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26 Feb

Un giorno a Pechino. Il diario di Ivana. 1.

 

Pechino, una delle grandi capitali del mondo, ricca di storia, cultura e luogo perfetto per imparare il mandarino e quindi… eccomi di nuovo qui !!

Questa volta però ho deciso di condividere le sue tradizioni e le sue meraviglie raccontandovi  un po’ quello che accade qui. Qualche giorno fa ho scoperto, ad esempio, che i telefonini cinesi hanno un’applicazione utilissima, per chi vive a Beijing (come la chiamano qui), che fornisce informazioni, oltre che sul meteo, anche sulla qualità dell’aria, questa purtroppo molto spesso è così inquinata da rendere importante indossare la mascherina protettiva al viso. Una volta verificato ciò, si è pronti per partire (mascherina alla mano) alla scoperta della città.

Qualche giorno fa ho deciso di visitare il Museo Nazionale della Cina in piazza Tienanmen: l’ingresso è gratuito, basta solo esibire il passaporto e avere la pazienza di fare tre lunghe file, due delle quali solo per superare i controlli di sicurezza. Una volta dentro si ha la possibilità di visitare varie sezioni di cui alcune dedicate ad esposizioni temporanee ed altre permanenti, come quella interessantissima riguardante la  storia della Cina antica. Quest’ultima presenta  ben otto sezioni attraverso cui vengono illustrate in ordine cronologico le fasi storiche, dalla preistoria fino alle dinastie dei Ming e dei Qing.

Protagonisti della mostra sono gli oggetti di vario tipo e dalle funzioni più disparate, come quelli adoperati per uso quotidiano o quelli utilizzati come corredo funebre. Molteplici le tipologie dei vasi e dei contenitori in ceramica, alcuni dei quali anche finemente dipinti, o degli oggetti in bronzo, riccamente decorati sia con tecniche a sbalzo sia ad incisione e dalle forme più eterogenee tra cui spiccano, sicuramente, quelle zoomorfe.

Anche in Cina, la danza e la musica erano essenziali e venivano eseguite sia durante i riti religiosi che alle cerimonie o semplicemente per puro svago; qui davvero numerosi sono gli strumenti a percussione anche se non mancano rappresentazioni anche di strumenti a corda e a fiato, insieme ad elegantissime scene di danza. Sbalorditiva poi l’esatta rappresentazione, anche se in formato ridotto, del famoso Esercito di Terracotta, quello autentico è a Xi’An, e anche dell’originale sudario del re Liu Xiu Ling, costituito interamente di giada e fili d’oro. Gioielli, come collane, bracciali, fibbie, fermagli per capelli ed anche delle lunghissime e bellissime pipe; e ancora oggetti per decorare la casa, come incensieri e vasi dalle sembianze veramente strabilianti. Presenti anche due bellissimi affreschi risalenti alla dinastia Tang rappresentanti due donne orientali, l’una colta nell’atto di suonare un liuto e l’altra nell’atto di danzare, e, sempre della stessa epoca, delle  affascinanti sculture in  terracotta smaltate con colori vivaci.

Non manca anche una sezione dedicata all’architettura, con un sarcofago risalente alla dinastia Northern, mattonelle adornate per lo più di incisioni floreali, elementi decorativi per tetti e persino la sezione di un ponte con la raffigurazione di due imponenti draghi. Impedibili poi alcuni esempi di vasi Ming, riconoscibili dai loro lucenti e sgargianti colori bianco e azzurro, con raffigurazioni di paesaggi o animali leggendari.

La mostra ovviamente è ricca di molto altro, ma preferisco che siate voi a scoprire il resto di questo immenso e inestimabile tesoro.

Io, per ora… torno a studiare!!

 

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