L’allestimento è quello storico e unico di Davide Livermore, che vede i Mombelli doppiare i cantanti quali fantasmi, fuochi fatui, prigionieri per l’eternità di quel luogo non luogo che è il  palcoscenico, mentre alla guida della Filarmonica Gioachino Rossini e del Coro del Teatro della Fortuna vi sarà Paolo Arrivabeni. Seconda nuova produzione del Rof 2019, sarà l’Equivoco Stravagante di cui non esiste autografo e la cui ricostruzione della partitura è stata frutto di un lavoro di cesello di Marco Beghelli, direttamente  sui manoscritti autografi. Ascolteremo la cavatina di Buralicchio – (Occhietti miei vezzosi ) e quella con il coro di Ernestina (Oh come tacita – Nel cuor un vuoto io provo), il quartetto “Ti presento a un tempo stesso”, che anticipa soluzioni psicologiche e drammaturgiche nell’evoluzione della storia del melodramma, il 13 agosto (repliche il 16, 19 e 22) – dal mezzosoprano Teresa Iervolino, con Paolo Bordogna nel ruolo di Gamberotto, Davide Luciano in quello di Buralicchio, Pavel Kolgatin dar voce ad Ermanno. Con loro Claudia Muschio (Rosalia), Manuel Amati (Frontino), sostenuti dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e dal Coro del Teatro Ventidio Basso, diretti da Carlo Rizzi, per la regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier. Completeranno il programma Il viaggio a Reims degli allievi dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”; il Gala ROF XL con gli interpreti delle tre produzioni in programma; la Cantata La riconoscenza; le Soirées musicales nella versione orchestrata da Fabio Maestri; due Concerti lirico-sinfonici con le voci di Varduhi Abrahamyan e Jessica Pratt e quelle di Anna Goryachova e Simone Alberghini; due Concerti di Belcanto, con protagonisti Angela Meade e Antonino Siragusa; e il gran finale  con la Rossinimania degli Italian Harmonists, che sposeranno le armonie di Rossini con lo swing, il crossover di estrazione classica e quell’elegante ironia teatrale che il cigno di Pesaro avrebbe certamente apprezzato.

In copertina: Semiramide, foto Studio Amati Bacciardi

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