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24 Set

Vieni t’affretta! Macbeth apre il Festival Verdi del Regio di Parma

Giunge alla sua XVIII edizione il Festival Verdi di Parma. E, per festeggiare la sua maggiore età, inaugura giovedì 27 settembre 2018 (anche in diretta televisiva su RAI 5 e radiofonica su Radio 3) al Teatro Regio di Parma con la prima versione di Macbeth, composta da Verdi nel 1847, nell’edizione critica curata da David Lawton. Il nuovo allestimento reca la firma di Daniele Abbado, con i costumi di Carla Teti e le luci di Angelo Linzalata; mentre a guidare la compagine orchestrale della Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma sarà Philippe Auguin. Protagoniste alcune delle voci italiane oggi più apprezzate in ambito internazionale, tra cui Anna Pirozzi (Lady Macbeth), Luca Salsi (Macbeth), Michele Pertusi (Banco) e Antonio Poli (Macduff). Quest’ultimo, in particolare, si alternerà con Giovanni Sala presente per la sola recita del 18 ottobre insieme a Vladimir Stoyanov (Macbeth) e Davinia Rodriguez (Lady Macbeth). “È all’amore di Verdi per il teatro shakespeariano – racconta

Macbeth (anteprima dalla prova generale)

Daniele Abbado nelle sue note di regia – che si deve questa grande creazione. Nel Macbeth che andrà in scena al Festival Verdi sono partito proprio dalla ricerca delle risonanze tra le due opere e da quanto Verdi ha trasferito e a tratti rinnovato nella sua scrittura. È un progetto che vive di un doppio registro: da una parte un mondo di immagini generate da buchi neri, da una nebbia costante, immagini che questi buchi neri inevitabilmente riassorbono; dall’altra un mondo di apparizioni, allucinazioni, drammatiche e a volte quasi carnascialesche. Alla fine dell’opera, l’immagine di una natura ostile, pietrificata nell’assenza d’amore. Assenza di Dio”. La nascita dell’opera risale al 1847 quando l’impresario Alessandro Lanari commissionò al genio di Busseto un’opera che potesse andare in scena al Teatro di via della Pergola a Firenze: fu così che, su ispirazione della celebre, cruenta e fosca tragedia shakespeariana, nacque Macbeth. La cura del libretto fu affidata a Francesco Maria Piave, con interventi di Andrea Maffei.

Un giorno di regno (anteprima dalla prova generale)

Le Trouvère (anteprima dalla prova generale)

Altri titoli scelti per questa XVIII edizione del Festival sono Attila, affidato alla profonda analisi di Andrea de Rosa con la collaborazione di Aurelio Colombo per le scene, Trouvère, a Robert Wilson, il cui genio interpretativo e il cui rigore formale si misureranno con lo spazio affascinante del Farnese, e Un giorno di regno, nell’elegante allestimento di un grande maestro come Pier Luigi Pizzi, qui reinventato da Massimo Gasparon ed ispirato proprio a queste terre. Fil rouge ad accomunarli l’espressione del male fatta di elementi soprannaturali, mistero e paura. Macbeth e Lady Macbeth nel titolo d’apertura, la zingara Azucena, Attila, il flagello di dio, il Re degli Unni che minaccia e distrugge Roma, seminando il panico tra la cristianità. Cupi presagi, paura, apparizioni fatali, dimensioni oniriche, visioni allucinatorie, sangue, morte, fuoco, violenti omicidi, terrore: le streghe di Macbeth con la loro profezia, il fantasma di Banco, il “soffio procelloso” che spegne i fuochi nel campo degli Unni, il padre che appare in sogno a Odabella, il sogno premonitore di Attila, la pira che arderà Azucena e il rogo dell’infante; immagini forti, ai limiti dell’orrore. Ancora, ad arricchire la programmazione, appuntamenti speciali come il Gala in memoria di Giuseppe Verdi, il concerto al Teatro Regio di Parma che vedrà Roberto Abbado sul podio alla guida della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani.

 

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