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20 Dic

Uneasy Dancer è la prima esposizione in Italia di Betye Saar, alla Fondazione Prada di Milano

“Io non cancello nulla in questa mia vita. Ogni cosa, ogni minima cosa, mi ha reso quel che sono adesso. Le cose belle mi hanno insegnato ad amare la vita. Le cose brutte, a saperla vivere.”

Queste le parole memorabili dell’icona del Reggae Bob Marley che  con la sua musica lottò contro l’oppressione politica e razziale. Ugualmente, ma con diverso stile, l’ artista Betye Saar si fa portavoce dell’identità afroamericana sfidando gli stereotipi razziali e sessisti insiti nella cultura americana. Come lei stessa dice, la sua arte “ha più a che fare con l’evoluzione che non con la rivoluzione, con la trasformazione delle coscienze e del modo di vedere i neri, non più attraverso immagini caricaturali o negative, ma come esseri umani”, dimostrando così di affrontare positivamente la vita e le sue brutture.

Ecco allora per la  prima volta in Italia, a Milano fino all’8 Gennaio, nella sede della Fondazione Prada, stabilirsi la mostra dedicata a questa novantenne Signora di Los Angeles.

L’esposizione, curata da Elvira Dyangani Ose, propone più di 80 opere tra cui  istallazioni, sculture, collage e gli immancabili assemblage.  Rhythm and Blues viene ad esempio realizzato con un pupazzetto di colore rinchiuso in una gabbia che simboleggia non più segregazione ma sopravvivenza e resistenza, mentre in Record for Hattie  foto e oggetti appartenenti alla prozia Hattie sono inseriti all’interno di una scatola e divengono un pretesto per ricordare e celebrare la famiglia dell’artista. Materiali di recupero perlopiù di uso quotidiano, oggetti personali, tracce di folclore afroamericano, tradizioni americane, asiatiche ed  europee racchiudono il segreto del successo delle sue opere destinate a  coinvolgere intimamente il visitatore.

Il movimento a spirale è il leitmotiv di questa mostra intitolata Uneasy Dancer, danzatrice incerta, sia per il modo in cui la stessa Saar si autodefinisce , sia per quel particolare modo di esprimersi. In essa  si percepisce il rincorrersi, come all’interno di un vortice, concetti di passaggio, di intersezione, di morte e di rinascita, come ben si evince dall’istallazione Alpha&omega. Quest’ultima, concepita proprio in occasione di questo evento,  si presenta in un ambiente circolare dalle pareti azzurre con cui gli oggetti presenti sembrano interagire tra loro generando uno spazio quasi atemporale. Un viaggio esoterico a cui l’uomo è iniziato e in cui gli elementi  evocano l’idea del tutto.

 

 

 

 

 

 

 

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