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16 Apr

L’arte contemporanea al Centro di Prato

Più di 4000 mq di sale espositive che ospitano mostre temporanee e una collezione di oltre mille opere e trecento artisti, mappando le tendenze artistiche dagli anni Sessanta ad oggi. Un archivio e una biblioteca specializzata con un patrimonio di circa 60mila volumi. Un auditorium–cinema, un teatro all’aperto, bookshop, ristorante e bistrot. Il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, dalla sua apertura nel 1988, è cresciuto a grandi passi in questo ultimo decennio, tanto da rendere necessario un ultimo (al momento, ultimo) ampliamento lo scorso 2016 a firma dell’architetto Maurice Nio di Rotterdam, ristrutturando l’edificio originario progettato dall’architetto razionalista Italo Gamberini.

Il Centro – donato alla città di Prato, in memoria del figlio Luigi prematuramente scomparso, dal Cavalier Enrico Pecci – è la concretizzazione del quasi trentennale impegno culturale sul territorio di questa famiglia, un tempo titolare dello storico lanificio, poi nel tempo diversificatasi su attività di edilizia e servizi. “Mio padre – ebbe modo di commentare la compianta Elena Pecci, sino alla sua morte (nell’autunno 2015) da sempre attiva nel Consiglio d’Amministrazione, nonché fautrice della donazione che ha consentito il progetto di raddoppio dello spazio museale – fu lungimirante nella gestione pubblico-privato e questo fu un segno di gratitudine nei confronti della città per averlo fatto viaggiare e confrontare con la globalità. Uno strumento di crescita, energia rinnovata e attrattività turistica per la nostra Prato”.

Andy Wahrol, Jacqueline (Dalla Caverna alla luna)

Ecco allora che l’essere impresa si caratterizza non solo come attività economica di beni e servizi, ma anche come realtà calata nel tessuto sociale e culturale ove ha sede ed opera. Facendosi, a braccetto col pubblico, motore di iniziative che sappiano intrattenere, e perché no educare, un pubblico di residenti e di turisti insieme. Tre, in effetti, gli aspetti essenziali della sua mission: la mescolanza tra le arti, l’intento di avvicinare l’arte alla società e il coordinamento delle attività del sistema dell’arte contemporanea in Toscana nell’ambito della rete regionale per le arti contemporanee, attraverso la collaborazione con gli altri musei e gli altri istituti culturali toscani.

Così, mentre l’attualità parla di una petizione online che chiede il rinnovo triennale dell’incarico al direttore artistico uscente Fabio Cavallucci, chiave del successo del Centro Pecci restano i suoi eventi di gran rilevanza sul piano locale, nazionale e internazionale.
Al fianco dell’attività educativa museale per le scuole di ogni ordine e grado in (temporanea) scadenza a giugno con la chiusura dell’anno scolastico, resta quindi aperta sino a 2018 la mostra inaugurata ai primi di aprile, “Dalla caverna alla luna”, un percorso espositivo all’interno della collezione del Centro Pecci a cura di Stefano Pezzato, con uno spaccato di ciò che è stato prodotto e lasciato da grandi e piccole mostre del passato, a cui si aggiungono per l’occasione alcune opere mai esposte prima o di recente acquisizione. In attesa della prima mostra personale del coreografo francese Jérôme Bel, a cura di Antonia Alampi, dal 29 aprile al 25 giugno 2017

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