TOP
19 Mar

Un giorno a Pechino. Il diario di Ivana. 3.

Conoscere la storia dei caratteri cinesi è veramente affascinante! Quelli che per noi sono dei disegni incomprensibili, rivelano di avere delle spiegazioni logiche e interessanti. Iniziamo col dire che qui a Pechino sono stati adottati i caratteri cosiddetti semplificati e perciò è più “complicato” risalire all’illustrazione celata, ma in alcune realtà come Hong Kong o Taiwan, ad esempio, si utilizzano ancora quelli tradizionali. Ovviamente. non ho nessuna intenzione di tediarvi con termini tecnici o su come è  organizzata la struttura di un carattere, ma vorrei provare a mostrarvi la bellezza e la cultura che vi si nasconde.

Per esempio si identificano molto bene i caratteri della pioggia “ yǔ ( 雨 )“ o quello del fuoco “ huŏ ( 火 )”, o ancora quello della donna “nǚ ( 女 )”, che la vede raffigurata di profilo seduta sulla ginocchia e con la schiena ed il capo inclinati.

Altri ideogrammi, invece, racchiudono dei significati ancora più intensi come ad esempio bene, “ hǎo ( 好 )“, che loro scrivono rappresentando una donna con accanto il suo bambino, oppure casa “ jiā ( 家 )”che viene indicato con un tetto con sotto un maiale. Anticamente chi possedeva questo animale in casa era considerato fortunato, in quanto rappresentativo di benessere e ricchezza; come qui da noi, quando eravamo contadini. Non per tutti i caratteri ovviamente è così, per alcuni non c’è una vera e propria storia, sono solo dei caratteri combinati e i loro componenti ci forniscono delle informazioni sul significato o sulla pronuncia, per cui non rimane altro che cercare di memorizzarli.

Per il popolo cinese, va inoltre detto, la calligrafia ha un ruolo importantissimo, anzi la scrittura viene vista come una vera e propria forma d’arte tanto da essere entrata a far parte tra i patrimoni orali e immateriali dell’Unesco. L’abilità nella scrittura è da sempre legata alla cultura e quindi allo status sociale di una persona, tanto da essere uno dei requisiti per poter accedere alle alte cariche pubbliche.

Se si è fortunati, è possibile incontrare per strada alcuni sifu, maestri di calligrafia, che utilizzando l’acqua scrivono sui marciapiedi dando vita a delle vere e proprie opere temporanee. Ovviamente, stando sul posto, non potevo non cimentarmi in questa affascinante forma d’arte, e così ho fatto una lezione di prova e – credetemi – non è stata una passeggiata! I componenti fondamentali per la scrittura sono pennello, carta, inchiostro e una pietra rettangolare su cui, come una volta, si scioglie un bastoncino nero per  ricavare l’inchiostro. Essendo noi dilettanti, ci hanno fatto esercitare con dei fogli su cui vi erano delle linee guida da seguire, perché nello scrivere bisogna seguire delle regole precise, dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra. Trascorsa circa una mezz’oretta sui tratti fondamentali e su alcuni caratteri più semplici di prova, ci hanno fatto esercitare sulla parola fortuna “fu ( 福 )” che poi ci hanno lasciato dipingere su di un tipico cartoncino rosso decorato con draghi color oro  da appendere poi  in casa come simbolo bene augurante.

E buona fortuna è!

Nessun Commento

Inserisci un tuo commento