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6 Giu

Un giorno a Pechino. Il diario di Ivana. 7.

Qui a Pechino basta girovagare un po’ tra le strade per ritrovarsi in luoghi diversi ed inaspettati. Così è accaduto a me, la prima volta che mi sono imbattuta nel famoso distretto 798: un’area progettata negli anni ’50 per ospitare fabbriche di armi e trasformata poi in un luogo di pura creatività.

Gli edifici, in stile Bauhaus, furono ideati da architetti provenienti dalla Germania dell’Est, facenti  parte di una cooperazione militare istituita con la appena nata Repubblica Popolare Cinese con lo scopo di diventare il più grande complesso industriale-militare di tutta l’Asia. Dopo un periodo di abbandono, furono trasformati in una grande “Art Factory” anche grazie ad una geniale riconversione progettata negli anni ’90 da alcuni artisti dell’Accademia Centrale delle Belle Arti di Pechino. Ed è così che questo luogo ha assunto un volto completamente nuovo, un’imprevista e imprevedibile aria serena. Al 798 si può, almeno per un po’, staccare la spina dai ritmi frenetici di Pechino. Niente corse, niente auto con i loro mille suoni di antifurti e clacson, solo stradine in cui passeggiare tra opere d’arte, sbirciare nei coloratissimi negozietti e degustare qualcosa nelle tante caffetterie.

All’interno delle gallerie d’arte, molte ad ingresso gratuito, si può trovare qualunque cosa; sculture e dipinti sia di artisti affermati che emergenti, composizioni artistiche con cui il pubblico può liberamente interagire (io mi sono divertita con un’opera composta da lanterne di carta bianca su cui chiunque poteva lasciare una dedica o fare un disegno) e tante band per la musica dal vivo. Dalle già particolari strutture degli edifici capita di vedere venir fuori strani elementi, come i componenti di un aeroplano piuttosto che una stazione ferroviaria con tanto di treno in giacenza, dalle pareti spuntano murales di ogni sorta. Sculture di personaggi strambi che sembrano usciti da un libro di favole contribuiscono a rendere questo luogo quasi incantato, dinosauri, mostri, mele giganti, bambini che si scambiano un bacio sono solo degli esempi di ciò che qui si può incontrare passeggiando.

I negozi che si trovano in questa zona sono anche essi veramente interessanti, ci si può trovare praticamente di tutto, occhiali e accessori vintage, bigiotteria, vestiario, set da tè, articoli da regalo, bancherelle colmi di libri antichi, persino un negozio di ukulele.

Insomma, il 798 per me e per tutti gli appassionati di arte è il luogo ideale per trascorrere il proprio tempo libero, un rifugio, un’oasi tranquilla in questa caotica, frenetica e inarrestabile metropoli chiamata Pechino.

 

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