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28 Apr

Un amore. Lidia Croce e Gustaw Herling

Ci sono luoghi dell’anima che restano tali anche con la scomparsa di chi vi ha abitato. È il caso di Casa Rosa, nella frazione Dragonea di Vietri sul Mare, sulle colline della Costiera amalfitana. Immersa in un bosco, era la dimora scelta da Lidia Croce e Gustaw Herling-Grudziński come buen retiro estivo dove rifugiarsi e ritrovare il contatto con la famiglia, la natura, gli amici, per lo più artisti e intellettuali, scrittori, giornalisti, pittori.

Casa Rosa

Lidia Croce era la terzogenita del filosofo Benedetto Croce e di Adele Rossi. Si era laureata alla facoltà di Lettere dell’Università di Napoli con Adolfo Omodeo, discutendo una tesi in storia del Cristianesimo; aveva sposato nel 1949 lo storico e giornalista Vittorio de Caprariis, dal quale aveva avuto il figlio Giulio. Separata, si era risposata nel 1954 a Londra con Gustaw Herling-Grudziński, lo scrittore polacco dal quale aveva poi avuto i figli Benedetto e Marta. Un grande amore, quello tra Lidia e Gustaw, sbocciato dopo una separazione (di Lidia dal primo consorte) e un suicidio, quello della prima moglie dello scrittore polacco, la pittrice Krystyna Stojanovska. Ma come si erano conosciuti Lidia e Gustaw? Lo racconta Marta Herling nell’ottobre del 2019 sul Corriere del Mezzogiorno, citando un estratto di un diario del nonno Benedetto Croce del 1944: “È venuto (a Sorrento a Villa Tritone, storica dimora che fu di Benedetto Croce, ndr) un soldato del reparto polacco, Gustavo Herling-Grudzinski, studioso di filosofia, lettore di miei volumi tradotti in tedesco, appartenente a un gruppo di cultori in Varsavia della mia filosofia; vuole tradurre miei libri in polacco». Perché il giovane Gustaw Herling-Grudziński era interessato a Croce? Nato a Kielce, in Polonia, il 20 maggio 1919, studiò Letteratura presso l’Università di Varsavia, studi interrotti quando decise di combattere da partigiano. Una scelta coraggiosa: si era all’epoca in piena spartizione prebellica della Polonia tra la Germania nazista e l’Unione Sovietica. Catturato nel 1940, fu internato in un gulag; liberato dopo due anni, entrò a far parte del Secondo Corpo polacco, col quale prese parte alla Battaglia di Montecassino. Fra i maggiori scrittori polacchi del ‘900 – la sua produzione letteraria ebbe per tema principale la denuncia dei crimini commessi dal regime sovietico – Herling-Grudziński dal 1945 visse in esilio a Roma, Londra, e poi a Napoli. Tra le sue opere più note “A World Apart: The Journal of a Gulag Survivor”, pubblicato dapprima a Londra e poi dalla stampa clandestina polacca col titolo “Inny świat: zapiski sowieckie” (in seguito fu Lidia a tradurre, dall’edizione inglese, il testo, pubblicato in Italia con il titolo “Un mondo a parte”). Nel 1994 lo scrittore vinse il Premio Viareggio Internazionale e nel 2003 il Premio Napoli alla memoria. Dopo tanto isolamento la Storia e la Letteratura si sono ricordati di lui: due anni fa il parlamento di Varsavia ha deciso di dedicare il 2019 alla memoria di Gustaw Herling-Grudzinski, organizzando una lunga serie di iniziative per celebrarne la figura e la produzione. Esiste un archivio di Gustaw Herling-Grudziński, depositato presso la Fondazione “Biblioteca Benedetto Croce” (che vide Lidia impegnata insieme alla madre e alle sorelle Elena, Alda e Silvia nella raccolta e traduzione delle opere del filosofo abruzzese) con l’accordo sottoscritto nel 2010 fra la Fondazione e la Biblioteka Narodowa di Varsavia. Ma torniamo alla storia d’amore tra i due intellettuali. L’incontro tra Gustaw e Lidia avvenne a Sorrento a Villa Tritone, dove la famiglia Croce si era trasferita per sfuggire ai bombardamenti; si rividero poi a Monaco di Baviera, si innamorarono perdutamente. Dopo il matrimonio la coppia si trasferì a Napoli, nella casa di Via Crispi, trascorrendo poi a Vietri sul Mare, nella Casa Rosa, le calde giornate estive. Il loro grande amore, di quelli che durano una vita, creò intorno alla coppia un’aura di fascino e serenità che ancora aleggia nella dimora in Costiera amalfitana, luogo al quale Gustaw Herling-Grudzinski era molto legato, perché divenuto simbolo del percorso di vita e di lavoro di un testimone per la libertà, che suggellò questo legame con la Costiera amalfitana nel suo “Diario scritto di notte”.

