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6 Feb

Italian Perspectives, il nuovo disco di Riccardo Frizza

Esce oggi 6 febbraio per Pentatone Italian Perspectives, album del direttore Riccardo Frizza registrato con la Bamberger Symphoniker alla Joseph-Keilberth-Saal di Bamberg tra il giugno 2022 e il maggio 2023. Si tratta di un importante progetto sinfonico ruotante attorno alla rinascita e all’evoluzione della musica strumentale italiana di fine Ottocento, collocandola con sicurezza all’interno della più ampia tradizione sinfonica europea. Il programma comprende la Sinfonia n. 1 di Martucci, 5 Études-tableaux di Rachmaninoff-Respighi e il Trittico botticelliano di Respighi. In Italian Perspectives, Riccardo Frizza e la Bamberger Symphoniker esplorano un repertorio che per decenni è rimasto ai margini della vita concertistica, come osserva Frizza nelle note di copertina:

«Martucci e Respighi hanno pagato a lungo, in Italia, l’essere stati incasellati in una creatività giudicata troppo accademica, l’essere percepiti come “diversi” nella patria del melodramma e, nel caso di Respighi, l’essere rimasto prigioniero di vicende biografiche e politiche – il suo rapporto con il fascismo – che hanno ostacolato una piena conoscenza della sua opera. È sconfortante, per un direttore italiano, constatare come la loro fortuna – oggi crescente, in parte anche per alcune pagine ammalianti di Martucci – trovi il terreno più fertile soprattutto fuori dai confini nazionali. Ascoltare Martucci oggi significa restituire voce a un’Italia di fine Ottocento ancora inebriata dall’opera, ma capace di guardare con curiosità e coraggio a ciò che di nuovo e audace accadeva nel sinfonismo europeo. Ascoltare Respighi significa invece riconoscere l’unicità dell’ultimo grande poeta della musica, capace, pur contemporaneo delle avanguardie, di guardare al passato con un amore commovente e insieme di esprimersi con un linguaggio profondamente novecentesco: un erede autentico, che nelle trascrizioni sapeva trasformare pagine antiche con devozione e gusto modernissimo. Per questo, dirigere oggi Martucci e Respighi non è per me una scelta occasionale, ma una necessità. La Sinfonia n. 1 di Martucci rivela modernità d’umori e rigore di costruzione; delle 5 Études-tableaux di Rachmaninoff orchestrate da Respighi mi affascina il doppio registro, accademico e sperimentale, che culmina in un’apoteosi orchestrale di rara potenza; il Trittico botticelliano resta invece uno dei capolavori del sinfonismo respighiano, nel quale il colore orchestrale incontra l’evocazione poetica con una perfezione senza paragoni».

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