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15 Mag

Riccardo Frizza dirige la prima mondiale di Olympia

Riccardo Frizza torna al Comunale Nouveau di Bologna, un teatro che negli ultimi anni lo ha visto protagonista sia nelle stagioni liriche che in quelle sinfoniche, per dirigere la prima mondiale di Olympiala nuova opera di Nicola Campogrande (venerdì 15 maggio, con repliche il 17 e 19 maggio)Olympia, che si avvale della regia di Tommaso Franchin, si interroga sui confini tra umano e artificiale, tra etica e coscienza, offrendo una riflessione in musica di stringente attualità.

«Campogrande è internazionalmente conosciuto (e apprezzato) per la coerenza del suo percorso compositivo e per un’estetica riconoscibile che non teme il lirismo né la leggibilità e l’attraenza – dichiara il Riccardo Frizza. Da vari anni compone “anche” opere, percorrendo una strada ispirata da temi molto sentiti e potendo confidare – come si conviene ad un compositore italiano di opere italiane – sulla stretta collaborazione con un librettista arguto e informato come Pietro Brodato. Così, questo duo che viaggia su binari paralleli, già nell’estate del 2022 ha iniziato a mettere mano ad un’opera sull’intelligenza artificiale, anticipando di una stagione il lancio del primo ChatGPT di OpenAI. Come per ogni opera che si rispetti – sottolinea il Maestro– , il libretto ha un precedente letterario illustre, in questo caso Der Sandmann di E.T.A. Hoffmann, angoscioso anticipatore sulla realtà alterata che si inoltra magistralmente nelle pieghe più nascoste della psiche umana, un racconto che diede uno spunto creativo fondamentale al secondo atto dell’opera fantastica Les contes d’Hoffmann di Jacques Offenbach. Due secoli dopo le allucinazioni dell’Uomo di sabbia, il punto di vista è completamente ribaltato e la bambola Olympia è diventata, da oggetto, soggetto: la creatura artificiale si pone problemi etici, ponendo l’uomo, suo ardito “creatore”, di fronte alle conseguenze di tanta audacia.

L’Olympia di Campogrande è basata su un impianto tonale e una ricerca armonica puntuale e dettagliata e ha un ulteriore punto di forza nell’orchestrazione, esuberante e ben curata. Campogrande in questo ha fatto un lavoro straordinario che trova il bilanciamento ottimale con le voci in un ordito dove gli strumenti, le tante percussioni ad esempio, si colorano di nuance affascinanti, comprendendo pennellate jazzistiche e suggestioni folcloriche».

(Foto: Riccardo Frizza © Simone Falcetta)

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