Una casa che lo scrittore polacco ha vissuto fino all’anno della sua morte, avvenuta nel 2000, e che è rimasta nel cuore di Lidia fino alla sua scomparsa, nel 2015. Con la fine terrena di questa coppia legata da sentimenti ed affinità elettive non è venuta meno la capacità di Casa Rosa di essere nel corso degli anni un luogo di attrazione culturale, grazie alle diverse attività dei figli, Benedetto e Marta, fatte in memoria dei genitori. A poche decine di metri da Casa Rosa, una sorta di dépendance che, per la sua strana forma, nella famiglia Croce/Herling-Grudziński è chiamata la Casa Araba – una casetta dal fascino fiabesco, fatta restaurare da Lidia Croce – l’arte e la cultura si sono appropriate dello spazio nel 2006, per la realizzazione dello short film “Three Towers”, prodotto e diretto da Yoni Bentovim e Emily Harris (still photographer e location supervisor Benedetto Herling, producer Claire Bee). Scritto da Etgar Keret e Shira Geffen, il corto celebra l’amore di coppia, quello interpretato da Lino Omoboni e Maria Del Pizzo, il cui tran tran quotidiano, fatto di fatica e ristrettezze, di vita contadina lontana dal mondo viene interrotto dalla notizia, portata dall’attore Somerled Mackay, dell’attacco alle Torri gemelle a New York. Da qui un battibecco quasi muto tra marito e moglie, fatto di sguardi cupi. La vita vera irrompe con l’acquisto di una vecchia radio e, complice la musica (“Lungo la riva scorre amore quando tramonta il sole” cantava una voce antica) la coppia si ricompone, dai musi lunghi al sorriso il passo è breve: l’amore trionfa ed è ancora una coppia esclusiva ed inclusiva come quella di Lidia e Gustaw ad essere protagonista. Ed è ancora Andrea Benedetto Herling ad animare di vita la dimora in Costiera amalfitana: nel 2018 organizzò una festa a Casa Rosa in memoria della madre. L’invito recitava così: «Il prossimo 7 aprile 2018 ci sarà una festa in memoria di Lidia Croce nella Casa Rosa, a Dragonea in Costiera amalfitana: il mio scopo e obiettivo è di dare, caricare e ricaricare la vera energia “genuina come era lei durante la sua bella vita!”. L’incontro è dedicato a Lidia Croce che io chiamavo il Faro della Cultura nel golfo di Napoli. Alla Casa Rosa sarà organizzato lo spettacolo della pizza dall’antico forno di pietra vesuviana: l’anima pizzaiola di Lidia offrirà la pizza ai benvenuti amici e l’anima della Befana (nacque il 6 gennaio 1922) preparerà i suoi regali con gli ultimi oggetti raccolti durante la sua vita in Villa Ruffo ad ogni suo amica e amico, che saranno i benvenuti nella Casa Rosa il 7 aprile». L’evento al quale parteciparono in presenza o anche a distanza numerosi rappresentanti dell’intellighenzia italiana e non solo, venne videoregistrato a cura di Antonio Cerrone per Radio Radicale e andò in onda il giorno dopo. Dalla verve intellettuale di Marta e Benedetto un altro evento ha animato più di recente Casa Rosa, nel centenario dalla nascita di Gustaw Herling-Grudzinski, per celebrare e ricordare il lavoro della sua lunga vita di combattente per la libertà: lo scoprimento di una stele, progettata dall’architetto Carlo Coppola, a forma di grande libro, realizzata dalla ceramica vietrese Pinto e da Lucio Liguori, installata nel giardino di Casa Rosa dove, in italiano e in polacco, è scritta una frase dello scrittore: “Le libertà per cui combattiamo non sono quelle personali ma sono le libertà per gli altri”.

