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23 Mag

Urbino capitale della musica antica

Tra gli appuntamenti musicali da segnalare per l’estate, assolutamente da non perdere è quello con il Festival internazionale Urbino Musica Antica, che nel 2018 festeggia la cinquantesima edizione. Mezzo secolo di concerti che, insieme ai Corsi di musica antica dedicati ad aspiranti professionisti e dilettanti, hanno contribuito a rendere celebre in tutto il mondo la cittadina marchigiana e la Fondazione Italiana per la Musica Antica che organizza questa kermesse musicale sin dal 1968.

Susanne Scholz

Per chi non conoscesse l’iniziativa, basti ricordare che ogni anno, nell’ultima decade di luglio (19 -28), Urbino, una delle città simbolo della storia dell’arte italiana, accoglie  appassionati ed esperti di musica antica, diventando luogo d’incontro di centinaia di musicisti e allievi provenienti da ogni parte del mondo – Giappone e Australia compresi – che, in un’atmosfera fuori dal tempo metropolitano, si incontrano e si dedicano allo studio e all’ascolto di un repertorio che spazia dal Medioevo al Barocco.

Alessandro Quarta

Situazione abbastanza fuori dalla norma anche in tempi in cui corsi di musica (di vario genere) proliferano in vari centri, rispetto ai quali il ‘caso Urbino’ detiene in Italia il primato temporale e l’autorevolezza che deriva da una storia unica, che è andata di pari passo con la riscoperta e l’affermazione del repertorio antico in Italia.

È a Urbino che negli anni ‘70 e ’80 – in piena preistoria rispetto alla consapevolezza italiana sull’argomento – potevi studiare flauto dolce con Frans Brüggen, ascoltare un concerto di Gustav Leonhardt e Ton Koopmann, o in anni più recenti seguire corsi di basso continuo con Ottavio Dantone e clavicembalo con Enrico Baiano. È stato a Urbino che è nata la carriera dei nomi italiani più noti del settore (pensiamo a Rinaldo Alessandrini, Alfredo Bernardini, Paolo Pandolfo, Andrea Damiani, Enrico e Marcello Gatti, solo per citarne alcuni). Del resto solo la magia di una città così atipica e lo stretto rapporto con il suo passato rinascimentale potevano essere il palcoscenico d’elezione per un festival che ridà voce agli splendori del ducato di Montefeltro che proprio nel Rinascimento ebbe il suo momento di massimo fulgore.

Dramatodia

Ricca di novità e preziose messe in scena, l’edizione ‘50’ del festival verrà inaugurata il 19 luglio con un concerto a Palazzo Ducale dal titolo La musica in Corte nel Rinascimento, che si aprirà con una lectio di Vittorio Sgarbi su Baldassarre de Castiglione e il suo Cortegiano. La programmazione proseguirà quotidianamente con numerosi nomi di spicco, come i liutisti Crawford Young e Paul O’Dette (23 luglio), programmi di approfondimento sullo stile virtuosistico di autori come Corelli (la violinista Susanne Scholz il 20 luglio) o sulla musica francese (Enrico Gatti, Francesco Corti e Juan Manuel Quintana il 25 luglio). Sarà possibile ascoltare musiche di Beethoven e Donizetti su strumenti originali (Quartetto Delfico il 22 luglio) ma anche tuffarsi nei fasti della Venezia del Seicento con un concerto-spettacolo con costumi e scene d’epoca (Dramatodia il 26 luglio). Molto spazio infine dedicato a giovani talenti emergenti, come il soprano Francesca Aspromonte, una delle maggiori interpreti della nuova generazione.

Direttore artistico, new entry di questa edizione è Alessandro Quarta, direttore e compositore, fondatore dell’ensemble strumentale e vocale Concerto romano con il quale svolge attività concertistica con particolare attenzione al repertorio Rinascimentale e Barocco.

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