Lidia e Gustaw

Sempre nel 2019 in memoria del letterato polacco venne organizzato il festival “Napoli di Herling” e fu pubblicato nella collana “I Meridiani” Mondadori, il volume “Etica e letteratura. Testimonianze, Diario, Racconti”, che colloca l’opera di Gustaw Herling-Grudzinski fra i classici della letteratura universale. L’ultimo atto di amore e devozione verso i propri genitori – ultimo solo in ordine temporale – è la pubblicazione “Per Lidia Croce – Ricordi e testimonianze” (ed. Bibliopolis), fresco di stampa, con l’introduzione di Elena Alessiato e gli interventi e le testimonianze di tanti amici in ricordo di Lidia Croce, con numerosi testi pervenuti da tanti letterati ed artisti stranieri. In appendice, ricordi e attestazioni della stampa, le commemorazioni di Fulvio Tessitore e di Carlo Iannello del 2015 ed una poesia della Croce, del maggio 1947, da “Diario”, conservata nell’archivio di Gustaw Herling Grudziński. Un’altra poesia di Lidia Croce chiude il libro, corredato da diverse immagini tra le quali quelle felici di Lidia con Gustaw, a Casa Rosa.

8 Commenti
  • Maria Giustina Laurenzi

    Molto interessante e sempre bello conoscere la storia d’amore di due intellettuali che hanno scelto la costiera amalfitana, nella sua parte alta, per vivere tra i momenti più belli della loro vita insieme.

    28/04/2021 at 15:45 Rispondi
  • Claudia izzo

    Un ringraziamento sentito a Caudia Bonasi per averci offerto una panoramica su personaggi e luoghi della nostra terra, della nostra cultura. Come a dire che non si finisce mai di scoprire quanta vita sia passata nei nostri bei luoghi, quante menti eleganti e profonde vi abbiano creato fermento intellettuale e bellezza…

    28/04/2021 at 16:04 Rispondi
  • beatrice

    Grazie, un gran bell’articolo!

    28/04/2021 at 17:17 Rispondi
  • Oswy

    Sono contento di ritrovarti qui come al solito ricordi e affettuosi incroci da compagni di banco a tutt’ oggi un dolce ricordo nel frattempo la storia continua eravamo giovani e abbastanza hippy belli liberi e fuori da tutti gli schemi qualcuno ne porta le cicatrici qualcuno si è perso……

    28/04/2021 at 19:12 Rispondi
  • umberto

    Bellissimo articolo. Sempre interessante.

    29/04/2021 at 06:51 Rispondi
  • Salvatore Dell'Isola

    Interessante articolo. Una bella pagina di storia!

    29/04/2021 at 11:16 Rispondi
  • Natalia Bonasi

    Bellissimo articolo che arricchisce di emozioni e informazioni la conoscenza della nostra amata costiera

    02/05/2021 at 04:41 Rispondi
  • Maria Gabriella Esposito

    Non conoscevo l’esistenza della “Casa Rosa” e dopo aver letto questo articolo., sicuramente sarà una meta da visitare. Claudia Bonasi ha riportato alla luce una interessante pagina di storia intrisa di sentimenti e soprattutto di amore!

    05/05/2021 at 16:46 Rispondi

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